Le
vie principali di San Demetrio Corone e le suggestive stradine dei
vecchi rioni echeggeranno, dalle prime ore di questo pomeriggio, di
lamenti impressionanti e stridenti rumori di catene e campanacci,
trascinati da una banda di giovani coperti con pelli di capra o pecora,
dal volto tinto di nero, enormi corna in testa e terribili
nell’aspetto. Sono “i diavoli”, uno dei pochi segni della tradizione
carnevalesca sandemetrese.
Sinistri
personaggi tornati ad aggirarsi in lungo e in largo per il centro
abitato in cerca di offerte in denaro e vivande. La sceneggiata delle
maschere infernali viene riproposta da un gruppo di giovani uniti dal
forte attaccamento a una tradizione che resiste alla modernità e alle
tante proposte della società consumistica. Inalterate le sensazioni che
le orrende maschere ancora oggi suscitano nell’immaginario collettivo:
timore e nello stesso tempo attrazione verso il diabolico. Una presenza
minacciosa e costante nella vita di ognuno, contro la quale, comunque,
l’uomo lotta anche per appagare i suoi desideri, abbandonandosi al
divertimento, ai piaceri della vita e alla trasgressione, come accade
in questo periodo, il più pazzo dell’anno.