Officiata da papàs Nik Pace, custode della tradizione della Eparchia di Lungro nel Salento, la celebrazione sarà animata dalla comunità di rito greco di Lecce e dal suo coro. Canti dal sapore orientale e preghiere antiche, per celebrare lo stesso Dio, seppur in forma diverse. Iconostasio e incenso, passando dal segno della croce con le prime tre dita della mano unite che vanno da destra verso sinistra, fino al classico "Amin". Questo rito ricco di simbolismi, solenne e grandioso deriva direttamente da Bisanzio, da dove si propagò sino alle terre più periferiche dell'Impero Romano d'Oriente. Così che, ancora oggi, gli splendori bizantini sono rievocati nelle solenni liturgie, i Pontificali, dallo splendore dei paramenti sacri indossati dal gran numero di celebranti i quali ripetono gli antichi gesti carichi di simbolismo; e dai particolari canti che sono tra i più incontaminati ed antichi. Le sacre liturgie sono quelle scritte dai padri della Chiesa Greca: quella di San Basilio è usata il primo di gennaio, la sera della vigilia di Natale e dell'Epifania a conclusione del digiuno, le domeniche di Quaresima e il giovedì e il sabato santo; quella di San Giovanni Crisostomo nelle altre occasioni.
"Siamo contenti di ospitare la parrocchia leccese di rito greco – spiega don Giuseppe Spedicato, parroco della chiesa dedicata al Santo Patrono di Novoli– Attraverso questa liturgia impareremo a pregare lo stesso Dio, anche se in modo diverso dl nostro rito latino. Il tema del battesimo, che stiamo affrontando quest'anno ci ricorda che siamo cristiani in cerca di ponti con gli altri. Viviamo questa opportunità come esercizio di apertura e come stimolo al dialogo e alla pace, soprattutto in questo momento in cui le terre d'Oriente, la patria di Antonio Abate, sono martoriate dalla guerra". La celebrazione di rito greco, prevista nei festeggiamenti religiosi, insieme al convegno sul monachesimo orientale, a cura di Dino Levante del Sistema culturale unico di Novoli, vogliono essere un contributo al tema della festa del 2009, proiettata ad Oriente con uno spirito di pace.
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