gennaro_cassiani.jpgUn costituzionalista che ha segnato un percorso importante nella storia della tutela degli Arbëreshe è stato certamente Gennaro Cassiani. Una figura di primo piano nella rilettura storica e politica di quel Regno di Napoli che ha rappresentato non solo un modello di civiltà ma soprattutto un riferimento per quei legami tra il Mediterraneo e l’Adriatico.
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E questi riferimenti si sono trasformati in atti istituzionali. Arbereshe, Cassiani è riuscito a portare nella questione nazionale (e non solo in quella meridionale) una chiave di lettura che ha interessato tutta la storia e l’identità Italo – albanese guardando con molta attenzione al rapporto tra Occidente ed Oriente. Ci sono passaggi che restano indelebili. Come questo: "Nel caso del Mezzogiorno, la storia regionale ha un suo valore inconfondibile. Non solo e non tanto per la divisione che caratterizza l'Italia, ma anche per la tradizione delle regioni meridionali di fronte a quelle del nord". Una prima cesellatura che pone all'attenzione un rapporto improntato tra rilettura politica della questione meridionale, identità storica e modelli innovativi. Gennaro Cassiani, in fondo, un arbereshe nella storia della democrazia e della politica contemporanea. Gennaro Cassiani, politico, penalista, statista, scrittore, meridionalista, uomo di pensiero. Una personalità che va ricontestualizzata in un processo di reinterpretazione della storia d'Italia e soprattutto di quella storia meridionale che è contrassegnata da luci e ombre. Una storia che vive all’interno delle sfaccettature politici e costituzionali del Regno di Napoli. Ricostruzione e rilettura. Soprattutto in una temperie come quella che stiamo vivendo oggi. Nella cultura sociale - cristiana, grazie ad una lettura politica degli avvenimenti e ad una interpretazione storica dei fenomeni, la figura di Gennaro Cassiani (Spezzano Albanese, 1903 - Roma, 1978), in un contesto tra gli anni Trenta e Sessanta, riveste una particola importanza sia per gli incarichi che ha rivestito sia per la stimolazione dialettica che è stato capace di innescare. Attraverso un confronto serrato tra istanze politiche e percorsi culturali la sua presenza ha lasciato dei segni tangibili proprio in un legame tra culture Adriatiche e Regno di Napoli. Un modo di pensare la politica al di là degli schematisni che un partito può imprimere, nonostante fosse uomo di partito. Dalla cultura alla politica. Il sentimento dell'appartenenza (appartenere è creare modelli di identità) trova in Cassiani dei riferimenti storici ed umani significativi. Il suo essere Arbereshe è una componente che arricchisce, che motiva confronti, che stimoli raccordi tra il presente e la tradizione. I suoi scritti su Scanderbeg (le sue commemorazioni, in particolare), i suoi scritti in omaggio ad un maestro della letteratura albanese come Ernesto Koliqi rappresentano tappe fondamentali in quel costante confrontarsi con la memoria delle radici, ovvero con il tempo della storia e della tradizione di un popolo al quale si è sempre riferito. Riferendosi proprio a Koliqi, in un articolo dal titolo: "Ritratto del più grande scrittore cattolico dell'oriente", apparso sul numero speciale di giugno della rivista "Shejzat" ("Le Pleiadi") dedicato alla scomparsa di Koliqi, nel 1975, Cassiani affermava: "Egli mi svelava i misteri fascinosi del mondo orientale, mi accompagnava per mano lungo l'erta della montagna albanese e mi diceva delle leggi raccolte dal Codice della Montagna, particolare e misterioso, facendomi penetrare così in un mondo che per me aveva del fiabesco. E per intanto egli mi metteva a nudo l'anima sua, che non consentiva ripieghi subdoli o viltà nascoste. Così forse si può comprendere come particella del mio spirito sia finita con lui". Una testimonianza che si porta dentro un vissuto e una indelebile matrice non solo culturale ma chiaramente umana il cui senso è rappresentato dal sentimento dell'appartenere, dal sentimento delle origini. Un aspetto non trascurabile che è parte integrante della sua formazione. Cassiani parte da una visione culturale e umana della politica. Ovvero la politica è all'interno della cultura attraverso esempi e partecipazione. Ci sono aspetti significativi nell'impegno di Gennaro Cassiani. Aspetti che si sono esplicati non solo su un piano istituzionale ma anche (e nella prima fase soprattutto) su quello di una cultura militante. La sua è una formazione militante che si sviluppa, sin dalle prime esperienze, attraverso un costante rapporto con la realtà territoriale, con le realtà territoriali. E queste realtà si trovano sempre in quel suo rapportarsi con le Istituzioni, con la politica alta, con le sue metodologie espressive in quelle sue esperienze nei vari settori nei quali si è trovato ad operare e nei vari problemi con i quali si è quotidianamente confrontato. La politica come modello di comunicazione alla cui base doveva esserci, comunque, un sistema di valori che avevano come riferimento l'uomo. Una matrice profondamente cristiana che è maturata negli anni la cui centralità è stata sempre rappresentata dagli ideali della politica. Una politica come servizio per l'uomo, per la crescita dei territori, per lo sviluppo delle comunità all'insegna di una dignità e di una profonda consapevolezza nei confronti di quel tempo nuovo che si affacciava all'orizzonte. La questione arbereshe era un orizzonte nel suo essere e manifestarsi uomo delle istituzioni. Capire i tempi nuovi e la storia che avevamo davanti già a partire dagli anni turbolenti della primo periodo nel quale si preparava la stagione post - fascista. Ebbene, Cassiani nel concetto di ribellione (termine e definizione ben studiata nella sua tesi di laurea del 1925) manifestava non soltanto una sottolineatura giuridica ma un essere dell'esistenza che congiungeva il pensiero morale con l'atto politico. Un rapporto che è stato un tassello necessario per comprendere la società dagli anni Cinquanta in poi. Un rapporto che trovava la sua dimensione comportamentale nell'idea etica. L'etica della politica nella visione morale dei problemi che andavano affrontati e risolti. Ma non oltre la politica. Sempre all'interno della politica perché la politica, per Cassiani, partiva da una testimonianza spirituale, da un sentimento che focalizzava le questioni vere, le radici problematiche dell'essere uomo in una comunità di uomini. Forse anche in questo stava il suo raccordo con la cristianità della cultura di un popolo. Nei suoi saggi, nelle sue conferenze, nei suoi discorsi non viene mai meno la funzione di un dialogo tra la politica come testimonianza costante e l'uomo come portatore dei principi fondamentali di solidarietà e di comunanza. Una politica come umanesimo dell'uomo. Nella Presentazione al suo saggio Le pietre (Studi Meridionali, 1977) si legge: "I giovani mi insegnano con i fatti che la vita non è materia, ma spirito, non è egoismo, ma slancio verso i nostri simili". Comunanza spirituale e testimonianza. La lezione crociana da una parte e il popularismo sturziano dall'altro, mutuati in una meditazione che trova in Jacques Maritain (1882 - 1973) quel pensiero pensante che ha offerto un contributo notevole al cattolicesimo politico moderno, costituiscono un tracciato storico e filosofico che ha caratterizzato, in fondo, l'operare di Cassiani. L'approccio ai problemi non aveva quasi mai un immediato sostegno pragmatico. Partiva da una elaborazione che costituiva un vero esercizio metodologico. Quando si trovò ad affrontare la questione meridionale sul piano istituzionale (ovvero da incarichi ministeriali) diede un esempio di sicura lungimiranza nel sostenere la valorizzazione dei territori affidando alle risorse vocazionali un ruolo prioritario. Riferendosi alla Calabria in un suo discorso cesellava: "In Calabria si potrebbero suscitare tutte le industrie naturali derivanti dall'agricoltura. Chi parla di altre industrie non conosce la Calabria, non ne ha un'idea nemmeno approssimativa…". La Calabria come tutto il Mezzogiorno. Una tesi ancora attuale e che è costantemente motivo di discussione. Ma ciò non può che avere una sua logica disquisizione in una antica questione affrontata, anche in termini storici, più volte da Cassiani e che sancisce in molte pagine del saggio Le pietre (già citato) i capisaldi per una ricontestualizzazione storica ed ideologica del fenomeno riferito al capitolo inerente la politica sul Mezzogiorno. Tema sempre caro a Cassiani sin dai suoi primi scritti e sin dai suoi primi impegni politici e parlamentari. Ma le sue tesi sembravano esprimere una visione problematica del fenomeno ma in realtà avevano una chiarezza proprio per la conoscenza degli aspetti ben vissuti direttamente da Cassiani e definiti in un prospetto che non esulava la consapevolezza storica e la natura del territorio. La sua impostazione della politica, pur non concedendo nessun improvvisato subdolo impatto con il dato pragmatico, si affidava sempre alla conoscenza e il rapporto con la realtà attraverso fattori di concretezza. Si pensi al dibattito sul ruolo dei cattolici in politica, si pensi ai suoi interventi giuridici anche negli anni difficile del fascismo, si pensi alla funzione svolta nel periodo che resse il dicastero della Marina Mercantile, si pensi ai suoi tanti contatti con i paesi esteri, si pensi al suo amore per la cultura delle minoranze. Proprio in riferimento alla questione delle minoranze, Cassiani, Arbereshe di Spezzano Albanese, ha portato avanti una politica in difesa della lingua e della tradizione italo - albanese. Non solo scrivendo su questioni riferite al mondo e ai personaggi Arbereshe (come si è già detto) ma anche attraverso la focalizzazione di normative precise. La norma era un punto di riferimentop. Bisognava stabilire delle regole attraverso una legge. Questo era il punto centrali sul quale si dibatteva Cassiani. Uomo politico e uomo giuridico. Nel testo di Gabriella Fanello Marcucci (Gabriella Fanello Marcucci, in Gennaro Cassiani 1903 - 1978, penalista, umanista e politico della Calabria, edito da Rubbettino) si legge: "La sua attenzione verso le comunità albanesi divenne adesione attiva quando nel 1969 fu costituita l'Unione delle Comunità Italo - Albanesi, con sede nel Collegio S. Adriano in San Demetrio Corone, l'istituto nel quale Cassiani aveva conseguito la maturità classica". E poi più avanti: "Cassiani aveva presentato in Parlamento la prima proposta per l'insegnamento della lingua albanese nelle scuole delle comunità dell'Arberia, che finalmente nel 1999, con la legge 204 è divenuta realtà". Anche su questi aspetti una visione della politica tra innovazione e tradizione. Una visione, pertanto, della politica tra conoscenza e meditazione, ovvero consapevolezza della realtà e delle idee in una temperie di dura dialettica con le opposizioni, sempre all'insegna di una partecipazione democratica in una ampia libertà di espressione. Una politica sempre pensata in un pensiero mai improvvisato. E' su questo tracciato che Cassiani, oltre alle testimonianze delle opere, ha lasciato segni indelebile nel panorama della politica calabrese e nazionale. Un dato identitario dal quale non si può sfuggire. Se Cassiani ha inserito la problematica, nella realtà e nella storia, degli Arbereshe in una questione istituzionale, in anni ormai non vicini, significa che quella eredità era portatrice di interpretazioni profondamente legati a tutto ciò che si è sviluppato intorno alla storia del Mezzogiorno. Il Sud per Cassiani era Regno di Napoli, compresa la problematica relativa agli Arbereshe. Quindi come tale andava argomentato. D’altronde non gli sono mai sfuggiti i rapporti che Giorgio Castriota Scanderbeg aveva intrattenuto proprio con il Regno di Napoli. Gli Italo – albanesi sono dentro il Regno di Napoli. Non si può prescindere da ciò. Credo che da questa considerazione occorre ripartire per affrontare, in una dimensione più ampia, una interpretazione Italo – albanese che non può interessare soltanto una dimensione linguistica o etno – antropologica ma deve sempre più riguardare il legame tra diritto alla tutela e diritto alla valorizzazione di una identità che vive all’interno della storia e della cultura dell’Italia. Punto di riferimento, ancora una volta, la storia del Regno di Napoli. Dentro questa storia gli Arbereshe non sono un popolo in fuga ma una civiltà che tutela la propria identità nel rispetto elle norme.



Tratto da www.iniziativameridionale.it



Profilo di Gennaro Cassiani tratto da Wikipedia
Gennaro Cassiani (Spezzano Albanese, 13 settembre 1903 – Roma, 14 luglio 1978) è stato un politico, avvocato penalista e saggista italiano. È stato ministro della Repubblica.

Fu in età giovanile socialista, mazziniano di formazione radicale; nel 1925 discusse la tesi di laurea su "Il diritto di resistenza individuale e collettivo", non fu ammesso per la sua posizione politica alla scuola allievi ufficiali.

Fondò e diresse negli anni trenta la rivista Tribunali calabresi, alla quale collaborarono illustri giuristi e letterati. Fondò e diresse anche altri periodici giuridici e politici (Tribunali, Tribune, Oggi e domani).

A metà degli anni trenta si iscrisse al Movimento Laureati di Azione Cattolica e iniziò a scrivere su Parola di vita, sottolineando il dovere dell'impegno politico. Organizzò quindi, dal 1942, la Democrazia Cristiana in Calabria. Partecipò al Congresso dei partiti antifascisti a Bari nel gennaio 1944, in rappresentanza della DC, e nel luglio dello stesso anno viene eletto alla Direzione nazionale dello Scudo crociato.

Nel secondo e nel terzo Governo Bonomi fu nominato sottosegretario ai Lavori pubblici, ed è stato sottosegretario al Lavoro e previdenza sociale nel Governo Parri e nel I e II Governo De Gasperi.
Consultore nazionale, deputato costituente e parlamentare fino al 1976, è stato sottosegretario alla Giustizia nel IV e nel V Governo De Gasperi, sottosegretario al Tesoro nel VII Governo De Gasperi (con delega ai danni di guerra) e nell'VIII Governo De Gasperi, oltre che nel Governo Pella.
È stato Ministro delle Poste e Telecomunicazioni nel I Governo Fanfani e nel Governo Scelba, e Ministro della Marina Mercantile nel I Governo Segni, nel Governo Zoli e nel I Governo Andreotti.

Seguace di Sturzo, cercò di promuovere nella sua regione le industrie naturali, collegate all'agricoltura, che consentissero la salvaguardia del patrimonio naturale della Calabria.

Ka sënduqi...

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Scambio culturale tra il comune di Cerzeto e il liceo “Ernest Koliqi” di Tirana
Il rappresentante di “Italia delle Minoranze” Cataldo Pugliese manifesta con la sua partecipazione, vicinanza e ammirazione al progetto di educazione e scambio culturale realizzato dal comune di Cerzeto e dal liceo “Ernest Koliqi” di Tirana.
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Il sindaco di Ururi incontra il presidente Meta
Il presidente della Repubblica, Ilir Meta, ha tenuto un incontro questo sabato con i rappresentanti della comunità Arberesh in Italia.
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X anniversario della chirotonia episcopale del Vescovo di Lungro
Ricordiamo con piacere la ricorrenza del X anniversario della chirotonia episcopale del Vesovo di Lungro, S.E. Mons. Donato Oliverio. Dieci anni di episcopato denso e ricco di ferventi attività. Felicitazioni al nostro vescovo!εἰς πολλὰ ἔτη, Δέσποτα
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Il giardino dei sensi
Sensi e spiritualità: due parole in apparenza contraddittorie. Eppure tutta la Bibbia brulica di personaggi e di scene sensuali, come un "giardino delle delizie" in cui la vista, l'udito, il tatto, il gusto e l'odorato celebrano il loro festino. .
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Discorso di Papa Paolo VI in occasione del IV centenario del Collegio Greco di Roma
Sabato, 30 aprile 1977 Venerati Fratelli e carissimi Figli! Ispirato ad intonazione di profonda letizia, dopo i bei canti liturgici e le devote parole del Signor Cardinale Paul Philippe, è l'odierno incontro, il quale, se di per sé si collega ad una ricorrenza quattro volte centenaria - quella della fondazione in Roma del Collegio Greco di S. Atanasio - si apre, peraltro, e si allarga nella visione della Chiesa d'Oriente, che con la Chiesa Latina forma l'unica ed indivisa Chiesa di Cristo. Il Nostro saluto, come alle Autorità religiose qui presenti, si dirige naturalmente a voi, Alunni e Superiori del Collegio, perché siete voi i festeggiati; e si rivolge ancora ai condiscepoli degli altri Istituti eretti nell'Urbe per l'educazione del Clero di rito orientale, perché tutti insieme voi ponete dinanzi ai nostri occhi questa consolante realtà di coesione ecclesiale. .
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Typikà locali parrocchiali nella chiesa arbëreshe
Nel passato circolavano tra le Comunità arbëreshe di Calabria, oltre a typikà bizantini stampati generalmente a Venezia, comodi rubricari manoscritti che riproducevano le norme generali, ma introducevano anche elementi locali. Per una storia autentica dell’evoluzione storica della tradizione bizantina tra gli Arbëreshë è indispensabile conoscere questi documenti che ci riportano  la prassi concreta. .
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Giorgio Castriota Skanderbeg tra storia e mito
La parrocchia greca di Cosenza dell'Eparchia di Lungro e, in particolare, il parroco protopresbitero Pietro Lanza, stanno ricordando nel corso di questa settimana l'eroe albanese Giorgio Kastriota Skanderbeg a 550 anni dalla sua morte. Oltre ai vari eventi segnalati sul calendario di Jemi.it, è stata diffusa anche una monografia contenuta nel volume I Padroni dell’Acciaio, scritta da Gabriele Campagnano Zweilawyer e illustrata da Francesco Saverio Ferrara.
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Il Padre di tutti, l’Amico di sempre
“Ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi, altri che lottano un anno e sono più bravi, ci sono quelli che lottano più anni e sono ancora più bravi, però ci sono quelli che lottano tutta la vita: essi sono gli indispensabili”.                                                                    Bertolt BrechtIl tempo scorre inesorabilmente, i modi di vita cambiano sempre più rapidamente, poche cose permangono, così come i sentimenti, forse perché sanno di eternità. E il “sentimento del ricordo”, anche se in modo diverso da individuo a individuo, vive sempre in ognuno.
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Spigolature storico-biografiche del siculo-arbëresh Francesco Crispi nel 195° anniversario della nascita
Nacque a Ribera (Agrigento) il 4 ottobre 1818, compì i primi studi nel seminario greco-albanese di Palermo, e si laureò in Giurisprudenza nel 1837. L’anno dopo sposò Rosa D’Angelo che morì nel 1840. Nel 1839, Francesco Crispi (1) aveva fondato e diresse poi per tre anni, il giornale “L’ORETEO”. Nel 1844 si presentò a un concorso per la magistratura, riuscendo primo, ma in seguito rinunciò per esercitare l’avvocatura a Napoli. Intanto si occupava di politica, svolgendo idee e propaganda liberali.
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La Presidente Succurro ha incontrato l’Ambasciatore del Kosovo in Italia
Nella splendida cornice del Salone degli Specchi della Provincia di Cosenza si è svolta, nel pomeriggio di giovedì 23 giugno, la visita dell’Ambasciatore della Repubblica del Kosovo in Italia – S.E. Sig.ra Lendita Haxhitasim, accolta anche da una nutrita delegazione di Sindaci delle Comunità arbëreshë del territorio cosentino.
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Sant’Atanasio dei Greci: calendario Grande Quaresima 2022
Riportiamo qui di seguito il programma completo delle celebrazioni della Grande Quaresima e della Grande e Santa Settimana dell'anno 2022 presso la chiesa di Sant'Atanasio dei Greci a Roma. I testi dei riti sono presenti sul sito: www.liturgiabizantina.it
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“Arbëria Viva” di Arbër Agalliu premiato a Moda Movie
Il cortometraggio di Arbër Agalliu sulle minoranze linguistiche arbëresh ha ricevuto il premio speciale durante la kermess di moda e cinema "Moda Movie" a Cosenza. 
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La Rai Calabria sostiene la cultura e la lingua arbëreshe in Italia attraverso programmi dedicati
In Calabria, la Rai prevede di promuovere la lingua e la cultura arbëreshë, come stabilito nel nuovo contratto di servizio per il periodo 2023-2028, approvato definitivamente dal Consiglio di Amministrazione dell'azienda radiotelevisiva, presieduto da Marinella Soldi.
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La lingua arbëreshe viene snobbata
La lingua è l’elemento fondamentale che caratterizza una comunità e un intero popolo. Secondo Bruner la lingua svolge una funzione di trasmissione culturale. Infatti, diventa tramite necessario per la conservazione di pratiche culturali e religiose. Inoltre, non va dimenticato, nel caso della comunità di Piana degli Albanesi, che un ruolo fondamentale nella conservazione della lingua arbëreshe è stato giocato dai papades. Infatti, il primo testo il lingua arbëreshe è stato scritto nel 1592 da un sacerdote: Luca Matranga. Si tratta dell’ E Mbësuame e Krështerë – La Dottrina Cristiana Albanese. Nel corso dei secoli, come in parte ancora oggi, nelle chiese arbëreshe di Piana le preghiere si recitano in lingua. E, grazie al catechismo frequentato dai bambini che si preparano per la prima confessione, si ha la possibilità di dar vita a un continuum e tramandare alle nuove generazioni la lingua.
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Il presidente albanese Meta chiede che l'arbëresh venga insegnato a scuola
Il presidente della Repubblica, Ilir Meta ha incoraggiato questo sabato i parlamentari italiani a fornire il loro supporto affinchè la lingua arbëreshe venga insegnata nelle scuole dei dei comuni minoritari. 
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Scoperto l’anno di nascita del poeta albanese sangiorgese Giulio Variboba
La ricerca sul poeta D. Giulio Varibobba non finisce mai di stupire. Sono stati rintracciati ultimamente importanti fonti documentali presso archivi pubblici e privati sulla comunità di San Giorgio Albanese in provincia di Cosenza.
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Gjitonia te fshati global
Ndoshta ngë mënd të njihen vetat o bashkësìtë nga llargu: dëftohen neve vetëm tue u jetuar përkrahu atyre, tue i dashur. “Një njohje e madhe ë’ bijë e njëi dashurìe”: ndjenjat, nëse të dëlirë, ngë janë të rreme. Kerkoj te zëmbra e njerìut dhe gjej patëmetësì (/ndershmërì), parimësì, e vërtetë dhe kushtin e mundësìsë fizike, psikike, shpirtërore shpëtuese të njëi bote të globalizuame dhe në ndryshim të shpejtë. Për këtë, pikërisht tue vërejtur atje ku duket e zhdukur zëmbra, kërkoj të gjej gjurmën e ndonjëi mundësìe të aftë të bejë të ringjallet lirìa e brëndshme dhe hapja ndaj tjerëvet.
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Gerbidi e maggesi
E’ trascorso più di un secolo dai forse dimenticati “Moti di Palazzo Adriano”: una sollevazione contadina contro il padronato, motivata dalla ‘pretesa’ d’aumentare la propria quota spettante in grano dal 25% al 30% del raccolto, sollevazione sedata nel sangue. Allora la terra del mio paese dava da vivere ad una popolazione doppia rispetto a quella attuale. Purtroppo però l’inevitabile incremento demografico, dovuto a migliori condizioni igieniche e sanitarie e alla diminuzione della mortalità infantile, produceva una lenta ma continua emigrazione verso ‘il nuovo mondo’.
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Istituiti punti telematici per accedere all'Archivio di Stato albanese
'INIZIATIVA di creare una rete di Punti-Archivio per il mondo albanese, collegati elettronicamente con l'Archivio Centrale di Tirana, è partita alla fine del 2020, anche alla luce delle difficoltà create dalla crisi pandemica, su iniziativa della Direzione Generale degli Archivi d'Albania, guidata dal giovane Direttore generale Ardit Bido e dal suo staff del settore informatico, vista l'impossibilità per studenti, ricercatori e studiosi di utilizzare direttamente le fonti archivistiche in possesso dell'Archivio stesso.
'INIZIATIVA di creare una rete di Punti-Archivio per il mondo albanese, collegati elettronicamente con l'Archivio Centrale di Tirana, è partita alla fine del 2020, anche alla luce delle difficoltà create dalla crisi pandemica, su iniziativa della Direzione Generale degli Archivi d'Albania, guidata dal giovane Direttore generale Ardit Bido e dal suo staff del settore informatico, vista l'impossibilità per studenti, ricercatori e studiosi di utilizzare direttamente le fonti archivistiche in possesso dell'Archivio stesso. Read More...
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Napoli, polo storico di riferimento culturale per il mondo albanese e l’Arbëria
Al via lunedì 20 giugno alle 15,30 nella sede dell’Università degli studi di Napoli L’Orientale di Palazzo du Mesnil, in via Chiatamone 62, la prima delle due giornate del convegno internazionale “Napoli, polo storico di riferimento culturale per il mondo albanese e l’Arbëria” nel bicentenario della morte di Angelo Masci, intellettuale attivo a Napoli alla fine del ‘700. A lui si deve il “Discorso sull’origine, costumi, e stato attuale della natione Albanese”, pubblicato per la prima volta a Napoli nel 1807.
Al via lunedì 20 giugno alle 15,30 nella sede dell’Università degli studi di Napoli L’Orientale di Palazzo du Mesnil, in via Chiatamone 62, la prima delle due giornate del convegno internazionale “Napoli, polo storico di riferimento culturale per il mondo albanese e l’Arbëria” nel bicentenario della morte di Angelo Masci, intellettuale attivo a Napoli alla fine del ‘700. A lui si deve il “Discorso sull’origine, costumi, e stato attuale della natione Albanese”, pubblicato per la prima volta a Napoli nel 1807. Read More...
Missiva a Spirlì
Buon giorno Signor Presidente, nella prima settimana dello scorso settembre Lei, in qualità di Vice Presidente della Regione, con la partecipazione di dirigenti di dipartimenti della stessa, dott.ssa Sonia Talarico, dott.ssa M. Antonella Cauteruccio, Dott. Maurizio Nicolai e dott.ssa Francesca Gatto, ha incontrato il CO.RE.MI.L. ed il giorno successivo il direttore della RAI Calabria, dottor Demetrio Crucitti, per gettare la basi ad una Convenzione Ragione-RAI.
Buon giorno Signor Presidente, nella prima settimana dello scorso settembre Lei, in qualità di Vice Presidente della Regione, con la partecipazione di dirigenti di dipartimenti della stessa, dott.ssa Sonia Talarico, dott.ssa M. Antonella Cauteruccio, Dott. Maurizio Nicolai e dott.ssa Francesca Gatto, ha incontrato il CO.RE.MI.L. ed il giorno successivo il direttore della RAI Calabria, dottor Demetrio Crucitti, per gettare la basi ad una Convenzione Ragione-RAI. Read More...
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Recenzione libri: “Viaggio nella Calabria basiliana” di Enzo Cordasco
Continua l'ondata di interesse per gli insediamenti monastici basiliani in Calabria. Proproniamo il libro "Viaggio nella Calabria basiliana" di Enzo Cordasco che offre un itinerario nella Calabria bizantina comprendendo diversi contesti arbëreshë.
Continua l'ondata di interesse per gli insediamenti monastici basiliani in Calabria. Proproniamo il libro "Viaggio nella Calabria basiliana" di Enzo Cordasco che offre un itinerario nella Calabria bizantina comprendendo diversi contesti arbëreshë. Read More...
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Il progetto e l'evento. Gioacchino, Dante, Michelangelo, Scarpa e i cerchi trinitari
L'architetto-filosofo lungrese, Enzo Mattanò, ha appena pubblicato un importante testo che contribuisce ad inquadrare la centralità della teologia figurativa di Gioacchino da Fiore nel pensiero filosofico occidentale.
L'architetto-filosofo lungrese, Enzo Mattanò, ha appena pubblicato un importante testo che contribuisce ad inquadrare la centralità della teologia figurativa di Gioacchino da Fiore nel pensiero filosofico occidentale. Read More...
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Pubblicato il libro "Il grande sbarco"
Pubblicato per i tipi di Angelo Guerini e Associati S.r.l. il libro "Il grande sbarco" che racconta l'esodo albanese verso l'Italia negli anni 90: dalla prima accoglienza calorosa al rimpatrio. 
Pubblicato per i tipi di Angelo Guerini e Associati S.r.l. il libro "Il grande sbarco" che racconta l'esodo albanese verso l'Italia negli anni 90: dalla prima accoglienza calorosa al rimpatrio.  Read More...

ATTUALITÀ

Giovedì, Novembre 18, 2004 Luigi Boccia Chiesa e Religione 8437
Discorso pronunciato da S.E. il Card. Camillo...
Lunedì, Gennaio 23, 2006 Luigi Boccia Chiesa e Religione 12632
Secondo la tradizione, i territori dell’attuale...

LA LINGUA - GJUHA JONE

Domenica, Novembre 13, 2005 Luigi Boccia Grammatica 30685
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Martedì, Marzo 07, 2006 Pietro Di Marco Aspetti generali 12346
E ardhmja e natës agimi. Ti e prite. E ardhmja e agimit dita e plotë. Ti e rrove. E ardhmja e ditës mbrëmja. Ti u krodhe në të. E ardhmja e mbrëmjes...