LETTERA APERTA ALL’AMICO GIOVANNI BELLUSCIO DOCENTE UNICAL DA “VATRA ARBËRESHE” DI CHIERI (TO)
Al Prof. Giovanni Belluscio docente Unical
p.c. ai Cultori della Minoranza Linguistica Arbëreshe
.
Traduzione della parte arbëreshe

Il ventisei gennaio2006, il Prof. Giovanni Belluscio ci ha chiamati e ci ha chiesto:

a) Come è possibile che quest’anno il primo premio è stato vinto da un elaborato che, per quello che contiene, ha cancellato cent’anni di studi linguistici?
b) Come è stato possibile che persone importanti come il Prof. Italo Costante Fortino ed il Prof. Gjovalin Shkurtai hanno dato il primo premio a questo elaborato?
c) Come può essere che voi –come associazione- fate un concorso sulla ricerca linguistica?
L’Associazione “Vatra Arbëreshe”, al Prof. che si sveglia solo dopo cinque anni vuole rispondere. 
Vogliamo rispondergli nella nostra lingua arbëreshe: non sappiamo se, il Professore e chi lo ha incitato - avendo loro studiato solo lo shqipo - la capiranno questa lingua?!
In primis vogliamo fare una premessa.
Oh Maestro... oh grande Maestro Professor Belluscio, devi perdonarci se noi, senza accendere un cero e senza inginocchiarci Ti parliamo: non lanciare oh Signore, la nèmesi su questa nostra povera vita. Intorno al trono dove Tu siedi, ci sono santi e nobili che in ginocchio... da Te Giovanni dispensatore di grazie, attendono una parola. Come dice la parabola di Gesù Cristo: “Di solo una parola, ed io sarò salvato”, così, Tu, spargendo grazie... hai dato una parola dopo l’altra, oh quante parole hai dato. Non hanno dovuto pregarti molto!
Per chi non lo sa, Giovanni Belluscio è docente dell’Università della Calabria. Oh grande Maestro Belluscio, non abbiamo saputo resistere, vogliamo confessartelo hai fatto scuola e noi come attenti alunni, abbiamo imparato da te, così anche noi facciamo parole su parole, iniziando dalla parola: “ipocrisia”.
“Ipokrisia” dal greco UПО́ΚΡІΣІΣ > ( hypokrisis), dal verbo “υποκρίνομαι” - Ipocrisia: questa parola in italiano ha significato come, simulazione, impostura, finzione, doppiezza (Dizionario Garzanti Della Lingua Italiana).
 Noi arbëreshë, per darci la risposta che non c’è su questa nostra povera lingua, facciamo come il cane che corre appresso alla sua coda, vorrebbe prenderla a morsi, ma non la prende mai altrimenti si fa male da solo: questo è un cane “ipocrita”.
- Qualche arbëreshë, è come questo cane, parla troppo e fa troppo fumo senza fuoco, la brace sotto non c’è, gli piace solo far vedere quanto in alto arriva questo fumo: questo arbëresh – come il cane del quale parlavamo prima – fa solo “ipocrisia”. Chi mai può saperlo? Può darsi che gli serva un favore dal “don” o dal professore?!
- Così fa solamente fumo ed ipocrisia Giovanni Belluscio, che si ricorda dell’Associazione “Vatra Arbëreshe” chiamandoci solo per criticarci e “buttarci la nèmesi” a tutti.
Ma dove era questo Giovanni Belluscio quando l’Associazione “Vatra Arbëreshe” in Chieri (TO) -tutti gratuitamente- ha lavorato per dare un aiuto alla lingua, facendo concorsi in lingua arbëreshe e spargendo denaro in tutti i paesi arbëreshë?
- Sono molte le persone che sanno come l’Associazione “Vatra Arbëreshe”, da cinque anni lavora per contribuire alla rinascita della lingua, così come molta gente sa quanto denaro abbia distribuito in tanti paesi arbëreshë con i premi che hanno vinto i concorsi.
Da cinque anni “Vatra Arbëreshe” ha costruito un concorso in lingua arbëreshe, che prima non c’era, così come sono stati preparati convegni con relazioni sulle mancate risposte delle leggi di tutela nazionali e regionali.
Dopo cinque anni che noi, come Associazione lavoriamo -senza essere pagati da nessuno noi- ecco che, una persona si sveglia dal letargo, si ricorda e chiama l’Associazione “Vatra Arbëreshe” “Solamente per criticare e “buttare la nèmesi” su tutti”.

Dopo questa premessa, vogliamo dare la risposta al professore.

Spettabile professore, vogliamo finalmente dire qualcosa di vero?
1) Tu Belluscio hai fatto uno sbaglio, hai dubitato di due persone senz’altro più importanti di te: con questo vogliamo dire che, il Prof. Italo Costante Fortino e il Prof. Gjovalin Shkurtaj, diversamente da te, hanno veramente dimostrato di essere persone importanti. La loro cultura è dimostrata non solo attraverso i loro studi, ma la loro elevazione, importanza ed erudizione, si dimostra perché: scendendo dal “trono” per darci un aiuto come giurati, hanno compreso che la lingua si perde e tutti dovremmo essere chiamati a dare un aiuto per la sua sopravvivenza.
Non serve a niente stare sul trono come santi benedetti, come fai tu insieme a chi ti ha istigato! Dunque, prima di toccare persone più elevate di te: “Devi toccarti il naso!”.
2) Tu Belluscio, insieme a chi ti ha istigato, intanto che volete comandare sulla lingua del popolo, siete pienamente slegati da ciò che è il popolo, dal popolo e dalla lingua del popolo.
3) Noi popolo arbëreshë, non vi riconosciamo nessun potere, voi rappresentate solo la vostra “busta”, la vostra mangiatoia ed il vostro lavoro.
4) Su quel trono, il popolo arbëresh non vi ha mai incoronato: voi vi trovate sul trono dove sedete per una situazione precedente alle leggi sulle minoranze linguistiche.
5) Voi volete che gli arbëreshë, sulla propria lingua, appaiano tutti ignoranti, così da motivare il trono dove sedete. Nel mentre che il popolo perde la lingua e non vuole saperne della lingua shqip, voi come foste dei sulla terra, non volete sentirlo il popolo: gli dite che devono imparare una lingua “straniera” (V. “Studio antropologico della comunità arbëreshe della provincia di Torino).
6) Tu buon professore, quando dici che l’arbërisht parlato nei paesi arbëreshë non ha validità per esprimere concetti importanti, quindi dobbiamo imparare lo shqipo, hai certamente dimenticato che la lingua moderna albanese è: a) lingua che è nata solamente dalle ultime riforme linguistiche degli anni 1952 e 1972; b) lingua che con la sua morfologia, le desinenze e la fonetica, varia molto dall’arbërisht nel quale sono rimaste le forme antiche. Peggio ancora, tu basi quello che sostieni, solo su studi condotti nei paesi dove hanno perso la
forma, le desinenze ed i termini della lingua: non hai per niente rappresentato la parlata dei paesi arbëreshë dove la lingua è stata mantenuta e dove possono insegnarla a te.
7) L’indirizzo che voi volete dare all’insegnamento linguistico, è sinonimo di falsità linguistica. Per fare un solo esempio: chi ha scritto in Civita: “gjuhor” in vece di “gluhor” è un falsificatore linguistico. Come tu saprai, il nesso consonantico nella forma di Civita è “gl” e non già “gj”.
L’unificazione linguistica pensata da voi, assomiglia di più ad una dipendenza linguistica dallo shqipo: le leggi tutelano le forme linguistiche minoritarie, la vostra “unificazione” distrugge le altre espressioni che non vogliono unificarsi = scomparire!
Ora, come tu ci chiedi, ti rispondiamo sul perché l’elaborato di Gioseffi da Barile ha vinto il primo premio e Troiano ha vinto il secondo premio. Il concorso era: ricerca sulla attualità della lingua arbëreshe, traccia da seguire: “L’arbëreshe, lingua attuale o solo reperto archeologico?”. Esplicazione: può la lingua arbëreshe essere usata nelle diverse situazioni di ogni giorno?. Può l’arbëreshe essere applicato nei vari campi: dell’informatica, della linguistica, della letteratura, della medicina, della botanica etc.?

Vogliamo farti un esempio Prof. Belluscio, se scriviamo: “La chiesa cristiana ed i suoi dogmi”, quando troviamo il termine “dogma”, ci sembra di usare un termine (prestito) dall’italiano. Facciamo uno sbaglio, perché “dogma” < “dokein” = “dukat” è termine proprio della nostra lingua.

- Comunque sia, il solo che è andato a cercare alcune parole per dimostrare che la nostra lingua è attuale, è stato Antonio Gioseffi da Barile. Gioseffi, è andato a ricercare l’ètimo delle parole con le quali ha scritto i versi: “Pulcherrima rosa / appare Afrodite / specchiandosi nelle termopili / ci fa dono di un terso dì”. Ha così dimostrato che in letteratura, quando crediamo di parlare in italiano, in molti casi, in realtà stiamo adoperando termini che sono propri della nostra lingua.
- Troiano Giovanni, è erudito sulla poesia e scrive bene in arbëreshe, ma –così come richiesto dal concorso- non ha fatto nessuna ricerca: Troiano, dei valori intrinseci della nostra lingua, non ha ancora capito niente e relativamente alle domande del concorso, non ha saputo dare alcuna risposta. Il Troiano parlando sugli scrittori e sulla salute della nostra lingua, ha fatto solamente domande! Facciamo un esempio, il Troiano ci chiede: “Se diciamo “jatrìa” stiamo parlando in italiano in greco o in arbërisht?”; verrebbe ovvio dire, le domande le faceva il concorso, i concorrenti dovevano rispondere!

Partecipa alla discussione
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MIKUT GJON BELLUSHIT: MA GLUHË ZËMAR E MULSHÌ


(Lettera aperta all’amico Giovanni Belluscio docente Unical, da “Vatra Arbëreshe” Chieri)


Al Prof. Giovanni Belluscio docente Unical


p.c. ai Cultori della Minoranza Linguistica Arbëreshe

 

Oggetto: risposta all'interrogazione  del Prof. Belluscio


Prufsuri Giovanni Belluscio, njëzetegjashti janarit 2006, na thriti e na pijti:

a) "Si mund jet çë simbjet i'pari palin a ngavënjejti një "elaborato" çë ma atë çë përmban, shprishi një qënd vitë studima gluhor mbi arbërishti?

b) Si mund ishtë çë vetë t'rëndësishëma si jan Prufsuri Italo Costante Fortino e Prufsuri Gjovalin    Shkurtaj,  i dhan i'pari palin këtij "elaborato"?

c) Si mund jet çë jù -si shokat- bëni një kunkurs mbi riçerka gluhor?

Nga Shokata "Vatra Arbëreshe", duami të i'përgjegjëmi këtij Prufsur çë zgjonat vetam pas pes vitë.     

Duami të i'përgjegjëmi ma gluha jona arbëreshe: nëng dimi ndë Prufsuri, bashka ma kushë a ka nxituar -çë studjojtin vetam shqipin-  a'diligonjan kjò gluh!

Në s'pari, duami të bëmi një parathënëja.

           Oj Mjeshtar... oj Zotë i'madhë  Pruf. Bellusho, ndëlemë, këtë na ndëleshë ndë nè, pa ndhezur një qërì e pa vënurë përglunjës të folmi; mos na shtir, oj Zotë, nëmë 1) ta kjò a'ligura gjella jona.

Rrethë throni, ku Ti rri ulur mbi gjithëva, jan shejta e bulera çë përglunjurë... presnjan një fial nga Tij i'ndëlemtar Gjon. Si thotë parafolja Zoti Krishtit: "Thuaj vetam një fjal, e u do të jemë shpëtuar",  kështù, Ti, tura shprishur ndëlesa... i'dhè një fjalë pas njetar, moj moj, sa i'mirë jè, sa fjalë i'dhè. Nëng të parkalestin shumë!

Për kushë nëng e'dì,  Gjon Bellushit ishtë Prufsur i'madhë në Universitata të Kalabris. Oj Mjeshtar i'madhë Bellusho, nëng ja'rrëzhojtimë, duami të ta rrëfiami, na bëra shkollë, e nè si nxënezë t'zgjuarë, mbësojtim nga Tij, kështù edhè nè bëmi fjalë pas fjalë, dhe zëmi nga fjala: ipokrisia.

"Ipokrisia" nga grekishtja UПО́ΚΡІΣІΣ > ( hypokrisis), nga folja "υποκρίνομαι" - Ipocrisia: kjò fial mbë talljanë ka domethënëja si, simulazione, impostura, finzione, doppiezza (Dizionario Garzanti Della Lingua Italiana).    

  • Né arbëreshë, të na japmi përgjegjëja çë nëng ishtë mbi kjò a'ligura gluha jona, bëmi si qeni çë i'rriedhë pas bishtin i'tijë, ki qen, i'rriedhë pas bishti, dishë a'zëjë mbë najë, po nëng a zè kur ndëmos cënonat vetvetam: ki ishtë një qen "ipokrita" .
  • - Ndonjë arbëresh, ishtë si ki qen, folan shumë e bën shumë kamnò, pa zjarrë, prushi ndën nëng ishtë, se i'gëzon vetam të a'ruanjan tjerat sa lart çë arren ki kamnò: ki arbëresh si qeni -t'këlin flisjam më par- bën vetam "ipokrisia". E po çë dimi? Bët'jet se i'duhatë një ndihma nga zoti o nga prufsuri?!"
  • - Ashtù bënë vetam ipokrisia e kamnò Gjon Bellusho, çë u'kujtojti per shokata "Vatra Arbëreshe" e na thriti vetam të na shajë e të i'shtij nëmë gjithëva.

Po ku ishë ki Gjon Bellusho tjerat vitë kur shokata jona "Vatra Arbëreshe" ndë Chieri (TO) -gjithë papagujtur- shurbejti të i'jippij një ndihma gluhës, tura bënur kunkursa e tura shprishur turrestë për gjithë katundat arbëreshë?

  • - Janë shumë gjëndë çë din si shokata "Vatra Arbëreshe" ndë Chieri (TO) nga pes vitë shurben -gjithë papagujtur- për një ndihëma t'rringjallimit s'gluhës, ashtù si shumë vetë din sa turrest kimi shprishurë nga pes vitë ndë shumë katundë arbëreshë, ma palzat çë ngavënjejtin kunkursat.

Nga pes vitë, "Vatra Arbëreshe" stisi një kunkurs mbë gluh arbëreshe -për gjithë arbëreshëtë- çë më par nëng ishë, ashtù si nga pes vitë klen përparuar 2) kuvendat ma ligjërimat mbi gluhan e mbi përgjegjat çë nëng janë dhënur nga t'sprasmat legjatë kombtar e krahinor.

Pas aqë vitë çë nè shurbemi ma zëmar -papagujtur nga njarì nè- njò se një vet zgjonat nga t'flerit, kujtonat e thret Shokata "Vatra Arbëreshe" "vetam të a shajë e të shtij nëmë anemban".

Pas kjò parathënëja, duami të i'japmi përgjegjëja prufsurit. 

Prufsur joni i'dashur duami të a'thomi një gjagjë dreqë i'vërtet?

  • 1) Ti Bellusho bëra një gabim, kè ngar 3) di vetë çë, padushim jan më të larta se ti.

Ma ki, duami të t'thomi se t'nderuaratë Pruf. Italo Costante Fortino e Pruf. Gjovalin Shkurtaj, ndrishma nga ti, duftuan se janë dreq vetë t'rëndësishëma. Dijturia a'tivra a'duftuan jò vetam ma studimat t'tivra, po lartësia rëndësishëja e dijturia t'tivra, duftonat psè: tura rrusur nga "throni" të na jipjan një ndihëma  ndë xhurin, diliguan 4) se gluha dëbirat e duhat të i'japmi gjithë një ndihma; nëng vlen fara gjë të rrishë mbi throni si një shejt i'bëkuar, si bën ti bashka ma kushë të ka nxituar! Nunga, më parë se të ngaçë vetë më të larta se tijë "këtë t'ngashë hundan!"

  • 2) Ti Bellusho, bashka ma kush të nxitojti, ndërkur duani të urdhënoni mbi gluha popullit, jini dreq plotësisht sglidhurë nga atë çë ishtë popullin, nga popullin e nga flasja çë popullin folan.
  • 3) Nè popull arbëresh, nëng ju përnjohmi mosnjë mundësì, jù veç se trasta, grazhda e shurbëtiara juajat nëng përfaqoni mosgjë më.
  • 4) Mbi ajì thron, popullin arbëresh nëng ju uli kurr e nëng ju vun mosnjë kuror mbë krien.

Ju gjëndëni mbi throni ku ulni për një situata t'mëparshim kur nëng ishë adhè mosnjë legjë mbi pakicat.

5) Ju duani se arbëresht, dukënjan 5) gjithë padijtur kështù të shkaktoni throni ku rrini ult. Ndërkur popullin arbëresh rri të dëbiran flasja e nëng do t'dir fara gjë për gluha shqip, ju si Perëndì bëkuar nëng duani të a'gjegjëni ki popull. I'thoni se kët mbësonjan një gluh 6) "a'huaja" (V. "Studio antropologico della comunità arbëreshe della provincia di Torino"). 

6)Ti prufsur i'mir, nëng u'dënova se, ndërkur thua se arbërishti çë flasmi ndë katundat arbëreshë nëng ishtë i'vlefshëm të bëmi ligjërimat t'rrëndësishëma e kët mbësomi shqipin, nëng ke parë se shqipin ishtë: a)gluh çë u'le vetam nga  t'sprasmat riforma gluhorë ndë vitratë 1952 e 1972, b) gluh çë ma morfologjin, mbaresat  e fonetikan 7) s'sajat ndrishon shumë nga arbërishti ndër të këlin u'mben format të vjetrat.

Më lig adhè,  ti bazon atë çë thua, vetam mbi studimat çë klen bënurë ndë katundat  ku i'kan dëbjer foljet:

nëng ke fara përfaquar flasia të katundat ku gluhan a'mbajtin e bët të t'mbësonjan tij.

  • 7) Ma drejtimin çë ju duani të i'japni mbësimit glugor, bëhat vetam t'rremta 8) gluhor. Vetam të bëmi një shembull: kushë shkrujti në Çifti: "gjuhor" ta vendi të shkruaj "gluhor", klè një rremadhë.

 Njëisimi gluhor çë mëndoni ju, i'glet më shumë njëita varrësì gluhor nga shqipin: legjat rùanjan pakicat, njëisìmi juaji shprishan tjeratë  shprehje gluhorë çë nëng njëisonjan!   

  • Nani, si ti na pijta, të përgjegjëmi psè "elaborati" Giosefit nga Barili ngavënjejti i'pari palin e Trojani ngavënjejti i'dijti palin. Kunkursi ishë: ricerca sulla attualità della lingua arbëreshe, traccia da seguire: "L'arbëreshe, lingua attuale o solo reperto archeologico?". Esplicazione: può la lingua arbëreshe essere usata nelle diverse situazioni di ogni giorno? Può l'arbëreshe essere applicato nei vari campi: dell'informatica, della linguistica, della letteratura, della medicina, della botanica etc. ?

Duami të t'bëmi një shembull  prufsur Bellusho, ndë shkruami: "Klisha krishtera e "dogmat" s'sajat", kur gjemi fjala "dogma", na ndhot të përdormi një fial çë marmi hua nga talliani. Bëmi një gabim, psè "dogma < dokein" = "dukat" ishtë fjala vetë s'gluhës jona.

  • - Sidojet, i'vetmi çë vati tura gjetur dicà fjalë të duftoj se gluha jona ishtë nanishëm, klè Antonio Gioseffi nga Barili. Gioseffi, vati tura gjei rrenjat s'fjalvat, ma t'çëlat shkrujti vjershat: "Pulcherrima rosa/ appare Afrodite/ specchiandosi nelle termopili/ ci fa dono di un terso dì". Duftojti ashtù se mbi letërsin, ndërkur na ndhot të folmi tallian, rrimi dreqë të përdorëmi fjalë përmbajtur ndë gluha jona.
  • - Trojano Giovanni, ishtë shumë i'dijtur mbi poezin e shkruan edhè shumë mir arbërishti, po nëng bëri mosnjë "ricerca" e nëng diligojti adhè fara gjë mbi vleratë çë përmban gluha jona. Trojani, piejtjet t'kunkursit, nëng i'dhà mosnjë përgjegjëja. Ajì bëri vetvetam piejtije e veçë se të folij mbi shkrimtarat e mbi shëndetja çë gluha jona ka, ndomos nëng ka, nëng na thà gjë! Bëmi një shembull: Trojani na pian: "Se diciamo "iatrìa" stiamo parlando in italiano in greco o in arbërisht?"; na vjen i'dukëshim të thomi se, piejtjet i'bëjë kunkursi, pjesmarjet kishan të i'përgjegjëjan!



Cfr.: 1) “nèmesi”; 2) “përpara”; 3) “angariare” ; 4) “diligere”; 5) “dogma”; 6) “glotto”; 7) “phōnḗ” < “thonë”; 8) “errare”; 9) cfr. l’inglese “mad” = “pazzo”


Per l’Associazione “Vatra Arbëreshe”


il Presidente Prof. Vincenzo Cucci


{mospagebreak title=Graduatoria Finale del Concorso}



CONCORSO NAZIONALE DI POESIA E RICERCA, QUINTA EDIZIONE DEL PREMIO: “PRINCIPE GIORGIO CASTRIOTA SKANDERBEG” ANNO 2005

GRADUATORIA FINALE, SOMMA DELLE VALUTAZIONI MEDIE FINALI

PER LA SEZIONE A) ADULTI



GIURATI→

GIURATI→


GIURATI→


G. SHKURTAJ


I.C. FORTINO


F. PUGLIESE


K. ZUCCARO


T. CAMPERA


PUNTEGGIO CONSEGUITO


1)

8,50


6


6,75


5,5


4,50


31,25


2)

5,50


n.c.


5,50


n.c.


3,55


14,55


3)

6,50


6


5


6


2,25


25,75


4)

6


4


5


5


6,20


26,20


5)

8,50


6


6,50


6


6,87


33,87





GRADUATORIA FINALE, SOMMA DELLE VALUTAZIONI MEDIE FINALI PER LA SEZIONE B) GIOVANI AUTORI



GRADUATORIA FINALE, SOMMA DELLE VALUTAZIONI MEDIE FINALI PER LA SEZIONE B) GIOVANI AUTORI




GRADUATORIA FINALE, SOMMA DELLE VALUTAZIONI MEDIE FINALI PER LA SEZIONE B) GIOVANI AUTORI


ELAB. N°


G. SHKURTAJ

I.C. FORTINO

F. PUGLIESE

K. ZUCCARO

T. CAMPERA

PUNTEGGIO CONSEGUITO

1)
6,50

7

6,50

8

6,15

34,15

2)
6,0

9

5,50

8,50

7,58

36,58

3)
4,0

7

5,50

8

6,275

30,78

4)
4

9

6

8,5

7,55

35,05

5)
5

7

5,50

8

5,73

31,23

6)
5,50

9

6,62

9

8,94

39,06

7)
4,50

7

5,25

7,50

6,23

30,48

8)
5

7

5,25

7,50

5,23

29,98

9)
5,50

5,5

5,375

7

6,5

29,88

10)
6,50

5,5

6

7

9,33

34,33

11)
5,50

5,25

6

6,50

5,68

28,93

12)
5

6

6

6,50

5,51

29,01

13)
3,50

5,75

6

6,50

6,25

28,00

14)
4

5

5,50

6,75

5,95

27,20

15)
4

7*

5,25

6,50*

6,90

29,65*

16)
3,50

6*

4,75

6,50*

5,60

26,35*

17)
5

6*

5

6,50*

5,93

28,43*

18)
4

6

4

5,50

5,98

25,48

19)
3,50

5,5

4

5

5,68

23,68

20)
4

6,5

6

6,50

6,73

29,73

21)
4

6*

5,25

7,50*

7,15

29,90*

22)
5,50

6*

6,25

7,50*

5,25

30,50*

23)
3

5

6

5,50

6,85

26,35

24)

 

 

 

 


 

25)

 

 

 

 

 

 

26)

 

 

 

 

 

 

27)

 

 

 

 

 

 

28)

 

 

 

 

 

 

29)

 

 

 

 

 

 

               

ATTUALITÀ

Giovedì, Novembre 18, 2004 Luigi Boccia Chiesa e Religione 6459
Discorso pronunciato da S.E. il Card. Camillo...
Lunedì, Gennaio 23, 2006 Luigi Boccia Chiesa e Religione 9623
Secondo la tradizione, i territori dell’attuale...

LA LINGUA - GJUHA JONE

Domenica, Novembre 13, 2005 Luigi Boccia Grammatica 18788
Pagina in allestimento Seleziona la lettera dal menù qui accanto ==> .
Martedì, Marzo 07, 2006 Pietro Di Marco Aspetti generali 10001
E ardhmja e natës agimi. Ti e prite. E ardhmja e agimit dita e plotë. Ti e rrove. E ardhmja e ditës mbrëmja. Ti u krodhe në të. E ardhmja e mbrëmjes...