Lo sorso resso lo studio notarile Camilleri in Spezzano Albanese, si è formalmente costituita l’associazione denominata Federazione delle Associazioni Arbëreshë (FAA). Una struttura di coordinamento dell’esistente associativo arbëresh, che rompe la tradizionale frammentazione interna alle comunità storiche per cercare nel lavoro comune le modalità più efficaci per sopravvivere come realtà linguistica altra.
La formula del rispetto dell’autonomia operativa di ogni associazione in continuità con le finalità fondative sembra essere diventata al soluzione aggregativa più convincente.
L’altro elemento innovativo è costituito dalla pari dignità di ogni associazione nel momento in cui avanza l’adesione di ingresso nella FAA e ne riceve l’iscrizione. Tutto ciò è consentito dall’avere stabilito nello statuto la pari dignità di voto nell’Assemblea, unico organismo deliberante e composto di un solo componente per ogni associazione aderente.
L’assemblea degli aderenti ha preliminarmente approvato un preambolo sulle direttrici da seguire e sui temi cui impegnarsi nella propria attività.
Sono stati inoltre eletti gli organismi esecutivi: Presidente, Comitato Direttivo, Comitato di Garanzia, nelle persone di Damiano GUAGLIARDI (Presidente), Costantino BELLUSCI, Vincenzo BRUNO, Giuseppe CACOZZA, Michele GRECO, Cataldo PUGLIESE , Maria Antonietta RIMOLI (componenti il Direttivo). Per il Comitato di Garanzia sono stati eletti: Francesco PERRI (Presidente), Demetrio CORINO e Alfio Antonio MOCCIA, componenti.
Le associazioni presenti nell’atto costitutivo erano nel numero di 16; altre sette sono già aderenti ma assenti perché fuori regione o impediti per impegni inderogabili.
L’obiettivo che il Direttivo si è posto per la fine del 2016 è individuato in 40 associazioni aderenti. La quota associativa per il 2016 è la stessa cifra depositata da ogni associazione per le spese notarili.
Preambolo allo Statuto
1). La FAA riunisce in Federazione le associazioni operanti nel territorio nazionale che si propongono la tutela, la salvaguardia e la promozione della lingua albanese, nonché del patrimonio immateriale e materiale delle comunità arbëreshe d’Italia. Riconosce l’autonomia delle associazioni federate e non interferisce nelle loro atti- vità tranne in casi eccezionali di palese contrasto con gli indirizzi e le deliberazioni assunte. Li rappresenta nelle relazioni esterne.
2). La lingua arbëreshe è seriamente minacciata dalle nuove tecnologie delle comu- nicazioni e dalla modernizzazione delle relazioni sociali e, dopo circa sei secoli di presenza in Italia, rischia l’estinzione. Qualora ciò dovesse accadere l’effetto sarà drammatico e determinerà la progressiva estinzione di ogni espressione della cultu- ra orale che nel tempo ha caratterizzato il patrimonio della diversità arbëreshe; così come diventerà irreversibile il processo di trasformazione delle comunità albanofo- ne da luoghi di produzione di cultura “viva” a soggetti museali e inerti. Allo stato, mentre è aumentato il numero degli alfabetizzati in lingua albanese, è cresciuto notevolmente il numero dei laureati in lingua e letteratura albanese, sono sorte numerose associazioni finalizzate alla valorizzazione della musica e del canto popolare, della ricerca storico e letteraria, del teatro, della tradizione e del folklore, la progressiva diminuzione dell’uso della lingua evidenzia con drammaticità il veloce processo di omologazione nella cultura standard e la cancellazione della presenza arbëreshe in Italia. Viene così vanificato l’attività del vasto movimento popolare ispirato e sostenuto da personalità, associazioni e istituzioni locali, che, nato già nella seconda parte del se- colo scorso, si è dispiegato sia nelle regioni dell’Italia meridionale dove esistono co- munità arbëreshë che nei luoghi della diaspora arbëreshe di tutto il territorio nazio- nale e ha originato una intensa coscienza della propria diversità linguistica, una po- liedrica attività culturale espressa nella lingua madre, una poderosa produzione nel campo della ricerca sociale e antropologica, in letteratura, nella musica, nel teatro e nella danza popolare. A questo atteggiamento dicotomico della comunità albanofona, da una parte il pro- gressivo abbandono della parlata in ambito famigliare e nella comunicazione interna alla comunità e, dall’altra, la crescita considerevole di uomini e donne impegnati nel-
la tutela linguistica e nella produzione di nuove espressioni culturali, non corrispon- de un adeguato sostegno da parte delle istituzioni di governo. La classe politica re- gionale e nazionale si mostra indifferente e insensibile nonostante l’esistenza della legge 482/99, della L.R. della Calabria n. 15/2003 e di altre leggi regionali dove esi- stono comunità albanofone. Altresì indifferenti, nonostante sollecitazioni e richiami, si mostrano anche le istituzioni scolastiche ad ogni livello, nonché l’ente pubblico radio televisivo italiano.
3). Tuttavia, seppur di fronte ad una situazione drammatica, sull’orizzonte si pro- spetta l’opportunità offerta dall’Unesco con la Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale (Parigi 17 ottobre 2003) nel cui art. 1 è scritto che tra i suoi scopi si prefigge di: “a) salvaguardare il patrimonio culturale immateriale; b) assicurare il rispetto per il patrimonio culturale immateriale delle comunità, dei gruppi e degli individui interessati; c) suscitare la consapevolezza a livello locale, na- zionale e internazionale dell’importanza del patrimonio culturale immateriale e assi- curare che sia reciprocamente apprezzato; d) promuovere la cooperazione interna- zionale e il sostegno.”, e nell’art. 2 stabilisce che per “patrimonio culturale immate- riale” s’intendono le prassi, le rappresentazioni,le espressioni, le conoscenze, il know-how – come pure gli strumenti, gli oggetti, imanufatti e gli spazi culturali asso- ciati agli stessi – che le comunità, i gruppi e inalcuni casi gli individui riconoscono in quanto parte del loro patrimonio culturale.” Tale Convenzione, insieme al Trattato sulla UE del 1992, agli artt.126 e 128, al- la Carta Europea per le Lingue Regionali o Minoritarie del 1992; alla Carta Europea dei Diritti Fondamentali della UE del 2000 e alla Risoluzione del Consiglio sulla di- versità linguistica del 14 febbraio 2002, costituisce lo strumento innovativo per il prossimo impegno nella tutela e salvaguardia della lingua. In questo senso la FAA, diventa la struttura naturale abilitata ad avviare insieme alle singole personalità e ai cittadini arbëreshë la pratica di riconoscimento Unesco del patrimonio culturale delle comunità storiche degli italo-albanesi.
4). Nonostante tale obiettivo non bisogna trascurare l’attività di sollecitazione e di proposta verso le istituzioni locali, regionali e nazionali. Come altresì importante è l’esercizio di controllo sulla spesa pubblica e sulla attuazione della legislazione pre- sente compreso i relativi regolamenti attuativi. Ma, soprattutto, è necessario procedere nell’analisi attenta della legislazione e della normativa attuativa delle regioni e del governo nazionale per individuare nella legi- slazione ordinaria delle politiche dello sviluppo locale le opportunità e le soluzioni che garantiscono il sostegno finanziario per la difesa della struttura urbanistica del paese arbëresh, il suo patrimonio architettonico e monumentale, il suo sviluppo ru- rale, la salvaguardia del territorio. Tutto ciò per impedire lo spopolamento dei centri arbëreshë e la loro morte demografica. Va inoltre incentivata e favorita la nascita di
associazioni e di piccole imprese giovanili impegnate sul terreno economico e pro- duttivo, nel turismo e nei beni culturali, nei servizi culturali.
5) Nel rispetto della autonomia delle associazioni aderenti e nella pratica della non interferenza nelle loro attività, la FAA è impegnata a costruire relazioni con le varie- gate forme associative della comunità storica arbëreshe nel territorio nazionale ed estero, a relazionarsi con altre forme associative della recente diaspora albanese in Italia e nel mondo scaturita a seguito del cambiamento di sistema politico in Alba- nia. Inoltre è impegnata a ricercare forme di collaborazione con le amministrazione comunali arbëreshë, le parrocchie delle Eparchie di Lungro e Piana degli Albanesi, l’Esarcato di Grottaferrata, il sistema scolastico locale e regionale, le università nella cui programmazione sono presenti facoltà o corsi di Lingua e letteratura albanese.
6) La FAA concentra la sua iniziativa sullo studio analitico dei deliberati degli organi- smi europei e internazionali, nella formulazioni di proposte legislative e regolamen- tari, nella elaborazione di programmi e proposte operative di carattere generale che riguardano, oltre alla salvaguardia della lingua, la difesa e lo sviluppo del territorio, la salvaguardia dei beni architettonici e monumentali, la continuità del proprio pa- trimonio immateriale. Organizza direttamente, senza entrare in contrasto con le associazioni locali, attività di esclusivo interesse generale e coinvolge in primo luogo i propri aderenti.