Cronaca e intervento dell'autrice
Dal 9 al 16 agosto 2008 si è svolta a Lungro la "Prima Settimana della Cultura", organizzata dalla Amministrazione comunale.
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La lodevole iniziativa, curata con puntualità e passione dal prof. Giovanbattista Rennis, assessore alla cultura, ha toccato vari settori: grafica, pittura, artigianato locale con una ricca mostra, musica, poesia popolare arbëreshe e storia. Per l'occasione è stata inaugurata la nuova sede della biblioteca comunale ed è stato assegnato il primo premio "Città di Lungro" a personalità lungresi che si sono distinte per la loro attività professionale.
Nel quadro della manifestazione è stata presentata l'opera storica, di recente pubblicazione, di Maria Franca Cucci "Il Pontificio Collegio Corsini degli Albanesi di Calabria - Evoluzione storica e processo di laicizzazione" (Ed. Brenner, Cosenza 2008).
Ha tenuto una articolata relazione il prof. Attilio Vaccaro, docente dell'Università della Calabria.
Egli, dopo una breve introduzione di carattere generale sulle ragioni che hanno determinato la fondazione del Collegio, ha fornito una puntuale bibliografia di studiosi antichi e moderni che hanno rivolto la loro attenzione alle vicende dell'Istituto sotto varie angolazioni (Zavarroni, Rodotà, Argondizza, Mazziotti, Capalbo, Tinivella, Tavolaro, Giura, Cassiano). Nuova consistenza scientifica alla storia del Corsini - asserisce il Vaccaro - viene data appunto da questa pubblicazione, sulla base di una vasta documentazione d'archivio, quasi del tutto inedita. Il filo conduttore dell'opera si sviluppa in due direzioni: storico-religiosa e politico-sociale, con una speciale attenzione alla vita interna del Collegio ed alla gestione dei vescovi-presidenti. Il relatore ha poi analizzato con opportune considerazioni il contenuto del libro. Ne è emerso il grande contributo culturale del Collegio fondato da Clemente XII.
Il prof. Italo Costante Fortino dell'università "L'Orientale" di Napoli ha invece illustrato le finalità della collana specialistica "Biblioteca degli Albanesi d'Italia" da lui diretta, nella quale si inseriscono, oltre all'odierna pubblicazione, importanti opere, alcune inedite ed altre riedite con contributi di studiosi. Egli ha infine sottolineato particolarmente l'importanza dell'aspetto internazionale del Collegio Corsini e i suoi rapporti con l'Albania. Al Collegio vi hanno studiato o insegnato insigni scrittori e patrioti albanesi, come Luigj Gurakuqi, Kolë Kamsi, Aleksandër Xhuvani, Avni Rrusteni. G.Jakova-Merturi, Mehdi Frashëri.
E' intervenuta poi l'autrice, che ha puntualizzato come del Collegio ha inteso approfondire specialmente l'aspetto religioso-ecclesiale, nel suo ruolo di seminario per gli Albanesi di Calabria di tradizione bizantina. L'opera vuole anche offrire un imput alle nuove generazioni, minacciate dalla crescente globalizzazione, per riscoprire le radici della propria storia e difendere e sviluppare la propria identità etnico-culturale. Uno sforzo comune questo al fine di garantire la sopravvivenza attiva delle comunità arbëreshe (Besa/Roma).
{mospagebreak title=Intervento della Prof.ssa Cucci}

Intervento dell'autrice Prof.ssa M. F. Cucci

Ringrazio vivamente l'Amministrazione Comunale nella persona del sindaco prof. Giuseppino Santoianni e dell'assessore alla cultura, l'amico prof. G.B. Rennis, per aver organizzato questa manifestazione. Un altro doveroso ringraziamento al dott. Attilio Vaccaro, mio caro alunno e stimato professore, per aver accettato di presentare questo mio lavoro e per le parole di apprezzamento espresse. Ne sono veramente lusingata e commossa. Un grazie anche al prof. Italo Fortino, direttore della Collana specialistica "Biblioteca degli Albanesi d'Italia", nella quale è inserita questa mia pubblicazione, per avermi incoraggiata e sostenuta con preziosi consigli durante le mie ricerche e per aver insistito perché questo mio lavoro, durato circa 10 anni, andasse in porto. Un altro grazie all'editore, dott. Walter Brenner, che per sopraggiunti impegni non è potuto intervenire, per aver creduto nella validità di questa mia opera, accollandosi le intere spese della pubblicazione, e a tutti voi che siete qui presenti.

     Sul contenuto del libro e sul metodo della ricerca storica ha ampiamente dibattuto il prof. Vaccaro, vorrei soltanto aggiungere che del Collegio Corsini ho voluto approfondire l'aspetto peculiare della sua fondazione da parte di Papa Corsini, quello del suo ruolo di Seminario (da cui il titolo di Pontificio Collegio....) per la formazione del clero italo-albanese di rito greco, aspetto questo religioso-ecclesiale forse poco studiato in confronto ad altri aspetti che hanno caratterizzato la storia dell'Istituto: culturali, letterari, politici, patriottici, amministrativi, su cui non mancano pregevoli pubblicazioni a cui accennava prima il prof. Vaccaro.

Direi che il Collegio Corsini è un po' la storia di noi arbëreshë. Esaminando i numerosi documenti reperiti nei vari archivi civili ed ecclesiastici, ciò che mi ha più colpito ed entusiasmato è stata la tenacia, la caparbietà con cui gli arbëreshë hanno difeso la propria identità ecclesiale espressa nella tradizione bizantina. E' stato infatti proprio l'elemento religioso-liturgico tra i valori costituenti le comunità arbëreshe quello distintivo e predominante, che ha determinato una forte coesione tra gli italo-albanesi. Non a caso il forestiero veniva e viene chiamato "litiri", cioè il latino (e non l'italiano o il calabrese), per distinguerlo appunto dall'albanese di rito greco.

     Questo valore è stato difeso con le unghie e con i denti, tanto che gli archivi vaticani e anche quelli di stato sono stracolmi di suppliche, relazioni, richieste, denunce, ricorsi che direi hanno fatto tribolare non poco papi, cardinali, principi, re, vescovi latini, nunzi apostolici, funzionari statali e ministri. Un piccolo popolo, spesso visto con diffidenza, è riuscito  a tener desta e viva l'attenzione su di sé con tutti i mezzi possibili di cui disponeva ed in particolare sulla propria identità ecclesiale, che fin dall'inizio della venuta degli albanesi in Italia costituiva per loro la sola identità etnico-culturale nella totalità dei suoi valori. Solo più tardi, con la maturazione culturale anche per merito dei grandi movimenti quali l'Illuminismo, il Romanticismo e il Risorgimento, e proprio in virtù di quel Collegio che nel tempo si allontanò dallo scopo della sua fondazione divenendo istituto laico, gli arbëreshë hanno riscoperto una nuova identità etnico-culturarale, rappresentata anche da altri valori oltre a quelli religiosi: storia, lingua, tradizioni (voglio ricordare l'istituzione della cattedra di albanese nel Collegio). Da qui il fiorire di poeti (De Rada), scrittori, letterati, cultori della lingua e delle tradizioni albanesi, ma anche di insigni giuristi, politici e patrioti (i Damis), che ebbero influssi persino nella formazione letteraria, politica e civile nella stessa Albania.

     Se il Collegio aveva esaurito nel tempo la sua funzione di seminario (e questo fa parte della sua storia meno gloriosa), tuttavia come istituto laico aveva aperto nuovi orizzonti culturali. Dalle sue ceneri come Seminario Pontificio, ecco sorgere un'altra importante istituzione: l'Eparchia di Lungro, che finalmente poteva contare su un territorio ben delimitato e su un Vescovo diocesano. Agli italo-albanesi, dispersi fino a quel momento in quattro diocesi latine fra tante tensioni, finalmente venivano riconosciuti i diritti di normale Chiesa particolare bizantina nella comunione cattolica. L'antico sogno degli arbëreshë e la lotta per la difesa della loro identità ecclesiale si era finalmente avverata.

     Volevo inoltre sottolineare che ho scritto questo libro non per soddisfare una mia velleità culturale e tanto meno per motivi di lucro, ma per offrire un imput specie alle nuove generazioni, che oggi rischiano di essere fagocitate dalla crescente globalizzazione e dall'omologazione, per riscoprire in qualche modo le radici della propria storia. Per ogni popolo la coscienza e la conoscenza del suo passato ne garantiscono la sopravvivenza e lo spingono a conservare il patrimonio culturale che è sempre fonte di ricchezza. Ciò vale specialmente per noi, che siamo nella condizione di minoranza etnica e quindi più esposti a quel fenomeno della omologazione di cui parlavo prima. Oggi la legge 482/1999 che tutela le minoranze, ci viene incontro per evitare un tale rischio.

     Vorrei lanciare un appello prima di tutto alle famiglie che sono le custodi di questo patrimonio: Trasmettete ai vostri figli la lingua e le tradizioni, collaborate ed anzi pretendete dalle istituzioni (comuni, province, regione) e specialmente dalla scuola che riveste un ruolo molto importante in questo ambito, la tutela di tale patrimonio, con iniziative valide a garantire la nostra sopravvivenza. Anche la nostra Chiesa, che ha sempre difeso con convinzione i valori spirituali ed umani degli arbëreshë, ora che non deve più combattere, come in passato, per la salvaguardia del proprio patrimonio teologico, liturgico, canonico secondo lo spirito della tradizione bizantina, può contribuire alla rinascita di questa nostre comunità.

     Termino col dire: Ho dedicato questo mio libro, come si legge nella prima pagina, ai miei antenati albanesi perchè essi costituiscono le mie radici, a tutti coloro che hanno lottato per la salvaguardia della Chiesa italo-albanese dato che l'argomento trattato riguarda appunto la storia del Collegio eretto con lo scopo di formare ed educare il clero italo-albanese ed infine a mia madre che, come tutti voi ben sapete, non era arbëreshe di nascita, ma di adozione; aveva imparato a parlare l'albanese, l'aveva studiato quando papàs Emanuele Giordano aveva tenuto dei corsi di grammatica albanese per insegnanti e durante la sua attività didattica aveva sempre promosso ricerche sulla storia e sulla cultura locale.

     Era entusiasta delle nostre tradizioni e, quando si trovava a conversare con qualcuno che neanche conosceva la nostra esistenza, ne parlava con orgoglio: "Noi abbiamo una storia gloriosa e delle tradizioni bellissime: la lingua, il costume, i canti, la liturgia..."

Ecco vorrei trasmettere a voi tutti questo stesso entusiasmo, che mi auguro non rimanga uno sterile sentimentalismo, ma che si concretizzi in opere costruttive per la nostra sopravvivenza. Lo dobbiamo ai nostri antenati che hanno sofferto e lottato perché noi oggi fossimo quello che siamo. Grazie! (Besa/Roma).



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Scambio culturale tra il comune di Cerzeto e il liceo “Ernest Koliqi” di Tirana
Il rappresentante di “Italia delle Minoranze” Cataldo Pugliese manifesta con la sua partecipazione, vicinanza e ammirazione al progetto di educazione e scambio culturale realizzato dal comune di Cerzeto e dal liceo “Ernest Koliqi” di Tirana.
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Il sindaco di Ururi incontra il presidente Meta
Il presidente della Repubblica, Ilir Meta, ha tenuto un incontro questo sabato con i rappresentanti della comunità Arberesh in Italia.
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X anniversario della chirotonia episcopale del Vescovo di Lungro
Ricordiamo con piacere la ricorrenza del X anniversario della chirotonia episcopale del Vesovo di Lungro, S.E. Mons. Donato Oliverio. Dieci anni di episcopato denso e ricco di ferventi attività. Felicitazioni al nostro vescovo!εἰς πολλὰ ἔτη, Δέσποτα
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Il giardino dei sensi
Sensi e spiritualità: due parole in apparenza contraddittorie. Eppure tutta la Bibbia brulica di personaggi e di scene sensuali, come un "giardino delle delizie" in cui la vista, l'udito, il tatto, il gusto e l'odorato celebrano il loro festino. .
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Discorso di Papa Paolo VI in occasione del IV centenario del Collegio Greco di Roma
Sabato, 30 aprile 1977 Venerati Fratelli e carissimi Figli! Ispirato ad intonazione di profonda letizia, dopo i bei canti liturgici e le devote parole del Signor Cardinale Paul Philippe, è l'odierno incontro, il quale, se di per sé si collega ad una ricorrenza quattro volte centenaria - quella della fondazione in Roma del Collegio Greco di S. Atanasio - si apre, peraltro, e si allarga nella visione della Chiesa d'Oriente, che con la Chiesa Latina forma l'unica ed indivisa Chiesa di Cristo. Il Nostro saluto, come alle Autorità religiose qui presenti, si dirige naturalmente a voi, Alunni e Superiori del Collegio, perché siete voi i festeggiati; e si rivolge ancora ai condiscepoli degli altri Istituti eretti nell'Urbe per l'educazione del Clero di rito orientale, perché tutti insieme voi ponete dinanzi ai nostri occhi questa consolante realtà di coesione ecclesiale. .
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Typikà locali parrocchiali nella chiesa arbëreshe
Nel passato circolavano tra le Comunità arbëreshe di Calabria, oltre a typikà bizantini stampati generalmente a Venezia, comodi rubricari manoscritti che riproducevano le norme generali, ma introducevano anche elementi locali. Per una storia autentica dell’evoluzione storica della tradizione bizantina tra gli Arbëreshë è indispensabile conoscere questi documenti che ci riportano  la prassi concreta. .
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Giorgio Castriota Skanderbeg tra storia e mito
La parrocchia greca di Cosenza dell'Eparchia di Lungro e, in particolare, il parroco protopresbitero Pietro Lanza, stanno ricordando nel corso di questa settimana l'eroe albanese Giorgio Kastriota Skanderbeg a 550 anni dalla sua morte. Oltre ai vari eventi segnalati sul calendario di Jemi.it, è stata diffusa anche una monografia contenuta nel volume I Padroni dell’Acciaio, scritta da Gabriele Campagnano Zweilawyer e illustrata da Francesco Saverio Ferrara.
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Il Padre di tutti, l’Amico di sempre
“Ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi, altri che lottano un anno e sono più bravi, ci sono quelli che lottano più anni e sono ancora più bravi, però ci sono quelli che lottano tutta la vita: essi sono gli indispensabili”.                                                                    Bertolt BrechtIl tempo scorre inesorabilmente, i modi di vita cambiano sempre più rapidamente, poche cose permangono, così come i sentimenti, forse perché sanno di eternità. E il “sentimento del ricordo”, anche se in modo diverso da individuo a individuo, vive sempre in ognuno.
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Spigolature storico-biografiche del siculo-arbëresh Francesco Crispi nel 195° anniversario della nascita
Nacque a Ribera (Agrigento) il 4 ottobre 1818, compì i primi studi nel seminario greco-albanese di Palermo, e si laureò in Giurisprudenza nel 1837. L’anno dopo sposò Rosa D’Angelo che morì nel 1840. Nel 1839, Francesco Crispi (1) aveva fondato e diresse poi per tre anni, il giornale “L’ORETEO”. Nel 1844 si presentò a un concorso per la magistratura, riuscendo primo, ma in seguito rinunciò per esercitare l’avvocatura a Napoli. Intanto si occupava di politica, svolgendo idee e propaganda liberali.
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La Presidente Succurro ha incontrato l’Ambasciatore del Kosovo in Italia
Nella splendida cornice del Salone degli Specchi della Provincia di Cosenza si è svolta, nel pomeriggio di giovedì 23 giugno, la visita dell’Ambasciatore della Repubblica del Kosovo in Italia – S.E. Sig.ra Lendita Haxhitasim, accolta anche da una nutrita delegazione di Sindaci delle Comunità arbëreshë del territorio cosentino.
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Sant’Atanasio dei Greci: calendario Grande Quaresima 2022
Riportiamo qui di seguito il programma completo delle celebrazioni della Grande Quaresima e della Grande e Santa Settimana dell'anno 2022 presso la chiesa di Sant'Atanasio dei Greci a Roma. I testi dei riti sono presenti sul sito: www.liturgiabizantina.it
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“Arbëria Viva” di Arbër Agalliu premiato a Moda Movie
Il cortometraggio di Arbër Agalliu sulle minoranze linguistiche arbëresh ha ricevuto il premio speciale durante la kermess di moda e cinema "Moda Movie" a Cosenza. 
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La Rai Calabria sostiene la cultura e la lingua arbëreshe in Italia attraverso programmi dedicati
In Calabria, la Rai prevede di promuovere la lingua e la cultura arbëreshë, come stabilito nel nuovo contratto di servizio per il periodo 2023-2028, approvato definitivamente dal Consiglio di Amministrazione dell'azienda radiotelevisiva, presieduto da Marinella Soldi.
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La lingua arbëreshe viene snobbata
La lingua è l’elemento fondamentale che caratterizza una comunità e un intero popolo. Secondo Bruner la lingua svolge una funzione di trasmissione culturale. Infatti, diventa tramite necessario per la conservazione di pratiche culturali e religiose. Inoltre, non va dimenticato, nel caso della comunità di Piana degli Albanesi, che un ruolo fondamentale nella conservazione della lingua arbëreshe è stato giocato dai papades. Infatti, il primo testo il lingua arbëreshe è stato scritto nel 1592 da un sacerdote: Luca Matranga. Si tratta dell’ E Mbësuame e Krështerë – La Dottrina Cristiana Albanese. Nel corso dei secoli, come in parte ancora oggi, nelle chiese arbëreshe di Piana le preghiere si recitano in lingua. E, grazie al catechismo frequentato dai bambini che si preparano per la prima confessione, si ha la possibilità di dar vita a un continuum e tramandare alle nuove generazioni la lingua.
La lingua è l’elemento fondamentale che caratterizza una comunità e un intero popolo. Secondo Bruner la lingua svolge una funzione di trasmissione culturale. Infatti, diventa tramite necessario per la conservazione di pratiche culturali e religiose. Inoltre, non va dimenticato, nel caso della comunità di Piana degli Albanesi, che un ruolo fondamentale nella conservazione della lingua arbëreshe è stato giocato dai papades. Infatti, il primo testo il lingua arbëreshe è stato scritto nel 1592 da un sacerdote: Luca Matranga. Si tratta dell’ E Mbësuame e Krështerë – La Dottrina Cristiana Albanese. Nel corso dei secoli, come in parte ancora oggi, nelle chiese arbëreshe di Piana le preghiere si recitano in lingua. E, grazie al catechismo frequentato dai bambini che si preparano per la prima confessione, si ha la possibilità di dar vita a un continuum e tramandare alle nuove generazioni la lingua. Read More...
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Il presidente albanese Meta chiede che l'arbëresh venga insegnato a scuola
Il presidente della Repubblica, Ilir Meta ha incoraggiato questo sabato i parlamentari italiani a fornire il loro supporto affinchè la lingua arbëreshe venga insegnata nelle scuole dei dei comuni minoritari. 
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Scoperto l’anno di nascita del poeta albanese sangiorgese Giulio Variboba
La ricerca sul poeta D. Giulio Varibobba non finisce mai di stupire. Sono stati rintracciati ultimamente importanti fonti documentali presso archivi pubblici e privati sulla comunità di San Giorgio Albanese in provincia di Cosenza.
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Gjitonia te fshati global
Ndoshta ngë mënd të njihen vetat o bashkësìtë nga llargu: dëftohen neve vetëm tue u jetuar përkrahu atyre, tue i dashur. “Një njohje e madhe ë’ bijë e njëi dashurìe”: ndjenjat, nëse të dëlirë, ngë janë të rreme. Kerkoj te zëmbra e njerìut dhe gjej patëmetësì (/ndershmërì), parimësì, e vërtetë dhe kushtin e mundësìsë fizike, psikike, shpirtërore shpëtuese të njëi bote të globalizuame dhe në ndryshim të shpejtë. Për këtë, pikërisht tue vërejtur atje ku duket e zhdukur zëmbra, kërkoj të gjej gjurmën e ndonjëi mundësìe të aftë të bejë të ringjallet lirìa e brëndshme dhe hapja ndaj tjerëvet.
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Gerbidi e maggesi
E’ trascorso più di un secolo dai forse dimenticati “Moti di Palazzo Adriano”: una sollevazione contadina contro il padronato, motivata dalla ‘pretesa’ d’aumentare la propria quota spettante in grano dal 25% al 30% del raccolto, sollevazione sedata nel sangue. Allora la terra del mio paese dava da vivere ad una popolazione doppia rispetto a quella attuale. Purtroppo però l’inevitabile incremento demografico, dovuto a migliori condizioni igieniche e sanitarie e alla diminuzione della mortalità infantile, produceva una lenta ma continua emigrazione verso ‘il nuovo mondo’.
E’ trascorso più di un secolo dai forse dimenticati “Moti di Palazzo Adriano”: una sollevazione contadina contro il padronato, motivata dalla ‘pretesa’ d’aumentare la propria quota spettante in grano dal 25% al 30% del raccolto, sollevazione sedata nel sangue. Allora la terra del mio paese dava da vivere ad una popolazione doppia rispetto a quella attuale. Purtroppo però l’inevitabile incremento demografico, dovuto a migliori condizioni igieniche e sanitarie e alla diminuzione della mortalità infantile, produceva una lenta ma continua emigrazione verso ‘il nuovo mondo’. Read More...
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Istituiti punti telematici per accedere all'Archivio di Stato albanese
'INIZIATIVA di creare una rete di Punti-Archivio per il mondo albanese, collegati elettronicamente con l'Archivio Centrale di Tirana, è partita alla fine del 2020, anche alla luce delle difficoltà create dalla crisi pandemica, su iniziativa della Direzione Generale degli Archivi d'Albania, guidata dal giovane Direttore generale Ardit Bido e dal suo staff del settore informatico, vista l'impossibilità per studenti, ricercatori e studiosi di utilizzare direttamente le fonti archivistiche in possesso dell'Archivio stesso.
'INIZIATIVA di creare una rete di Punti-Archivio per il mondo albanese, collegati elettronicamente con l'Archivio Centrale di Tirana, è partita alla fine del 2020, anche alla luce delle difficoltà create dalla crisi pandemica, su iniziativa della Direzione Generale degli Archivi d'Albania, guidata dal giovane Direttore generale Ardit Bido e dal suo staff del settore informatico, vista l'impossibilità per studenti, ricercatori e studiosi di utilizzare direttamente le fonti archivistiche in possesso dell'Archivio stesso. Read More...
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Napoli, polo storico di riferimento culturale per il mondo albanese e l’Arbëria
Al via lunedì 20 giugno alle 15,30 nella sede dell’Università degli studi di Napoli L’Orientale di Palazzo du Mesnil, in via Chiatamone 62, la prima delle due giornate del convegno internazionale “Napoli, polo storico di riferimento culturale per il mondo albanese e l’Arbëria” nel bicentenario della morte di Angelo Masci, intellettuale attivo a Napoli alla fine del ‘700. A lui si deve il “Discorso sull’origine, costumi, e stato attuale della natione Albanese”, pubblicato per la prima volta a Napoli nel 1807.
Al via lunedì 20 giugno alle 15,30 nella sede dell’Università degli studi di Napoli L’Orientale di Palazzo du Mesnil, in via Chiatamone 62, la prima delle due giornate del convegno internazionale “Napoli, polo storico di riferimento culturale per il mondo albanese e l’Arbëria” nel bicentenario della morte di Angelo Masci, intellettuale attivo a Napoli alla fine del ‘700. A lui si deve il “Discorso sull’origine, costumi, e stato attuale della natione Albanese”, pubblicato per la prima volta a Napoli nel 1807. Read More...
Missiva a Spirlì
Buon giorno Signor Presidente, nella prima settimana dello scorso settembre Lei, in qualità di Vice Presidente della Regione, con la partecipazione di dirigenti di dipartimenti della stessa, dott.ssa Sonia Talarico, dott.ssa M. Antonella Cauteruccio, Dott. Maurizio Nicolai e dott.ssa Francesca Gatto, ha incontrato il CO.RE.MI.L. ed il giorno successivo il direttore della RAI Calabria, dottor Demetrio Crucitti, per gettare la basi ad una Convenzione Ragione-RAI.
Buon giorno Signor Presidente, nella prima settimana dello scorso settembre Lei, in qualità di Vice Presidente della Regione, con la partecipazione di dirigenti di dipartimenti della stessa, dott.ssa Sonia Talarico, dott.ssa M. Antonella Cauteruccio, Dott. Maurizio Nicolai e dott.ssa Francesca Gatto, ha incontrato il CO.RE.MI.L. ed il giorno successivo il direttore della RAI Calabria, dottor Demetrio Crucitti, per gettare la basi ad una Convenzione Ragione-RAI. Read More...
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Recenzione libri: “Viaggio nella Calabria basiliana” di Enzo Cordasco
Continua l'ondata di interesse per gli insediamenti monastici basiliani in Calabria. Proproniamo il libro "Viaggio nella Calabria basiliana" di Enzo Cordasco che offre un itinerario nella Calabria bizantina comprendendo diversi contesti arbëreshë.
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Il progetto e l'evento. Gioacchino, Dante, Michelangelo, Scarpa e i cerchi trinitari
L'architetto-filosofo lungrese, Enzo Mattanò, ha appena pubblicato un importante testo che contribuisce ad inquadrare la centralità della teologia figurativa di Gioacchino da Fiore nel pensiero filosofico occidentale.
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Pubblicato il libro "Il grande sbarco"
Pubblicato per i tipi di Angelo Guerini e Associati S.r.l. il libro "Il grande sbarco" che racconta l'esodo albanese verso l'Italia negli anni 90: dalla prima accoglienza calorosa al rimpatrio. 
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ATTUALITÀ

Giovedì, Novembre 18, 2004 Luigi Boccia Chiesa e Religione 8431
Discorso pronunciato da S.E. il Card. Camillo...
Lunedì, Gennaio 23, 2006 Luigi Boccia Chiesa e Religione 12627
Secondo la tradizione, i territori dell’attuale...

LA LINGUA - GJUHA JONE

Domenica, Novembre 13, 2005 Luigi Boccia Grammatica 30663
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Martedì, Marzo 07, 2006 Pietro Di Marco Aspetti generali 12340
E ardhmja e natës agimi. Ti e prite. E ardhmja e agimit dita e plotë. Ti e rrove. E ardhmja e ditës mbrëmja. Ti u krodhe në të. E ardhmja e mbrëmjes...