Sul podio delle bandiere del gusto assegnate a livello regionale, la Toscana, con 461 specialità, seguita da Campania (457) e Lazio (393). Sono 73 i prodotti che si sono aggiunti alla mappa italiana del gusto rispetto allo scorso anno. Tra le new entry si trova la 'soperzata' di Rivello della Basilicata, un salume che si distingue per qualità e metodo di produzione dai tanti insaccati del meridione d'Italia anche grazie alla ricetta di tre secoli. Una ricetta antichissima è quella della 'torta al testo' dell'Umbria, una schiacciata di farina, sale, acqua e olio di oliva il cui nome deriva dal 'testo', la pietra piatta refrattaria resa rovente dal fuoco e utilizzata in origine per la sua cottura. In Sardegna tra i distillati c'è il 'filu ferro' il cui nome ricorda la pratica adottata nella seconda metà dell'Ottocento dai distillatori dell'isola, per evitare la confisca della grappa che veniva interrata in bottiglie localizzabili da un filo di ferro che spuntava dal terreno in superficie. Spostandosi al nord i nomi delle specialità regionali sono altrettanto curiosi: in Lombardia c'è il 'biscotin del Prost' della Valchiavenna, confezionato a mano da secoli come se fosse un'opera d'arte; in val d'Aosta c'è il 'tetoun', così chiamato perché è ottenuto dalla salmistrazione delle mammelle bovine autoctone; in Emilia-Romagna l' "imbalsadura", minestrina di piselli, pancetta e pomodoro; in Puglia il "carciofo di Mola"; in Sicilia il cannolo tradizionale di Piana degli Albanesi e Santa Cristina Gela che si distingue dagli altri per essere fatto con scorza ottenuta da farina di grani antichi (maiorca), fresca ricotta di pecora, scaglie di cioccolato fondente 70% (grattugiato al momento) e miele di zagara al posto dello zucchero raffinato.
Fonte: monrealepress