Dal 30 giugno al 3 luglio 2007 il Segretario per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato (Vaticano) S.E. mons. Mamberti si è recato in visita ufficiale nella ex Repubblica Jugoslava di Macedonia, ha incontrato il Capo dello Stato e le Autorità politiche e i Rappresentanti religiosi.
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Il rappresentante vaticano ha visitato anche le comunità cattoliche, latine e bizantine che sono nella giurisdizione di un solo vescovo di Skpoje ed esarca dei cattolici di rito bizantino. L'Osservatore Romano (7 luglio p. 4) ne ha ampiamente riferito. In una popolazione di 2.350.000 abitanti, gli slavi sono il 68% e gli albanesi il 26% . Gli Albanesi in Macedonia sono mussulmani nella maggioranza con pochi cattolici latini. Vi è pure una piccola comunità cattolica slava. La religione maggioritaria nel paese è cristiana ortodossa di tradizione slava. Nel 2005  il Paese ha ricevuto da Bruxelles lo status di candidato  all'Unione Europea.

 

1.     La diocesi di Skopie

 E' erede di un glorioso e tormentoso passato, raccoglie quanto rimane della comunità latina in Macedonia e tra i vescovi che parteciparono nell'anno 325 al Concilio di Nicea appare il nome di Dakos di Skupi, Metropolita della Dardania, che all'epoca si stendeva da Nis in Serbia a Veles nel centro dell'attuale ex-Repubblica Jugoslavia di Macedonia, comprendendo anche il Kosovo e il Sangiaccato. I sei vescovi che erano in Dardania nel 492 indirizzarono una lettera a Papa Gelasio. Con il successivo arrivo degli Avari e degli Slavi venne quasi distrutta l'organizzazione ecclesiastica, che nel 732 fu sottoposta alla giurisdizione di Costantinopoli. Dopo lo Scisma d'Oriente la Chiesa locale passò sotto l'Ortodossia, anche se in un rapporto a Roma del 1584 si parla della sopravvivenza di una comunità cattolica a Skopie. Nel 1656, Propaganda Fide provvide alla ricostituzione della sede vescovile di Skopie nominando arcivescovo l'Eccellentissimo Andrea Bogdani e da allora è stata ininterrotta la successione episcopale. Ciò nonostante e per venire incontro alle esigenze del Re di Serbia, il 29 ottobre 1924 la sede arcivescovile cattolica venne trasferita a Belgrado, riducendo Skopie a vescovado. Il 2 ottobre 1969, S.S. Paolo VI unì alla diocesi di Skopie il titolo dei territori dell'antica diocesi di Prizren. In seguito allo scioglimento della Jugoslavia, l'11 maggio 2000, S.S. Giovanni Paolo II separò i territori delle antiche diocesi di Skopie e di Prizren, erigendo su quest'ultimo una nuova Amministrazione Apostolica immediatamente soggetta alla Santa Sede. Attualmente la maggior parte dei fedeli cattolici si trovano in quella giurisdizione, mentre l'attuale diocesi di Skopie è composta da solo 3.700 fedeli raggruppati in tre parrocchie.

 

2.    Esarcato bizantino

 Domenica 1° luglio, l'Eccellentissimo Segretario per i Rapporti della Santa Sede con gli Stati si è recato a Strumica per consacrare la Cattedrale dell'Esarcato Apostolico per i fedeli cattolici di rito bizantino residenti in Macedonia, dedicata all'Assunzione di Maria. L'Esarcato Apostolico, eretto l'11 gennaio 2000, conta con 10 sacerdoti, 19 Suore Eucaristiche e 6 Figlie della Carità di San Vincenzo, di rito bizantino. Vi sono attualmente 11 seminaristi maggiori: 6 studiano a Roma, 4 a Fulda, e 1 a Zagabria. Il suo territorio si estende su tutto il Paese anche se la maggior parte degli 11.491 fedeli si trova nei dintorni di Strumica e proviene dalle famiglie di rito bizantino in comunione con la Chiesa di Roma, le quali si stabilirono nella zona in seguito ai conflitti balcanici che precedettero la Prima Guerra Mondiale.

Alla cerimonia della consacrazione della Cattedrale ed alla celebrazione della Divina Liturgia hanno preso parte una ventina di sacerdoti, personalità locali, tra cui spiccavano il Sindaco di Strumica e dei villaggi vicini e numerosi fedeli. Fra i fedeli cattolici dell'Esarcato Apostolico vi è un risveglio religioso con il conseguente ritorno alla pratica domenicale, superiore al 60%. Ciò sta richiedendo un maggior impegno nell'evangelizzazione e ha costretto a riaprire vecchie chiese abbandonate o a costruirne altre nuove.

 

3.    Ocrida

 Mons. Mamberti si è trasferito in elicottero nella sudetta città di Ohrid, la quale si affaccia sul lago omonimo., al confine con l'Albania, ed è centro spirituale della regione sin dalla fine del secolo X. In essa, il primo vescovo slavo, san Clemente di Ohrid, moltiplicò i frutti dell'evangelizzazione iniziata nei Balcani dai Santi fratelli Cirillo e Metodio, fondando un monastero ed una scuola con più di 3.500 discepoli e ristabilendo, in comunione con la sede di Pietro, le strutture ecclesiastiche che erano state quasi distrutte durante le invasioni dei secoli VI - VII.

Il Re degli Slavi Samuele, proclamatosi imperatore nel 997, elevò la diocesi di Ohrid a Sede metropolitana indipendente da Costantinopoli. Quando nel 1014, in seguito alla battaglia di Struma, l'imperatore di Bisanzio Basilio II distrusse  l'impero di Samuele, il Metropolita Filippo di Ohrid venne rispettato dai bizantini che trovarono in lui un intelligente interlocutore.

Alla morte del suo successore, nel 1037, la sede venne ridotta ad Arcivescovato, con la nomina del chartophilex di Santa Sophia di Costantinopoli Leone. Ciò provocò una aperta ribellione dei macedoni slavi, i quali, durante il secolo XI tentarono a più riprese e invano di sottrarsi all'imperatore bizantino.

Dopo secoli di dominazione turca l'arcidiocesi di Ohrid venne soppressa dal Sultano Mustafà III nel 1767 ed i suoi fedeli affidati al Patriarcato di Costantinopoli, situazione che si mantenne fino al 1918, data in cui passarono a dipendere dal Patriarcato serbo.

Nel 1959 l'arcidiocesi fu ricostruita in comunione con quest'ultimo Patriarcato. Il 19 luglio 1967 il Santo Sinodo della ricostituita Chiesa Ortodossa in Macedonia votò unilateralmente l'autocefalia, cioè l'indipendenza completa, che tuttavia non è stata finora riconosciuta da nessun'altra Chiesa Ortodossa (Besa/Roma).

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