Complimenti per la simpatica incursione turistico-culturale ed eno-gastronomica (in particolare per i precisi riferimenti “bilingui” alle classiche pietanze Shenkostandinit) al collega Vittorio Stagnani, apparso su “La Gazzetta” 17.7.( Guida per l’Estate).
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SantaSofiaOld.jpgLa storia ci insegna che spesso ogni cosa buona è stata distrutta per essere poi faticosamente ritrovata e riaffermata; questo travaglio è rimasto impresso nei volti delle antiche città ed appare evidente anche nei nostri centri Arbëreshe, i quali aggrediti con manomissioni ed interventi di manutenzione inconsapevoli delle valenze storiche e culturali che esse rappresentavano, vanno sempre più abbandonando quel aspetto tipico ed unico che da sempre ha caratterizzato questi luoghi, amplificati da un altro fattore altrettanto determinante, forse anche più peri­coloso: la caduta della qualità.
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La nostra mente per facilitare la propria attività conoscitiva crea immagini rigide e semplificate, con le quali si qualificano positivamente o negativamente le persone. Tali  attribuzioni finché restano nei limiti del carattere soggettivo, relativo e non esaustivo o definitivo, hanno una loro utilità nella funzione di aiutare la mente ad organizzare le conoscenze in categorie, ma quando travalicano questo limite, sfociando in  giudizi permanenti, fossilizzati,  allora diventano pregiudizi, atteggiamenti aprioristici verso gli altri. Nascono così gli stereotipi.
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La Sede di Roma è diventata la Cathedra magisteriale più alta del mondo per quanto riguarda l'aspetto religioso. Essa però è oggetto di discussione tra i cristiani. Ortodossi e protestanti, pur riconoscendole un ruolo storico e morale di importanza singolare, non credono di poter accettare che, come dichiara la Costituzione dogmatica sulla Chiesa del Concilio Vaticano II, Dio ha costituito il vescovo di Roma successore di S. Pietro, quale "perpetuo e visibile principio e fondamento di unità" (Lumen Gentium, 23) e che egli, a questo titolo, gode di un primato di giurisdizione sulla Chiesa di Dio.
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Tratto dalla rivista Jesus, Aprile 2008: in edicola in questi giorni.

Esclusiva di Jemi.it

Dal balcone della curia scruta il corso principale con l’occhio di un padre buono. Conosce i suoi fedeli quasi uno per uno. Non sono tanti, poco più di 30 mila, per una diocesi che, con quella di Piana degli Albanesi, è la più piccola in Italia. «Siamo come il lievito», dice monsignor Ercole Lupinacci, da ventuno anni vescovo di Lungro, dopo essere stato per sei anni alla guida della diocesi siciliana. «La nostra diversità di lingua e di rito dà una maggiore ricchezza alla Conferenza episcopale ed è segno di quella unione che le Chiese cristiane vanno cercando».

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San NiloNato da una famiglia aristocratica di Rossano Calabro, si convertì alla vita ascetica dei monaci bizantini e percorse l’Italia meridionale fondando ovunque comunità di preghiera. Dell’opera di san Nilo resta il monastero cattolico di rito greco di Grottaferrata, esempio di dialogo ecumenico tra Oriente e Occidente.
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cupola.jpgTratto dalla rivista Jesus, Aprile 2008: in edicola in questi giorni.
Esclusiva di Jemi.it 
Una piccola diocesi, con una lunga storia e un grande patrimonio spirituale. È questo l’identikit dell’eparchia di Lungro: in questa porzione della provincia cosentina, infatti, vive da seicento anni una comunità di origini albanesi la cui fede, di tradizione bizantina, si è conservata e integrata nella Chiesa cattolica.
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Ka sënduqi...

ATTUALITÀ

Giovedì, Novembre 18, 2004 Luigi Boccia Chiesa e Religione 8387
Discorso pronunciato da S.E. il Card. Camillo...
Lunedì, Gennaio 23, 2006 Luigi Boccia Chiesa e Religione 12558
Secondo la tradizione, i territori dell’attuale...

LA LINGUA - GJUHA JONE

Domenica, Novembre 13, 2005 Luigi Boccia Grammatica 30341
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Martedì, Marzo 07, 2006 Pietro Di Marco Aspetti generali 12267
E ardhmja e natës agimi. Ti e prite. E ardhmja e agimit dita e plotë. Ti e rrove. E ardhmja e ditës mbrëmja. Ti u krodhe në të. E ardhmja e mbrëmjes...