Caro Gianni,
    in primo luogo ti ringrazio per aver risposto pubblicamente alle mie note chiarendo  e motivando il tuo contributo al progetto. Cercherò di risponderti per punti e evitando inutili polemiche che non servono a nessuno.
.

 

Io non sono un albanologo e non ambisco ad esserlo né di domenica né nei giorni feriali. Cerco solo di fare e scrivere qualcosa di utile per noi arbëreshë e per farlo non c'è bisogno di nessuna patente ma basta confrontarsi proponendo le proprie idee. Tentare di dare più forza alle proprie opinioni ergendosi sulla cattedra di Albanologia e dando del dilettante al proprio interlocutore è una scelta poco elegante e poco corretta, specie quando l'oggetto del dibattere è un progetto il cui obiettivo doveva essere la promozione turistica e in questo settore, ahimè si è visto, non mi risulta che nessuna delle persone coinvolte sia un professionista.

Continuo a pensare che questo progetto costituisca un'occasione sprecata. Soldi pubblici spesi male che non porteranno nessun risultato e, men che meno, turisti. Scommettiamo?

Per quanto riguarda la scheda che tu chiami "turistica" su Lungro, le mie perplessità rimangono inalterate anche dopo aver letto i tuoi commenti. Infatti, pur non disconoscendo la storia del mio paese e le sue attitudini politiche non capisco cosa queste c'entrino con il turismo. E' come se la riviera romagnola pubblicizzasse il proprio territorio mettendo in mostra i dati delle elezioni degli ultimi decenni piuttosto che le peculiarità capaci di attrarre turisti. Questi "fatti" politici, appunto, col turismo non c'entrano un fico secco né io ho mai neppure pensato di negarli e neppure di commentarli. Il vero problema è che, mi spiace dirlo,  questa scheda farebbe scappare i turisti che decidessero di leggerla invece che attrarli.

Inoltre, la scelta di non citare il contributo di Lungro al Risorgimento italiano così come la mancata menzione del Museo Etnico Arbëresh di Civita continuano a sembrarmi anomalie pesantissime, rese ancora più gravi dal fatto che le schede, come tu scrivi, sarebbero destinate ai turisti. Così come non mi pare plausibile la tua giustificazione "non c'era spazio" perché lo spazio che si ha a disposizione si attribuisce in base a vincoli di priorità e gli aspetti da me citati sono di primaria importanza per i due paesi. Per quanto riguarda Lungro e il Risorgimento, cito l'articolo "Come Lungro deve onorare il titolo di "Città del Risorgimento / Qytet i Risorxhimentit" del compianto Alfredo Frega e "Un esercito per Garibaldi", scritto da Gian Antonio Stella e apparso nelle pagine culturali del Corriere della Sera nel marzo 1999 (sic!). Evidentemente il Corriere della Sera quel giorno aveva spazio libero e non ha trovato di meglio che riempirlo facendo scrivere quattro fesserie su Lungro all'ultimo dei suoi giornalisti.

Chiunque abbia trascorso qualche ora a Civita si è certamente reso conto che il cuore pulsante del paese, questo sì "volano" per il turismo locale da quasi un cinquantennio, è il Museo Etnico con annessa rivista Katundi Ynë che ti rifiuti pure di menzionare. E' questo, lo ricordo, il museo più visitato d'Arberia e non in virtù di vincoli familiari come s'insinua, e neppure perchè lì c'è gente che lavora seriamente da tanti anni, domeniche comprese, ma perchè esiste un registro dei visitatori visibile a tutti e che certifica questa denominazione.  Le firme che i turisti da ogni parte del mondo appongono ogni anno su quel registro sono l'unico fatto che conta quando si parla di turismo arbëresh.

Il vero tentativo di manipolazione della realtà è ignorare queste evidenze. Tra l'altro, i testi sono solo un tassello di un progetto che suscita forti perplessità per l'impianto generale e la sua reale efficacia. Sfido, ad esempio, gli abitanti dei paesi coinvolti a reperire il materiale destinato ai turisti. Sarà un'impresa difficile per loro, figurarsi per gli ipotetici turisti.

Continuare a sprecare le poche occasioni di sviluppo che abbiamo, è chiaramente inaccettabile. Le nostre comunità stanno morendo e con esse la cultura che dovrebbero sottendere. Ciò significa che ogni iniziativa che non produce risultati, ogni soldo sprecato è un vero delitto. Ho inteso divulgare le mie note insieme a quanto si è prodotto nell'ambito di questo progetto per permettere ai lettori di Jemi di fare le riflessioni  che riterranno giuste mettendo sulla bilancia i costi dell'operazione (126 mila euro) e i risultati ottenuti.  Staremo a vedere.

 

Me shumë të fala,

 Luigi

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