La seconda domenica di Quaresima si fa memoria di san Gregorio Palamàs. La condanna dei nemici del santo e la difesa dei suoi insegnamenti da parte della Chiesa, nel XVI secolo, furono acclamate come un secondo trionfo dell’Ortodossia e per questo motivo la sua celebrazione annuale fu prescritta per la seconda domenica di Quaresima.

Il tema scritturistico è lo sforzo del fedele che va verso il Regno. Ci viene ricordato nella epistola (Ebrei 1, 10 - 2, 3): “...per questo bisogna che ci applichiamo con maggiore impegno alle cose udite, per non essere sospinti fuori rotta... come potremo noi sottrarci al castigo se trascuriamo una salvezza così grande?”. Nella lettura dell’Evangelo (Marco 1, 1-12), l’immagine di questo sforzo e di questo desiderio ci è data dal paralitico, portato a Cristo attraverso il tetto: “Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: Figlio, ti sono rimessi i tuoi peccati”.

da A. Schmemann, Great Lent, St. Vladimir’s Seminary Press 1974


Difensore dell’Ortodossia

Gregorio Palamas emerse come il più grande teologo bizantino del XIV secolo e come uno tra i più importanti di tutti i secoli. Visse in un periodo decisivo e ne contribuì significativamente prendendo una distinta posizione nell’ambito della spiritualità ortodossa. La sua principale attività spirituale è stata quella di difendere i monaci esicasti del Monte Athos dall’accusa del monaco italiano Barlaam. Gli esicasti non presentavano delle novità: rinnovavano nella loro epoca l’antica tradizione della Chiesa sulla quiete spirituale (l’esichìa). La divinaesichìa era unita con la preghiera ininterrotta, coè con la preghiera monologica "Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me". A questa preghiera i monaci non assegnavano alcuna forza magica ma, praticandola, evitavano di disperdere la mente nelle realtà del mondo comunicando senza alcuna distrazione, non con la Sostanza di Dio, ma con le sue increate Energie. Tutto ciò ha contribuito a fare in modo che il monaco occidentale Barlaam condannasse gli esicasti come eretici.


Elementi del suo insegnamento

San Gregorio Palamas ricapitola l’intera tradizione patristica. Distingue l’irraggiungibile Sostanza divina dalle sue raggiungibili Energie, Azioni ed Effetti. Questa distinzione non è nuova: è stata insegnata precedentemente da San Basilio il Grande, dal vescovo Crisostomo, da San Massimo il Confessore e da molti altri grandi Padri della Chiesa. Contrariamente al Dio dei filosofi scolastici, inaccessibile, inaccostabile e punitore degli uomini, San Gregorio Palamas insegna il Dio dei Santi, pieno d’amore per l’uomo che comunica tramite le sue increate Energie. A tal proposito San Gregorio scrive: "Se non esiste questa distinzione tra l’impartecipabile Sostanza divina e le partecipabili sante increate Energie, s’interromperebbe ogni contatto e comunicazione con Lui". Ovviamente nella vita presente questa capacità di conoscere di Dio, tramite le divine increate Energie, è molto limitata, se paragonata alla conoscenza che avremo nell’altra vita. "Questa limitata conoscenza – scriveva San Gregorio – è identica con il proprio personale impegno e con il grado di perfezione d'ognuno". La strada della Theognosia o della visione di Dio era vista dal nostro Santo come un continuo esercizio ed impegno di purificazione dall’ inquinamento del peccato.

Απολυτικιο


Ορθοδοξίας ο φωστήρ, Εκκλησίας το στήριγμα και διδάσκαλε, των μοναστών η καλλονή, των θεολόγων υπέρμαχος απροσμάχητος, Γρηγόριε θαυματουργέ, Θεσσαλονίκης το καύχημα, κήρυξ της χάριτος, ικέτευε

Astro dell'ortodossia, sostegno e maestro della Chiesa, bellezza dei monaci, imbattibile difensore dei teologi, o Gregorio taumaturgo, vanto di Tessalonica, araldo di grazia, prega sempre per la salvezza delle anime nostre

 

Siamo giunti alla seconda domenica di Quaresima e ci viene proclamato il brano del Vangelo che narra la guarigione di un uomo disteso su di una barella, portato da quattro amici a Gesù. Ci sono dei particolari che colpiscono in questo brano: non viene espressa nessuna parola per chiedere la guarigione, il malato non fa nessun atto di fede ma Gesù nota la fede dei suoi quattro amici, Gesù perdona i peccati al paralitico. Questo ci fa capire che spesso i gesti e le azioni sono più significative delle parole. La fede si manifesta forse più con le azioni che con le parole. Quale malato non desidera essere guarito? Quale amico, se è veramente tale, non fa l’impossibile per aiutare l’amico nelle sue necessità? I quattro amici non si fermano di fronte alla folla che impedisce di avvicinare il malato a Gesù, hanno la brillante ed originale idea di scoperchiare il luogo dove si trovava Gesù e calare dall’alto la barella col paralitico. Avranno certamente pensato che di fronte a quest’azione Gesù non avrebbe negato la guarigione sperata. E Gesù non la nega perché vede la loro fede. Gesù riassume tutto quello che vede fare dai quattro accompagnatori in un’espressione che rivela la loro azione, la loro fatica, i loro pensieri, i loro sentimenti, la loro consapevolezza o inconsapevolezza: la fede! Gesù grazie alla loro fede dà al paralitico una guarigione totale sia spirituale che fisica, annunciando così che Dio è salvezza, che Dio è il Padre buono e miseri-
cordioso che ama i suoi figli e offre loro il suo perdono. Questo brano del vangelo porta con sé un forte significato ecclesiale, specialmente se viene letto durante la Quaresima. I quattro amici rappresentano tutta la Chiesa che si fa carico del dolore e dei peccati di uno dei suoi membri per chiedere a Gesù la piena riabilitazione, la sua risurrezione. Ci viene così insegnato che per andare verso Gesù si deve camminare insieme ad altre persone e se qualcuno non riesce a camminare dobbiamo farci carico della sua debolezza. Altre volte saranno gli altri a farsi carico della nostra debolezza e ci avvicineranno a Gesù. La Quaresima è un cammino che la Chiesa intera fa ed ogni fedele è rappresentato sia dai quattro accompagnatori che dal paralitico. Dobbiamo sentirci quindi responsabili delle situazioni dolorose che ci circondano ed interrogarci su quanto facciamo noi, sia con la preghiera che con le opere, perché gli altri possano avvicinarsi a Cristo. Questo brano del vangelo è anche a fondamento della possibilità di battezzare i bambini sulla fede dei loro genitori. [Fonte:collegiogreco.blogspot.it]

 

E Djela (Eparchia di Lungro)

Siamo giunti alla seconda domenica di Quaresima e ci viene proclamato il brano del Vangelo che narra la guarigione di un uomo disteso su di una barella, portato da quattro amici a Gesù. Ci sono dei particolari che colpiscono in questo brano: non viene espressa nessuna parola per chiedere la guarigione, il malato non fa nessun atto di fede ma Gesù nota la fede dei suoi quattro amici, Gesù perdona i peccati al paralitico. Questo ci fa capire che spesso i gesti e le azioni sono più significative delle parole. La fede si manifesta forse più con le azioni che con le parole. Quale malato non desidera essere guarito? Quale amico, se è veramente tale, non fa l’impossibile per aiutare l’amico nelle sue necessità? I quattro amici non si fermano di fronte alla folla che impedisce di avvicinare il malato a Gesù, hanno la brillante ed originale idea di scoperchiare il luogo dove si trovava Gesù e calare dall’alto la barella col paralitico. Avranno certamente pensato che di fronte a quest’azione Gesù non avrebbe negato la guarigione sperata. E Gesù non la nega perché vede la loro fede. Gesù riassume tutto quello che vede fare dai quattro accompagnatori in un’espressione che rivela la loro azione, la loro fatica, i loro pensieri, i loro sentimenti, la loro consapevolezza o inconsapevolezza: la fede! Gesù grazie alla loro fede dà al paralitico una guarigione totale sia spirituale che fisica, annunciando così che Dio è salvezza, che Dio è il Padre buono e misericordioso che ama i suoi figli e offre loro il suo perdono. Questo brano del vangelo porta con sé un forte significato ecclesiale, specialmente se viene letto durante la Quaresima. I quattro amici rappresentano tutta la Chiesa che si fa carico del dolore e dei peccati di uno dei suoi membri per chiedere a Gesù la piena riabilitazione, la sua risurrezione. Ci viene così insegnato che per andare verso Gesù si deve camminare insieme ad altre persone e se qualcuno non riesce a camminare dobbiamo farci carico della sua debolezza. Altre volte saranno gli altri a farsi carico della nostra debolezza e ci avvicineranno a Gesù. La Quaresima è un cammino che la Chiesa intera fa ed ogni fedele è rappresentato sia dai quattro accompagnatori che dal paralitico. Dobbiamo sentirci quindi responsabili delle situazioni dolorose che ci circondano ed interrogarci su quanto facciamo noi, sia con la preghiera che con le opere, perché gli altri possano avvicinarsi a Cristo. Questo brano del vangelo è anche a fondamento della possibilità di battezzare i bambini sulla fede dei loro genitori.

 

Questa Domenica sentiamo il passo del Vangelo (Mc II, 1-12) per la guarigione del paralitico (1) e viene festeggiato il grande lottatore dell' Ortodossìa, santo  Gregòrio  Palamàs (1296-1359). Dopo aver vissuto vent' anni  (20)  sul Monte Athos, Gregòrios  Palamàs  diventò arcivescovo di Thessalonìki (Salonicco)
  ed era noto per il suo insegnamento sulla  Luce Increata, la grazia ineffabile che illumina colui che è spiritualmente trasformato attraverso l' incessante pratica della “Preghiera del cuore”.  Il fascino della sua personalità influenzò il patriarca di Costantinòpoli, Filòteo e lo stesso imperatore Giovanni  Kantacuzenò.
Gregòrio Palamàs con Nikòla Kabasìlas e Massimo il Confessore, dominò la teologìa(2) del XIVsecolo, sostenuto dai concili di Costantinòpoli  (1341-1347-1351).
 Essa fu infine accettata ,tramite l'influenza dei discepoli di Gregorio Sinaita, in tutti i paesi est-europei, non esclusa la Serbia, il cui potente monarca, Stefano Dusan, incontrò Palamàs sul Monte Athos nel 1347. Nonostante la sua popolarità, fu  canonizzato (3) solo nove anni dalla morte, nel 1368. Di lui abbiamo un' unica icona(4), dipinta pochi anni dopo la sua morte, dovrebbe essere un fedele ritratto. Gregòrio Palamàs, appare in paramenti vescovili, regge con una mano il
 Vangelo e con l' altra benedice “alla greca”, formando con le dita il monogramma di Cristo: “IC  XC”. La dottrina da lui fondata, l' esicasmo (5), influenzò anche la
teologia estetica dell' icona, fondata sulla luce increata (6) che gli apòstoli videro nella Trasfigurazione. Secondo la dottrina esicasta infatti Dio – che nella sua
essenza è indescrivibile,inaccessibile e inconoscibile – si fa conoscere attraverso le sue energie. L' esicasmo fiorì sul'  Monte Athos e in Russia, dove nei Racconti di un pellegrino, l' anonimo protagonista recita giorno e notte la preghiera del  nome di Gesù,  finchè la sua  anima  la  ripeta  nel  sonno:  “Signore Gesù Crìsto, figlio di Davide, abbi pietà di me peccatore!”. Commento: a Gregorios Palamàs si deve la rinascita nel XIV secolo dell' esicasmo, cioè una via ascetica (7)
 fondata sul silenzio, la tranquillità interiore, la partecipazione all' energia increata della luce divina. Sulla teologìa  mistica San Dionygi  Areopagita (8) scrisse:  
''Nel silenzio si apprendono i segreti di questa tenebra che brilla della più splendida luce nel seno della più nera oscurità''.

1.  
Παραλυτικός (greco)=paralìtico (italiano)= cessazione oppure palese diminuizione della funzione motoria dei muscoli
dovuta in alterazione anatomica del sistema nervoso.
2.  
Θεός+λέγω,Θεολόγος,Θεολογία (greco)=Teòlogo,Teologìa (italiano)= La scienza delle religioni e in particolare della
religione Cristiana.
3.  
Κανονίζω(greco)=canonizzare(italiano)=regolare qualcosa  concorde  con  un stabilito  canone o   modello.Sistemo,
Definisco.
4.  
L'icona sopracitata del XIV-XV secolo, si  trova al
Museo delle Arti Figuative di Mosca
..
5.   
Ησυχασμός(greco)=esicasmo(italiano)=tendenza monastica. Movimento mistico, del quale i seguaci hanno come
obiettivo l' assoluto e passivo abbandono della loro anima a Dio,tramite la preghiera interiore e la concentrazione
spirituale e mentale.
6.
Α-δημιούργητος(greco)=Increàto(italiano)=non creato,non nato.
7.
Ασκητής-τρια(greco)=eremita,monaco-a, che vive con stenti lontano del mondo.
8.
Αρειος
Πάγος,Αρεοπαγίτης(greco)=Areopagìta   (italiano)=Il   supremo   tribunale   della   Grecia   antica   e
moderna.
Διονύσιος Αρεοπαγίτης
 (1 αιω.μ.Χ.,greco)=
Dionygi Areopagita
(1 sec. d.C.,italiano)=
Santo e Patrono
di Atene.
A cura del lettore della Chiesa Ortodossa Russa: dr  Theòfilos  G. Bàzas
Firenze,15 Marzo 2009.

 

Ka sënduqi...

Foto Uffciale UNIARBSono ventitrè le associazioni culturali socio-fondatrici che hanno dato vita alla più grande Federazione di Associazioni Arbëreshë in Italia. Anche dodici le Associazioni esterne, provenienti da varie regioni del te

...
 

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Scambio culturale tra il comune di Cerzeto e il liceo “Ernest Koliqi” di Tirana
Il rappresentante di “Italia delle Minoranze” Cataldo Pugliese manifesta con la sua partecipazione, vicinanza e ammirazione al progetto di educazione e scambio culturale realizzato dal comune di Cerzeto e dal liceo “Ernest Koliqi” di Tirana.
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Il sindaco di Ururi incontra il presidente Meta
Il presidente della Repubblica, Ilir Meta, ha tenuto un incontro questo sabato con i rappresentanti della comunità Arberesh in Italia.
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X anniversario della chirotonia episcopale del Vescovo di Lungro
Ricordiamo con piacere la ricorrenza del X anniversario della chirotonia episcopale del Vesovo di Lungro, S.E. Mons. Donato Oliverio. Dieci anni di episcopato denso e ricco di ferventi attività. Felicitazioni al nostro vescovo!εἰς πολλὰ ἔτη, Δέσποτα
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Il giardino dei sensi
Sensi e spiritualità: due parole in apparenza contraddittorie. Eppure tutta la Bibbia brulica di personaggi e di scene sensuali, come un "giardino delle delizie" in cui la vista, l'udito, il tatto, il gusto e l'odorato celebrano il loro festino. .
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Discorso di Papa Paolo VI in occasione del IV centenario del Collegio Greco di Roma
Sabato, 30 aprile 1977 Venerati Fratelli e carissimi Figli! Ispirato ad intonazione di profonda letizia, dopo i bei canti liturgici e le devote parole del Signor Cardinale Paul Philippe, è l'odierno incontro, il quale, se di per sé si collega ad una ricorrenza quattro volte centenaria - quella della fondazione in Roma del Collegio Greco di S. Atanasio - si apre, peraltro, e si allarga nella visione della Chiesa d'Oriente, che con la Chiesa Latina forma l'unica ed indivisa Chiesa di Cristo. Il Nostro saluto, come alle Autorità religiose qui presenti, si dirige naturalmente a voi, Alunni e Superiori del Collegio, perché siete voi i festeggiati; e si rivolge ancora ai condiscepoli degli altri Istituti eretti nell'Urbe per l'educazione del Clero di rito orientale, perché tutti insieme voi ponete dinanzi ai nostri occhi questa consolante realtà di coesione ecclesiale. .
Sabato, 30 aprile 1977 Venerati Fratelli e carissimi Figli! Ispirato ad intonazione di profonda letizia, dopo i bei canti liturgici e le devote parole del Signor Cardinale Paul Philippe, è l'odierno incontro, il quale, se di per sé si collega ad una ricorrenza quattro volte centenaria - quella della fondazione in Roma del Collegio Greco di S. Atanasio - si apre, peraltro, e si allarga nella visione della Chiesa d'Oriente, che con la Chiesa Latina forma l'unica ed indivisa Chiesa di Cristo. Il Nostro saluto, come alle Autorità religiose qui presenti, si dirige naturalmente a voi, Alunni e Superiori del Collegio, perché siete voi i festeggiati; e si rivolge ancora ai condiscepoli degli altri Istituti eretti nell'Urbe per l'educazione del Clero di rito orientale, perché tutti insieme voi ponete dinanzi ai nostri occhi questa consolante realtà di coesione ecclesiale. . Read More...
Typikà locali parrocchiali nella chiesa arbëreshe
Nel passato circolavano tra le Comunità arbëreshe di Calabria, oltre a typikà bizantini stampati generalmente a Venezia, comodi rubricari manoscritti che riproducevano le norme generali, ma introducevano anche elementi locali. Per una storia autentica dell’evoluzione storica della tradizione bizantina tra gli Arbëreshë è indispensabile conoscere questi documenti che ci riportano  la prassi concreta. .
Nel passato circolavano tra le Comunità arbëreshe di Calabria, oltre a typikà bizantini stampati generalmente a Venezia, comodi rubricari manoscritti che riproducevano le norme generali, ma introducevano anche elementi locali. Per una storia autentica dell’evoluzione storica della tradizione bizantina tra gli Arbëreshë è indispensabile conoscere questi documenti che ci riportano  la prassi concreta. . Read More...
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Giorgio Castriota Skanderbeg tra storia e mito
La parrocchia greca di Cosenza dell'Eparchia di Lungro e, in particolare, il parroco protopresbitero Pietro Lanza, stanno ricordando nel corso di questa settimana l'eroe albanese Giorgio Kastriota Skanderbeg a 550 anni dalla sua morte. Oltre ai vari eventi segnalati sul calendario di Jemi.it, è stata diffusa anche una monografia contenuta nel volume I Padroni dell’Acciaio, scritta da Gabriele Campagnano Zweilawyer e illustrata da Francesco Saverio Ferrara.
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Il Padre di tutti, l’Amico di sempre
“Ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi, altri che lottano un anno e sono più bravi, ci sono quelli che lottano più anni e sono ancora più bravi, però ci sono quelli che lottano tutta la vita: essi sono gli indispensabili”.                                                                    Bertolt BrechtIl tempo scorre inesorabilmente, i modi di vita cambiano sempre più rapidamente, poche cose permangono, così come i sentimenti, forse perché sanno di eternità. E il “sentimento del ricordo”, anche se in modo diverso da individuo a individuo, vive sempre in ognuno.
“Ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi, altri che lottano un anno e sono più bravi, ci sono quelli che lottano più anni e sono ancora più bravi, però ci sono quelli che lottano tutta la vita: essi sono gli indispensabili”.                                                                    Bertolt BrechtIl tempo scorre inesorabilmente, i modi di vita cambiano sempre più rapidamente, poche cose permangono, così come i sentimenti, forse perché sanno di eternità. E il “sentimento del ricordo”, anche se in modo diverso da individuo a individuo, vive sempre in ognuno. Read More...
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Spigolature storico-biografiche del siculo-arbëresh Francesco Crispi nel 195° anniversario della nascita
Nacque a Ribera (Agrigento) il 4 ottobre 1818, compì i primi studi nel seminario greco-albanese di Palermo, e si laureò in Giurisprudenza nel 1837. L’anno dopo sposò Rosa D’Angelo che morì nel 1840. Nel 1839, Francesco Crispi (1) aveva fondato e diresse poi per tre anni, il giornale “L’ORETEO”. Nel 1844 si presentò a un concorso per la magistratura, riuscendo primo, ma in seguito rinunciò per esercitare l’avvocatura a Napoli. Intanto si occupava di politica, svolgendo idee e propaganda liberali.
Nacque a Ribera (Agrigento) il 4 ottobre 1818, compì i primi studi nel seminario greco-albanese di Palermo, e si laureò in Giurisprudenza nel 1837. L’anno dopo sposò Rosa D’Angelo che morì nel 1840. Nel 1839, Francesco Crispi (1) aveva fondato e diresse poi per tre anni, il giornale “L’ORETEO”. Nel 1844 si presentò a un concorso per la magistratura, riuscendo primo, ma in seguito rinunciò per esercitare l’avvocatura a Napoli. Intanto si occupava di politica, svolgendo idee e propaganda liberali. Read More...
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La Presidente Succurro ha incontrato l’Ambasciatore del Kosovo in Italia
Nella splendida cornice del Salone degli Specchi della Provincia di Cosenza si è svolta, nel pomeriggio di giovedì 23 giugno, la visita dell’Ambasciatore della Repubblica del Kosovo in Italia – S.E. Sig.ra Lendita Haxhitasim, accolta anche da una nutrita delegazione di Sindaci delle Comunità arbëreshë del territorio cosentino.
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Sant’Atanasio dei Greci: calendario Grande Quaresima 2022
Riportiamo qui di seguito il programma completo delle celebrazioni della Grande Quaresima e della Grande e Santa Settimana dell'anno 2022 presso la chiesa di Sant'Atanasio dei Greci a Roma. I testi dei riti sono presenti sul sito: www.liturgiabizantina.it
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“Arbëria Viva” di Arbër Agalliu premiato a Moda Movie
Il cortometraggio di Arbër Agalliu sulle minoranze linguistiche arbëresh ha ricevuto il premio speciale durante la kermess di moda e cinema "Moda Movie" a Cosenza. 
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La Rai Calabria sostiene la cultura e la lingua arbëreshe in Italia attraverso programmi dedicati
In Calabria, la Rai prevede di promuovere la lingua e la cultura arbëreshë, come stabilito nel nuovo contratto di servizio per il periodo 2023-2028, approvato definitivamente dal Consiglio di Amministrazione dell'azienda radiotelevisiva, presieduto da Marinella Soldi.
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La lingua arbëreshe viene snobbata
La lingua è l’elemento fondamentale che caratterizza una comunità e un intero popolo. Secondo Bruner la lingua svolge una funzione di trasmissione culturale. Infatti, diventa tramite necessario per la conservazione di pratiche culturali e religiose. Inoltre, non va dimenticato, nel caso della comunità di Piana degli Albanesi, che un ruolo fondamentale nella conservazione della lingua arbëreshe è stato giocato dai papades. Infatti, il primo testo il lingua arbëreshe è stato scritto nel 1592 da un sacerdote: Luca Matranga. Si tratta dell’ E Mbësuame e Krështerë – La Dottrina Cristiana Albanese. Nel corso dei secoli, come in parte ancora oggi, nelle chiese arbëreshe di Piana le preghiere si recitano in lingua. E, grazie al catechismo frequentato dai bambini che si preparano per la prima confessione, si ha la possibilità di dar vita a un continuum e tramandare alle nuove generazioni la lingua.
La lingua è l’elemento fondamentale che caratterizza una comunità e un intero popolo. Secondo Bruner la lingua svolge una funzione di trasmissione culturale. Infatti, diventa tramite necessario per la conservazione di pratiche culturali e religiose. Inoltre, non va dimenticato, nel caso della comunità di Piana degli Albanesi, che un ruolo fondamentale nella conservazione della lingua arbëreshe è stato giocato dai papades. Infatti, il primo testo il lingua arbëreshe è stato scritto nel 1592 da un sacerdote: Luca Matranga. Si tratta dell’ E Mbësuame e Krështerë – La Dottrina Cristiana Albanese. Nel corso dei secoli, come in parte ancora oggi, nelle chiese arbëreshe di Piana le preghiere si recitano in lingua. E, grazie al catechismo frequentato dai bambini che si preparano per la prima confessione, si ha la possibilità di dar vita a un continuum e tramandare alle nuove generazioni la lingua. Read More...
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Il presidente albanese Meta chiede che l'arbëresh venga insegnato a scuola
Il presidente della Repubblica, Ilir Meta ha incoraggiato questo sabato i parlamentari italiani a fornire il loro supporto affinchè la lingua arbëreshe venga insegnata nelle scuole dei dei comuni minoritari. 
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Scoperto l’anno di nascita del poeta albanese sangiorgese Giulio Variboba
La ricerca sul poeta D. Giulio Varibobba non finisce mai di stupire. Sono stati rintracciati ultimamente importanti fonti documentali presso archivi pubblici e privati sulla comunità di San Giorgio Albanese in provincia di Cosenza.
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Gjitonia te fshati global
Ndoshta ngë mënd të njihen vetat o bashkësìtë nga llargu: dëftohen neve vetëm tue u jetuar përkrahu atyre, tue i dashur. “Një njohje e madhe ë’ bijë e njëi dashurìe”: ndjenjat, nëse të dëlirë, ngë janë të rreme. Kerkoj te zëmbra e njerìut dhe gjej patëmetësì (/ndershmërì), parimësì, e vërtetë dhe kushtin e mundësìsë fizike, psikike, shpirtërore shpëtuese të njëi bote të globalizuame dhe në ndryshim të shpejtë. Për këtë, pikërisht tue vërejtur atje ku duket e zhdukur zëmbra, kërkoj të gjej gjurmën e ndonjëi mundësìe të aftë të bejë të ringjallet lirìa e brëndshme dhe hapja ndaj tjerëvet.
Ndoshta ngë mënd të njihen vetat o bashkësìtë nga llargu: dëftohen neve vetëm tue u jetuar përkrahu atyre, tue i dashur. “Një njohje e madhe ë’ bijë e njëi dashurìe”: ndjenjat, nëse të dëlirë, ngë janë të rreme. Kerkoj te zëmbra e njerìut dhe gjej patëmetësì (/ndershmërì), parimësì, e vërtetë dhe kushtin e mundësìsë fizike, psikike, shpirtërore shpëtuese të njëi bote të globalizuame dhe në ndryshim të shpejtë. Për këtë, pikërisht tue vërejtur atje ku duket e zhdukur zëmbra, kërkoj të gjej gjurmën e ndonjëi mundësìe të aftë të bejë të ringjallet lirìa e brëndshme dhe hapja ndaj tjerëvet. Read More...
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Gerbidi e maggesi
E’ trascorso più di un secolo dai forse dimenticati “Moti di Palazzo Adriano”: una sollevazione contadina contro il padronato, motivata dalla ‘pretesa’ d’aumentare la propria quota spettante in grano dal 25% al 30% del raccolto, sollevazione sedata nel sangue. Allora la terra del mio paese dava da vivere ad una popolazione doppia rispetto a quella attuale. Purtroppo però l’inevitabile incremento demografico, dovuto a migliori condizioni igieniche e sanitarie e alla diminuzione della mortalità infantile, produceva una lenta ma continua emigrazione verso ‘il nuovo mondo’.
E’ trascorso più di un secolo dai forse dimenticati “Moti di Palazzo Adriano”: una sollevazione contadina contro il padronato, motivata dalla ‘pretesa’ d’aumentare la propria quota spettante in grano dal 25% al 30% del raccolto, sollevazione sedata nel sangue. Allora la terra del mio paese dava da vivere ad una popolazione doppia rispetto a quella attuale. Purtroppo però l’inevitabile incremento demografico, dovuto a migliori condizioni igieniche e sanitarie e alla diminuzione della mortalità infantile, produceva una lenta ma continua emigrazione verso ‘il nuovo mondo’. Read More...
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Istituiti punti telematici per accedere all'Archivio di Stato albanese
'INIZIATIVA di creare una rete di Punti-Archivio per il mondo albanese, collegati elettronicamente con l'Archivio Centrale di Tirana, è partita alla fine del 2020, anche alla luce delle difficoltà create dalla crisi pandemica, su iniziativa della Direzione Generale degli Archivi d'Albania, guidata dal giovane Direttore generale Ardit Bido e dal suo staff del settore informatico, vista l'impossibilità per studenti, ricercatori e studiosi di utilizzare direttamente le fonti archivistiche in possesso dell'Archivio stesso.
'INIZIATIVA di creare una rete di Punti-Archivio per il mondo albanese, collegati elettronicamente con l'Archivio Centrale di Tirana, è partita alla fine del 2020, anche alla luce delle difficoltà create dalla crisi pandemica, su iniziativa della Direzione Generale degli Archivi d'Albania, guidata dal giovane Direttore generale Ardit Bido e dal suo staff del settore informatico, vista l'impossibilità per studenti, ricercatori e studiosi di utilizzare direttamente le fonti archivistiche in possesso dell'Archivio stesso. Read More...
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Napoli, polo storico di riferimento culturale per il mondo albanese e l’Arbëria
Al via lunedì 20 giugno alle 15,30 nella sede dell’Università degli studi di Napoli L’Orientale di Palazzo du Mesnil, in via Chiatamone 62, la prima delle due giornate del convegno internazionale “Napoli, polo storico di riferimento culturale per il mondo albanese e l’Arbëria” nel bicentenario della morte di Angelo Masci, intellettuale attivo a Napoli alla fine del ‘700. A lui si deve il “Discorso sull’origine, costumi, e stato attuale della natione Albanese”, pubblicato per la prima volta a Napoli nel 1807.
Al via lunedì 20 giugno alle 15,30 nella sede dell’Università degli studi di Napoli L’Orientale di Palazzo du Mesnil, in via Chiatamone 62, la prima delle due giornate del convegno internazionale “Napoli, polo storico di riferimento culturale per il mondo albanese e l’Arbëria” nel bicentenario della morte di Angelo Masci, intellettuale attivo a Napoli alla fine del ‘700. A lui si deve il “Discorso sull’origine, costumi, e stato attuale della natione Albanese”, pubblicato per la prima volta a Napoli nel 1807. Read More...
Missiva a Spirlì
Buon giorno Signor Presidente, nella prima settimana dello scorso settembre Lei, in qualità di Vice Presidente della Regione, con la partecipazione di dirigenti di dipartimenti della stessa, dott.ssa Sonia Talarico, dott.ssa M. Antonella Cauteruccio, Dott. Maurizio Nicolai e dott.ssa Francesca Gatto, ha incontrato il CO.RE.MI.L. ed il giorno successivo il direttore della RAI Calabria, dottor Demetrio Crucitti, per gettare la basi ad una Convenzione Ragione-RAI.
Buon giorno Signor Presidente, nella prima settimana dello scorso settembre Lei, in qualità di Vice Presidente della Regione, con la partecipazione di dirigenti di dipartimenti della stessa, dott.ssa Sonia Talarico, dott.ssa M. Antonella Cauteruccio, Dott. Maurizio Nicolai e dott.ssa Francesca Gatto, ha incontrato il CO.RE.MI.L. ed il giorno successivo il direttore della RAI Calabria, dottor Demetrio Crucitti, per gettare la basi ad una Convenzione Ragione-RAI. Read More...
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Recenzione libri: “Viaggio nella Calabria basiliana” di Enzo Cordasco
Continua l'ondata di interesse per gli insediamenti monastici basiliani in Calabria. Proproniamo il libro "Viaggio nella Calabria basiliana" di Enzo Cordasco che offre un itinerario nella Calabria bizantina comprendendo diversi contesti arbëreshë.
Continua l'ondata di interesse per gli insediamenti monastici basiliani in Calabria. Proproniamo il libro "Viaggio nella Calabria basiliana" di Enzo Cordasco che offre un itinerario nella Calabria bizantina comprendendo diversi contesti arbëreshë. Read More...
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Il progetto e l'evento. Gioacchino, Dante, Michelangelo, Scarpa e i cerchi trinitari
L'architetto-filosofo lungrese, Enzo Mattanò, ha appena pubblicato un importante testo che contribuisce ad inquadrare la centralità della teologia figurativa di Gioacchino da Fiore nel pensiero filosofico occidentale.
L'architetto-filosofo lungrese, Enzo Mattanò, ha appena pubblicato un importante testo che contribuisce ad inquadrare la centralità della teologia figurativa di Gioacchino da Fiore nel pensiero filosofico occidentale. Read More...
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Pubblicato il libro "Il grande sbarco"
Pubblicato per i tipi di Angelo Guerini e Associati S.r.l. il libro "Il grande sbarco" che racconta l'esodo albanese verso l'Italia negli anni 90: dalla prima accoglienza calorosa al rimpatrio. 
Pubblicato per i tipi di Angelo Guerini e Associati S.r.l. il libro "Il grande sbarco" che racconta l'esodo albanese verso l'Italia negli anni 90: dalla prima accoglienza calorosa al rimpatrio.  Read More...

ATTUALITÀ

Giovedì, Novembre 18, 2004 Luigi Boccia Chiesa e Religione 8431
Discorso pronunciato da S.E. il Card. Camillo...
Lunedì, Gennaio 23, 2006 Luigi Boccia Chiesa e Religione 12626
Secondo la tradizione, i territori dell’attuale...

LA LINGUA - GJUHA JONE

Domenica, Novembre 13, 2005 Luigi Boccia Grammatica 30662
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Martedì, Marzo 07, 2006 Pietro Di Marco Aspetti generali 12340
E ardhmja e natës agimi. Ti e prite. E ardhmja e agimit dita e plotë. Ti e rrove. E ardhmja e ditës mbrëmja. Ti u krodhe në të. E ardhmja e mbrëmjes...