Presentazione
“Dà a noi il pane quotidiano” …è la preghiera del Padre Nostro, la quale detta più volte al giorno dà il senso della vita, recitata in un luogo consacrato crea comunità, spirito familiare, solidarietà sociale e spirituale.
I nostri antenati pensavano di dissodare la nuova terra, che li aveva accolti per vivere con dignità e per conservare, elevare la fede e lo spirito cristiano. Per questo motivo avevano abbandonato la loro patria, l’Albania, affinché non fossero sottomessi al mondo ottomano.
Arrivati in Italia intorno al mille cinquecento firmavano le capitolazioni con le autorità locali, vivendo i primi tempi nei pagliai. Una volta stabilitisi hanno cercato di costruire le loro abitazioni in pietra.
Per rispondere alle esigenze dello spirito, sempre in cerca di manifestarsi in varie forme, sono stati spinti a edificare i luoghi sacri nei diversi ambienti abitati con lo scopo di accrescere la loro felicità interiore e le loro soddisfazioni spirituali.
Ciò ha insegnato la Storia di tutti i tempi.
Anche le piccole comunità vive e creative parlano non solo al passato, all’oggi, ma anche al domani.
Civita, nella sua breve storia, ben radicata nella propria tradizione greco bizantina non poteva essere assente nell’esprimere il suo particolare sentimento religioso.
Le varie Cappelle sono un pezzo di storia, segno di saggezza che sa parlare pure all’uomo di oggi e si innesta nel vissuto e lo illumina. Pertanto la breve esposizione di Vincenzo Bruno è preziosa, sviscera con semplicità diversi momenti di vita religiosa.
Scorrono figure innominate di uomini, di donne che hanno perseguito sentimenti di pietà, di santità, di partecipazione, di immedesimazione nel segmento del loro tempo e spazio, contemplando il mistero di Dio attraverso la testimonianza dei Santi, ricordati in queste Cappelle sparse nei rioni e nelle contrade.
Infine hanno edificato alla fine del mille cinquecento al centro del Paese la maestosa Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta, vanto della Comunità intera.
zoti Antonio Trupo