Una cosa rara può essere preziosa per la sua unicità, ma anche per il suo pregiato valore, o per tutte e due le cose.
L’altra sera, Sabato 27 Giugno, Shën Sofi, Katund Arbëresh (a Santa Sofia d’Epiro, paese Italo-Albanese), si è svolto un evento raro, sia per la sua unicità, che per il suo alto valore espressivo, ossia la rappresentazione “Green, White, Red Concert” (“Concerto Verde, Bianco, Rosso”) di William Neil. L’artista, oltre ad alcune sue composizioni musicali, quelle poetiche sono state declamate magistralmente dall’arbëresh Nick Ceramella, che ne è anche il traduttore, ha eseguito opere di Alexander Scriabin, Johann Sebastian Bach, Burt Bacharach-Hal David e Tom Guillon. E’ doveroso ricordare che il promotore dell’iniziativa, finanziata dall’Amministrazione Comunale di Santa Sofia d’Epiro, è stato Demetrio Ceramella.
Il titolo del concerto, “Verde, Bianco, Rosso”, come afferma lo stesso autore è dato, in primis, per rendere omaggio all’Italia e alla sua cultura e, in secondo luogo, perché il Verde simboleggia l’equilibrio tra passato e presente, il Bianco rappresenta la purezza della voce e la fiducia della sua creatività infusa nelle composizioni e nelle poesie e, infine, il Rosso esprime la spontaneità che Lui coltiva nelle improvvisazioni pianistiche.
Sin dall’ascolto delle prime note si rimane incantati e, una volta dentro la musica, sempre più avvolgente, si ha la sensazione di trovarsi in una sorta di vortice e l’Essere viene librato in uno stato di gradevole distensione in cui si ascolta il suono del silenzio finché il tutto diventa un piacevole sogno. In questo viaggio, tra suoni e parole, quindi tra musica e poesia, dove la poesia è anche musica e la musica si confonde con la poesia, pian piano si scorgono, o meglio si sentono, i più svariati colori, tra i quali, però sono più evidenti il rilassante Verde, lo spirituale Bianco e il creativo Rosso.
Questo eclettico e singolare musicista-poeta, che non appartiene a nessun genere pur ritrovandosi in ognuno, concordemente a ciò che sosteneva Benedetto Croce, ovvero che l’Arte non ha generi, propone, oltre ai suoi componimenti, opere di autori di varie epoche e, nello stesso tempo sfiora, nell’esecuzione, i tocchi di genialità di diversi artisti, facendo percepire che la Pura Bellezza è senza tempo e senza generi.
Partendo dal romantico Scriabin e chiudendo con il jazzista sperimentale Tom Guillot, in alcuni momenti esecutivi si avvertono, se pur minimi, accenni, consci e non, a tanti altri autori tra i quali, per citare solo i contemporanei, Cage, Piazzolla, Glass, Jarrett, dimostrando che la musica è essenzialmente estrema elevazione dell’essere umano e in essa non vi è nessuna distinzione di genere. Con questa sua stupefacente performance Mister William Neil dimostra le sue grandi capacità espressive nonché la sua genialità e, come tutti avranno notato e ammirato, soprattutto il coraggio dell’umiltà di cui il Mondo, più precisamente, la nostra Società ha un enorme bisogno.
Mi sembra doveroso chiudere con una poesia di Mark Strand, scomparso meno di un anno fa, con il quale William Neil ha collaborato, essa riassume, a mio modesto parere, l’impressione che si ha nell’assistere alla rappresentazione “Verde, Bianco, Rosso”:
Keeping Things Whole
In a field
I am the absence
of field.
This is
always the case.
Wherever I am
I am what is missing.
When I walk
I part the air
and always
the air moves in
to fill the spaces
where my body's been.
We all have reasons
for moving.
I move
to keep things whole.
Tenendo le cose assieme
In un campo
io sono l'assenza
di campo.
Questo è
sempre opportuno.
Dovunque sono
io sono ciò che manca.
Quando cammino
divido l'aria
e sempre
l'aria si fa avanti
per riempire gli spazi
che il mio corpo occupava.
Tutti abbiamo delle ragioni
per muoverci
io mi muovo
per tenere assieme le cose.
L’altra giorno, se pur per una breve durata, anche in terra l’amore è stato una festa quotidiana che è durata fino a notte!
Thank you very much, Mister Williem Neill! Mirë se erdhe Shë Sofi! (Benvenuto a Santa Sofia!)
Grazie, Nicola Ceramella!
Gjaku ynë i shprishur…
Lucio Franco Masci