È
stata tra le maggiori industrie della Calabria citeriore ed ebbe un
ruolo di fondamentale importanza per la regione divenendo anche sede di
importanti movimenti operai tra i più significativi del mezzogiorno.
Ancora oggi, in gran parte del territorio calabrese e anche in molte
altre zone del meridione d'Italia, il nome di Lungro è collegato alle
preziose pietre di sale, estratte un tempo dai minatori, il cui duro
lavoro è stato descritto in numerose testimonianze. Tra di esse, il
geologo Torquato Taramelli nel 1879 scriveva: "I più, instancabili
e pazienti come formiche, salgono e scendono in doppia corrente quel
migliaio e mezzo di gradini, nudi, trafelati, ansanti; e salgono
pertanto sul dorso almeno 40 chilogrammi di sale."
Oggi, tra le giovani generazioni va sempre più attenuandosi il ricordo di quei tempi e dell'importanza che ha avuto l'attività mineraria nello sviluppo sociale ed economico della comunità lungrese. Le evocazioni rimangono limitate alle testimonianze dei minatori ancora viventi, mentre mancano azioni specifiche e mirate alla difesa di questo patrimonio. Questa eredità, opera della laboriosità e della tenacia della popolazione lungrese, non può essere cancellata o dispersa.
Il recupero della memoria storica coincide con la dignità di una popolazione e con la sua opportunità di progettare e immaginare il proprio futuro.
Con queste motivazioni l'Associazione Culturale "Arbëreshë 500" ha deciso di presentarsi al pubblico con un'anteprima della mostra sulla Salina che vedrà pieno compimento nel corso del 2007, anno celebrativo del trentennale della chiusura della Miniera di Salgemma di Lungro. Il primo modulo della mostra sarà visitabile presso i locali dell'ex dopolavoro dal 29 sera al 31 Dicembre mattina. Ci auguriamo che questa iniziativa aiuti la nostra comunità nel difficile processo di riappropriazione della memoria storica.
Oggi, tra le giovani generazioni va sempre più attenuandosi il ricordo di quei tempi e dell'importanza che ha avuto l'attività mineraria nello sviluppo sociale ed economico della comunità lungrese. Le evocazioni rimangono limitate alle testimonianze dei minatori ancora viventi, mentre mancano azioni specifiche e mirate alla difesa di questo patrimonio. Questa eredità, opera della laboriosità e della tenacia della popolazione lungrese, non può essere cancellata o dispersa.
Il recupero della memoria storica coincide con la dignità di una popolazione e con la sua opportunità di progettare e immaginare il proprio futuro.
Con queste motivazioni l'Associazione Culturale "Arbëreshë 500" ha deciso di presentarsi al pubblico con un'anteprima della mostra sulla Salina che vedrà pieno compimento nel corso del 2007, anno celebrativo del trentennale della chiusura della Miniera di Salgemma di Lungro. Il primo modulo della mostra sarà visitabile presso i locali dell'ex dopolavoro dal 29 sera al 31 Dicembre mattina. Ci auguriamo che questa iniziativa aiuti la nostra comunità nel difficile processo di riappropriazione della memoria storica.