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27 Agosto 2010
Acquaformosa 29 agosto 2010, con inizio alle ore 18,00, manifestazione per ricordare padre Vincenzo Matrangolo, parroco per oltre sessant'anni, durante la quale gli verrà intitolata la piazza principale del nostro piccolo paese di origine italo-albanese.
Padre Matrangolo è stato uno straordinario protagonista della storia non solo di Acquaformosa, ma di tutta l'Arberia. È stato un finissimo teologo, definito il più grande della chiesa cattolica di rito greco in Italia; la sua principale opera La venerazione a Maria nella tradizione della Chiesa bizantina ha suscitato interesse e studi a livello europeo. È stata tradotta anche in greco.
Don Giuseppe Dossetti l'ha definita come l'opera più importante mai scritta sulla madre di Dio.
Ha promosso lo sport, la cultura, il sano divertimento.
Profuse le sue energie per dare assistenza ai ragazzi provenienti da situazioni familiari difficili. Negli anni 60 del secolo scorso istituì il Centro di assistenza preventiva giovanile dove trovarono un approdo sicuro, in quarant'anni di attività, oltre mille ragazzi provenienti da tutta la Calabria e anche dalla Basilicata.
Per rendere omaggio alla figura di papàs Matrangolo l'Amministrazione Comunale, durante la manifestazione del 29 agosto, alle ore 18,00, ha organizzato un corteo con i sindaci e i gonfaloni dei paesi di provenienza di detti ragazzi assistiti nel Centro, un convegno dove verrà ricordata la poliedrica figura del sacerdote e per concludere con uno spettacolo di musica classica, oltre altre attività collaterali.
L'iniziativa è stata apprezzata anche dal Presidente della Repubblica Italiana che ha espresso il Suo gradimento in una lettera che verrà letta durante la manifestazione, che si svolgerà con il patrocinio della Presidenza della Repubblica.
Padre Vincenzo Matrangolo è nato ad Acquaformosa il 6 dicembre 1913 ed è qui deceduto il 18- novembre 2004. Ha studiato presso il collegio Greco di Roma dove è stato ordinato sacerdote il 14 giugno 1936. Resistette alle lusinghe della carriera accademica e a quella ecclesiastica e fece ritorno ad Acquaformosa, dove operò fino alla sua morte. Nel suo paese natio prese parte alle vicende felici e tristi della popolazione. Divenne in breve tempo punto di riferimento di tutti: uomini e donne, bambini e giovani, ragazzi e adulti, letterati e analfabeti, ricchi e poveri. Subito appena ritornò ad Acquaformosa iniziò un lento ma continuo lavoro di emancipazione della popolazione del piccolo villaggio.
Il primo intervento risolutivo fu quello di porre fine ad una odiosa disparità. Nel momento dei funerali i ricchi venivano accompagnati al cimitero con una croce d'argento, i poveri con una di legno. Padre Matrangolo subito abolì questa differenziazione: gli uomini sono tutti uguali, anche da morti, quindi, nell'ultimo viaggio tutti devono essere accompagnati con la stessa croce, quella d'argento. Parità verso l'alto.
Fu un educatore esemplare. Perseguì la crescita delle nuove generazioni promuovendo il gioco e la cultura. Costruì uno dei primi campi di calcio della zona. Creò il cinema parrocchiale già durante la seconda guerra mondiale. Allestì una biblioteca che è una delle più importanti in materia di spiritualità orientale e di storia e lingua della minoranza etnica italo-albanese.
Dal 1987 ha dato avvio ai lavori per la realizzazione di un'opera monumentale: la decorazione musiva in stile bizantino della chiesa matrice di San Giovanni Battista che, nella intenzione di padre Matrangolo, avrebbe dovuto coprire tutte le pareti. Egli, come Mosè, però, non ha potuto assistere al completamento del suo sogno. Quando è morto ancora la navata laterale sinistra della chiesa non era stata completata. Ancora oggi quelle pareti sono desolatamente spoglie.
Profuse le sue energie per dare assistenza ai ragazzi provenienti da situazioni familiari difficili. Negli anni 60 del secolo scorso istituì il Centro di assistenza preventiva giovanile dove trovarono un approdo sicuro, in quarant'anni di attività, oltre mille ragazzi provenienti da tutta la Calabria e anche dalla Basilicata. Dopo la sua morte il Centro è stato chiuso.
Fu anche un fine teologo, il più importante della diaspora albanese. Scrisse numerosi saggi e opere, ma ne pubblicò poche. Una di queste La venerazione a Maria nella tradizione della Chiesa bizantina ha suscitato interesse e studi a livello europeo. È stata tradotta anche in greco.
Don Giuseppe Dossetti l'ha definita come l'opera più importante mai scritta sulla madre di Dio.
Per i suoi indubbi meriti, sia religiosi che civili, padre Matrangolo, nel 1981, è stato nominato vescovo di Piana degli Albanesi, ma rifiutò il prestigioso incarico per non abbandonare la sua gente e i suoi ragazzi ospiti delle strutture sociali.
Nel 2000 il presidente della Repubblica Ciampi gli conferì l'onoreficienza di "Grande Ufficiale della Repubblica".
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