e al suo direttore dott. P. Manali
Apprendo dal numero di Biblos, appena recapitatomi, che lo stesso,
come esplicitato dall'Editoriale, dopo un lungo periodo di servizio
culturale cesserà le sue pubblicazioni; tale evenienza non gioverà di
certo al mondo culturale arberesh nè tantomeno alla sua crescita in
senso democratico e plurale.
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Nell'esprimere solidarietà e nel contempo
l'augurio di un rinnovato impegno, in altre forme ed attività, a tutta
la Redazione e ai suoi collaboratori,rammento che oltre e fuori la
sfera editoriale accreditata dai Poteri locali e alia, al di là di
Istituzioni Ufficiali divulganti esangui saperi, da tempo opera, una
varietà di soggetti; questi nelle lore autonome e molecolari
pratiche,rappresentano un punto di vista, con ogni strumento altro e
radicale, che viene opportunamente censurato e/o oscurato, comunque
osteggiato, per la sua irriducibilità a quel pensiero ormai
addomesticato che affolla i corridoi di questo Regime diffuso.
La fine violenta e non naturale di BIBLOS, nella sua drammaticità, può
essere comunque utile per avviare nuovi percorsi di riflessione tra
tante rinnovate coscienze, oltre e al di là della miseria delle
istituzioni accademiche e 'democratiche' che caratterizzano questa fase
storica.Cordialmente
Mario Bellizzi