greci panorama Greci, l'unica comunità arbëreshe della Campania in provincia di Avellino, il 14 giugno 2008 ha ospitato nella Sala Consiliare un seminario su "Tracciati di letteratura arbëreshe", animato dagli studiosi Italo Costante Fortino, Merita Bruci, Pierfranco Bruni, Agostino Giordano, organizzato dall'Università Federico II di Napoli, dalla Regione Campania e dal Comune di Greci.
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Il sindaco, Bartolo Zoccano, ha espresso l'augurio che la comunità di Greci continui a sviluppare la propria cultura originaria e la lingua arbëreshe, in quanto valori che rafforzano il senso di appartenenza e rappresentano una ricchezza per tutto il contesto sociale.

Il seminario ha inteso mettere in luce la ricchezza della presenza culturale arbëreshe che, a datare dal XVI secolo, ha prodotto una notevole e significativa letteratura nella lingua materna. 


1. Tracciati letterari

Il Prof. I. C. Fortino dell'Università L'Orientale di Napoli ha concentrato la sua relazione su tre punti: 1) la letteratura antica arbëreshe; 2) la letteratura del romanticismo; 3) la letteratura del XX secolo. 


a) La prima fase, quella antica, parte dall'opera di Luca Matranga, E mbsuame e krështerë (1592) che rappresenta il primo importante documento linguistico nella variante arbëreshe di Piana degli Albanesi (PA) e arriva a tutto il secolo XVIII.  E' caratterizzata da una letteratura con tematiche di ispirazione religiosa e con una continua attenzione alla lingua che andava modulandosi per esprimere le raffinate tensioni della poesia.

Un momento importante, dal punto di vista istituzionale, è rappresentato dalla fondazione di due Collegi, il "Corsini" per gli albanesi al di qua del Faro e il Seminario greco-albanese per quelli di Sicilia. Le due istituzioni hanno svolto un ruolo positivo non solo per la formazione del clero di rito bizantino, ma anche per la formazione culturale dei laici per cui si è potuta formare la classe intellettuale arbëreshe. Una prima conferma è data da due personalità di spicco che hanno dominato la cultura del XVIII secolo: Giulio Varibobba, poeta di Calabria, e Nicolò Chetta, poeta e studioso di Sicilia, emanazione rispettivamente dei due Collegi.

Il Varibobba ha composto nel 1762 la prima opera poetica di ampio respiro, la Gjella e Shën Mëris Virgjër, apprezzabile per la fine ispirazione poetica e per la capacità di rendere, nella lingua arbëreshe del suo paese, concettualità astratte ed elevate.

Il Chetta si è distinto come studioso con l'opera in italiano Tesoro di notizie su de' Macedoni, una interessante trattazione sull'origine, le emigrazioni e i costumi degli albanesi; mentre come poeta con l'opera in arbëresh La creazione del mondo sino al diluvio, importante per la purezza della lingua, ma meno per la resa poetica.

Mentre il Varibobba nella sua opera poetica ha adottato la lingua della sua comunità, Mbuzati, accogliendo tutte le infiltrazioni del lessico romanzo, il Chetta si è mostrato purista che ha fatto fronte alla povertà lessicale con la neoformazione da radicali arbëreshë o greci. L'impostazione del Chetta appare di notevole interesse e di attualità anche oggi. 


b) Molto ricca è la letteratura sorta durante tutto il XIX secolo che riflette, com'è naturale, i caratteri della corrente romantica. Attraverso la scoperta delle rapsodie popolari, risalenti all'epoca delle emigrazioni in Italia e a un periodo ad esse precedenti, lo scrittore Girolamo De Rada inaugura la letteratura albanese del romanticismo. Le sue opere I Canti di Milosao e poi I Canti di Serafina Thopia, come anche Skanderbeku i pafān svolgono la loro azione nell'Albania del XV secolo. I temi della ricerca delle origini, della patria abbandonata, il tema della nostalgia unitamente alla valorizzazione della cultura popolare caratterizzano la sua poesia, dal tono ora lirico ed ora epico. Il De Rada è una personalità poliedrica, interessata alle sorti dell'Albania, come alla cultura degli arbëreshë, all'indipendenza dell'Albania come al risorgimento d'Italia. Egli ha inteso richiamare l'attenzione, a livello europeo, sia sulla ricchezza della cultura degli albanesi d'Italia, sia sul problema politico e culturale dell'Albania (cfr. la sua rivista Fiamuri Arbërit, 1883-1887).

In sintonia col De Rada è Gabriele Dara, arbëresh di Sicilia, che colloca anche lui l'azione dell'opera Kënka e sprasme e Balës nel XV secolo, all'epoca di Scanderbeg. Anche in quest'opera la storia s'intreccia con la nostalgia del passato, mentre all'orizzonte si affaccia il dramma dell'emigrazione. Comune a questi due grandi del romanticismo arbëresh è il tema dell'amore contrastato, su cui poggia la fabula di varie opere di elevata qualità estetica.

Tanti altri scrittori arbëreshë hanno arricchito la letteratura albanese in questo periodo (Santori, Serembe, Schirò, Argondizza, Bilotta, Crispi Glaviano), tra i quali va menzionato Leonardo De Martino, anche per essere nativo di Greci e per avere composto l'opera  poetica L'arpa d'un italo-albanese


c) La letteratura del XX secolo trova il suo punto di maggiore sviluppo soprattutto nella seconda metà del secolo, quando un movimento di rinascita della cultura arbëreshe è portato avanti da varie riviste (Risveglio-Zgjimi, Zëri i Arbëreshvet, Zjarri, Katundi ynë). Si afferma la poesia, ma successivamente anche la prosa. Tra i più noti da citare: Vorea Ujko, Dushko Vetmo, Carmelo Candreva, Giuseppe Del Gaudio, Enza Scutari, Kate Zuccaro, Vincenzo Golletti, Luis De Rosa, Giuseppe Schirò di Maggio, Buzdhelpri, Tommaso Campera. I temi più ricorrenti: il passato della cultura arbëreshe, un tempo compatta e di forte identità; l'emigrazione dal paese alla città e all'estero; lo svuotamento dei paesi e le conseguenze. E' una poesia romantica e al contempo realistica come quando dipinge la spietatezza dell'uomo contemporanea (V. Ujko). Accanto alla crisi sociale per l'impoverimento della cultura locale che fa scaturire una poesia di dolore, si afferma anche la poesia della speranza nella rinascita della cultura (Campera).

Dei tre periodi sopradescritti, il relatore ha letto alcuni brani antologici sia in lingua originale arbëreshe che nella traduzione italiana. 


2. Aree culturali e letterarie in Albania

Merita Bruci, albanese di Tirana, venuta in Italia, all'Orientale di Napoli, per conoscere meglio la letteratura e la lingua degli albanesi d'Italia, ha tracciato le principali aree culturali che si sono sviluppate in Albania e che sono alla base di movimenti letterari.

Quella più radicata e più arcaica è l'area cattolica che prende le mosse dal XVI secolo con il Meshari di Gjon Buzuku e si espande con gli autori del XVII secolo P. Bogdani, P. Budi, F. Bardhi, che hanno ricevuto la formazione nei collegi cattolici italiani.

Con la dominazione turca in Albania, la cultura e la lingua hanno subito una fase di arresto e di discriminazione, a favore della cultura turca, persiana e araba, espressa anche attraverso l'utilizzo dell'alfabeto arabo nelle lettere albanesi. Si è pertanto affermata un'area culturale musulmana che ha avuto il fulcro nei poeti turcheggianti, detti bejtexhinj, del XVIII e XIX secolo, sfociato poi nella setta dei bektashi, di cui è espressione il più grande autore dell'800 albanese, Naim Frashëri, con opere, oltre che in albanese, anche in turco e in persiano.

La terza area è quella ortodossa che interessa buona parte del sud dell'Albania, in cui talora sono state utilizzate le lettere dell'alfabeto greco per rappresentare i suoni dell'albanese. Mentre tanto l'area cattolica, quanto quella musulmana contano un numero notevole di opere letterarie di livello elevato, quella ortodossa ne è più povera sia quantitativamente che qualitativamente.

Queste tre aree culturali, comunque, non hanno conosciuto momenti di particolare conflitto, ma hanno convissuto in nome dell'albanesità che le ha sintetizzate e tenute a unità, frenando le tendenze eventualmente centrifughe. 


3. Letteratura arbëreshe e italiana meridionale

Pierfranco Bruni, responsabile per le minoranze etnico-linguistiche in Italia del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, poeta, romanziere e critico letterario, ha messo in luce i rapporti della letteratura arbëreshe con quella meridionale italiana. Egli ha sostenuto che la letteratura arbëreshe è un patrimonio che travalica i propri confini per diventare presenza preziosa nel contesto letterario e culturale, oltre che albanano-balcanico, in quello soprattutto italiano meridionale, che sconfina e s'innesta nella cultura bizantina e mediterranea. Mentre la cultura bizantina nel XV secolo  si era affievolita, la venuta degli Arbëreshë, anch'essi di rito bizantino, ne rinvigorivano la cultura e la civiltà che avevano radici profonde nel Mediterraneo. I filoni letterari arbëreshë, che trovano specifici addentellati nella concezione culturale del Mediterraneo, si concentrano in due poli: 1) la matrice radicata nella cultura contadina; 2) la matrice che si muove sull'asse viaggio-tempo.

La prima, con lo sguardo rivolto al paesaggio meridionale, ispira una letteratura che non disdegna le radici profonde della cultura magnogreca, o più in generale ellenica. In questa prospettiva è interessante leggere i filoni di pensiero che si insinuano nelle opere di Girolamo De Rada, come in quelle che vanno dai calabresi Nicola Misasi e Corrado Alvaro a Franco Esposito, arbëresh e calabrese. Alla luce di questa prospettiva anche le riflessioni di Carlo Levi, visto nel contesto meridionale, con le sue metafore, le allegorie, la concezione onirica, il mito e il simbolo, trovano corrispondenze tematiche nella letteratura arbëreshe.

Il secondo aspetto dell'asse viaggio-tempo vede ancora più ricchi legami tra le due letterature. Un percorso ideale comune si può individuare nella figura del viandante. Il viaggio della diaspora albanese diventa motivo di partenza e di ritorno, il nostos della letteratura italiana meridionale s'intreccia con quella arbëreshe. E il ricordo va al settentrionale Cesare Pavese, confinato a Brancaleone di Calabria, che scopre la presenza delle minoranze culturali nel suo viaggio esistenziale ed estetico.

La letteratura arbëreshe, per la sua ricchezza di tematiche e di visioni, merita un'apertura di prospettive in contesti più ampi meridionali italiani, bizantini e mediterranei. 


4. La letteratura popolare arbëreshe

La letteratura romantica arbëreshe pone le radici in quella popolare. Il De Rada scopre il valore delle rapsodie e vi scorge il poema delle origini, del dramma delle emigrazioni e le vicende lontane della terra abbandonata. La letteratura popolare arbëreshe è quella nata in mezzo al popolo e da questo fatta propria perché rifletteva bene lo stato e le vicende delle origini e del successivo percorso storico.

Il Prof. Agostino Giordano ha indicato con puntualità il significato di alcune importanti rapsodie tramandate oralmente per secoli. Gli arbëreshë d'Italia hanno conservato viva la memoria storica e hanno gelosamente conservato una serie di narrazioni poetiche cantate (rapsodie) che si rifanno al personaggio storico Giorgio Castriota Scanderbeg. Questo nucleo di canti forma un vero ciclo dedicato allo Scanderbeg, ancor più prezioso se pensiamo che in Albania i turchi, dopo l'occupazione, tentarono di spazzare via anche la memoria del condottiero che aveva osato resistere alle orde del Sultano. Alcune rapsodie trattano esplicitamente delle spedizioni turche contro l'Albania, altre delle battaglie di Scanderbeg diventate epiche nell'immaginario popolare, altre ancora rappresentano fasi del matrimonio del Castriota, mentre più di una si sofferma sul momento tragico della sua scomparsa, sul compianto dell'intera Albania perché con lui scompariva il simbolo della resistenza, il baluardo. E proprio mentre si celebra la sua glorificazione appaiono in lontananza le navi che prelevano sulle sponde albanesi una folla di gente per essere traghettata sulle spiagge pugliesi e calabresi. Queste ultime rendono bene lo spaccato di due fasi della vita degli arbëreshë: a) quella della lotta e della speranza; b) e la successiva del viaggio verso terre da ripopolare per ricreare un nuovo ambiente economico e culturale.

Da queste movenze parte la letteratura colta del romanticismo arbëresh che è riuscita a creare opere di palpitante intensità emotiva in uno stile pregnante di humus popolare che ha garantito robustezza e al contempo agilità espressiva.

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Ricordiamo con piacere la ricorrenza del X anniversario della chirotonia episcopale del Vesovo di Lungro, S.E. Mons. Donato Oliverio. Dieci anni di episcopato denso e ricco di ferventi attività. Felicitazioni al nostro vescovo!εἰς πολλὰ ἔτη, Δέσποτα
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Il giardino dei sensi
Sensi e spiritualità: due parole in apparenza contraddittorie. Eppure tutta la Bibbia brulica di personaggi e di scene sensuali, come un "giardino delle delizie" in cui la vista, l'udito, il tatto, il gusto e l'odorato celebrano il loro festino. .
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Discorso di Papa Paolo VI in occasione del IV centenario del Collegio Greco di Roma
Sabato, 30 aprile 1977 Venerati Fratelli e carissimi Figli! Ispirato ad intonazione di profonda letizia, dopo i bei canti liturgici e le devote parole del Signor Cardinale Paul Philippe, è l'odierno incontro, il quale, se di per sé si collega ad una ricorrenza quattro volte centenaria - quella della fondazione in Roma del Collegio Greco di S. Atanasio - si apre, peraltro, e si allarga nella visione della Chiesa d'Oriente, che con la Chiesa Latina forma l'unica ed indivisa Chiesa di Cristo. Il Nostro saluto, come alle Autorità religiose qui presenti, si dirige naturalmente a voi, Alunni e Superiori del Collegio, perché siete voi i festeggiati; e si rivolge ancora ai condiscepoli degli altri Istituti eretti nell'Urbe per l'educazione del Clero di rito orientale, perché tutti insieme voi ponete dinanzi ai nostri occhi questa consolante realtà di coesione ecclesiale. .
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Typikà locali parrocchiali nella chiesa arbëreshe
Nel passato circolavano tra le Comunità arbëreshe di Calabria, oltre a typikà bizantini stampati generalmente a Venezia, comodi rubricari manoscritti che riproducevano le norme generali, ma introducevano anche elementi locali. Per una storia autentica dell’evoluzione storica della tradizione bizantina tra gli Arbëreshë è indispensabile conoscere questi documenti che ci riportano  la prassi concreta. .
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Giorgio Castriota Skanderbeg tra storia e mito
La parrocchia greca di Cosenza dell'Eparchia di Lungro e, in particolare, il parroco protopresbitero Pietro Lanza, stanno ricordando nel corso di questa settimana l'eroe albanese Giorgio Kastriota Skanderbeg a 550 anni dalla sua morte. Oltre ai vari eventi segnalati sul calendario di Jemi.it, è stata diffusa anche una monografia contenuta nel volume I Padroni dell’Acciaio, scritta da Gabriele Campagnano Zweilawyer e illustrata da Francesco Saverio Ferrara.
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Il Padre di tutti, l’Amico di sempre
“Ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi, altri che lottano un anno e sono più bravi, ci sono quelli che lottano più anni e sono ancora più bravi, però ci sono quelli che lottano tutta la vita: essi sono gli indispensabili”.                                                                    Bertolt BrechtIl tempo scorre inesorabilmente, i modi di vita cambiano sempre più rapidamente, poche cose permangono, così come i sentimenti, forse perché sanno di eternità. E il “sentimento del ricordo”, anche se in modo diverso da individuo a individuo, vive sempre in ognuno.
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Spigolature storico-biografiche del siculo-arbëresh Francesco Crispi nel 195° anniversario della nascita
Nacque a Ribera (Agrigento) il 4 ottobre 1818, compì i primi studi nel seminario greco-albanese di Palermo, e si laureò in Giurisprudenza nel 1837. L’anno dopo sposò Rosa D’Angelo che morì nel 1840. Nel 1839, Francesco Crispi (1) aveva fondato e diresse poi per tre anni, il giornale “L’ORETEO”. Nel 1844 si presentò a un concorso per la magistratura, riuscendo primo, ma in seguito rinunciò per esercitare l’avvocatura a Napoli. Intanto si occupava di politica, svolgendo idee e propaganda liberali.
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La Presidente Succurro ha incontrato l’Ambasciatore del Kosovo in Italia
Nella splendida cornice del Salone degli Specchi della Provincia di Cosenza si è svolta, nel pomeriggio di giovedì 23 giugno, la visita dell’Ambasciatore della Repubblica del Kosovo in Italia – S.E. Sig.ra Lendita Haxhitasim, accolta anche da una nutrita delegazione di Sindaci delle Comunità arbëreshë del territorio cosentino.
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Sant’Atanasio dei Greci: calendario Grande Quaresima 2022
Riportiamo qui di seguito il programma completo delle celebrazioni della Grande Quaresima e della Grande e Santa Settimana dell'anno 2022 presso la chiesa di Sant'Atanasio dei Greci a Roma. I testi dei riti sono presenti sul sito: www.liturgiabizantina.it
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“Arbëria Viva” di Arbër Agalliu premiato a Moda Movie
Il cortometraggio di Arbër Agalliu sulle minoranze linguistiche arbëresh ha ricevuto il premio speciale durante la kermess di moda e cinema "Moda Movie" a Cosenza. 
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La Rai Calabria sostiene la cultura e la lingua arbëreshe in Italia attraverso programmi dedicati
In Calabria, la Rai prevede di promuovere la lingua e la cultura arbëreshë, come stabilito nel nuovo contratto di servizio per il periodo 2023-2028, approvato definitivamente dal Consiglio di Amministrazione dell'azienda radiotelevisiva, presieduto da Marinella Soldi.
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La lingua arbëreshe viene snobbata
La lingua è l’elemento fondamentale che caratterizza una comunità e un intero popolo. Secondo Bruner la lingua svolge una funzione di trasmissione culturale. Infatti, diventa tramite necessario per la conservazione di pratiche culturali e religiose. Inoltre, non va dimenticato, nel caso della comunità di Piana degli Albanesi, che un ruolo fondamentale nella conservazione della lingua arbëreshe è stato giocato dai papades. Infatti, il primo testo il lingua arbëreshe è stato scritto nel 1592 da un sacerdote: Luca Matranga. Si tratta dell’ E Mbësuame e Krështerë – La Dottrina Cristiana Albanese. Nel corso dei secoli, come in parte ancora oggi, nelle chiese arbëreshe di Piana le preghiere si recitano in lingua. E, grazie al catechismo frequentato dai bambini che si preparano per la prima confessione, si ha la possibilità di dar vita a un continuum e tramandare alle nuove generazioni la lingua.
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Il presidente albanese Meta chiede che l'arbëresh venga insegnato a scuola
Il presidente della Repubblica, Ilir Meta ha incoraggiato questo sabato i parlamentari italiani a fornire il loro supporto affinchè la lingua arbëreshe venga insegnata nelle scuole dei dei comuni minoritari. 
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Scoperto l’anno di nascita del poeta albanese sangiorgese Giulio Variboba
La ricerca sul poeta D. Giulio Varibobba non finisce mai di stupire. Sono stati rintracciati ultimamente importanti fonti documentali presso archivi pubblici e privati sulla comunità di San Giorgio Albanese in provincia di Cosenza.
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Gjitonia te fshati global
Ndoshta ngë mënd të njihen vetat o bashkësìtë nga llargu: dëftohen neve vetëm tue u jetuar përkrahu atyre, tue i dashur. “Një njohje e madhe ë’ bijë e njëi dashurìe”: ndjenjat, nëse të dëlirë, ngë janë të rreme. Kerkoj te zëmbra e njerìut dhe gjej patëmetësì (/ndershmërì), parimësì, e vërtetë dhe kushtin e mundësìsë fizike, psikike, shpirtërore shpëtuese të njëi bote të globalizuame dhe në ndryshim të shpejtë. Për këtë, pikërisht tue vërejtur atje ku duket e zhdukur zëmbra, kërkoj të gjej gjurmën e ndonjëi mundësìe të aftë të bejë të ringjallet lirìa e brëndshme dhe hapja ndaj tjerëvet.
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Gerbidi e maggesi
E’ trascorso più di un secolo dai forse dimenticati “Moti di Palazzo Adriano”: una sollevazione contadina contro il padronato, motivata dalla ‘pretesa’ d’aumentare la propria quota spettante in grano dal 25% al 30% del raccolto, sollevazione sedata nel sangue. Allora la terra del mio paese dava da vivere ad una popolazione doppia rispetto a quella attuale. Purtroppo però l’inevitabile incremento demografico, dovuto a migliori condizioni igieniche e sanitarie e alla diminuzione della mortalità infantile, produceva una lenta ma continua emigrazione verso ‘il nuovo mondo’.
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Istituiti punti telematici per accedere all'Archivio di Stato albanese
'INIZIATIVA di creare una rete di Punti-Archivio per il mondo albanese, collegati elettronicamente con l'Archivio Centrale di Tirana, è partita alla fine del 2020, anche alla luce delle difficoltà create dalla crisi pandemica, su iniziativa della Direzione Generale degli Archivi d'Albania, guidata dal giovane Direttore generale Ardit Bido e dal suo staff del settore informatico, vista l'impossibilità per studenti, ricercatori e studiosi di utilizzare direttamente le fonti archivistiche in possesso dell'Archivio stesso.
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Napoli, polo storico di riferimento culturale per il mondo albanese e l’Arbëria
Al via lunedì 20 giugno alle 15,30 nella sede dell’Università degli studi di Napoli L’Orientale di Palazzo du Mesnil, in via Chiatamone 62, la prima delle due giornate del convegno internazionale “Napoli, polo storico di riferimento culturale per il mondo albanese e l’Arbëria” nel bicentenario della morte di Angelo Masci, intellettuale attivo a Napoli alla fine del ‘700. A lui si deve il “Discorso sull’origine, costumi, e stato attuale della natione Albanese”, pubblicato per la prima volta a Napoli nel 1807.
Al via lunedì 20 giugno alle 15,30 nella sede dell’Università degli studi di Napoli L’Orientale di Palazzo du Mesnil, in via Chiatamone 62, la prima delle due giornate del convegno internazionale “Napoli, polo storico di riferimento culturale per il mondo albanese e l’Arbëria” nel bicentenario della morte di Angelo Masci, intellettuale attivo a Napoli alla fine del ‘700. A lui si deve il “Discorso sull’origine, costumi, e stato attuale della natione Albanese”, pubblicato per la prima volta a Napoli nel 1807. Read More...
Missiva a Spirlì
Buon giorno Signor Presidente, nella prima settimana dello scorso settembre Lei, in qualità di Vice Presidente della Regione, con la partecipazione di dirigenti di dipartimenti della stessa, dott.ssa Sonia Talarico, dott.ssa M. Antonella Cauteruccio, Dott. Maurizio Nicolai e dott.ssa Francesca Gatto, ha incontrato il CO.RE.MI.L. ed il giorno successivo il direttore della RAI Calabria, dottor Demetrio Crucitti, per gettare la basi ad una Convenzione Ragione-RAI.
Buon giorno Signor Presidente, nella prima settimana dello scorso settembre Lei, in qualità di Vice Presidente della Regione, con la partecipazione di dirigenti di dipartimenti della stessa, dott.ssa Sonia Talarico, dott.ssa M. Antonella Cauteruccio, Dott. Maurizio Nicolai e dott.ssa Francesca Gatto, ha incontrato il CO.RE.MI.L. ed il giorno successivo il direttore della RAI Calabria, dottor Demetrio Crucitti, per gettare la basi ad una Convenzione Ragione-RAI. Read More...
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Recenzione libri: “Viaggio nella Calabria basiliana” di Enzo Cordasco
Continua l'ondata di interesse per gli insediamenti monastici basiliani in Calabria. Proproniamo il libro "Viaggio nella Calabria basiliana" di Enzo Cordasco che offre un itinerario nella Calabria bizantina comprendendo diversi contesti arbëreshë.
Continua l'ondata di interesse per gli insediamenti monastici basiliani in Calabria. Proproniamo il libro "Viaggio nella Calabria basiliana" di Enzo Cordasco che offre un itinerario nella Calabria bizantina comprendendo diversi contesti arbëreshë. Read More...
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Il progetto e l'evento. Gioacchino, Dante, Michelangelo, Scarpa e i cerchi trinitari
L'architetto-filosofo lungrese, Enzo Mattanò, ha appena pubblicato un importante testo che contribuisce ad inquadrare la centralità della teologia figurativa di Gioacchino da Fiore nel pensiero filosofico occidentale.
L'architetto-filosofo lungrese, Enzo Mattanò, ha appena pubblicato un importante testo che contribuisce ad inquadrare la centralità della teologia figurativa di Gioacchino da Fiore nel pensiero filosofico occidentale. Read More...
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Pubblicato il libro "Il grande sbarco"
Pubblicato per i tipi di Angelo Guerini e Associati S.r.l. il libro "Il grande sbarco" che racconta l'esodo albanese verso l'Italia negli anni 90: dalla prima accoglienza calorosa al rimpatrio. 
Pubblicato per i tipi di Angelo Guerini e Associati S.r.l. il libro "Il grande sbarco" che racconta l'esodo albanese verso l'Italia negli anni 90: dalla prima accoglienza calorosa al rimpatrio.  Read More...

ATTUALITÀ

Giovedì, Novembre 18, 2004 Luigi Boccia Chiesa e Religione 8408
Discorso pronunciato da S.E. il Card. Camillo...
Lunedì, Gennaio 23, 2006 Luigi Boccia Chiesa e Religione 12594
Secondo la tradizione, i territori dell’attuale...

LA LINGUA - GJUHA JONE

Domenica, Novembre 13, 2005 Luigi Boccia Grammatica 30462
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Martedì, Marzo 07, 2006 Pietro Di Marco Aspetti generali 12298
E ardhmja e natës agimi. Ti e prite. E ardhmja e agimit dita e plotë. Ti e rrove. E ardhmja e ditës mbrëmja. Ti u krodhe në të. E ardhmja e mbrëmjes...