Sono stati oltre seimila i fedeli che hanno partecipato all'udienza che SS Papa Francesco ha riservato oggi all'Eparchia di Lungro in occasione del centenario della sua istituzione.
Nell'aula Nervi è risuonato il canto del Christos Anesti ed hanno brillato i colori dei costumi arbëreshë. Tutti i paesi dell'Eparchia hanno pianificato pellegrinaggi per questa giornata. Di seguito il reportage della stampa vaticana.
Testo completo dell'intervento del Papa
Cari fratelli e sorelle,
Christós Anésti!
Sono lieto di accogliervi e di rivolgere a ciascuno di voi il mio cordiale benvenuto. In questa gioiosa occasione, quella del centenario della Costituzione Apostolica Catholici fideles, con la quale Papa Benedetto XV erigeva l’Eparchia di Lungro, voi siete venuti a Roma, con il vostro Pastore Mons. Donato Oliverio, per manifestare davanti all’intera Chiesa Cattolica la fede e la comunione della vostra amata Comunità. Grazie per questa visita e per la testimonianza che date.
Cento anni fa, mentre il mondo era lacerato dalla prima guerra mondiale, il mio venerato Predecessore si è posto in ascolto della storia, delle vostre legittime esigenze, come anche del vostro coraggioso itinerario spirituale, caratterizzato da fedeltà alla tradizione, nonostante le difficoltà e le sofferenze. Il Papa aveva tanto a cuore la Chiesa orientale e meditava «cosa si dovesse fare per venire incontro con più fermezza alle necessità e al giusto decoro della Chiesa universale e delle altre Chiese particolari». Perciò decretava che venisse «canonicamente istituita immediatamente la diocesi di rito greco in terra di Calabria» (Bolla Catholici fideles).
Questa importante ricorrenza costituisce un’opportunità per ringraziare il Signore di quanto, nella sua bontà e misericordia, ha operato nella vostra Comunità negli ultimi secoli. Pertanto, vi invito a vivere questo giubileo non tanto come un traguardo, ma piuttosto come un nuovo e gioioso slancio nel vostro impegno umano e nel vostro percorso cristiano. In questo senso, è quanto mai necessario approfondire il passato e farne grata memoria, per trovare in esso ragioni di speranza e camminare insieme verso il futuro che Dio vorrà donarci.
Vi incoraggio ad accogliere sempre più in voi e tra di voi l’amore del Signore, sorgente e motivo della nostra vera gioia, a partecipare ai Sacramenti, a manifestare prossimità ad ogni famiglia, a prestare attenzione ai più poveri e ai bisognosi, ad accompagnare le giovani generazioni con la grande sfida educativa che tutti ci coinvolge: sono queste le dimensioni in cui custodire le proprie tradizioni come pure l’appartenenza a Cristo e alla sua Chiesa. Siete chiamati a vivere come cristiani, testimoniando che l’amore è più bello dell’odio, che l’amicizia è più bella dell’inimicizia, che la fratellanza fra tutti noi è più bella dei conflitti.
La nostra preghiera e la nostra gratitudine oggi è anche dedicata a coloro che con noi gioiscono dal cielo. Tutti coloro che vi hanno trasmesso la fede con la loro vita prima ancora che con le loro parole, in particolare penso ai Vescovi, ai sacerdoti, ai religiosi, ai genitori e nonni che vi hanno preceduto e che fedelmente hanno custodito e tramandato le ricchezze della vostra bella Tradizione. Imitate il loro esempio e tramandate alle nuove generazioni quel patrimonio spirituale che vi identifica.
Vi accompagni nel vostro quotidiano cammino la materna protezione della Santa Madre di Dio, l’Odegitria. Lei, la serva obbediente che ha accolto la parola del Signore, vi renda sempre più docili alla volontà del Padre e strumenti generosi del suo disegno di salvezza.
Cari fratelli e sorelle, grazie ancora per questa visita, e tanti auguri per il vostro centenario! Vi chiedo per favore di pregare per me, e di cuore imparto a tutti voi la mia Benedizione, che volentieri estendo alle vostre famiglie e all’intera Eparchia di Lungro.
Stampa vaticana (vaticannews.va)
Amedeo Lomonaco – Città del Vaticano
La storia degli italo-albanesi dell’Eparchia di Lungro è contraddistinta da un “coraggioso itinerario spirituale, caratterizzato da fedeltà alla tradizione, nonostante le difficoltà e le sofferenze”. È quanto sottolinea il Papa incontrando nell’Aula Paolo VI i partecipanti al pellegrinaggio dell’Eparchia di Lungro che riunisce oltre 30 mila cattolici italo-albanesi di rito bizantino sparsi in varie regioni della penisola italiana. (Ascolta il servizio con la voce del Papa)
Fare memoria del passato e camminare verso il futuro
Papa Francesco ricorda che sono passati 100 anni dall’erezione di questa Eparchia. Era il 13 febbraio del 1919 e Papa Benedetto XV, “mentre il mondo era lacerato dalla prima guerra mondiale”, istituiva con la costituzione apostolica Catholici fideles questa sede della Chiesa cattolica italo-albanese.
Questa importante ricorrenza costituisce un’opportunità per ringraziare il Signore di quanto, nella sua bontà e misericordia, ha operato nella vostra comunità negli ultimi secoli. Pertanto, vi invito a vivere questo giubileo non tanto come un traguardo, ma piuttosto come un nuovo e gioioso slancio nel vostro impegno umano e nel vostro percorso cristiano. In questo senso, è quanto mai necessario approfondire il passato e farne grata memoria, per trovare in esso ragioni di speranza e camminare insieme verso il futuro che Dio vorrà donarci.
Vivere come cristiani
Francesco esorta la comunità dei cattolici italo-albanesi a tramandare alle nuove generazioni il loro patrimonio spirituale. E rivolge alla comunità dell’Eparchia di Lungro un’altra speciale esortazione:
Vi incoraggio ad accogliere sempre più in voi e tra di voi l’amore del Signore, sorgente e motivo della nostra vera gioia, a partecipare ai Sacramenti, a manifestare prossimità ad ogni famiglia, a prestare attenzione ai più poveri e ai bisognosi, ad accompagnare le giovani generazioni con la grande sfida educativa che tutti ci coinvolge: sono queste le dimensioni in cui custodire le proprie tradizioni come pure l’appartenenza a Cristo e alla sua Chiesa. Siete chiamati a vivere come cristiani, testimoniando che l’amore è più bello dell’odio, che l’amicizia è più bella dell’inimicizia, che la fratellanza fra tutti noi è più bella dei conflitti.
Protezione della Santa Madre di Dio, l’Odegitria
Il Papa invoca infine “la materna protezione della Santa Madre di Dio, l’Odegitria”, che in greco significa “Colei che indica la via”. È la rappresentazione bizantina di Maria che indica con la mano destra il Bambino Gesù. “Lei, la serva obbediente che ha accolto la parola del Signore - conclude Francesco - vi renda sempre più docili alla volontà del Padre e strumenti generosi del suo disegno di salvezza”.