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contrade e santi 1Pubblicato, per volere di papàs Antonio Trupo, il volume "Civita: contrade e santi" di Vincenzo Bruno.

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 contrade e santi 2

 



Presentazione

“Dà a noi il pane quotidiano” …è la preghiera del Padre Nostro, la quale detta più volte al giorno dà il senso della vita, recitata in un luogo consacrato crea comunità, spirito familiare, solidarietà sociale e spirituale.
I nostri antenati pensavano di dissodare la nuova terra, che li aveva accolti per vivere con dignità e per conservare, elevare la fede e lo spirito cristiano. Per questo motivo avevano abbandonato la loro patria, l’Albania, affinché non fossero sottomessi al mondo ottomano.
Arrivati in Italia intorno al mille cinquecento firmavano le capitolazioni con le autorità locali, vivendo i primi tempi nei pagliai. Una volta stabilitisi hanno cercato di costruire le loro abitazioni in pietra.
Per rispondere alle esigenze dello spirito, sempre in cerca di manifestarsi in varie forme, sono stati spinti a edificare i luoghi sacri nei diversi ambienti abitati con lo scopo di accrescere la loro felicità interiore e le loro soddisfazioni spirituali.
Ciò ha insegnato la Storia di tutti i tempi.
Anche le piccole comunità vive e creative parlano non solo al passato, all’oggi, ma anche al domani.
Civita, nella sua breve storia, ben radicata nella propria tradizione greco bizantina non poteva essere assente nell’esprimere il suo particolare sentimento religioso.
 
Le varie Cappelle sono un pezzo di storia, segno di saggezza che sa parlare pure all’uomo di oggi e si innesta nel vissuto e lo illumina. Pertanto la breve esposizione di Vincenzo Bruno è preziosa, sviscera con semplicità diversi momenti di vita religiosa.
Scorrono figure innominate di uomini, di donne che hanno perseguito sentimenti di pietà, di santità, di partecipazione, di immedesimazione nel segmento del loro tempo e spazio, contemplando il mistero di Dio attraverso la testimonianza dei Santi, ricordati in queste Cappelle sparse nei rioni e nelle contrade.
Infine hanno edificato alla fine del mille cinquecento al centro del Paese la maestosa Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta, vanto della Comunità intera.


zoti Antonio Trupo

 

 

 


Praefatio : due parole di esordio


Quando diversi anni addietro io e Don Antonio abbiamo pensato di stampare una testimonianza sulla Chiesa di Santa Maria Assunta in Civita, eravamo indecisi se arricchire la pubblicazione anche con altre notizie, per esempio, sulle Cappelle oppure sui siti, legati ad una toponomastica religiosa, che si incontrano nell'ambito del territorio del nostro Comune. Abbiamo optato, poi, per la soluzione di un discorso monografico sulla Chiesa Matrice e sulla funzione sacra del tempio.
Di conseguenza, oggi, si potrebbe ambire a passare alla seconda fase di quel lavoro, cioè al presente libretto, che ci guida tra "le contrade e i santi" a Civita, ma che nello stesso tempo offre notizie sul rito e su come il popolo della comunità civitese viveva o vive le ricorrenze liturgiche, cadenzate durante l'anno. Di costoro si è trattato, tenendo presenti sia la manifestazione e l'estrinsecazione del sentimento del sacro, sia l'aspetto folklorico.
Di luoghi e di edifici si è data una lettura solo in parte storico-artistica, considerata la inconsistenza di strutture materiali o la vacuità di documenti. Ci si è affidati, invece, ad una prassi più spesso letterario-romanzesca.
Si è dunque porto ascolto a sensazioni ed emozioni, con il richiamo alla memoria di condizioni psicologico-affettive proprie di un "abitante" parte in causa.
L’estensore di questo testo spera da un lato di fare rivivere per i propri concittadini realtà ed esperienze, non solo sue, muovendosi nella dimensione del ricordo;…mentre si è disposti d'altra parte a disegnare un paesaggio complementare a quello più oggettivo e più appetibile per i visitatori di Civita, i quali per ventura si siano trovati ad avere tra le mani questo libretto.
l’autore

 

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