Studio presentato dall’Archimandrita ortodosso Evanghelos Yfantidis come tesi alla Pontificia Università Gregoriana (Tratto da Besa Ottobre e Novembre 2007, Gennaio 2008)

Nel n. 191/marzo 2007 di Besa abbiamo pubblicato il capitolo con la bibliografia dell’elaborato sul Collegio Greco di S. Atanasio, presentato alla Pontificia Università Gregoriana dall’Archimandrita Evanghelos Yfantidis, attualmente vicario generale dell’Arcidiocesi ortodossa d’Italia del Patriarcato Ecumenico. Pubblichiamo ora il capitolo relativo ai Padri superiori del Collegio tra le due guerre.

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I Padri Superiori[1]

Il Collegio Greco nell'anno scolastico 1913 - 1914[2] era diretto da sei padri, tutti monaci Benedettini, i quali conducevano vita monastica, secondo la regola di San Benedetto e secondo le costituzioni della Congregazione di Bewrou. Il P. Rettore, Don Benedetto Baur G.F.B fu sostenuto dal P. Vice Rettore Don Mauro Kaufmann e dal P. Spirituale Don Andrea Taseller.

Nel gruppo dei formatori del Collegio già dal principio dell'anno scolastico seguente[3] si notò una certa carenza causata dalla guerra.

Non vi furono che cinque padri, i quali operavano con tanto ardore, che riuscirono a soddisfare tutti gli uffici e le attività del Collegio. La vita regolare della piccola comunità si svolgeva in una maniera esemplare. Per l'anno scolastico 1915 - 1916[4] i padri di Sant'Atanasio tornarono nelle loro badie e non si presentarono al Collegio Greco prima dell'anno scolastico 1919 - 1920. Il 1 gennaio 1920[5] i padri superiori del Collegio erano tre; Don Andrea - Benno Zimmermann, nominato Pro Rettore, Don Ildefonso Dirks in qualità d'Economo del Collegio ed il P. Spirituale Don Efrem de Brunier. Le medesime persone rimasero anche durante l'anno scolastico seguente[6].

Ai padri superiori del Collegio fu associato all'inizio dell'anno scolastico 1921 - 1922[7] il padre Don Anschario De Vos, della badia di Maredsous. Fu incaricato dell'insegnamento di greco, e dopo alcuni mesi gli fu assegnato il ruolo di maestro degli alunni. Il 17 dicembre 1921 il Pro Rettore ricevette la nomina definitiva a Rettore del Collegio. Durante un'assenza del P. Spirituale (due mesi, estiva) fece le sue veci Don Gregorio Frangipani, Cassinese.

I padri superiori furono i medesimi fino all'anno scolastico 1925 - 1926[8]. Durante le vacanze dell'anno scolastico 1922 - 1923 giunse in aiuto il P. Don Leone Lebe della badia di Maredsous.

Nell'anno scolastico 1926 - 1927[9] il P. Benedetto Odilone Golenvaux fu nominato Rettore del Collegio, sostituendo il P. Benno - Andrea Zimmermann. Nel frattempo, cioè dopo la partenza del vecchio Rettore fino alla nomina del nuovo, fungeva da Vice Rettore il P. Michele Wilmet. Il P. Leone Lèbe, il quale dovette trasferirsi dal Collegio e ritornare alla sua badia a causa della sua malferma salute, fu sostituito dal P. Pio de Kerchove della badia di Maredsous che arrivò l'8 ottobre 1927. Al tempo delle vacanze si aggiunse in aiuto Don Benedetto Becker, fratello della badia di Maredsous e fino allora alunno del Collegio di Sant'Anselmo. Ricopriva il ruolo di confessore esterno - ordinario il P. Abate Don Romualdo Simò.

I superiori, tutti monaci della badia di Maredsous, nel corso dell'anno scolastico successivo[10], furono il P. Pro Rettore Benedetto Odilone Golenvaux, il P. Pio de Kerchove, Vice Rettore e maestro di disciplina, il P. Efrem de Brunier come P. Spirituale, e l'Economo P. Anscario De Vos; come confessore ordinario esercitava il P. Cadde O.P. di Santa Maria sopra Minerva.

Il 13 luglio il P. Rettore partì per il Belgio, andando a trascorrere parecchie settimane nel suo monastero di Maredsous; egli si rientrò al Collegio il 10 settembre. Arrivò con lui un nuovo padre, Don Girolamo Watteyne, della badia di Mont César a Louvanio, che sarebbe stato l'Economo del Collegio per l'anno incipiente. Lo stesso giorno, il P. Vice Rettore Pio parte a sua volta per la badia di Maredsous.

Nell'anno scolastico successivo[11] i superiori furono i medesimi. Da registrare c'erano due avvenimenti, riguardo ai superiori stessi. Il primo fu la partenza del P. Anscario De Vos, il quale aveva trascorso circa sette anni nel Collegio atanasiano, come professore e poi come Economo. Il P. Abate di Maredsous gli aveva concesso il permesso di unirsi alla comunità dei Monaci d'Amay. Tutti i collegiali conservarono un ottimo ricordo del P. Anscario per la sua gran devozione al loro bene materiale ed intellettuale. Al suo posto fu mandato il P. Girolamo Watteyne.

Il secondo avvenimento fu l'ordinazione sacerdotale del P. Davide Balfour, della comunità d'Amay, gentilmente prestatosi al Collegio Greco, come maestro di canto bizantino e di liturgia. L'ordinazione gli fu conferita da Monsignore Budka, il 10 febbraio, proprio il giorno seguente alla morte del Padre Spirituale. A ragione di questo la solennità esterna fu ridotta.

Dopo la morte del direttore spirituale dei collegiali atanasiani, Don Efrem supplì, col consenso della Congregazione Orientale, il P. Sisto O.F.M.Cap., direttore spirituale del Collegio dei PP. Cappuccini in Via Buoncompagni, ricevendo l'incarico di direttore spirituale, sino alla fine dell'anno scolastico. Ad Assisi nel corso della villeggiatura, Monsignore Nicolini stesso, Vescovo della città, sostenuto dal Canonico Pronti, ebbe la compiacenza di assolvere le funzioni di P. Spirituale; anche quest'anno ricopriva il ruolo come confessore esterno il P. Cadde O.P., penitenziere di Santa Maria Maggiore.

Il P. Economo, Don Girolamo Watteyne, fu colpito da

un grave lutto per la morte dei suoi genitori. L'ingegner Watteyne, ben conosciuto nei migliori centri tecnologici del Belgio, spirò a Bruxelles in agosto, dopo lunghi anni di sofferenze, sostenute con una pazienza eroica. Poche settimane dopo, la signora Watteyne seguì suo marito e come ricordava il P. Rettore «In vita dilexerunt se: in morte non fuerunt separati». Per il riposo delle due anime, il Collegio celebrò una divina liturgia.

Nell'anno scolastico 1929 - 1930[12] i superiori furono gli stessi degli anni precedenti. Il 25 maggio il P. Pro Rettore ricevette la nomina come Rettore del Collegio; i superiori e gli alunni si rallegrarono di questa nomina ed presentarono al P. Rettore i loro auguri per un secondo rettorato.

All'inizio dell'anno Scolastico fu nominato P. Spirituale il P. Girolamo Watteyne, già Economo del Collegio.

Egli fu sostituito, come Economo, dal P. Pio de Kerchove, già maestro di disciplina. I superiori della Congregazione Belga mandarono al Collegio come maestro di disciplina e Vice Rettore il P. Giuseppe Croquison della badia di Sant'André Bruges. Da confessore straordinario fungeva anche quest'anno il P. Cade, il quale, con tanta intensa religiosità veniva ogni settimana ad ascoltare le confessioni sacramentali. Verso la metà di maggio, il P. Giuseppe fu addolorato dalla grave malattia di sua madre, la quale spirò a Courtrai il 1 ottobre. Il Collegio celebrò una divina liturgia per il riposo della sua anima.

Durante l'anno scolastico 1930 - 1931[13] tra i superiori di Sant'Atanasio non avvenne alcun cambiamento; soltanto il P. Leone Lèbe di Maredsous sostituì in qualità d'Economo del Collegio il P. Pio Kerehove, il quale fu richiamato dai suoi superiori alla badia di Maredsous. Il confessore esterno - ordinario fu ancora quest'anno il P. Cade. I medesimi padri rimasero anche per i successivi quattro anni scolastici[14], ma per l'anno scolastico 1933 - 1934[15] il P. Giuseppe Croquison, già Vice Rettore del Collegio, si trasferì alla badia di San Paolo per aiutarvi i confratelli. Nell'ufficio da lui svolto si alternarono il P. Rettore ed il P. Economo Don Leone Lèbe.

Durante l'anno 1935 - 1936[16] Rettore e maestro di disciplina fu il P. Benedetto Odilone - Golenvaux, Vice Rettore ed Economo il P. Leone Lèbe, P. Spirituale il P. Girolamo Watteyne; confessore straordinario fu il P. Cade. Per l'anno scolastico seguente[17] si ebbe un cambiamento alla direzione del Collegio che rimase sino l'anno scolastico 1941 - 1942[18]. Il Rettore fu anche l'Economo per i collegiali; furono nominati Vice Rettore e maestro di disciplina il P. Cipriano Vagaggini e P. Spirituale ed Economo Generale il P. Benedetto Becker. Il P. Cade alla fine dell'anno scolastico 1937 - 1938[19] richiese al P. Rettore di essere esonerato dalla sua carica, soprattutto per la sua età avanzata.

I collegiali di Sant'Atanasio conservarono somma gratitudine e riconoscenza a questo sacerdote, il quale per più di dieci anni ricoprì con tanto fervore ed assiduità questo ufficio. Così nell'anno scolastico successivo[20] confessore straordinario fu Monsignore Romeo, Minutante della Sacra Congregazione, il quale, quando nell'anno scolastico 1939 - 1940[21] venne nominato Direttore Spirituale del Collegio Lombardo, fu sostituito dal P. Benno Gut, professore del Collegio Pontificio di Sant'Anselmo; egli mantenne quest'ufficio anche nei due anni scolastici seguenti[22].

Un avvenimento importante per il Collegio Greco fu la difesa della tesi per la laurea in teologia tenuta il 18 febbraio 1938[23] dal P. Vice Rettore Cipriano Vagagini a Sant'Anselmo; tutti i padri e gli alunni furono presenti.

Nel aprile del 1939[24] il P. Vice Rettore ebbe il dolore di perdere il padre, che spirò dopo lunghi mesi d'atroci sofferenze. In dicembre, il P. Abate di Maredsous ed il P. Rettore furono anch'essi afflitti delle grave malattia di una delle loro sorelle. Dopo due settimane di pericolo di vita, ella migliorò. In gennaio il P. Rettore tornò in Belgio per circa quindici giorni per far visita alla sorella.

Il P. Rettore fu di nuovo dolorosamente colpito, durante lo stesso anno, delle grave malattia di un membro della famiglia, il fratello, il P. Abate di Maredsous. Verso Natale del 1939[25] il P. Abate ebbe una violentissima crisi renale, che mise in grave repentaglio la sua vita. Fortunatamente l'operazione chirurgica d'urgenza a cui dovette essere sottoposto a Lovanio, riuscì bene e poco a poco l'ammalato fu in condizione di ritornare nel suo monastero. Il P. Rettore andò in Belgio, in gennaio, per visitare suo fratello.

In gennaio dell'anno scolastico 1941 - 1942[26] avendo la Congregazione, giudicato più conveniente che il P. Benedetto Becker non fosse incaricato della direzione spirituale ed insieme dell'Economato, questi cessò di essere P. Spirituale dei collegiali atanasiani. In conseguenza, per sostituirlo il Procuratore apostolico suggerì al Cardinale Tisserant la nomina provvisoria del P. Raimondo Michotte, Procuratore delle Missioni di Parigi, di nazionalità Belga, il quale a Parigi e nelle missioni era stato incaricato parecchie volte della direzione spirituale dei Seminaristi. La Congregazione volle far sperimentare il P. Michotte, il quale fu nominato P. Spirituale del Collegio.

Lo stesso anno[27] fu pieno di celebrazioni, riguardanti i padri superiori atanasiani. Il 25 gennaio 1942 il P. Abate Primate celebrava il suo 50o anniversario di professione monastica. Lo fece nell'intimità monacale di Montecassino. Il Collegio Greco prese parte spiritualmente. Il P. Rettore, a nome di tutta la comunità collegiale, aveva mandato un telegramma d'auguri, ma dopo una settimana - il 1 febbraio 1942 - ci fu l'occasione di esprimere a viva voce al giubilato Procuratore apostolico i sentimenti di filiale riconoscenza, celebrando la divina liturgia, secondo le sue intenzioni e pranzando insieme. Gli facevano corona gli Abati Generali: l'Abate Smets dei Cistercensi Trappisti, l'Abate Noots dei Premostratensi, il P. Donato da Welle dei Cappuccini ed il P. Schurmans Vicario Generale della Compagnia di Gesù.

Il giorno 8 dicembre il P. Placido de Meester celebrò il suo giubileo di 50 anni di professione monastica. La festa monastica avvenne nella chiesa di Sant'Anselmo. Tutti i collegiali ed i superiori atanasiani vi erano presenti. Il P. Rettore cantò la messa conventuale, assistito dal P. Benedetto Becker e dal P. Placido Murray, confratelli di Don Placido. All'offertorio Don Placido rinnovò i suoi voti, nelle mani del P. Abate Primate. Il 28 dicembre lo stesso Collegio Greco volle richiamare alla memoria il lieto evento ed esprimere al P. Placido i suoi sentimenti di gratitudine, per tutto quello che aveva fatto per gli alunni atanasiani. Don Placido presiedette lui stesso la liturgia solenne.

Nell'anno scolastico 1942 - 1943[28] il P. Cipriano Vagaggini, già Vice Rettore, passò al Collegio Internazionale di Sant'Anselmo, con l'incarico di professore di dogmatica, per sostituire il deceduto P. Anselmo Stolz. I collegiali di Sant'Atanasio espressero al P. Vagaggini la loro gratitudine per la sua opera prestata al Collegio Greco per sei anni. Di conseguenza al P. Benedetto Becker, già Economo, fu conferito l'ufficio di Vice Rettore dalla Sacra Congregazione.

Il P. Michotte, P. Spirituale del Collegio, a causa delle sue molteplici occupazioni nella Curia, richiese alla Congregazione Orientale, già dall'inizio dell'anno scolastico, di essere esonerato dal suo officio di direttore spirituale. Egli fu sostituito dal P. Atanasio Miller O.S.B., professore di Sacra Scrittura a Sant'Anselmo, ben conosciuto ed apprezzato dagli alunni atanasiani.

Durante lo stesso anno scolastico[29] il P. Rettore fu colpito dell'annunzio della morte di una sua sorella, deceduta a Bruxelles il 24 giugno. Anche il P. Placido de Meester fu colpito della morte del suo fratello maggiore, avvenuta in Belgio l'8 ottobre.

Nel triste anno scolastico 1943 - 1944[30] i padri superiori del Collegio Greco furono ridotti a due, il Rettore P. Benedetto Odilone - Colenvaux ed il Vice Rettore - Economo P. Benedetto Becker, con soltanto sei alunni. Il P. Spirituale Atanasio Miller venne regolarmente da Sant'Anselmo per le conferenze e le confessioni. I confessori straordinari furono il P. Placido de Meester ed il P. Girolamo Leussink. I padri di Grottaferrata avevano anch'essi la facoltà di ascoltare le confessioni dei collegiali.

 

{mospagebreak title=Rettorato del P. Baur (1915 - 1918)} 

I.               Rettorato del P. Baur (1915 - 1918)

 

Il Collegio Greco ebbe assai a soffrire durante l'anno 1915[31] a causa delle infelici condizioni dei tempi della guerra. Oltre le difficoltà comuni a tutti, il Collegio non ebbe speciali risultati dalla composizione del suo personale, poiché, secondo le ultime decisioni della Santa Sede, la direzione del Collegio fu affidata ai monaci Benedettini di Beuron di nazionalità tedesca ed austriaca ed il servizio della casa ai conversi della stessa Congregazione e nazionalità[32].

Quando l'incostanza politica cominciò ad aumentare ed in previsione dunque di certe difficoltà, le quali sembravano inevitabili nel caso che il regno d'Italia fosse entrato in guerra contro le potenze centrali, il Procuratore Apostolico ricevette ordine dalla Santa Sede di sciogliere il Collegio prima dello scoppio della guerra. I Superiori avevano l'ordine, nel caso che l'Italia partecipasse alla guerra, di lasciarla e di ritornare nei propri paesi. La ricerca di un ricovero in uno dei Collegi di Roma per gli alunni rimase senza frutto. Quindi gli allievi di nazionalità italiana avrebbero dovuto tornare nelle loro famiglie e gli altri trovare un alloggio insieme col Rettore nella Badia d'Einsiedeln nella Svizzera neutrale, la quale offriva loro l'ospitalità[33]; inoltre una parte degli alunni, i Melchiti della Siria, ottenne la cittadinanza ottomana.

Dopo lunghi mesi d'incertezza, il 6 Maggio, il Procuratore Apostolico, avendo ricevuto nuovi ordini dalla Santa Sede, chiuse il Collegio e la sera stessa tutti partirono per i luoghi indicati dalla Congregazione. Un solo alunno, destinato alla Romania, rimase a Roma e visse nel Collegio Leoniano, e una volta chiuso anche questo, nel Collegio Capranica sino alla fine dell'anno.

Per tutto il tempo dell'assenza del P. Rettore e degli altri Superiori del Collegio, la Santa Sede affidò l'amministrazione del Collegio a Monsignore Giuseppe Tondini, il quale con grande fervore soddisfò a quest'impegno sino alla riapertura del Collegio. Il Collegio fu anche custodito dall'Esattore del medesimo, Francesco Severio Sterbelli.

Una piccola parte del pianterreno della fabbrica di Sant'Atanasio fu destinata dal principio del mese d'agosto al Comitato delle Cucine per i poveri[34], il quale dava all'Amministrazione del Collegio rimborso di 30 lire mensili per l'uso degli oggetti. Verso la fine dell'anno 1915, per impedire che del Collegio di Sant'Atanasio s'impossessassero i militari, la Congregazione Concistoriale propose di concederlo ai Padri gesuiti per l'opera degli esercizi spirituali del clero, assegnazione che sarebbe dovuta terminare alla riapertura del Collegio o anche prima, qualora i Superiori lo avessero ritenuto conveniente. Essi rimborsarono tre quarti della tassa fabbricati e pagavano cinquanta lire mensili per l'uso dei mobili e degli oggetti.

In seguito alle condizioni create dalla prima guerra mondiale, il Collegio Greco, durante gli anni scolastici 1915-1916, 1916-1917 e 1917-1918 rimase chiuso[35]. Gli alunni atanasiani furono trasferiti ad Einsiedeln ed in Italia nei Seminari di Catanzaro e Cassano. L'amministrazione del Collegio continuava ad essere affidata a Monsignore Giuseppe Tondini. Nel Collegio si continuarono la cucina economica ed i corsi d'esercizi spirituali per il clero sotto la direzione dei Padri gesuiti.

Il Collegio Greco, che dopo la visita apostolica del 1911, era rimasto sotto la direzione della Congregazione Concistoriale, fin quando fu istituita da Benedetto XV la Congregazione dei Seminari e delle Università, fu sottratto alla dipendenza anche di questa Congregazione ed affidato alla Sacra Congregazione di Propaganda Fide per gli affari di Rito orientale; in questo periodo allora, il Cardinale Prefetto, Domenico Serafini cercò di riprendere nel Collegio Urbano il più gran numero possibile degli alunni atanasiani[36].

Fin dal mese d'agosto dell'anno scolastico 1917-1918[37], nelle stanze del Vescovo abitava Monsignore Isaia Papadopulo, Assessore della Congregazione pro Ecclesia Orientali; lui sarà per circa quindici anni il Vescovo ordinante di rito bizantino a Roma, ma senza prenderne mai il titolo[38]. A spese della Santa Sede fu fatto l'impianto della luce elettrica per le scale fino al primo piano e in tutte le camere tenute da Monsignore Papadopulo e dagli altri signori. Visti i tempi che correvano, l'Amministratore Delegato depositò nella Cassaforte della diocesi di Sabina in Vaticano i valori del Collegio insieme alla somma di 15.000 lire che rimanevano negli anni 1917-1918[39]



[1] Per una breve nota dei Padri Superiore vedi Elenco dei Padri Benedettini che sono stati Superiori del Collegio Greco, in Σύνδεσμος (aprile 1938) 16 e P. DUMONT, I Benedettini nel Collegio Greco, in Sant'Atanasio 4(1964) no 1, 17 - 22.

[2] 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1912-1918/Il Pont. Collegio Greco di S. Atanasio in Roma l'anno scolastico 1913-1914, p. 3.

[3] 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1912-1918/Il Pont. Collegio Greco di S. Atanasio Roma. Gennaio - Luglio 1915, pp. 2 - 3; 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1912-1918/Il Pont. Collegio Greco di S. Atanasio in Roma l'anno 1915, pp. 3 - 4.

[4] 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1912-1918/Il Pont. Collegio Greco di S. Atanasio in Roma l'anno 1915, p. 4; 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1912-1918/Relazione sullo stato del Pont. Collegio Greco di S. Atanasio in Roma nell'anno 1916, pp. 1 - 2.

[5] 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1919-1926/Relazione sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio in Roma 1919 - 1920, pp. 7 - 8.

[6] 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1919-1926/Relazione sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio in Roma 1920 - 1921, pp. 3 - 4.

[7] 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1919-1926/Relazione sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio in Roma 1921 - 1922, pp. 4 - 5; 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1919-1926/Relazione sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio in Roma 1921 - 1922, p. 3.

[8] 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1919-1926/Relazione sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio in Roma 1922 - 1923, p. 3; 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1919-1926/Relazione sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio in Roma 1924 - 1925, p. 3; 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1919-1926/Relazione sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio in Roma 1925 - 1926, p. 4.

[9] 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1926-1930/Relazione presentata al Reverendissimo Procuratore apostolico sul Collegio Greco durante l'anno 1926 - 1927, pp. 5, 6; 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1926-1930/Relazione sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio in Roma 1926 - 1927, pp. 4, 5.

 

[10] 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1926-1930/Relazione presentata al Reverendissimo Procuratore apostolico sul Collegio Greco durante l'anno 1927 - 1928, pp. 2 - 3, 6, 8 - 9; 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1926-1930/Relazione sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio in Roma 1927 - 1928, pp. 4, 5.

[11] 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1926-1930/Relazione sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio in Roma 1928 - 1929, presentata al Reverendissimo Procuratore apostolico, pp. 6, 8 - 9; 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1926-1930/Relazione sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio in Roma 1928 - 1929, p. 5, 7.

[12] 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1926-1930/Relazione sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio 1929 - 1930 presentato al Reverendissimo Procuratore apostolico, pp. 2 - 3, 7, 8; 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1926-1930/Relazione sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio in Roma 1929 - 1930, pp. 4, 5.

[13] 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1930-1935/Relazione sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio 1930 - 1931, presentato al Reverendissimo Procuratore apostolico, pp. 5, 6; 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1930-1935/Relazione sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio in Roma 1930 - 1931, pp. 4, 5.

[14] 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1930-1935/Relazione sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio 1931 - 1932, pp. 4, 5; 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1930-1935/Relazione sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio in Roma 1931 - 1932, Cap. II, Par. 1 e Cap. III; 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1930-1935/Pontificium Collegium Graecorum de Urbe ad S. Athanasium. Anno 1932, Par. 2; 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1930-1935/Relatio Qinquennis de Statu Pontificii Collegii Graeci. 1927 - 1932, Cap. 2 e 3; 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1930-1935/Relazione presentata al Reverendissimo Procuratore apostolico sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio durante l'anno scolastico 1932 - 1933, Cap. II, Par. 1 e Cap. III; 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1930-1935/Relazione sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio in Roma 1932 - 1933, pp. 3, 4; 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1930-1935/Relazione presentata al Reverendissimo Procuratore apostolico sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio durante l'anno scolastico 1933 - 1934, Cap. III; 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1930-1935/Relazione sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio in Roma 1933 - 1934, p. 4; 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1930-1935/Relazione presentata al Reverendissimo Procuratore apostolico sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio durante l'anno scolastico 1934 - 1935, Cap. 2, Par. 1 e Cap. 3; 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1930-1935/Relazione sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio in Roma 1934 - 1935, pp. 3, 4 - 5.

[15] 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1930-1935/Relazione presentata al Reverendissimo Procuratore apostolico sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio durante l'anno scolastico 1933 - 1934, Cap. II, Par. 1; 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1930-1935/Relazione sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio in Roma 1933 - 1934, p. 3.

[16] 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1936-1940/Relazione presentata al Reverendissimo Procuratore apostolico sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio durante l'anno scolastico 1935 - 1936, Cap. 2, Par. 1; 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1936-1940/Relazione sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio in Roma 1935 - 1936, p. 4.

[17] 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1936-1940/Relazione presentata al Reverendissimo Procuratore apostolico sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio durante l'anno scolastico 1936 - 1937, Cap. 2, Par. 1 e Cap. 3; 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1936-1940/Relazione sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio in Roma 1936 - 1937, pp. 4, 5.

[18] 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1936-1940/Relazione presentata al Reverendissimo Procuratore apostolico sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio durante l'anno 1937 - 1938, Cap. 2 Par. 1; 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1936-1940/Relazione sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio in Roma 1937 - 1938, p. 5; 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1936-1940/Relazione presentata al Reverendissimo Procuratore apostolico sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio durante l'anno 1938 - 1939, Cap. 2, Par. 1; 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1936-1940/Relazione sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio in Roma 1938 - 1939, p. 4; 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1936-1940/Relazione presentata al Reverendissimo Procuratore apostolico sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio durante l'anno 1939 - 1940, Cap. 2; 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1936-1940/Relazione sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio in Roma 1939 - 1940, p. 5; 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1940-1945/Relazione presentata al Reverendissimo Procuratore apostolico sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio durante l'anno 1940 - 1941, Cap. 2; 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1940-1945/Relazione sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio in Roma 1940 - 1941, p. 4.

[19] 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1936-1940/Relazione presentata al Reverendissimo Procuratore apostolico sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Attanasio durante l'anno 1937 - 1938, Cap. 3; 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1936-1940/Relazione sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio in Roma 1937 - 1938, p. 5.

[20] 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1936-1940/Relazione presentata al Reverendissimo Procuratore apostolico sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio durante l'anno 1938 - 1939, Cap. 3; 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1936-1940/Relazione sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio in Roma 1938 - 1939, p. 6.

[21] 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1936-1940/Relazione presentata al Reverendissimo Procuratore apostolico sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio durante l'anno 1939 - 1940, Cap. 3; 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1936-1940/Relazione sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio in Roma 1939 - 1940, p. 6.

[22] 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1940-1945/Relazione presentata al Reverendissimo Procuratore apostolico sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio durante l'anno 1940 - 1941, Cap. 3; 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1940-1945/Relazione sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio in Roma 1940 - 1941, p. 5; 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1940-1945/Relazione presentata al Reverendissimo Procuratore apostolico sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio durante l'anno 1941 - 1942, Cap. 3; 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1940-1945/Relazione sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio in Roma 1941 - 1942, p. 5.

[23] 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1936-1940/Relazione presentata al Reverendissimo Procuratore apostolico sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio durante l'anno 1937 - 1938, Cap. 1, Par. 7.

[24] 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1936-1940/Relazione presentata al Reverendissimo Procuratore apostolico sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio durante l'anno 1938 - 1939, Cap. 1, Par. 4.

[25] 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1936-1940/Relazione presentata al Reverendissimo Procuratore apostolico sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio durante l'anno 1939 - 1940, Cap. 1, Par. 7.

[26] 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1940-1945/Relazione presentata al Reverendissimo Procuratore apostolico sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio durante l'anno 1941 - 1942, Cap. 2; 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1940-1945/Relazione sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio in Roma 1941 - 1942, p. 4.

[27] 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1940-1945/Relazione presentata al Reverendissimo Procuratore apostolico sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio durante l'anno 1941 - 1942, Cap. 1, Par. 2, 3; 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1940-1945/Relazione sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio in Roma 1941 - 1942, pp. 2, 3.

[28] 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1940-1945/Relazione presentata al Reverendissimo Procuratore apostolico sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio durante l'anno scolastico 1942 - 1943 Cap. 1, Par. 3 e Cap. 2 e 3; 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1940-1945/Relazione sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio per l'anno scolastico 1942 - 1943, pp. 1, 3, 4.

[29] 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1940-1945/Relazione presentata al Reverendissimo Procuratore apostolico sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio durante l'anno scolastico 1942 - 1943, Cap. 1, Par. 5.

[30] 232/VITA INTERNA/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1940-1945/Relazione presentata al Reverendissimo Procuratore apostolico sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio durante l'anno scolastico 1943 - 1944, Cap. 2 e 3.

[31] 232/vita interna/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1912-1918/Il Pont. Collegio Greco di S. Atanasio Roma. Gennaio - Luglio 1915, pp. 1 - 2; 232/ vita interna /Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1912-1918/Il Pont. Collegio Greco di S. Atanasio in Roma l'anno 1915, pp. 1 - 2; 232/ vita interna /Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1912-1918/Relazione sullo Stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio in Roma 1917, pp. 2, 3.

[32] Come già abbiamo detto, nel 4 luglio 1912 la Sacra Congregazione Concistoriale, dalla quale allora dipendeva il Pontificio Collegio Greco di Sant'Atanasio, per ordine e coll'approvazione del Papa Pio X (5 luglio 1912) diede al medesimo Collegio un nuovo Regolamento. In conformità ad esso la direzione del Collegio, fin dalla 1897 affidata all'Ordine di San Benedetto, passò ad una sola Congregazione dei Benedettini. La Santa Sede determinò la Congregazione dei Benedettini di Beuron.

L'alta soprintendenza del Collegio stava, come dal 1897, presso il Procuratore Apostolico del Collegio, cioè l'Abate Primate dell'Ordine di San Benedetto. Vedi anche P. DUMONT, I Benedettini nel Collegio Greco, in Sant'Atanasio 3 (1962), no 2, 12.

[33] Vedi anche p. dumont, I Benedettini nel Collegio Greco, in Sant'Atanasio 3 (1962), no 2, 15.

[34] 232/ vita interna /Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1912-1918/Il Pont. Collegio Greco di S. Atanasio in Roma l'anno 1915, pp. 2, 3; 232/vita interna/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1912-1918/Il Pont. Collegio Greco di S. Atanasio in Roma 1912-1917, p. 2b; 232/vita interna /Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1912-1918/Relazione sullo Stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio in Roma 1917, pp. 2, 3.

[35] 232/ vita interna /Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1912-1918/Relazione sullo stato del Pont. Collegio Greco di S. Atanasio in Roma nell'anno 1916, p. 1; 232/ vita interna /Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1912-1918/Il Pont. Collegio Greco di S. Atanasio in Roma 1912 - 1917, p. 3; 232/ vita interna /Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1912-1918/Relazione sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio in Roma 1918, p. 1.

[36] 232/vita interna/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1912-1918/Relazione sullo stato del Pont. Collegio Greco di S. Atanasio in Roma nell'anno 1916, p. 1. Vedi anche p. dumont, I Benedettini nel Collegio Greco, in Sant'Atanasio 3(1962), no 2, 15, 18.

[37] 232/vita interna/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1912-1918/Relazione sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio in Roma 1918, p. 1.

[38] Vedi anche p. dumont, I Benedettini nel Collegio Greco, in Sant'Atanasio 3 (1962), 18.

[39] 232/vita interna/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1912-1918/Relazione sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio in Roma 1918, pp. 1, 2.

Documento tratto da Besa Ottobre e Novembre 2007.

{mospagebreak title=Rettorato del P. Zimmermann (1919 - 1927)}

Rettorato del P. Zimmermann

(1919 - 1927)

Il 1 Novembre 1919[1] si potè finalmente giungere alla riapertura del Collegio Greco, ponendo fine così allo stato anormale, in cui il medesimo si trovava fin dal 5 maggio 1915. Gli alunni, trasferiti in differenti Collegi e Seminari, ebbero l'autorizzazione di ritornare a Sant'Atanasio il detto giorno e ripresero la vita propria del Collegio.

Prima della riapertura della casa atanasiana, aveva avuto luogo un cambiamento importante, riguardo alla direzione del Collegio. Con lettera del 16 giugno, il Cardinale Segretario dello stato Vaticano fece al Procuratore Apostolico del Collegio la seguente comunicazione: «La Santa Sede prese in considerazione la prossima apertura del Collegio Greco ed in vista delle benemerenze acquistatesi in questo campo dall'Ordine di San Benedetto ha deciso che il suddetto Collegio continui ad essere affidato alle cure dei R.R.P.F. Benedettini. Attesa peraltro la delicatissima situazione internazionale, non sembrerebbe conveniente chiamare alla direzione del menzionato Collegio religiosi appartenenti alle nazioni la cui reciproca opposizione é maggiormente pronunciata. Forse sarebbe opportuno che la direzione del Collegio fosse ora affidata ai Benedettini della Congregazione Cassinese».

Dall'anno scolastico 1912 - 1913 in cui il Collegio Greco fu affidato alla Congregazione benedettina di Beuron, i Padri della menzionata Congregazione lavorarono con operosità instancabile, a vantaggio del Collegio, durante un periodo difficilissimo di sette anni. Specialmente il P. Don Benedetto Baur, Rettore, il quale si consacrò senza riserve al bene del Collegio con tutte le sue forze ed i suoi talenti[2].

L'Abate Primate, conformemente a questi ordini, scrisse ai Superiori delle due Congregazioni benedettine in Italia, di Montecassino e di Subiaco, ma tanto l'una quanto l'altra Congregazione rispose di non essere in grado di accettare la direzione del Collegio Greco, per assenza di personale.

Allora il Procuratore Apostolico si rivolse, col permesso della Santa Sede, alla Congregazione belga, offrendole la carica summenzionata. La Congregazione belga si dichiarò, difatti, pronta ad assumersi la direzione del Collegio Greco «ad experimentum» per un anno, senza però prendersi responsabilità per l'avvenire. Per l'apertura del Collegio sopraggiunsero tre Padri della menzionata Congregazione e s'incaricarono della direzione del medesimo.

Nel giugno dell'anno 1920[3], il Padre Abate Presidente della Congregazione belga comunicò ufficialmente all'Abate Primate che la Congregazione belga non si trovava in grado di accettare in modo definitivo la direzione del Collegio Greco, ma la Congregazione si dichiarava, nello stesso tempo, decisa di lasciare i tre padri in Collegio per il tempo necessario a trovare altre persone idonee per questi uffici.

Nell'anno scolastico 1919 - 1920[4] nel Collegio abitava ancora Monsignor Papadopoulos, Assessore della Congregazione per la Chiesa Orientale, col suo segretario ed un cameriere. Il terzo piano del Collegio, su richiesta della Congregazione per la Chiesa Orientale, fu affidato allo studentato Mechitarista.

Con la riapertura del Collegio erano state ordinate le finanze del Collegio[5]. Sin dall'anno 1897 provvedeva in gran parte al mantenimento del Collegio Greco l'Ordine Benedettino e piuttosto il Collegio di Sant'Anselmo. Quell'obbligo fu imposto all'Abate Primate Ildebrando de Hemptinne dal Papa Leone XIII, nel suddetto anno 1897 ed allo stesso Pontefice fu assegnata la somma di un milione di lire italiane in favore del Collegio di Sant'Anselmo. Considerati i cambiamenti dei tempi e il rincaro dei viveri, l'obbligo di concorrere in gran parte al mantenimento nel Collegio Greco doveva riuscire molto gravoso al Collegio di Sant'Anselmo. L'Abate Primate espose al Papa la situazione finanziaria del Collegio Greco, domandandogli di degnarsi a provvedere in qualche altro modo ai gravi bisogni del medesimo. Benedetto XV risolvette le difficoltà. Alle quattrocento mila lire che l'Abate Primate consegnava da parte del Collego di Sant'Anselmo alla Santa Sede, in favore del Collegio Greco, il Papa si degnò di aggiungere dal proprio altre quattrocento mila lire. Nel medesimo tempo dichiarò "l'Ordine benedettino esonerato dall'obbligo imposto dal Papa Leone XIII di provvedere al mantenimento del Collegio Greco". La somma d'ottocentomila lire fu deposta nella cassa dell'Amministrazione per le Opere Pie di Religione, e Benedetto XV dispose che l'economo del Collegio Greco ritirasse gli interessi annui di questo capitale, per erogarli per i bisogni del predetto Collegio, insieme agli altri redditi di cui disponeva.

Nello stesso tempo fu introdotto per decisione di Benedetto XV, un altro cambiamento di grande importanza nell'organizzazione del Collegio: la soppressione degli alunni di ginnasio, in conseguenza della fondazione del Seminario di Grottaferrata e di quello di Costantinopoli e della riforma del Seminario Greco - Cattolico di Palermo. Da questi istituti sarebbero dovuti poi arrivare i giovani nel Collegio di Sant'Atanasio per compiere gli studi di filosofia e di teologia[6]. In più, la Congregazione per la Chiesa Orientale confermò il privilegio dei Basiliani Melchiti d'avere quattro posti nel Collegio.

In questo stesso anno, il Regolamento, compilato per il Collegio nel 1912 dalla Sacra Congregazione Concistoriale ed approvato solo "ad quinquennium", considererete le circostanze, fu mantenuto provvisoriamente in vigore per ordine del Cardinale Segretario della Congregazione per la Chiesa Orientale, salvi i punti nell'applicazione dei quali i Superiori avrebbero giudicati necessari certi piccoli cambiamenti[7].

Il P. Abate Presidente e gli altri Abati della Congregazione belga dell'Ordine benedettino avevano, con lettera del giugno 1921[8], accettato definitivamente la direzione del Collegio di Sant'Atanasio che dal novembre del 1919 tenevano solo provvisoriamente "ad experimentum".

Il 23 febbraio Monsignore Papadopoulos, il quale abitava nel Collegio fin dalla chiamata al posto d'Assessore della Sacra Congregazione pro Ecclesia Orientali, lasciò il Collegio per stabilirsi nel nuovo appartamento in piazza Scossacavali. Lo studentato Mechitariato di Venezia occupava ancora tutto il terzo piano del Collegio, con certi inconvenienti materiali per il Collegio[9].

Nel settembre del 1921[10], il P. Rettore fece un viaggio di tre settimane in Sicilia per visitare le colonie albanesi, ivi esistenti, e per rendersi conto della situazione del clero greco - cattolico.

Dopo diverse domande e numerosi passi, il Collegio ottenne dal Ministero della guerra di essere iscritto sull'elenco dei Seminaristi missionari, in modo che gli alunni italo - albanesi fossero dispensati dal servizio militare durante gli anni di studio.

Durante l'anno scolastico 1921 - 1922[11] furono fatte diverse riparazioni al Convento di San Nicola in Sabino Belmonte per affidarlo ai Carabinieri di Rieti. Dopo che lo studentato Mechitarista ebbe lasciato in ottobre il terzo piano del Collegio, che teneva in affitto da tre anni, il Collegio aveva potuto di nuovo prendere possesso di questi locali, dei quali si avvertiva un urgente bisogno a causa del crescente numero degli allievi.

Il P. Rettore del Collegio fece nel mese d'agosto un piccolo viaggio nei paesi albanesi della Calabria, assistendo tra l'altro, il giorno dell'Assunta, all'inaugurazione della nuova Cattedrale greco - cattolica di Lungro.

L'anno scolastico successivo[12] fu trascorso in piena regolarità, senza avvenimenti di maggior importanza.

Nell'anno scolastico 1924 - 1925[13] il regolamento approvato dalla Congregazione per gli Orientali fu stampato e distribuito a tutti gli alunni.

Il Papa, continuando in tutti i modi a dimostrare la sua benevolenza verso il Collegio, si degnò di mandare a Sant'Atanasio un magnifico ritratto, all'interno di una ricca cornice che da allora ha preso il posto d'onore nel salone.

Viste le numerose difficoltà incontrate dai Padri stessi nell'esercitare l'ufficio d'esattore, si tornò all'uso precedente, affidando l'esattoria del Collegio a Filippo Bazonci, domiciliato vicino al Collegio, Cassiere contabile alla Cassa di Risparmio.

Nei primi d'agosto dell'anno scolastico seguente[14] iniziarono i lavori di restauro e di addattamento del Collegio. Il progetto fu approvato dal Papa stesso, a cui lo aveva presentato il Procuratore Apostolico. I finanziamenti dei lavori, secondo la volontà di Papa, furono ricavati della vendita di alcuni fondi della cassa atanasiana. Lo scopo principale di questi lavori fu di rivalorizzare certi locali del Collegio, da dare in affitto per aumentare le rendite, e contemporaneamente di migliorare alcuni ambienti di servizio.

Nell'anno scolastico 1925 - 1926[15] la disposizione delle stanze della casa atanasiana fu finita. La cucina nuova stava nel sottosuolo, con la dispensa, la cantina per il vino, il locale per i combustibili e per la frutta. L'antica cucina e la sala da bagno furono riunite per formare il nuovo refettorio. L'antico refettorio invece con la dispensa vicina fu ridotto a locale affittato. L'antecucina diventò un piccolo refettorio e camera da servizio. La dispensa contigua e l'antico refettorio piccolo dovevano servire per il guardaroba, divenuto troppo piccolo in una sola camera.

Al mezzanino si ebbero due nuove camere nell'altezza della cucina che prendeva due piani e si rese necessario la demolizione delle volte e dei soffitti, siccome certi muri divisori salivano sino al primo piano. In quella parte c'era precedentemente (1907) la cappella domestica. Ricostruita allora quest'ampia sala, chiara e soleggiata, si pensò di conservarla piuttosto e di trasferirvi la biblioteca, al momento divisa in tre camere. Mentre si prendevano così due camere d'abitazione, se ne trovarono altre due, l'una al mezzanino e l'altra chiudendo la porta di comunicazione tra le due camere cosiddette episcopali; furono così rese indipendenti ed abitabili separatamente.

I lavori per la parte esteriore da trasformare in negozi d'affittarsi stavano ancora al principio.

Durante l'anno scolastico 1926 - 1927 l'avvenimento di maggiore importanza fu il cambiamento nella direzione del Collegio[16].

Il 13 dicembre il P. Rettore si assentò per alcuni giorni per andare a Maredsous. Il 23 gennaio, Don Andrea Zimmermann diede agli alunni la comunicazione della sua prossima partenza dal Collegio, col consenso della Santa Sede. Egli aveva servito il Collegio più di nove anni, in qualità d'Economo dall'anno 1912 - 1914 e poi da Rettore dall'ottobre 1919 sino alla partenza[17].

Il 4 giugno, giunse da Maredsous il Padre Abate Don Celestino Golenvaux e con lui il nuovo Rettore del Collegio, nella persona del P. Odilone Benedetto Golenvaux, il quale il 1° giugno fu ricevuto in udienza privata dal Papa e dopo fu solennemente introdotto nel Collegio e presentato ai Padri Superiori ed agli alunni dal Procuratore Apostolico. Dopo la cerimonia tutti andarono in cappella per le preghiere di ringraziamento. Il 15 agosto il nuovo P. Rettore celebrò per la prima volta la divina liturgia nel rito greco - bizantino (Besa/Roma).



[1] 232/vita interna/Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1919-1926/Relazione sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio in Roma 1919 - 1920, pp. 1 - 2, 4. Vedi anche Cronaca del Collegio, in Associazione di S. Atanasio no 3 (1923) 2 - 3.

[2] 232/ vita interna /Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1919-1926/Relazione sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio in Roma 1919 - 1920, pp. 5 - 6.

[3] 232/ vita interna /Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1919-1926/Relazione sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio in Roma 1919 - 1920, pp. 2 - 3.

[4] 232/ vita interna /Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1919-1926/Relazione sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio in Roma 1919 - 1920, p. 8.

[5] 232/ vita interna /Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1919-1926/Relazione sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio in Roma 1919 - 1920, pp. 3 - 4.

[6] 232/ vita interna /Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1919-1926/Relazione sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio in Roma 1919 - 1920, p. 4.

[7] 232/ vita interna /Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1919-1926/Relazione sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio in Roma 1919 - 1920, pp. 10 - 11.

[8] 232/ vita interna /Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1919-1926/Relazione sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio in Roma 1920 - 1921, p. 2.

[9] 232/ vita interna /Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1919-1926/Relazione sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio in Roma 1920 - 1921, p. 3.

 

[10] 232/ vita interna /Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1919-1926/Relazione sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio in Roma 1920 - 1921, p. 3.

 

[11] 232/ vita interna /Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1919-1926/Relazione sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio in Roma 1921 - 1922, p. 3.

 

[12] 232/ vita interna /Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1919-1926/Relazione sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio in Roma 1922 - 1923, p. 2.

 

[13] 232/ vita interna /Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1919-1926/Relazione sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio in Roma 1924 - 1925, pp. 2 - 4.

[14] 232/ vita interna Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1919-1926/Relazione sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio in Roma 1925 - 1926, p. 3. Vedi anche Cronaca del Collegio (1924 - 1925), in Associazione di S. Atanasio 6 (Dicembre 1925) 2 - 3.

[15] 232/ vita interna /Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1919-1926/Relazione sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio in Roma 1925 - 1926, pp. 3 - 4.

[16] 232/ vita interna /Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1926-1930/Relazione sullo stato del Pontificio Collegio Greco di S. Atanasio in Roma 1926 - 1927, p. 2 - 4; 232/ vita interna /Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1926-1930/Relazione presentata al Reverendissimo Procuratore apostolico sul Collegio Greco durante l'anno 1926 - 1927, pp. 1 - 5; 232/ vita interna /Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1926-1930/Relazione presentata al Reverendissimo Procuratore apostolico sul Collegio Greco durante l'anno 1927 - 1928, p. 2; 232/ vita interna /Relazioni sullo stato del Collegio Greco/1930-1935/Relatio Quinquennalis de Statu Pontificii Collegii Graeci. 1927 - 1932, Cap. 10, Par. 2. Vedi anche Elenco dei Padri Benedettini che sono stati Superiori del Collegio Greco, in Σύνδεσμος (aprile 1938) 16; C. Korolevskij, Saggio di cronotassi dei Rettori del Pontificio Collegio Greco di Roma, in Fyrigos 133 - 134.

[17] Vedi anche p. dumont, I Benedettini nel Collegio Greco, in Sant'Atanasio 3 (1962), no 3, 53 - 55. Secondo il P. Cirillo Korolevskij, P. Zimmermann fu "il rettore più insigne che abbia avuto il Collegio sotto il regime benedettino. Ne fu il vero riorganizzatore e nel Collegio creò uno spirito che doveva sopravvivere alla sua partenza".

 

 

Studio presentato dall’Archimandrita ortodosso Evanghelos Yfantidis come tesi alla Pontificia Università Gregoriana. 

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Scambio culturale tra il comune di Cerzeto e il liceo “Ernest Koliqi” di Tirana
Il rappresentante di “Italia delle Minoranze” Cataldo Pugliese manifesta con la sua partecipazione, vicinanza e ammirazione al progetto di educazione e scambio culturale realizzato dal comune di Cerzeto e dal liceo “Ernest Koliqi” di Tirana.
Il rappresentante di “Italia delle Minoranze” Cataldo Pugliese manifesta con la sua partecipazione, vicinanza e ammirazione al progetto di educazione e scambio culturale realizzato dal comune di Cerzeto e dal liceo “Ernest Koliqi” di Tirana. Read More...
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Il sindaco di Ururi incontra il presidente Meta
Il presidente della Repubblica, Ilir Meta, ha tenuto un incontro questo sabato con i rappresentanti della comunità Arberesh in Italia.
Il presidente della Repubblica, Ilir Meta, ha tenuto un incontro questo sabato con i rappresentanti della comunità Arberesh in Italia. Read More...
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X anniversario della chirotonia episcopale del Vescovo di Lungro
Ricordiamo con piacere la ricorrenza del X anniversario della chirotonia episcopale del Vesovo di Lungro, S.E. Mons. Donato Oliverio. Dieci anni di episcopato denso e ricco di ferventi attività. Felicitazioni al nostro vescovo!εἰς πολλὰ ἔτη, Δέσποτα
Ricordiamo con piacere la ricorrenza del X anniversario della chirotonia episcopale del Vesovo di Lungro, S.E. Mons. Donato Oliverio. Dieci anni di episcopato denso e ricco di ferventi attività. Felicitazioni al nostro vescovo!εἰς πολλὰ ἔτη, Δέσποτα Read More...
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Il giardino dei sensi
Sensi e spiritualità: due parole in apparenza contraddittorie. Eppure tutta la Bibbia brulica di personaggi e di scene sensuali, come un "giardino delle delizie" in cui la vista, l'udito, il tatto, il gusto e l'odorato celebrano il loro festino. .
Sensi e spiritualità: due parole in apparenza contraddittorie. Eppure tutta la Bibbia brulica di personaggi e di scene sensuali, come un "giardino delle delizie" in cui la vista, l'udito, il tatto, il gusto e l'odorato celebrano il loro festino. . Read More...
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Discorso di Papa Paolo VI in occasione del IV centenario del Collegio Greco di Roma
Sabato, 30 aprile 1977 Venerati Fratelli e carissimi Figli! Ispirato ad intonazione di profonda letizia, dopo i bei canti liturgici e le devote parole del Signor Cardinale Paul Philippe, è l'odierno incontro, il quale, se di per sé si collega ad una ricorrenza quattro volte centenaria - quella della fondazione in Roma del Collegio Greco di S. Atanasio - si apre, peraltro, e si allarga nella visione della Chiesa d'Oriente, che con la Chiesa Latina forma l'unica ed indivisa Chiesa di Cristo. Il Nostro saluto, come alle Autorità religiose qui presenti, si dirige naturalmente a voi, Alunni e Superiori del Collegio, perché siete voi i festeggiati; e si rivolge ancora ai condiscepoli degli altri Istituti eretti nell'Urbe per l'educazione del Clero di rito orientale, perché tutti insieme voi ponete dinanzi ai nostri occhi questa consolante realtà di coesione ecclesiale. .
Sabato, 30 aprile 1977 Venerati Fratelli e carissimi Figli! Ispirato ad intonazione di profonda letizia, dopo i bei canti liturgici e le devote parole del Signor Cardinale Paul Philippe, è l'odierno incontro, il quale, se di per sé si collega ad una ricorrenza quattro volte centenaria - quella della fondazione in Roma del Collegio Greco di S. Atanasio - si apre, peraltro, e si allarga nella visione della Chiesa d'Oriente, che con la Chiesa Latina forma l'unica ed indivisa Chiesa di Cristo. Il Nostro saluto, come alle Autorità religiose qui presenti, si dirige naturalmente a voi, Alunni e Superiori del Collegio, perché siete voi i festeggiati; e si rivolge ancora ai condiscepoli degli altri Istituti eretti nell'Urbe per l'educazione del Clero di rito orientale, perché tutti insieme voi ponete dinanzi ai nostri occhi questa consolante realtà di coesione ecclesiale. . Read More...
Typikà locali parrocchiali nella chiesa arbëreshe
Nel passato circolavano tra le Comunità arbëreshe di Calabria, oltre a typikà bizantini stampati generalmente a Venezia, comodi rubricari manoscritti che riproducevano le norme generali, ma introducevano anche elementi locali. Per una storia autentica dell’evoluzione storica della tradizione bizantina tra gli Arbëreshë è indispensabile conoscere questi documenti che ci riportano  la prassi concreta. .
Nel passato circolavano tra le Comunità arbëreshe di Calabria, oltre a typikà bizantini stampati generalmente a Venezia, comodi rubricari manoscritti che riproducevano le norme generali, ma introducevano anche elementi locali. Per una storia autentica dell’evoluzione storica della tradizione bizantina tra gli Arbëreshë è indispensabile conoscere questi documenti che ci riportano  la prassi concreta. . Read More...
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Giorgio Castriota Skanderbeg tra storia e mito
La parrocchia greca di Cosenza dell'Eparchia di Lungro e, in particolare, il parroco protopresbitero Pietro Lanza, stanno ricordando nel corso di questa settimana l'eroe albanese Giorgio Kastriota Skanderbeg a 550 anni dalla sua morte. Oltre ai vari eventi segnalati sul calendario di Jemi.it, è stata diffusa anche una monografia contenuta nel volume I Padroni dell’Acciaio, scritta da Gabriele Campagnano Zweilawyer e illustrata da Francesco Saverio Ferrara.
La parrocchia greca di Cosenza dell'Eparchia di Lungro e, in particolare, il parroco protopresbitero Pietro Lanza, stanno ricordando nel corso di questa settimana l'eroe albanese Giorgio Kastriota Skanderbeg a 550 anni dalla sua morte. Oltre ai vari eventi segnalati sul calendario di Jemi.it, è stata diffusa anche una monografia contenuta nel volume I Padroni dell’Acciaio, scritta da Gabriele Campagnano Zweilawyer e illustrata da Francesco Saverio Ferrara. Read More...
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Il Padre di tutti, l’Amico di sempre
“Ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi, altri che lottano un anno e sono più bravi, ci sono quelli che lottano più anni e sono ancora più bravi, però ci sono quelli che lottano tutta la vita: essi sono gli indispensabili”.                                                                    Bertolt BrechtIl tempo scorre inesorabilmente, i modi di vita cambiano sempre più rapidamente, poche cose permangono, così come i sentimenti, forse perché sanno di eternità. E il “sentimento del ricordo”, anche se in modo diverso da individuo a individuo, vive sempre in ognuno.
“Ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi, altri che lottano un anno e sono più bravi, ci sono quelli che lottano più anni e sono ancora più bravi, però ci sono quelli che lottano tutta la vita: essi sono gli indispensabili”.                                                                    Bertolt BrechtIl tempo scorre inesorabilmente, i modi di vita cambiano sempre più rapidamente, poche cose permangono, così come i sentimenti, forse perché sanno di eternità. E il “sentimento del ricordo”, anche se in modo diverso da individuo a individuo, vive sempre in ognuno. Read More...
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Spigolature storico-biografiche del siculo-arbëresh Francesco Crispi nel 195° anniversario della nascita
Nacque a Ribera (Agrigento) il 4 ottobre 1818, compì i primi studi nel seminario greco-albanese di Palermo, e si laureò in Giurisprudenza nel 1837. L’anno dopo sposò Rosa D’Angelo che morì nel 1840. Nel 1839, Francesco Crispi (1) aveva fondato e diresse poi per tre anni, il giornale “L’ORETEO”. Nel 1844 si presentò a un concorso per la magistratura, riuscendo primo, ma in seguito rinunciò per esercitare l’avvocatura a Napoli. Intanto si occupava di politica, svolgendo idee e propaganda liberali.
Nacque a Ribera (Agrigento) il 4 ottobre 1818, compì i primi studi nel seminario greco-albanese di Palermo, e si laureò in Giurisprudenza nel 1837. L’anno dopo sposò Rosa D’Angelo che morì nel 1840. Nel 1839, Francesco Crispi (1) aveva fondato e diresse poi per tre anni, il giornale “L’ORETEO”. Nel 1844 si presentò a un concorso per la magistratura, riuscendo primo, ma in seguito rinunciò per esercitare l’avvocatura a Napoli. Intanto si occupava di politica, svolgendo idee e propaganda liberali. Read More...
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La Presidente Succurro ha incontrato l’Ambasciatore del Kosovo in Italia
Nella splendida cornice del Salone degli Specchi della Provincia di Cosenza si è svolta, nel pomeriggio di giovedì 23 giugno, la visita dell’Ambasciatore della Repubblica del Kosovo in Italia – S.E. Sig.ra Lendita Haxhitasim, accolta anche da una nutrita delegazione di Sindaci delle Comunità arbëreshë del territorio cosentino.
Nella splendida cornice del Salone degli Specchi della Provincia di Cosenza si è svolta, nel pomeriggio di giovedì 23 giugno, la visita dell’Ambasciatore della Repubblica del Kosovo in Italia – S.E. Sig.ra Lendita Haxhitasim, accolta anche da una nutrita delegazione di Sindaci delle Comunità arbëreshë del territorio cosentino. Read More...
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Sant’Atanasio dei Greci: calendario Grande Quaresima 2022
Riportiamo qui di seguito il programma completo delle celebrazioni della Grande Quaresima e della Grande e Santa Settimana dell'anno 2022 presso la chiesa di Sant'Atanasio dei Greci a Roma. I testi dei riti sono presenti sul sito: www.liturgiabizantina.it
Riportiamo qui di seguito il programma completo delle celebrazioni della Grande Quaresima e della Grande e Santa Settimana dell'anno 2022 presso la chiesa di Sant'Atanasio dei Greci a Roma. I testi dei riti sono presenti sul sito: www.liturgiabizantina.it Read More...
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“Arbëria Viva” di Arbër Agalliu premiato a Moda Movie
Il cortometraggio di Arbër Agalliu sulle minoranze linguistiche arbëresh ha ricevuto il premio speciale durante la kermess di moda e cinema "Moda Movie" a Cosenza. 
Il cortometraggio di Arbër Agalliu sulle minoranze linguistiche arbëresh ha ricevuto il premio speciale durante la kermess di moda e cinema "Moda Movie" a Cosenza.  Read More...
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La Rai Calabria sostiene la cultura e la lingua arbëreshe in Italia attraverso programmi dedicati
In Calabria, la Rai prevede di promuovere la lingua e la cultura arbëreshë, come stabilito nel nuovo contratto di servizio per il periodo 2023-2028, approvato definitivamente dal Consiglio di Amministrazione dell'azienda radiotelevisiva, presieduto da Marinella Soldi.
In Calabria, la Rai prevede di promuovere la lingua e la cultura arbëreshë, come stabilito nel nuovo contratto di servizio per il periodo 2023-2028, approvato definitivamente dal Consiglio di Amministrazione dell'azienda radiotelevisiva, presieduto da Marinella Soldi. Read More...
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La lingua arbëreshe viene snobbata
La lingua è l’elemento fondamentale che caratterizza una comunità e un intero popolo. Secondo Bruner la lingua svolge una funzione di trasmissione culturale. Infatti, diventa tramite necessario per la conservazione di pratiche culturali e religiose. Inoltre, non va dimenticato, nel caso della comunità di Piana degli Albanesi, che un ruolo fondamentale nella conservazione della lingua arbëreshe è stato giocato dai papades. Infatti, il primo testo il lingua arbëreshe è stato scritto nel 1592 da un sacerdote: Luca Matranga. Si tratta dell’ E Mbësuame e Krështerë – La Dottrina Cristiana Albanese. Nel corso dei secoli, come in parte ancora oggi, nelle chiese arbëreshe di Piana le preghiere si recitano in lingua. E, grazie al catechismo frequentato dai bambini che si preparano per la prima confessione, si ha la possibilità di dar vita a un continuum e tramandare alle nuove generazioni la lingua.
La lingua è l’elemento fondamentale che caratterizza una comunità e un intero popolo. Secondo Bruner la lingua svolge una funzione di trasmissione culturale. Infatti, diventa tramite necessario per la conservazione di pratiche culturali e religiose. Inoltre, non va dimenticato, nel caso della comunità di Piana degli Albanesi, che un ruolo fondamentale nella conservazione della lingua arbëreshe è stato giocato dai papades. Infatti, il primo testo il lingua arbëreshe è stato scritto nel 1592 da un sacerdote: Luca Matranga. Si tratta dell’ E Mbësuame e Krështerë – La Dottrina Cristiana Albanese. Nel corso dei secoli, come in parte ancora oggi, nelle chiese arbëreshe di Piana le preghiere si recitano in lingua. E, grazie al catechismo frequentato dai bambini che si preparano per la prima confessione, si ha la possibilità di dar vita a un continuum e tramandare alle nuove generazioni la lingua. Read More...
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Il presidente albanese Meta chiede che l'arbëresh venga insegnato a scuola
Il presidente della Repubblica, Ilir Meta ha incoraggiato questo sabato i parlamentari italiani a fornire il loro supporto affinchè la lingua arbëreshe venga insegnata nelle scuole dei dei comuni minoritari. 
Il presidente della Repubblica, Ilir Meta ha incoraggiato questo sabato i parlamentari italiani a fornire il loro supporto affinchè la lingua arbëreshe venga insegnata nelle scuole dei dei comuni minoritari.  Read More...
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Scoperto l’anno di nascita del poeta albanese sangiorgese Giulio Variboba
La ricerca sul poeta D. Giulio Varibobba non finisce mai di stupire. Sono stati rintracciati ultimamente importanti fonti documentali presso archivi pubblici e privati sulla comunità di San Giorgio Albanese in provincia di Cosenza.
La ricerca sul poeta D. Giulio Varibobba non finisce mai di stupire. Sono stati rintracciati ultimamente importanti fonti documentali presso archivi pubblici e privati sulla comunità di San Giorgio Albanese in provincia di Cosenza. Read More...
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Gjitonia te fshati global
Ndoshta ngë mënd të njihen vetat o bashkësìtë nga llargu: dëftohen neve vetëm tue u jetuar përkrahu atyre, tue i dashur. “Një njohje e madhe ë’ bijë e njëi dashurìe”: ndjenjat, nëse të dëlirë, ngë janë të rreme. Kerkoj te zëmbra e njerìut dhe gjej patëmetësì (/ndershmërì), parimësì, e vërtetë dhe kushtin e mundësìsë fizike, psikike, shpirtërore shpëtuese të njëi bote të globalizuame dhe në ndryshim të shpejtë. Për këtë, pikërisht tue vërejtur atje ku duket e zhdukur zëmbra, kërkoj të gjej gjurmën e ndonjëi mundësìe të aftë të bejë të ringjallet lirìa e brëndshme dhe hapja ndaj tjerëvet.
Ndoshta ngë mënd të njihen vetat o bashkësìtë nga llargu: dëftohen neve vetëm tue u jetuar përkrahu atyre, tue i dashur. “Një njohje e madhe ë’ bijë e njëi dashurìe”: ndjenjat, nëse të dëlirë, ngë janë të rreme. Kerkoj te zëmbra e njerìut dhe gjej patëmetësì (/ndershmërì), parimësì, e vërtetë dhe kushtin e mundësìsë fizike, psikike, shpirtërore shpëtuese të njëi bote të globalizuame dhe në ndryshim të shpejtë. Për këtë, pikërisht tue vërejtur atje ku duket e zhdukur zëmbra, kërkoj të gjej gjurmën e ndonjëi mundësìe të aftë të bejë të ringjallet lirìa e brëndshme dhe hapja ndaj tjerëvet. Read More...
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Gerbidi e maggesi
E’ trascorso più di un secolo dai forse dimenticati “Moti di Palazzo Adriano”: una sollevazione contadina contro il padronato, motivata dalla ‘pretesa’ d’aumentare la propria quota spettante in grano dal 25% al 30% del raccolto, sollevazione sedata nel sangue. Allora la terra del mio paese dava da vivere ad una popolazione doppia rispetto a quella attuale. Purtroppo però l’inevitabile incremento demografico, dovuto a migliori condizioni igieniche e sanitarie e alla diminuzione della mortalità infantile, produceva una lenta ma continua emigrazione verso ‘il nuovo mondo’.
E’ trascorso più di un secolo dai forse dimenticati “Moti di Palazzo Adriano”: una sollevazione contadina contro il padronato, motivata dalla ‘pretesa’ d’aumentare la propria quota spettante in grano dal 25% al 30% del raccolto, sollevazione sedata nel sangue. Allora la terra del mio paese dava da vivere ad una popolazione doppia rispetto a quella attuale. Purtroppo però l’inevitabile incremento demografico, dovuto a migliori condizioni igieniche e sanitarie e alla diminuzione della mortalità infantile, produceva una lenta ma continua emigrazione verso ‘il nuovo mondo’. Read More...
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Istituiti punti telematici per accedere all'Archivio di Stato albanese
'INIZIATIVA di creare una rete di Punti-Archivio per il mondo albanese, collegati elettronicamente con l'Archivio Centrale di Tirana, è partita alla fine del 2020, anche alla luce delle difficoltà create dalla crisi pandemica, su iniziativa della Direzione Generale degli Archivi d'Albania, guidata dal giovane Direttore generale Ardit Bido e dal suo staff del settore informatico, vista l'impossibilità per studenti, ricercatori e studiosi di utilizzare direttamente le fonti archivistiche in possesso dell'Archivio stesso.
'INIZIATIVA di creare una rete di Punti-Archivio per il mondo albanese, collegati elettronicamente con l'Archivio Centrale di Tirana, è partita alla fine del 2020, anche alla luce delle difficoltà create dalla crisi pandemica, su iniziativa della Direzione Generale degli Archivi d'Albania, guidata dal giovane Direttore generale Ardit Bido e dal suo staff del settore informatico, vista l'impossibilità per studenti, ricercatori e studiosi di utilizzare direttamente le fonti archivistiche in possesso dell'Archivio stesso. Read More...
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Napoli, polo storico di riferimento culturale per il mondo albanese e l’Arbëria
Al via lunedì 20 giugno alle 15,30 nella sede dell’Università degli studi di Napoli L’Orientale di Palazzo du Mesnil, in via Chiatamone 62, la prima delle due giornate del convegno internazionale “Napoli, polo storico di riferimento culturale per il mondo albanese e l’Arbëria” nel bicentenario della morte di Angelo Masci, intellettuale attivo a Napoli alla fine del ‘700. A lui si deve il “Discorso sull’origine, costumi, e stato attuale della natione Albanese”, pubblicato per la prima volta a Napoli nel 1807.
Al via lunedì 20 giugno alle 15,30 nella sede dell’Università degli studi di Napoli L’Orientale di Palazzo du Mesnil, in via Chiatamone 62, la prima delle due giornate del convegno internazionale “Napoli, polo storico di riferimento culturale per il mondo albanese e l’Arbëria” nel bicentenario della morte di Angelo Masci, intellettuale attivo a Napoli alla fine del ‘700. A lui si deve il “Discorso sull’origine, costumi, e stato attuale della natione Albanese”, pubblicato per la prima volta a Napoli nel 1807. Read More...
Missiva a Spirlì
Buon giorno Signor Presidente, nella prima settimana dello scorso settembre Lei, in qualità di Vice Presidente della Regione, con la partecipazione di dirigenti di dipartimenti della stessa, dott.ssa Sonia Talarico, dott.ssa M. Antonella Cauteruccio, Dott. Maurizio Nicolai e dott.ssa Francesca Gatto, ha incontrato il CO.RE.MI.L. ed il giorno successivo il direttore della RAI Calabria, dottor Demetrio Crucitti, per gettare la basi ad una Convenzione Ragione-RAI.
Buon giorno Signor Presidente, nella prima settimana dello scorso settembre Lei, in qualità di Vice Presidente della Regione, con la partecipazione di dirigenti di dipartimenti della stessa, dott.ssa Sonia Talarico, dott.ssa M. Antonella Cauteruccio, Dott. Maurizio Nicolai e dott.ssa Francesca Gatto, ha incontrato il CO.RE.MI.L. ed il giorno successivo il direttore della RAI Calabria, dottor Demetrio Crucitti, per gettare la basi ad una Convenzione Ragione-RAI. Read More...
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Recenzione libri: “Viaggio nella Calabria basiliana” di Enzo Cordasco
Continua l'ondata di interesse per gli insediamenti monastici basiliani in Calabria. Proproniamo il libro "Viaggio nella Calabria basiliana" di Enzo Cordasco che offre un itinerario nella Calabria bizantina comprendendo diversi contesti arbëreshë.
Continua l'ondata di interesse per gli insediamenti monastici basiliani in Calabria. Proproniamo il libro "Viaggio nella Calabria basiliana" di Enzo Cordasco che offre un itinerario nella Calabria bizantina comprendendo diversi contesti arbëreshë. Read More...
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Il progetto e l'evento. Gioacchino, Dante, Michelangelo, Scarpa e i cerchi trinitari
L'architetto-filosofo lungrese, Enzo Mattanò, ha appena pubblicato un importante testo che contribuisce ad inquadrare la centralità della teologia figurativa di Gioacchino da Fiore nel pensiero filosofico occidentale.
L'architetto-filosofo lungrese, Enzo Mattanò, ha appena pubblicato un importante testo che contribuisce ad inquadrare la centralità della teologia figurativa di Gioacchino da Fiore nel pensiero filosofico occidentale. Read More...
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Pubblicato il libro "Il grande sbarco"
Pubblicato per i tipi di Angelo Guerini e Associati S.r.l. il libro "Il grande sbarco" che racconta l'esodo albanese verso l'Italia negli anni 90: dalla prima accoglienza calorosa al rimpatrio. 
Pubblicato per i tipi di Angelo Guerini e Associati S.r.l. il libro "Il grande sbarco" che racconta l'esodo albanese verso l'Italia negli anni 90: dalla prima accoglienza calorosa al rimpatrio.  Read More...

ATTUALITÀ

Giovedì, Novembre 18, 2004 Luigi Boccia Chiesa e Religione 8432
Discorso pronunciato da S.E. il Card. Camillo...
Lunedì, Gennaio 23, 2006 Luigi Boccia Chiesa e Religione 12628
Secondo la tradizione, i territori dell’attuale...

LA LINGUA - GJUHA JONE

Domenica, Novembre 13, 2005 Luigi Boccia Grammatica 30665
Pagina in allestimento Seleziona la lettera dal menù qui accanto ==> .
Martedì, Marzo 07, 2006 Pietro Di Marco Aspetti generali 12341
E ardhmja e natës agimi. Ti e prite. E ardhmja e agimit dita e plotë. Ti e rrove. E ardhmja e ditës mbrëmja. Ti u krodhe në të. E ardhmja e mbrëmjes...