Teniamo a precisare che la partecipazione alla XXVIII edizione del Festival della Canzone Arbëreshe, tenutasi sabato 22 agosto, ci ha visti interpreti di un testo ORIGINALE (Na ju buar - l'abbiamo persa) cantato sulle note di una TARANTA costruita secondo la metrica, la melodia e la struttura che il tipo di esecuzione richiede.
Ancora una volta, purtroppo, ci siamo ritrovati INCONSAPEVOLMETE oggetto di critiche infondate e di allusioni che "qualcuno" (alla maniera tipica e negativa calabrese dell'anonimato o del "non si dice chi è stato") ha voluto fare verso il nostro pezzo o la nostra partecipazione.
Questa volta però riteniamo opportuno precisare alcune cose. Intanto sottolineiamo che la nostra presenza al Festival è da intendersi esclusivamente come goliardica, infatti non abbiamo pensato di ambire a nessun tipo di premio se non a quello di riscuotere il successo simpatico che il pubblico, a ragione veduta, ci elargisce ad ogni fine esecuzione. Riteniamo, infatti, che la tradizione arbëreshe debba essere tramandata e tenuta viva il più possibile affinché non accada, come purtroppo spesso registriamo, che essa vada perduta. Altresì, però, crediamo che questa tradizione possa essere tenuta viva non solo con le lacrimevoli e struggenti canzoni che spessissimo si presentano al Festival, ma anche, e soprattutto, con le canzoni ironiche che ci prefiggiamo di proporre ogni anno. Questo perché pensiamo che le nuove generazioni possano essere coinvolte maggiormente regalando loro un sorriso, piuttosto che strappando loro una lacrima.
In virtù di queste considerazioni crediamo che nell'edizione 2009 del Festival il tentativo maldestro e mal riuscito di gettare fango sulla nostra partecipazione, con illazioni infondate e sconsiderate del tipo "avete copiato la musica da 'Chi si mangiau la zita'", canzone che tra l'altro nemmeno conosciamo, sia solo l'espressione di qualche cancrena che probabilmente ruota attorno all'organizzazione dell'evento. Questo ci fa riflettere, perché il Festival potrebbe essere, se venissero rispettate davvero le condizioni, una vetrina nazionale della musica arbëreshe.
Avvertiamo però che non su di noi devono essere puntati i riflettori poiché, lo ribadiamo, non partecipiamo per vincere. Si faccia attenzione piuttosto a chi si presenta "per vincere" e si controlli approfonditamente che tutti i punti del Regolamento siano rispettati. E' probabile che qualcosa nelle altre canzoni non funzioni, mentre noi ci siamo stancati di fare da "parafulmine" o da "capro espiatore".
Atà ka Spixana è un gruppo composto da persone impegnate sotto il profilo professionale e sociale. Basta fare delle piccole ricerche per verificarlo.
In fine vogliamo rivolgere i complimenti allo staff che ha organizzato quest'anno la manifestazione. Dopo 28 edizioni, finalmente, abbiamo visto un service audio-luci degno della grandezza ed importanza del Concorso.
I più sentiti auguri, in ultimo, vogliamo rivolgerli alla nostra amica Emiliana Oriolo, per la meritatissima vittoria di quest'anno, così come a tutti i nostri concittadini, che ancora una volta hanno partecipato in massa, facciamo i migliori complimenti. A tutti va il nostro ad majora.
Atà ka Spixana
Emanuele ARMENTANO
Cenzino BARBATI
Peppino DE MARCO
Emanuele ARMENTANO
Cenzino BARBATI
Peppino DE MARCO