La manifestazione nata nei lontani anni Sessanta, per opera instancabile del mai dimenticato papàs Giovanni Capparelli e d’altri pochi amici, viene ancora oggi ripresentata per rinsaldare la “Vëllamja” ( la fratellanza ) e l’unione delle comunità arbëreshë.
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Le tante comunità arbëreshë di calabria ricordano le loro tradizioni sia nelle “Vallje”, che si svolgono di solito il martedì dopo pasqua, sia nella “Primavera degli Italo – Albanesi”, che ogni anno si svolge a Santa Sofia d’Epiro la seconda domenica di maggio, in occasione dei festeggiamenti del santo patrono Sant’Atanasio il Grande.
La festa rappresenta la primavera e la rinascita, l’antica consuetudine dei nostri padri che nella madre patria solevano riunirsi ad ogni primavera per rinsaldare lo spirito d’unione e di fratellanza di un popolo che esule, ha subito soprusi e sconfitte, ma che ha avuto la capacità di conservare intatto l’attaccamento alle proprie radici.
L’originalità della manifestazione è dimostrata dal fatto che non è mai uguale agli anni precedenti o monotona, perché sa rinnovarsi continuamente, dando a chi vi partecipa impressioni sempre nuove. L’apertura ai gruppi “stranieri”, avvenuta qualche anno fa, ha avuto il significato di poter condividere e far conoscere quanto più possibile un patrimonio inestinguibile di cultura e tradizioni.
Enzo Baffa Trasci.
Da La provincia Cosentina, lunedì 15 maggio 2006.