Preambolo allo Statuto
1). La FAA riunisce in Federazione le associazioni operanti nel territorio nazionale che si propongono la tutela, la salvaguardia e la promozione della lingua albanese, nonché del patrimonio immateriale e materiale delle comunità arbëreshe d’Italia. Riconosce l’autonomia delle associazioni federate e non interferisce nelle loro atti- vità tranne in casi eccezionali di palese contrasto con gli indirizzi e le deliberazioni assunte. Li rappresenta nelle relazioni esterne.
2). La lingua arbëreshe è seriamente minacciata dalle nuove tecnologie delle comu- nicazioni e dalla modernizzazione delle relazioni sociali e, dopo circa sei secoli di presenza in Italia, rischia l’estinzione. Qualora ciò dovesse accadere l’effetto sarà drammatico e determinerà la progressiva estinzione di ogni espressione della cultu- ra orale che nel tempo ha caratterizzato il patrimonio della diversità arbëreshe; così come diventerà irreversibile il processo di trasformazione delle comunità albanofo- ne da luoghi di produzione di cultura “viva” a soggetti museali e inerti. Allo stato, mentre è aumentato il numero degli alfabetizzati in lingua albanese, è cresciuto notevolmente il numero dei laureati in lingua e letteratura albanese, sono sorte numerose associazioni finalizzate alla valorizzazione della musica e del canto popolare, della ricerca storico e letteraria, del teatro, della tradizione e del folklore, la progressiva diminuzione dell’uso della lingua evidenzia con drammaticità il veloce processo di omologazione nella cultura standard e la cancellazione della presenza arbëreshe in Italia. Viene così vanificato l’attività del vasto movimento popolare ispirato e sostenuto da personalità, associazioni e istituzioni locali, che, nato già nella seconda parte del se- colo scorso, si è dispiegato sia nelle regioni dell’Italia meridionale dove esistono co- munità arbëreshë che nei luoghi della diaspora arbëreshe di tutto il territorio nazio- nale e ha originato una intensa coscienza della propria diversità linguistica, una po- liedrica attività culturale espressa nella lingua madre, una poderosa produzione nel campo della ricerca sociale e antropologica, in letteratura, nella musica, nel teatro e nella danza popolare. A questo atteggiamento dicotomico della comunità albanofona, da una parte il pro- gressivo abbandono della parlata in ambito famigliare e nella comunicazione interna alla comunità e, dall’altra, la crescita considerevole di uomini e donne impegnati nel-
la tutela linguistica e nella produzione di nuove espressioni culturali, non corrispon- de un adeguato sostegno da parte delle istituzioni di governo. La classe politica re- gionale e nazionale si mostra indifferente e insensibile nonostante l’esistenza della legge 482/99, della L.R. della Calabria n. 15/2003 e di altre leggi regionali dove esi- stono comunità albanofone. Altresì indifferenti, nonostante sollecitazioni e richiami, si mostrano anche le istituzioni scolastiche ad ogni livello, nonché l’ente pubblico radio televisivo italiano.
3). Tuttavia, seppur di fronte ad una situazione drammatica, sull’orizzonte si pro- spetta l’opportunità offerta dall’Unesco con la Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale (Parigi 17 ottobre 2003) nel cui art. 1 è scritto che tra i suoi scopi si prefigge di: “a) salvaguardare il patrimonio culturale immateriale; b) assicurare il rispetto per il patrimonio culturale immateriale delle comunità, dei gruppi e degli individui interessati; c) suscitare la consapevolezza a livello locale, na- zionale e internazionale dell’importanza del patrimonio culturale immateriale e assi- curare che sia reciprocamente apprezzato; d) promuovere la cooperazione interna- zionale e il sostegno.”, e nell’art. 2 stabilisce che per “patrimonio culturale immate- riale” s’intendono le prassi, le rappresentazioni,le espressioni, le conoscenze, il know-how – come pure gli strumenti, gli oggetti, imanufatti e gli spazi culturali asso- ciati agli stessi – che le comunità, i gruppi e inalcuni casi gli individui riconoscono in quanto parte del loro patrimonio culturale.” Tale Convenzione, insieme al Trattato sulla UE del 1992, agli artt.126 e 128, al- la Carta Europea per le Lingue Regionali o Minoritarie del 1992; alla Carta Europea dei Diritti Fondamentali della UE del 2000 e alla Risoluzione del Consiglio sulla di- versità linguistica del 14 febbraio 2002, costituisce lo strumento innovativo per il prossimo impegno nella tutela e salvaguardia della lingua. In questo senso la FAA, diventa la struttura naturale abilitata ad avviare insieme alle singole personalità e ai cittadini arbëreshë la pratica di riconoscimento Unesco del patrimonio culturale delle comunità storiche degli italo-albanesi.
4). Nonostante tale obiettivo non bisogna trascurare l’attività di sollecitazione e di proposta verso le istituzioni locali, regionali e nazionali. Come altresì importante è l’esercizio di controllo sulla spesa pubblica e sulla attuazione della legislazione pre- sente compreso i relativi regolamenti attuativi. Ma, soprattutto, è necessario procedere nell’analisi attenta della legislazione e della normativa attuativa delle regioni e del governo nazionale per individuare nella legi- slazione ordinaria delle politiche dello sviluppo locale le opportunità e le soluzioni che garantiscono il sostegno finanziario per la difesa della struttura urbanistica del paese arbëresh, il suo patrimonio architettonico e monumentale, il suo sviluppo ru- rale, la salvaguardia del territorio. Tutto ciò per impedire lo spopolamento dei centri arbëreshë e la loro morte demografica. Va inoltre incentivata e favorita la nascita di
associazioni e di piccole imprese giovanili impegnate sul terreno economico e pro- duttivo, nel turismo e nei beni culturali, nei servizi culturali.
5) Nel rispetto della autonomia delle associazioni aderenti e nella pratica della non interferenza nelle loro attività, la FAA è impegnata a costruire relazioni con le varie- gate forme associative della comunità storica arbëreshe nel territorio nazionale ed estero, a relazionarsi con altre forme associative della recente diaspora albanese in Italia e nel mondo scaturita a seguito del cambiamento di sistema politico in Alba- nia. Inoltre è impegnata a ricercare forme di collaborazione con le amministrazione comunali arbëreshë, le parrocchie delle Eparchie di Lungro e Piana degli Albanesi, l’Esarcato di Grottaferrata, il sistema scolastico locale e regionale, le università nella cui programmazione sono presenti facoltà o corsi di Lingua e letteratura albanese.
6) La FAA concentra la sua iniziativa sullo studio analitico dei deliberati degli organi- smi europei e internazionali, nella formulazioni di proposte legislative e regolamen- tari, nella elaborazione di programmi e proposte operative di carattere generale che riguardano, oltre alla salvaguardia della lingua, la difesa e lo sviluppo del territorio, la salvaguardia dei beni architettonici e monumentali, la continuità del proprio pa- trimonio immateriale. Organizza direttamente, senza entrare in contrasto con le associazioni locali, attività di esclusivo interesse generale e coinvolge in primo luogo i propri aderenti.