Programma delle celebrazioni e catechesi pasquale presso la chiesa di S. Atanasio a Roma.
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S. A T A N A S I O

 

Comunità Cattolica Bizantina - Via dei Greci 46 - 00187 Roma

 


 

CATECHESI PASQUALE

DI S. GIOVANNI CRISOSTOMO

 

Se uno è devoto e ama Dio, goda di questa festa bella e luminosa.

Se uno ha penato digiunando, adesso goda il suo denaro.

Se uno ha lavorato dalla prima ora, accetti oggi il giusto salario.

Se uno è venuto dopo la terza ora, festeggi con gratitudine.

Se uno è giunto dopo la sesta, per nulla dubiti: nulla perde.

Se uno ha tardato fino alla nona, s'avvicini, non esiti affatto.

Se uno è giunto solo all'undecima, non tema il ritardo.

Infatti, il Signore è premuroso: accetta l'ultimo, proprio come il primo, dà riposo a quello dell'undecima, come a chi ha operato dalla prima, e fa misericordia all'ultimo, e cura il primo, e dona a quello, e fa grazia a questo, e accetta le opere, e accoglie l'intenzione, e onora l'attivarsi, e loda il proposito. Tutti entrate, dunque, nella gioia del Signore nostro: sia i primi, sia i secondi, godete la ricompensa.

Ricchi e poveri, giubilate insieme.

Astinenti e pigri, onorate il giorno.

Digiunanti e non digiunanti, rallegratevi oggi.

La mensa è ricolma, vivete felicemente.

Il vitello è grosso, nessuno esca affamato.

Tutti godano il convito della fede. Godete tutti la ricchezza della bontà, poiché si è manifestato il regno comune.

Nessuno gema per i suoi errori: poiché il perdono è sorto dal sepolcro. Nessuno tema la morte: poiché ci ha liberati la morte del Salvatore: ne era trattenuto, la ha spenta. Ha depredato l'Inferno Colui che discende nell'Inferno. Ha amareggiato l'Inferno, che ha gustato la carne di Lui. Anticipando questo, Isaia ha gridato:

"L'Inferno - afferma - è stato amareggiato!",

avendovi incontrato Te.

Fu amareggiato: poiché fu esautorato del tutto.

Fu amareggiato: poiché fu umiliato per sempre.

Fu amareggiato: poiché fu reso morto per sempre.

Fu amareggiato: poiché fu schiantato per sempre.

Fu amareggiato: poiché fu legato per sempre.

Ha afferrato un corpo: e s'è scontrato con un Dio.

Ha afferrato la terra: e s'è incontrato con il cielo

Ha afferrato quanto vedeva: ed è caduto dove non vedeva.

Dove sta, morte, il tuo aculeo? Dove sta, Inferno, la tua vittoria?

E' risorto Cristo, e tu sei stato precipitato.

E' risorto Cristo e sono caduti i demoni.

E' risorto Cristo, e gioiscono gli Angeli.

E' risorto Cristo, e la Vita vive splendidamente.

E' risorto Cristo, nessuna morte incombe sui sepolcri.

Poiché Cristo Risorto dai morti è divenuto, primizia dei dormienti.

A Lui la gloria e la potenza per i secoli dei secoli.     Amìn

(traduzione di Tommaso Federici)

Pasqua 2007

 

In memoria

di Tommaso Federici

 

Il 15 aprile, la prima domenica dopo Pasqua, detta di Tommaso, la Comunità Cattolica Bizantina che frequenta questa chiesa di S. Atanasio ricorderà il prof. Tommaso Federici (30 aprile 1927 - 13 aprile 2002). Sarà celebrato un trisaghion a conclusione della Divina Liturgia che avrà inizio alle ore 10,30.

Durante la sua vita, il prof. Federici, oltre al suo interesse scientifico e didattico per le tradizioni liturgiche orientali, ha frequentato per anni questa chiesa e ha aiutato il Circolo di Cultura "Besa -Fede" con le sue lezioni.

Subito dopo l'evento del Concilio Vaticano II (1962-1965) egli ha partecipato attivamente alle iniziative del Circolo ecumenico "Koinonia" sempre presso questa chiesa.

E per anni ha diretto e animato la lectio divina settimanale, sul libro dell'Esodo e sulla Apocalisse con competenza biblica e con zelo generoso per la presentazione e lo studio della Parola di Dio. A suo nome è stata costituita una "Fondazione" con lo scopo di promuovere la conoscenza del suo insegnamento. La Fondazione ha pubblicato un primo volume, opera postuma, dal titolo: "Cristo Signore risorto, amato e celebrato" (EDB, Bologna 2005) con una presentazione di S. E. Mons. Vincenso Apicella.

Eleuterio F. Fortino


ANNUNCIO DELLA RESURREZIONE NELLA CHIESA DI S. ATANASIO A ROMA

 


 

Terminato il mesoniktikon, a luci spente, il celebrante accende il cero dalla "lampada asveston, inestinguibile" che arde sempre nel Vima, invita il popolo ad accendere il proprio cero con questo inno:

 

"Venite, prendete luce dalla Luce che non conosce tramonto e glorificate Cristo, risorto dai morti".

 

Si ripete l'inno fino a quando non avranno tutti acceso il cero. Quindi si forma una processione per recarsi fuori della Chiesa, nel luogo dove sarà proclamato l'Evangelo della resurrezione, mentre si canta ripetutamente questo altro inno:

 

Gli angeli inneggiano in cielo! Fa' che anche noi sulla terra siamo resi degni di glorificarti con cuore puro.

 

Il vangelo che si proclama è preso da Matteo (28, 1-10), oppure da Marco (16,1-8) su l'apparizione di Cristo alle donne mirofore:

 

"Voi cercate il Nazareno, il crocifisso. E' risorto non è qui. Ecco il luogo dove l'avevano deposto. Ora andate e dite ai suoi discepoli e a Pietro che egli vi precede in Galilea. Là lo vederete".

 

Terminata la proclamazione del vangelo si canta l'inno della resurrezione:

 

Cristo è risorto dai morti con la sua morte ha calpestato la morte, dando la vita a coloro che giacevano nei sepolcri".

 

Dopo la grande litania degli irinikà, si ricompone la processione per rientrare in chiesa. La porta della chiesa è chiusa.

 

 

APERTURA DELLA PORTA

 

 

Il celebrante con la croce astile bussa alla  porta: ha luogo un dialogo con il lettore che sta all'interno della chiesa  sulla base del salmo 23 (24), 7-10:

 

Celebrante:

Sollevate, porte, i vostri frontali,

alzatevi porte antiche,

Ed entri il re della gloria!

 

Il lettore:

Chi è il re della gloria?

 

Celebrante:

Il Signore forte e potente,

il Signore potente in battaglia.

Sollevate, o porte, i vosri frontali,

alzatevi porte antiche,

ed entri il re della gloria.

 

Il lettore:

Chi è il re della gloria?

 

Il celebrante:

Il Signore degli eserciti è il re della gloria!

 

Si spalanca la porta, la processione preceduta dalla croce entra in chiesa, completamente illuminata, mentre si canta il canone di s. Giovanni Damasceno:

 

E' il giorno della risurrezione! Risplendiamo di luce, o popoli. E' la Pasqua del Signore, Pasqua! Cristo, Dio nostro, ha trasferito dalla morte alla vita, dalla terra al cielo, noi che cantiamo l'inno della vittoria!

 

Segue l'òrthros che si conclude con il seguente doxastikòn delle lodi:

 

E' questo il giorno della resurrezione! Risplendiamo di luce in questa solennità ed abbracciamoci gli uni gli altri. Diciamo, fratelli, anche a quelli che ci odiano: perdoniamo tutto nel giorno della resurrezione e con essi gridiamo: "Cristo è risorto dai morti con la sua morte ha calpestato la morte, dando la vita a coloro che giacevano nei sepolcri".

 

A questo punto ha luogo l'abbraccio fra tutti presenti.



PROCLAMAZIONE DELL'EVANGELO A TUTTE LE GENTI

 


 

La sera della domenica di Pasqua si celebra l'esperinòs con la proclamazione dell'Evangelo in varie lingue per sottolineare il mandato del Signore risorto di fare discepoli tutti i popoli. Si cantano i seguenti stichirà:

 

Venite adoriamo il Verbo di Dio, generato dal Padre prima dei secoli, che si è incarnato dalla Vergine Maria. Dopo aver subito la croce è stato sepolto, come volle e, risorto dai morti, ha salvato me, uomo smarrito.

 

Cristo, Salvatore nostro, avendo inchiodata alla croce il chirògrafo dei nostri peccati, lo ha cancellato e ha distrutto la potenza della morte. Adoriamo la sua resurrezione al terzo giorno.

 

Inneggiamo con gli arcangeli alla resurrezione di Cristo. Egli è il liberatore e il salvatore delle anime nostre e nuovamente verrà con gloria tremenda e grande potenza a giudicare il mondo, che ha plasmato.

 

Te, crocifisso e sepolto, l'angelo ha proclamato Signore e diceva alle donne: "Venite, vedete dove giaceva il Signore; è risorto, come onnipotente". Perciò adoriamo te, il solo Immortale, o Cristo, datore di vita, abbi pietà di noi.

 

Sulla croce hai distrutto la maledizione del legno e nella tua sepoltura hai disfatto la potenza della morte. Nella tua resurrezione hai illuminato il genere umano: Perciò ti gridiamo: "O Cristo, Dio nostro, benefattore, gloria a te".

 

Le porte della morte per il timore si aprirono, o Signore, davanti a te; e i custodi dell'Ade, vedendoti ne furono sbigottiti. Stritolasti le porte di bronzo e frantumasti le sbarre di ferro, traendoci fuori dalle tenebre e dall'ombra di morte e spezzando le nostre catene.

 

Dopo l'Isodos e il canto del Fos ilaròn (luce gioiosa) si proclama la seguente pericope evangelica (Gv 20, 19-25), suddivisa in tre brani che uno dopo l'altro vengono proclamati in varie lingue:

 

La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei giudei, venne Gesù e si fermò in mezzo a loro e disse: "Pace a voi!" Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. I discepoli gioirono nel vedere il Signore.

 

Gesù disse loro di nuovo: "Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi. Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: "Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati, saranno rimessi, e a chi non li rimetterete, non rimessi resteranno.

 

Tommaso, uno dei dodici, chiamato dìdimo (gemello), non era con loro quando venne Gesù. Gli dissero allora gli altri discepoli: "Abbiamo visto il Signore". Ma egli disse loro: "Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi, e non vedo la mia mano nel suo costato, non crederò".

 

 

Seguono gli apòsticha della resurrezione:

 

La tua resurrezione, o Cristo salvatore, ha illuminato tutto l'universo; tu hai richiamato a te la tua creatura, Signore onnipotente, gloria a te!

 

 

Una Pasqua sacra oggi ci è stata rivelata; Pasqua nuova, santa; Pasqua mistica, Pasqua degna di venerazione; Pasqua, il Cristo liberatore; Pasqua immacolata; Pasqua grande, Pasqua dei credenti, Pasqua che schiude le porte del Paradiso; Pasqua che santifica tutti i fedeli".


SETTIMANA SANTA E PASQUA IN S. ATANASIO A ROMA

2007

 

 

"Credo in un solo Signore Gesù Cristo

...e patì e fu sepolto e il terzo giorno risuscitò,  secondo le Scritture"

 

 

DOMENICA - PALME

ore 10,30

Benedizione delle Palme
Liturgia di S. Giovanni Crisostomo

 

ore 18,45

Akoluthia del Nymphios

 

LUNEDI'  SANTO

 

ore 18,45

 

Liturgia dei Presantificati

 

MARTEDI'  SANTO

 

ore 18,45

 

Liturgia dei Presantificati

 

MERCOLEDI' SANTO

 

ore 18,45

 

Liturgia dei Presantificati

 

GIOVEDI' SANTO

 

ore 10,00

 

Esperinòs e Liturgia di S. Basilio

 

ore 18,00

Ufficio della Passione

(Lettura dei 12 Vangeli)

VENERDI' SANTO

ore 10,00

Ora Nona - Esperinòs

e Deposizione dalla Croce

 

ore 18,00

Epitaphios thrinos

Enkomia

Processione

SABATO SANTO   

ore 10,00

Esperinòs e Liturgia di S. Basilio

 

ore 23,00

Mesonyktikòn

Anastasis

Orthros

Liturgia di S. Giovanni Crisostomo

DOMENICA DI PASQUA

ore 10,30

Liturgia di S. Giovanni Crisostomo

 

ore 19,00

Esperinòs

Proclamazione dell'Evangelo in varie lingue

 

 

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Xristo;" ajnevsth ejk nekrw'n  qanavtw/  qavnaton pathvsa"

kai; toi'" ejn toi'?" mnhvmasi zwh;n  carisa;meno".

Cristo è risorto dai morti, con la morte ha calpestato la morte

 e a quanti giacevano nei sepolcri ha donato la vita.

U ngjall nga varri Zoti Krisht, me vdekje vdekjen dyke shkelur,

 edhe të varrosurve një jetë ja duroi të re.

 

 

Pasqua 2007

 

S. ATANASIO

COMUNITA' CATTOLICA BIZANTINA

00187 ROMA - VIA DEI GRECI 46

 

 

E' questo il giorno di santa convocazione,

il giorno uno della settimana, festa delle feste

benediciamo il Cristo risorto dai morti.

Orthros di Pasqua

 

 

Durante le celebrazioni della Grande e Santa Settimana

vi ricorderò al Signore

e per le gioiose feste pasquali vi presento il mio augurio cordiale,

 

 

 

 

Roma, Pasqua 2007

 

 

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