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 Lettera di ringraziamento a Paolo VI

Lettera di ringraziamento a Paolo VI 

Lungro, 7 maggio 1967

Santità,
nel momento in cui S.E. Rev.ma Mons. Mario Brini, Segretario della Sacra Congregazione per la Chiesa Orientale, mi ha comunicato che la Santità Vostra aveva pensato alla mia povera persona per elevarlo alla dignità episcopale, con il compito di governare la Diocesi greca di Lungro, in qualità di Amministratore
Apostolico, spontanee sono sgorgate dal mio cuore le parole di Mosé rivolte a Dio,nell'atto in cui gli affidava la missione di guidare il suo popolo: «O Signore, manda, ti prego, chi hai da mandare ».
Ho sentito subito la sublimità e la gravità della missione in confronto alle mie deboli forze e, come Mosé, ho chiesto a Dio che altri, più degno e santo di me, fosse chiamato a «pascere la Chiesa del Signore, che Egli si è acquistato con il suo proprio sangue». Se ho accettato, l'ho fatto unicamente perché ho ricordato nella preghiera la parola dell'Apostolo: «Tutto posso in Cristo che mi dà forza ». Così, nel nome del Signore, ho lanciato la rete.

Offro a Dio la mia debolezza, affinché più luminosa appaia la sua grazia e la sua azione salvatrice nelle anime, con l'unico intento di servire la Chiesa e la Santa Sede, verso la Quale gli italo-albanesi hanno professato, nel corso di quasi cinque secoli della loro permanenza in Italia, indefettibile fedeltà.
Nel prostrarmi ai piedi della Santità Vostra per professare il mio ringraziamento umile, ma sincero, e la mia fedeltà alla Cattedra di Pietro, non compio un gesto d'occasione, ma un intimo dovere che la fede e l’esempio dei Padri mi impone.
Papa Paolo II accolse nelle ospitali regioni d'Italia i nostri Padri, profughi per la fede e per amore della libertà, dalla loro patria, l'Albania, e nel susseguirsi dei secoli i Romani Pontefici hanno dato alle nostre comunità, nonostante le incomprensioni di altri, continue prove del loro amore e della loro protezione.
L'erezione della Diocesi greca di Lungro da parte di Benedetto XV, nel 1919, mentre coronava le istanze di secoli di attesa degli italo-albanesi, costituiva il suggello definitivo con cui un grande e lungimirante Papa, anticipando i tempi, schiudeva la via, con un atto concreto, ma significativo, al clima di comprensione e di carità verso l'Oriente, di cui la Santità Vostra ha dato il più sublime esempio nell'incontro di Gerusalemme con il Patriarca Atenagora.
Santità, l'Eparchia di Lungro, esigua per numero di fedeli e geograficamente sparsa sulle colline e sui monti della Calabra e della Lucania, costituisce di per se stessa un esempio vivente di alto valore ecumenico, associando alla fede cattolica la sua fisionomia spirituale bizantina. Ad essa guarda con simpatia l'Oriente ortodosso, i cui rappresentanti, anche illustri, sono venuti a visitarla in questi ultimi anni riportandone le più favorevoli impressioni.
E' uno dei principali intenti dell'umile servitore, che scrive alla Santità Vostra, di mantenere ed intensificare le caratteristiche di questa Eparchia per contribuire, nei limiti delle sue possibilità, alla tanto sospirata unione.
Non posso offrire al mistico gregge, affidatomi dalla Santità Vostra, particolari qualità e virtù personali, né realizzazioni di grandi opere compiute nei miei trentadue anni di vita parrocchiale, ma mi sforzerò di imprimere al mio ministero un carattere accentuatamente pastorale nella semplicità e modestia, ricercando con costanza di formare, con la grazia di Dio, una Comunità Diocesana, in cui il Vescovo «con il Venerando Presbiterio », come dice la nostra Liturgia, formino un sol cuore ed una sola anima con il Popolo di Dio.
Nella speranza che la Santità Vostra potrà benignarsi di ricevermi in udienza nel corso del prossimo mese di giugno, prima della consacrazione episcopale, che dovrebbe avvenire il giorno 25 dello stesso mese, prostrato ai Vostri piedi imploro per i fedeli di questa Eparchia, per il clero e per me l'Apostolica Benedizione.
Della S. V. umilissimo servo in Cristo
Giovanni Stamati
Vescovo Eletto di Stefaniaco
Amministratore Apostolico di Lungo

 

 

LETTERA DI RISPOSTA
Segreteria di Stato
di Sua Santità.
N. 95622 Dal Vaticano, 15 maggio 1967


Eccellenza Reverendissima,
Con pregata lettera del 7 corr. mese, l'Eccellenza Vostra Rev.ma si è data premura di far pervenire l'Augusto Pontefice espressioni di viva riconoscenza, di profonda devozione e di immutabile fedeltà per la recente sua elevazione alla dignità episcopale, con il compito di governare la Diocesi di Lungro, in qualità di
Amministratore Apostolico.
I1 Santo Padre ha accolto con particolare compiacenza i suoi senti-menti e propositi fervidi, che garantiscono la previsione di un ministero pastorale solerte, attivo e proficuo di santo bene nel nuovo campo di apostolato.
Egli, a tale scopo, Le invoca di cuore — mediatrice la dolce Madre della Chiesa — l'aiuto e l'assistenza dello Spirito del Signore, mentre in pegno di esse e quale conferma della Sua benevolenza, imparte la propiziatrice Benedizione Apostolica, estensibile a quanti Le sono vicini e cari in Cristo.

In merito, poi, all'Udienza Pontificia, l'Eccellenza Vostra riceverà !a relativa comunicazione dall'Ufficio del Maestro di Camera di Sua Santità.

Con sensi di distinto ossequio mi confermo di Vostra Eccellenza Rev.ma
dev.mo A. G. Card. Cicognani
A Sua Eccellenza Rev.ma
Monsignor Giovanni Stamati
Vescovo Eletto di Stefaniaco
Amministratore Apostolico
LUNGRO

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