FotoGemellaggioTB1Un sogno accarezzato da sempre si è avverato nell'ultima decade di maggio scorso. Lo scrivente , in delegazione della comunità barilese quattro in tutto, soggiornando per un week-end nella capitale della repubblica d'Albania , ha potuto verificare finalmente , de visu, la composita e variegata situazione socio-politica , scientifico-culturale e di sviluppo economico in cui la “Shqiperia” si trova , in questo decennio del XXI secolo.

 

Il nostro viaggio-assieme agli amici Giovanni, Michele e Juan , era iniziato  il giovedi pomeriggio dal Vulture – dopo  i preparativi di routine , con i nostri partners di “Gemellaggio” operanti attorno alla rivista bilingue (italiano-shqip) “Aggiornamenti Albanesi”, la “Shkolle e Kuqe” di Tirana (Preside Ariana Maçi Masar) e la “Dhomi Tregtise”(Camera  di Commercio degli imprenditori italiani in Albania) presieduta da Luigi Nidito, già attivo a Prato ed attualmente stabilitosi con la moglie Simona nella capitale albanese.
Una volta giunti in macchina al porto di  Bari, espletate le opportune modalità  per la carta d'imbarco in agenzia e per la sistemazione in cabina - oggi per entrare in quel Paese è sufficiente la carta d'identità  valida per l'espatrio- ci avviamo a salire sulla nave, dopo diversi controlli di documenti e passaggi dei bagagli sotto i raggi x.
Infine ci ritroviamo , depositati i bagagli, sul ponte della nave , mentre le luci e le grandi insegne al neon  inondano il panorama di Bari “by night”.
Si  sente un certo tramestìo di operai  ed un incolonnarsi di automobili al seguito dei passeggeri e di grandi Tir con prodotti agricoli, zootecnici e d'arredamento ; ed ogni sera , un  popolo di formiche intelligenti , mette in moto  e spinge al largo navi-traghetto appesantite da centinaia di persone , con i loro pacchi, borsoni e valige di ogni forma e dimensione.
Lasciamo la darsena del capoluogo pugliese poco dopo le 23,30 con un cielo stellato ed un clima pressocchè estivo.
Alle 7:30 -dopo una nottata ristoratrice in cabina, cullati dalle onde appena increspate dell'Adriatico – la voce dell'altoparlante ci comunica che stiamo per attraccare. Durres è vicina;  pochi minuti ancora , e ci si prepara -qualche centinaio di passeggeri- nei corridoi per lasciare  ordinatamente la nave, dopo un cortese saluto del personale di bordo.
Ci accoglie un porticciolo , un altro molto più grande è in costruzione qualche miglio più a nord, con una struttura modesta ed un cielo plumbeo che promette pioggia .
FotoGemellaggioTB2Nella sala d'attesa , siamo un po' in anticipo sull'orario di appuntamento, un “led “
ci informa sulla cronaca skipetara del giorno, ci accomodiamo . In attesa che i nostri ospiti giungano ci ripariamo dalla pioggia nel bar del porto  Ed eccoli i nostri amici con una  land-rover , Andon e Luigi . La cordialità di un saluto ci ripaga della breve attesa in un posto sconosciuto e mai visitato  , mentre più persone a turno  si   offrono   ad accompagnarci con i loro taxi  e nugoli di bambini rom ti chiedono, con grazia questo sì, qualche lek (la moneta in circolazione in Albania) o qualche centesimo di euro.
Fino a quando Michele, ormai pratico delle cose di quaggiù, per avere  moglie Anjla , cittadina albanese Durresak, dice loro  in perfetta lingua Shqip (albanese d'Albania) “Ikeni, ikeni, sa ju dhame”
E chi ci ritroviamo in macchina, mentre percorriamo   un'autostrada  rettilinea , in buone condizioni e le insegne commerciali sempre più colorate ci fanno l'occhiolino , verso Tirana , Andon Janko (nostro ospite a Barile, presso il Comune guidato dall'attuale Sindaco Giuseppe Mecca , nel 1995 ) assieme allo storiografo Bardhyll Llagami (in italiano  il suo cognome fa “Stella bianca”) ed al direttore di “Perditesimi Shqiptar” edito da C.A.D. Tirana.
Dopo una ventina di minuti, raggiungiamo il centro storico di Tirana, costeggiando l'immensa piazza “Sheshi Skenderbej”(ora in restauro dagli Emirati Arabi del Kuwait) dell'Eroe e cavallo,  con il palazzo dell'Opera, il Museo Etnografico  Nazionale , il Palazzo della Cultura , verso il Boulevard (oggi “Desmoret  i Kombit” Martiri della Nazione) che sfocia all'Università ; mentre sulla sinistra  v'è il monumento a Madre Teresa di Calcutta , Premio Nobel per la Pace.
 
  • Direttore  Webzine “Basilicata Arbereshe”

( 1.continua )

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