Riportiamo qui di seguito un articolo di Mons. Eleuterio F. Fortino sulla X Sessione plenaria della Commissione Mista Internazionale per il dialogo teologico fra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa nel suo insieme:

"Una buona base comune". Così i due co-presidenti, il cardinale Walter Kasper e il Metropolita Joannis di Pergamo (Zizioulas) hanno considerato, in una conferenza stampa, il testo approvato nella X Sessione plenaria della Commissione Mista Internazionale per il dialogo teologico fra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa.

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1. La sessione ha avuto luogo a Ravenna (8-14 ottobre 2007), generosamente ospitata dall'Arcidiocesi, e accolta con simpatia e manifesta cordialità dai fedeli, da tempo preparati da S. E. mons. Giuseppe Verucchi, incoraggiati a pregare per un evento importante e difficile. "Pregano per voi, egli ha detto in una omelia, le comunità contemplative, i religiosi e le religiose, i sacerdoti e le comunità parrocchiali". Anche le autorità civili - il prefetto e il sindaco con i presidenti della provincia e della regione - hanno salutato con distinzione in forma ufficiale, in un incontro alla Prefettura tutti i membri della Commissione Mista. Il prefetto, S. E. Floriana De Sanctis, ha espresso la speranza che "il desiderio del dialogo, di comprendere e di essere compresi, che caratterizza la Commissione Mista, possa essere segno da imitare" anche nella vita civile e politica "di ogni giorno". La presenza di una settimana della Commissione Mista a Ravenna ha costituito un evento ecclesiale e civile percepito nell'intera città, anche se i lavori si sono svolti, come abitualmente, a porte chiuse. Diversi momenti, oltre all'incontro in prefettura, hanno avuto risonanza pubblica, come la preghiera vespertina di inizio nella Chiesa di S. Apollinare in Classe, celebrata dalla Comunità locale e con una parte fatta dai membri ortodossi (8 ottobre), così pure la concelebrazione eucaristica dei membri cattolici nella Cattedrale (13 ottobre) e la concelebrazione della Divina Liturgia di S. Giovanni Crisostomo da parte dei membri ortodossi (14 ottobre) nella Basilica di S. Vitale, splendente di mosaici bizantini. La sessione così è stata aperta e chiusa con la preghiera pubblica.

 

2. Il tema affrontato nelle sessioni mattutine e pomeridiane durante l'intera settimana è stato il seguente: «Le conseguenze ecclesiologiche e canoniche della natura sacramentale della Chiesa: Comunione ecclesiale, Conciliarità ed Autorità nella Chiesa».

Da una parte esso presuppone l'impostazione di questo dialogo e l'insieme dei documenti precedentemente concordati, tutti nell'ambito del tema generale della comunione ecclesiale (koinonia), essendo lo scopo concordato nel "Piano per l'avvio del dialogo teologico" (1978) "il ristabilimento della piena unità". Questa Commissione ha infatti pubblicato dei documenti coerenti con il tema e con lo scopo come mostrano gli stessi titoli:

  • "Il mistero della Chiesa e dell'Eucaristia alla luce del mistero della Santa Trinità" (Monaco di Baviera 1982);
  • "Fede, Sacramenti e Unità della Chiesa" (Bari 1987);
  • "Il sacramento dell'ordine nella struttura sacramentale della Chiesa. In particolare l'importanza della successione apostolica per la santificazione e l'unità del popolo di Dio (New Valamo, Finlandia 1988).

A suo modo, anche se si è trattato di un nuovo argomento affrontato sotto la pressione di eventi storico-politici del momento, si inserisce - con lo scopo di chiarire una questione controversa dagli ortodossi - anche il quarto documento pubblicato: "L'uniatismo, metodo d'unione del passato, e la ricerca attuale della piena unità" (Balamand, Libano 1993).

Emergono così i lineamenti della comunione (koinonia) fondati sull'unità di fede, di sacramenti e di ministero.Da un'altra parte il tema affrontato a Ravenna ha anche una storia più recente, ma anche complessa e ancora aperta per il futuro. Un progetto era stato elaborato a Mosca, nel 1990, dal Comitato Misto di Coordinamento della Commissione in vista della sessione programmata per il mese di giugno dello stesso anno. Poiché poi quella sessione si era occupata d'altro, il progetto non era mai stato discusso in plenaria fino alla sessione di Belgrado (18-25 settembre 2006). Sin dall'inizio il progetto prevedeva lo studio della natura e dell'esercizio dell'autorità e della collegialità nella Chiesa a tre livelli: locale (diocesi), regionale (metropolia e patriarcato) e a livello universale. A questi tre livelli si indicava la presenza e il ruolo di un protos, un primo, con particolari prerogative. A Belgrado si erano discussi i primi due livelli. A Ravenna si è completato lo studio, raggiungendo un consenso che permette di avanzare in termini più precisi, già dalla prossima sessione plenaria, il cui tema concordato sarà il seguente: «Il ruolo del Vescovo di Roma nella comunione della Chiesa nel primo millennio». Come prelude questo argomento vi saranno altre fasi per il resto della storia della Chiesa. Il documento di Ravenna costituisce una premessa solida e positiva.

 

3. A Ravenna la Commissione era quasi al completo. Erano presenti ventisette dei trenta membri cattolici (cardinali, arcivescovi, vescovi, sacerdoti e teologi laici). I membri ortodossi (metropoliti e vescovi; sacerdoti e teologi laici) rappresentavano tutte le Chiese ortodosse ad eccezione del Patriarcato di Bulgaria i cui delegati non hanno potuto partecipare. Vi erano i rappresentanti delle seguenti Chiese:

Patriarcato Ecumenico, Patriarcato di Alessandria, Patriarcato d'Antiochia, Patriarcato di Gerusalemme, Patriarcato di Mosca, Patriarcato di Serbia, Patriarcato di Romania, Patriarcato di Georgia, la Chiesa di Cipro, la Chiesa di Grecia, la Chiesa di Polonia, la Chiesa d'Albania, la Chiesa delle Terre Ceche e di Slovacchia, la Chiesa di Finlandia e la Chiesa d'Estonia.

A proposito della presenza dei rappresentanti della Chiesa "autonoma" di Estonia la sessione ha vissuto un momento di turbamento. Il comunicato dato alla stampa riferiva che "nel primo giorno dell'incontro, com'è prassi della Commissione, i membri cattolici ed ortodossi si sono riuniti separatamente per coordinare il loro rispettivo lavoro. Durante l'incontro ortodosso, il delegato del Patriarcato di Mosca ha presentato la decisione della sua Chiesa di ritirarsi dalla riunione della Commissione a motivo della presenza in essa di delegati della Chiesa d'Estonia, dichiarata «autonoma» dal Patriarcato ecumenico, uno statuto non riconosciuto dal Patriarcato di Mosca, e ciò malgrado il fatto che il Patriarcato ecumenico, con l'accordo di tutti i membri ortodossi presenti, avesse offerto un compromesso, e cioè: prendere atto del non riconoscimento del Patriarcato di Mosca della Chiesa autonoma d'Estonia".

Si tratta di una questione manifestatasi all'interno della Chiesa ortodossa, a cui per sé è estranea la Chiesa cattolica, ma i membri cattolici hanno sofferto per la decisione ed espresso la speranza che essa sia positivamente risolta anche per il benessere del dialogo stesso.

4. La Commissione ha anche programmato il lavoro di preparazione della prossima sessione plenaria sul tema del primato del vescovo di Roma nel primo millennio: A questo scopo ha nominato due sottocommissioni miste di studio comprendenti otto membri ciascuna, quattro per parte. Queste si incontreranno nella prossima primavera del 2008. Mentre il Comitato di Coordinamento che si incontrerà nell'autunno del 2008, sulla base dei rapporti delle due sottocommissioni, elaborerà la sintesi organica che sottoporrà alla sessione plenaria. Essa avrà luogo nell'autunno del 2009.

Durante la sessione i due co-presidenti hanno inviato un messaggio di ringraziamento a S.S. Benedetto XVI e a S.S. Bartolomeo I per i voti augurali indirizzati alla Commissione Mista (Besa/Roma).

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