La
Comunità Cattolica
Bizantina di Roma ha ricevuto calorosamente e cordialmente il nuovo esarca dei
cattolici di rito bizantino di Grecia S. E. Mons. Dimitrios Salachas. Questi
domenica 19 0ttobre, nella Chiesa di S. Atanasio, ha presieduto la Divina Liturgia. Oltre a Mons.
Eleuterio F. Fortino concelebravano p.
Giorgio Mifsud, già p. spirituale del Collegio Greco ora a Malta, p. Atanasio
Armaos dell'Esarcato bizantino di Atene, p. Carmelo Giuffrida del Pontificio
Istituto Orientale, e il parroco di Chos (Rodi, Grecia).
.
Dopo il commento del Vangelo del giorno, Mons. Eleuterio F. Fortino ha
presentato il nuovo vescovo. Questi si è così rivolto all'assemblea dei fedeli:
Carissimi fratelli e sorelle,
celebrando oggi per la prima volta come vescovo in questa storica chiesa di S. Atanasio, santo protettore dell'omonimo Pontificio Collegio Greco, commozione profonda e gioia spirituale riempie il mio cuore, e sento un forte bisogno di rendere gloria, onore e ringraziamento al Signore, datore di ogni bene che ci viene dall'alto. In questa chiesa e in questo storico Collegio ho ricevuto tanti doni negli anni del mio cammino verso il sacerdozio. Eterna sia la memoria di tante persone che mi hanno guidato e sostenuto, specie del rettore di allora, monaco benedettino Pierre Dumont, e del vice-rettore di allora, monaco benedettino Ireneo Duns, ma anche gratitudine al vivente ancora e allora mio padre spirituale, benedettino Olivier Raquez. Ai primi due, oggi nella Divina Liturgia, chiedo al Signore Dio tìn eōnìa i mnimi aftōn (eterna la loro memoria!), e al secondo pollà eti.
E vengo nel presente, per riferirmi al mio cammino ecumenico trascorso insieme con l'archimandrita mons. Eleuterio Fortino, sotto-segretario del Pontificio Consiglio per l'unità dei cristiani, cammino guidato dai grandi protagonisti compianti cardinali Agostino Bea e Yoannes Willebrands e al compianto vescovo Pierre Duprey eōnìan i mnimi aftōn!
Vengo al presente per riferirmi anche alle tre circoscrizioni ecclesiastiche cattoliche bizantine in Italia: l'eparchia di Lungro, l'eparchia di Piana degli Albanesi e il monastero esarchico di Grottaferrata. Tre Chiese particolari che, per volontà del compianto pontefice Giovanni Paolo II, hanno celebrato e felicemente concluso il loro II Sinodo Intereparchiale. Ho avuto l'onore di collaborare con la commissione intersinodale. Oggi nella Divina Liturgia preghiamo il Signore hypèr evtathìas tōn aghiōn tou Theoù Ekklisiōn, per la prosperità e fruttuosa missione di queste tre Chiese in Italia, auspicando una struttura canonica unitaria.
Fratelli carissimi, l'Esarcato Apostolico per i fedeli di rito bizantino in Grecia, non è una grande Chiesa locale per numero, è composta oggi di greci e di un consistente numero di orientali cattolici emigrati, iracheni, caldei, ucraini e romeni bizantini. Tutti questi avevano il bisogno di un vescovo pastore, dopo le dimissioni, per ragioni di salute, del mio venerato predecessore mons. Anarghyros Printesis. Bisogna riconoscere che i nostri fratelli ortodossi in Grecia, malgrado le reticenze del passato verso l'Esarcato, si rendono oggi conto che un popolo cristiano non può restare senza pastore. L'accusa di proselitismo non regge più. La massiccia emigrazione in Grecia, ma anche la veloce secolarizzazione e la laicità della società ellenica di oggi, ci obbliga tutti, ortodossi e cattolici, di cooperare per dare una comune testimonianza cristiana nel nostro paese. L'ecumenismo, oltre ad essere un movimento per l'unità della Chiesa, voluta da Cristo, è una urgenza davanti alle sfide di oggi.
Con questi pensieri e sentimenti, fratelli carissimi, vi invito ad innalzare al Signore la nostra supplica, affinché benedica le nostre Chiese, benedica questo Pontificio Collegio Greco, i suoi superiori ed alunni, e questa comunità di fedeli di S. Atanasio. Amìn (Besa/Roma).
celebrando oggi per la prima volta come vescovo in questa storica chiesa di S. Atanasio, santo protettore dell'omonimo Pontificio Collegio Greco, commozione profonda e gioia spirituale riempie il mio cuore, e sento un forte bisogno di rendere gloria, onore e ringraziamento al Signore, datore di ogni bene che ci viene dall'alto. In questa chiesa e in questo storico Collegio ho ricevuto tanti doni negli anni del mio cammino verso il sacerdozio. Eterna sia la memoria di tante persone che mi hanno guidato e sostenuto, specie del rettore di allora, monaco benedettino Pierre Dumont, e del vice-rettore di allora, monaco benedettino Ireneo Duns, ma anche gratitudine al vivente ancora e allora mio padre spirituale, benedettino Olivier Raquez. Ai primi due, oggi nella Divina Liturgia, chiedo al Signore Dio tìn eōnìa i mnimi aftōn (eterna la loro memoria!), e al secondo pollà eti.
E vengo nel presente, per riferirmi al mio cammino ecumenico trascorso insieme con l'archimandrita mons. Eleuterio Fortino, sotto-segretario del Pontificio Consiglio per l'unità dei cristiani, cammino guidato dai grandi protagonisti compianti cardinali Agostino Bea e Yoannes Willebrands e al compianto vescovo Pierre Duprey eōnìan i mnimi aftōn!
Vengo al presente per riferirmi anche alle tre circoscrizioni ecclesiastiche cattoliche bizantine in Italia: l'eparchia di Lungro, l'eparchia di Piana degli Albanesi e il monastero esarchico di Grottaferrata. Tre Chiese particolari che, per volontà del compianto pontefice Giovanni Paolo II, hanno celebrato e felicemente concluso il loro II Sinodo Intereparchiale. Ho avuto l'onore di collaborare con la commissione intersinodale. Oggi nella Divina Liturgia preghiamo il Signore hypèr evtathìas tōn aghiōn tou Theoù Ekklisiōn, per la prosperità e fruttuosa missione di queste tre Chiese in Italia, auspicando una struttura canonica unitaria.
Fratelli carissimi, l'Esarcato Apostolico per i fedeli di rito bizantino in Grecia, non è una grande Chiesa locale per numero, è composta oggi di greci e di un consistente numero di orientali cattolici emigrati, iracheni, caldei, ucraini e romeni bizantini. Tutti questi avevano il bisogno di un vescovo pastore, dopo le dimissioni, per ragioni di salute, del mio venerato predecessore mons. Anarghyros Printesis. Bisogna riconoscere che i nostri fratelli ortodossi in Grecia, malgrado le reticenze del passato verso l'Esarcato, si rendono oggi conto che un popolo cristiano non può restare senza pastore. L'accusa di proselitismo non regge più. La massiccia emigrazione in Grecia, ma anche la veloce secolarizzazione e la laicità della società ellenica di oggi, ci obbliga tutti, ortodossi e cattolici, di cooperare per dare una comune testimonianza cristiana nel nostro paese. L'ecumenismo, oltre ad essere un movimento per l'unità della Chiesa, voluta da Cristo, è una urgenza davanti alle sfide di oggi.
Con questi pensieri e sentimenti, fratelli carissimi, vi invito ad innalzare al Signore la nostra supplica, affinché benedica le nostre Chiese, benedica questo Pontificio Collegio Greco, i suoi superiori ed alunni, e questa comunità di fedeli di S. Atanasio. Amìn (Besa/Roma).