Pan1La recente nomina di S.E. Rev.ma Mons. S. Nunnari ad Amministratore Apostolico per l’Eparchia di Lungro continua ad alimentare un acceso dibattito e malumori tra molti fedeli arberëshë. Le motivazioni alla base di questa significativa reazione sono molteplici.

In primo luogo va detto che la persona dell’Arcivescovo Nunnari raccoglie unanimi apprezzamenti. Tuttavia, l’idea che la Chiesa italo-albanese continentale sia guidata, anche se per un periodo limitato, da un Amministratore Apostolico, di rito latino, crea insofferenza. La forte reazione è senz’altro un segno di vitalità della nostra comunità anche se le prese di posizione che si sono susseguite nei giorni scorsi sono state, a volte, improprie. In tanti, ad esempio, hanno associato questa notizia al rischio di “soppressione” dell’Eparchia di Lungro. Tale evenienza è, invece, lontana dalla realtà oltre che immotivata. I timori vanno piuttosto legati all’autonomia delle nostre Eparchie, alle reali capacità “operative” (pastorali) che la Chiesa italo-albanese sarà in grado di esprimere nel prossimo futuro e, soprattutto, alle difficili condizioni interne della nostra comunità.

Per comprendere meglio il senso della nomina indicata dalla Sede Apostolica e le sue conseguenze, cercherò di addentrarmi nell’ambito a me poco familiare del Codice dei canoni delle Chiese orientali, sperando di non fornire interpretazioni sbagliate. Il Codex Canonum Ecclesiarum Orientalium, correntemente abbreviato CCEO, è stato promulgato da papa Giovanni Paolo II il 18 ottobre 1990 (in vigore dal 1º ottobre 1991) e costituisce il codice comune a tutte le Chiese, come quella italo-albanese, con rito diverso dalla Chiesa latina. E’ importante notare che questa è la prima volta in cui vengono applicate le norme del CCEO previste per la vacanza di sede vescovile nella Chiesa italo-albanese. Le nomine dei vescovi eparchiali precedenti, infatti, sono state gestite senza che il Codice fosse stato ancora approvato.

Il diritto-dovere di manifestare le proprie idee

La Chiesa è costituita da tutti i battezzati e il suo governo è affidato alle gerarchie ecclesiastiche nell’interesse del popolo di Dio. Occuparsi di questioni che riguardano la nostra Chiesa non va, quindi, interpretato come un esercizio di superbia o come uno sconfinamento improprio attuato da parte di qualche laico. A tale proposito riporto un primo estratto del CCEO.

Titolo I - I fedeli cristiani e tutti i loro diritti e doveri, can. 15
§2. I fedeli cristiani hanno pieno diritto di manifestare ai Pastori della Chiesa le proprie necessità soprattutto spirituali e i propri desideri.
§3. […] essi hanno il diritto, e anzi talvolta il dovere, di manifestare ai Pastori della Chiesa il loro parere su ciò che riguarda il bene della Chiesa e di renderlo noto a tutti gli altri fedeli cristiani […]
 

Sulla gravità della nomina di un Amministratore Apostolico

Accanto alle numerose voci di rammarico e dissenso per la nomina di un Amministratore Apostolico per l’Eparchia di Lungro si sono registrate anche opinioni contrarie tese, in particolar modo, a minimizzare l’accaduto, indicandolo addirittura come prassi consolidata. Anche per quanto riguarda la nomina di un Amministratore Apostolico e la gestione di una Eparchia nel caso di dimissioni del Vescovo il CCEO è estremamente chiaro. Una volta accettata la rinuncia da parte del Vescovo eparchiale e notificata la vacanza della sede, il collegio dei consultori eparchiali dovrebbe nominare un Amministratore eparchiale che, di fatto, governa la diocesi fino all’intronizzazione del nuovo Vescovo. La nomina di un Amministratore Apostolico è prevista (Can. 234) ma solo per casi gravi e rari. Basterebbe questo per comprendere che in Vaticano ritengono che il momento che sta vivendo oggi l’Eparchia di Lungro è estremamente difficile e, appunto, “grave”. Rimangono i dubbi sulla opportunità di nominare un gerarca latino per questo importante incarico. Sarebbe stato più opportuno inviare a Lungro un presule del nostro rito o, perlomeno, vicino al nostro rito e destinato unicamente a questo incarico.  Proprio perché la situazione è ritenuta critica, sarebbe stato necessario mostrare ogni possibile cautela, sensibilità e rispetto verso di noi arbëreshë e verso la nostra storia tenendosi lontano da possibili e, magari, inopportune accuse di egemonia.

TITOLO VII - LE EPARCHIE E I VESCOVI  - Capitolo I  - I VESCOVI
Art. II Diritti e doveri dei Vescovi eparchiali - Can. 210 §1. Il Vescovo eparchiale che ha compiuto il settantacinquesimo anno di età […] è pregato di presentare la rinuncia all’ufficio.
Art. IV La sede eparchiale vacante o impedita –
Can. 219
(= CIC83, C.416) La sede eparchiale diventa vacante con la morte, la rinuncia, la traslazione e la privazione del Vescovo eparchiale.
Can. 221
[…] Il collegio dei consultori eparchiali, entro otto giorni, da computare dall’avvenuta notificazione della vacanza della sede eparchiale, deve eleggere l’Amministratore dell’eparchia […];
(CIC83, C.421 §2) se entro otto giorni non è stato eletto l’Amministratore dell’eparchia, oppure se l’eletto è privo delle condizioni richieste per la validità nel can. 227, §2, la nomina dell’Amministratore dell’eparchia è devoluta al Metropolita o, se costui manca o è impedito, alla Sede Apostolica;
5° l’Amministratore dell’eparchia legittimamente eletto o nominato ottiene immediatamente la potestà e non ha bisogno di alcuna conferma; egli informi al più presto la Sede Apostolica della sua elezione o della nomina da parte del Metropolita e, se appartiene alla Chiesa patriarcale, anche il Patriarca.
[…]
Art. V - Gli Amministratori apostolici
Can. 234
§1. Talvolta il Romano Pontefice per gravi e speciali cause affida il governo di una eparchia, a sede piena oppure vacante, a un Amministratore apostolico.
§2. I diritti, i doveri e i privilegi dell’Amministratore apostolico si desumono dalla lettera della sua nomina.

Sulla gestione di una sede Eparchiale vacante o impedita:  TITOLO VII LE EPARCHIE E I VESCOVI - Capitolo I I VESCOVI - Art. IV: La sede eparchiale vacante o impedita

Le nostre responsabilità

L’importanza degli aspetti formali non deve distogliere l’attenzione dal problema principale di questa vicenda che ha un’origine primaria legata a fattori interni più che esterni all’Eparchia. La prima lettera dell’Arcivescovo Nunnari è, a questo proposito, estremamente chiara e nello stesso tempo preoccupante. Mons. Nunnari fa riferimento a un brano della lettera di nomina ricevuta dalla Congregazione per le Chiese orientali per chiarire che il suo compito è quello di "compiere super partes un'approfondita verifica della realtà eparchiale onde offrire un quadro oggettivo della situazione e avviare un processo di rinnovamento per preparare la via al nuovo pastore".

In queste poche parole è condensata un’amara verità che è quella di un presbiterio diviso e incapace di ritrovarsi in un progetto comune in funzione del quale superare “difficoltà e incomprensioni”. E’ evidente che queste condizioni sono la minaccia più grave per il futuro della nostra comunità ecclesiale tanto che la Santa Sede ritiene necessario un deciso cambiamento di rotta (“rinnovamento”). Non ho competenza e neppure interesse per comprendere quali siano le ragioni di queste divisioni e, d’altra parte, ripongo piena fiducia nell’operato di padre Salvatore Nunnari oltre che nelle capacità e nel buon senso del nostro clero. E’ evidente, però, che la mancanza di un orizzonte comune per i nostri papades indebolisca non solo l'Eparchia ma anche tutta la comunità arbëreshe che ha sempre avuto nei sacerdoti degli importanti punti di riferimento capaci di coniugare la missione pastorale e la difesa delle nostre tradizioni, della nostra lingua e della nostra storia. Ciascun papàs è, oltre tutto, la migliore testimonianza della nostra origine e del nostro legame con l’oriente che va mantenuto e alimentato. Dovremmo tutti sperare e pregare affinché l'Amministratore Apostolico dell'Eparchia di Lungro comprenda queste ragioni aiutandoci a superare rapidamente questo momento delicato e a costruire una Chiesa arbëreshe più forte, capace di sostenere e guidare il cammino delle nostre comunità. L'auspicio è che il presbiterio eparchiale, che conta ancora molti sacerdoti di grande valore e tanti giovani promettenti, possa superare presto questo momento di smarrimeminto ritrovando la "comunione presbiterale" necessaria per compiere nel migliore dei modi non solo la missione pastorale ma anche quella culturale che è implicitamente affidata a ciascun papàs arbëresh. 

LB

Παραμείνετε δυνατοί στην πίστη σας, γεμάτοι χαρά στην υπηρεσία του Θεού και γενναιόδωροι με τον χρόνο σας και με τα τάλαντα σας. Βοηθήστε να κτισθεί ένα καλύτερο μέλλον για την ιταλική-αλβανική Εκκλησία και για την κοινότητα σας, προωθώντας το καλό των άλλων παρά  το δικό σας.

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Scambio culturale tra il comune di Cerzeto e il liceo “Ernest Koliqi” di Tirana
Il rappresentante di “Italia delle Minoranze” Cataldo Pugliese manifesta con la sua partecipazione, vicinanza e ammirazione al progetto di educazione e scambio culturale realizzato dal comune di Cerzeto e dal liceo “Ernest Koliqi” di Tirana.
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Il sindaco di Ururi incontra il presidente Meta
Il presidente della Repubblica, Ilir Meta, ha tenuto un incontro questo sabato con i rappresentanti della comunità Arberesh in Italia.
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X anniversario della chirotonia episcopale del Vescovo di Lungro
Ricordiamo con piacere la ricorrenza del X anniversario della chirotonia episcopale del Vesovo di Lungro, S.E. Mons. Donato Oliverio. Dieci anni di episcopato denso e ricco di ferventi attività. Felicitazioni al nostro vescovo!εἰς πολλὰ ἔτη, Δέσποτα
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Il giardino dei sensi
Sensi e spiritualità: due parole in apparenza contraddittorie. Eppure tutta la Bibbia brulica di personaggi e di scene sensuali, come un "giardino delle delizie" in cui la vista, l'udito, il tatto, il gusto e l'odorato celebrano il loro festino. .
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Discorso di Papa Paolo VI in occasione del IV centenario del Collegio Greco di Roma
Sabato, 30 aprile 1977 Venerati Fratelli e carissimi Figli! Ispirato ad intonazione di profonda letizia, dopo i bei canti liturgici e le devote parole del Signor Cardinale Paul Philippe, è l'odierno incontro, il quale, se di per sé si collega ad una ricorrenza quattro volte centenaria - quella della fondazione in Roma del Collegio Greco di S. Atanasio - si apre, peraltro, e si allarga nella visione della Chiesa d'Oriente, che con la Chiesa Latina forma l'unica ed indivisa Chiesa di Cristo. Il Nostro saluto, come alle Autorità religiose qui presenti, si dirige naturalmente a voi, Alunni e Superiori del Collegio, perché siete voi i festeggiati; e si rivolge ancora ai condiscepoli degli altri Istituti eretti nell'Urbe per l'educazione del Clero di rito orientale, perché tutti insieme voi ponete dinanzi ai nostri occhi questa consolante realtà di coesione ecclesiale. .
Sabato, 30 aprile 1977 Venerati Fratelli e carissimi Figli! Ispirato ad intonazione di profonda letizia, dopo i bei canti liturgici e le devote parole del Signor Cardinale Paul Philippe, è l'odierno incontro, il quale, se di per sé si collega ad una ricorrenza quattro volte centenaria - quella della fondazione in Roma del Collegio Greco di S. Atanasio - si apre, peraltro, e si allarga nella visione della Chiesa d'Oriente, che con la Chiesa Latina forma l'unica ed indivisa Chiesa di Cristo. Il Nostro saluto, come alle Autorità religiose qui presenti, si dirige naturalmente a voi, Alunni e Superiori del Collegio, perché siete voi i festeggiati; e si rivolge ancora ai condiscepoli degli altri Istituti eretti nell'Urbe per l'educazione del Clero di rito orientale, perché tutti insieme voi ponete dinanzi ai nostri occhi questa consolante realtà di coesione ecclesiale. . Read More...
Typikà locali parrocchiali nella chiesa arbëreshe
Nel passato circolavano tra le Comunità arbëreshe di Calabria, oltre a typikà bizantini stampati generalmente a Venezia, comodi rubricari manoscritti che riproducevano le norme generali, ma introducevano anche elementi locali. Per una storia autentica dell’evoluzione storica della tradizione bizantina tra gli Arbëreshë è indispensabile conoscere questi documenti che ci riportano  la prassi concreta. .
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Giorgio Castriota Skanderbeg tra storia e mito
La parrocchia greca di Cosenza dell'Eparchia di Lungro e, in particolare, il parroco protopresbitero Pietro Lanza, stanno ricordando nel corso di questa settimana l'eroe albanese Giorgio Kastriota Skanderbeg a 550 anni dalla sua morte. Oltre ai vari eventi segnalati sul calendario di Jemi.it, è stata diffusa anche una monografia contenuta nel volume I Padroni dell’Acciaio, scritta da Gabriele Campagnano Zweilawyer e illustrata da Francesco Saverio Ferrara.
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Il Padre di tutti, l’Amico di sempre
“Ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi, altri che lottano un anno e sono più bravi, ci sono quelli che lottano più anni e sono ancora più bravi, però ci sono quelli che lottano tutta la vita: essi sono gli indispensabili”.                                                                    Bertolt BrechtIl tempo scorre inesorabilmente, i modi di vita cambiano sempre più rapidamente, poche cose permangono, così come i sentimenti, forse perché sanno di eternità. E il “sentimento del ricordo”, anche se in modo diverso da individuo a individuo, vive sempre in ognuno.
“Ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi, altri che lottano un anno e sono più bravi, ci sono quelli che lottano più anni e sono ancora più bravi, però ci sono quelli che lottano tutta la vita: essi sono gli indispensabili”.                                                                    Bertolt BrechtIl tempo scorre inesorabilmente, i modi di vita cambiano sempre più rapidamente, poche cose permangono, così come i sentimenti, forse perché sanno di eternità. E il “sentimento del ricordo”, anche se in modo diverso da individuo a individuo, vive sempre in ognuno. Read More...
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Spigolature storico-biografiche del siculo-arbëresh Francesco Crispi nel 195° anniversario della nascita
Nacque a Ribera (Agrigento) il 4 ottobre 1818, compì i primi studi nel seminario greco-albanese di Palermo, e si laureò in Giurisprudenza nel 1837. L’anno dopo sposò Rosa D’Angelo che morì nel 1840. Nel 1839, Francesco Crispi (1) aveva fondato e diresse poi per tre anni, il giornale “L’ORETEO”. Nel 1844 si presentò a un concorso per la magistratura, riuscendo primo, ma in seguito rinunciò per esercitare l’avvocatura a Napoli. Intanto si occupava di politica, svolgendo idee e propaganda liberali.
Nacque a Ribera (Agrigento) il 4 ottobre 1818, compì i primi studi nel seminario greco-albanese di Palermo, e si laureò in Giurisprudenza nel 1837. L’anno dopo sposò Rosa D’Angelo che morì nel 1840. Nel 1839, Francesco Crispi (1) aveva fondato e diresse poi per tre anni, il giornale “L’ORETEO”. Nel 1844 si presentò a un concorso per la magistratura, riuscendo primo, ma in seguito rinunciò per esercitare l’avvocatura a Napoli. Intanto si occupava di politica, svolgendo idee e propaganda liberali. Read More...
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La Presidente Succurro ha incontrato l’Ambasciatore del Kosovo in Italia
Nella splendida cornice del Salone degli Specchi della Provincia di Cosenza si è svolta, nel pomeriggio di giovedì 23 giugno, la visita dell’Ambasciatore della Repubblica del Kosovo in Italia – S.E. Sig.ra Lendita Haxhitasim, accolta anche da una nutrita delegazione di Sindaci delle Comunità arbëreshë del territorio cosentino.
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Sant’Atanasio dei Greci: calendario Grande Quaresima 2022
Riportiamo qui di seguito il programma completo delle celebrazioni della Grande Quaresima e della Grande e Santa Settimana dell'anno 2022 presso la chiesa di Sant'Atanasio dei Greci a Roma. I testi dei riti sono presenti sul sito: www.liturgiabizantina.it
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“Arbëria Viva” di Arbër Agalliu premiato a Moda Movie
Il cortometraggio di Arbër Agalliu sulle minoranze linguistiche arbëresh ha ricevuto il premio speciale durante la kermess di moda e cinema "Moda Movie" a Cosenza. 
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La Rai Calabria sostiene la cultura e la lingua arbëreshe in Italia attraverso programmi dedicati
In Calabria, la Rai prevede di promuovere la lingua e la cultura arbëreshë, come stabilito nel nuovo contratto di servizio per il periodo 2023-2028, approvato definitivamente dal Consiglio di Amministrazione dell'azienda radiotelevisiva, presieduto da Marinella Soldi.
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La lingua arbëreshe viene snobbata
La lingua è l’elemento fondamentale che caratterizza una comunità e un intero popolo. Secondo Bruner la lingua svolge una funzione di trasmissione culturale. Infatti, diventa tramite necessario per la conservazione di pratiche culturali e religiose. Inoltre, non va dimenticato, nel caso della comunità di Piana degli Albanesi, che un ruolo fondamentale nella conservazione della lingua arbëreshe è stato giocato dai papades. Infatti, il primo testo il lingua arbëreshe è stato scritto nel 1592 da un sacerdote: Luca Matranga. Si tratta dell’ E Mbësuame e Krështerë – La Dottrina Cristiana Albanese. Nel corso dei secoli, come in parte ancora oggi, nelle chiese arbëreshe di Piana le preghiere si recitano in lingua. E, grazie al catechismo frequentato dai bambini che si preparano per la prima confessione, si ha la possibilità di dar vita a un continuum e tramandare alle nuove generazioni la lingua.
La lingua è l’elemento fondamentale che caratterizza una comunità e un intero popolo. Secondo Bruner la lingua svolge una funzione di trasmissione culturale. Infatti, diventa tramite necessario per la conservazione di pratiche culturali e religiose. Inoltre, non va dimenticato, nel caso della comunità di Piana degli Albanesi, che un ruolo fondamentale nella conservazione della lingua arbëreshe è stato giocato dai papades. Infatti, il primo testo il lingua arbëreshe è stato scritto nel 1592 da un sacerdote: Luca Matranga. Si tratta dell’ E Mbësuame e Krështerë – La Dottrina Cristiana Albanese. Nel corso dei secoli, come in parte ancora oggi, nelle chiese arbëreshe di Piana le preghiere si recitano in lingua. E, grazie al catechismo frequentato dai bambini che si preparano per la prima confessione, si ha la possibilità di dar vita a un continuum e tramandare alle nuove generazioni la lingua. Read More...
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Il presidente albanese Meta chiede che l'arbëresh venga insegnato a scuola
Il presidente della Repubblica, Ilir Meta ha incoraggiato questo sabato i parlamentari italiani a fornire il loro supporto affinchè la lingua arbëreshe venga insegnata nelle scuole dei dei comuni minoritari. 
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Scoperto l’anno di nascita del poeta albanese sangiorgese Giulio Variboba
La ricerca sul poeta D. Giulio Varibobba non finisce mai di stupire. Sono stati rintracciati ultimamente importanti fonti documentali presso archivi pubblici e privati sulla comunità di San Giorgio Albanese in provincia di Cosenza.
La ricerca sul poeta D. Giulio Varibobba non finisce mai di stupire. Sono stati rintracciati ultimamente importanti fonti documentali presso archivi pubblici e privati sulla comunità di San Giorgio Albanese in provincia di Cosenza. Read More...
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Gjitonia te fshati global
Ndoshta ngë mënd të njihen vetat o bashkësìtë nga llargu: dëftohen neve vetëm tue u jetuar përkrahu atyre, tue i dashur. “Një njohje e madhe ë’ bijë e njëi dashurìe”: ndjenjat, nëse të dëlirë, ngë janë të rreme. Kerkoj te zëmbra e njerìut dhe gjej patëmetësì (/ndershmërì), parimësì, e vërtetë dhe kushtin e mundësìsë fizike, psikike, shpirtërore shpëtuese të njëi bote të globalizuame dhe në ndryshim të shpejtë. Për këtë, pikërisht tue vërejtur atje ku duket e zhdukur zëmbra, kërkoj të gjej gjurmën e ndonjëi mundësìe të aftë të bejë të ringjallet lirìa e brëndshme dhe hapja ndaj tjerëvet.
Ndoshta ngë mënd të njihen vetat o bashkësìtë nga llargu: dëftohen neve vetëm tue u jetuar përkrahu atyre, tue i dashur. “Një njohje e madhe ë’ bijë e njëi dashurìe”: ndjenjat, nëse të dëlirë, ngë janë të rreme. Kerkoj te zëmbra e njerìut dhe gjej patëmetësì (/ndershmërì), parimësì, e vërtetë dhe kushtin e mundësìsë fizike, psikike, shpirtërore shpëtuese të njëi bote të globalizuame dhe në ndryshim të shpejtë. Për këtë, pikërisht tue vërejtur atje ku duket e zhdukur zëmbra, kërkoj të gjej gjurmën e ndonjëi mundësìe të aftë të bejë të ringjallet lirìa e brëndshme dhe hapja ndaj tjerëvet. Read More...
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Gerbidi e maggesi
E’ trascorso più di un secolo dai forse dimenticati “Moti di Palazzo Adriano”: una sollevazione contadina contro il padronato, motivata dalla ‘pretesa’ d’aumentare la propria quota spettante in grano dal 25% al 30% del raccolto, sollevazione sedata nel sangue. Allora la terra del mio paese dava da vivere ad una popolazione doppia rispetto a quella attuale. Purtroppo però l’inevitabile incremento demografico, dovuto a migliori condizioni igieniche e sanitarie e alla diminuzione della mortalità infantile, produceva una lenta ma continua emigrazione verso ‘il nuovo mondo’.
E’ trascorso più di un secolo dai forse dimenticati “Moti di Palazzo Adriano”: una sollevazione contadina contro il padronato, motivata dalla ‘pretesa’ d’aumentare la propria quota spettante in grano dal 25% al 30% del raccolto, sollevazione sedata nel sangue. Allora la terra del mio paese dava da vivere ad una popolazione doppia rispetto a quella attuale. Purtroppo però l’inevitabile incremento demografico, dovuto a migliori condizioni igieniche e sanitarie e alla diminuzione della mortalità infantile, produceva una lenta ma continua emigrazione verso ‘il nuovo mondo’. Read More...
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Istituiti punti telematici per accedere all'Archivio di Stato albanese
'INIZIATIVA di creare una rete di Punti-Archivio per il mondo albanese, collegati elettronicamente con l'Archivio Centrale di Tirana, è partita alla fine del 2020, anche alla luce delle difficoltà create dalla crisi pandemica, su iniziativa della Direzione Generale degli Archivi d'Albania, guidata dal giovane Direttore generale Ardit Bido e dal suo staff del settore informatico, vista l'impossibilità per studenti, ricercatori e studiosi di utilizzare direttamente le fonti archivistiche in possesso dell'Archivio stesso.
'INIZIATIVA di creare una rete di Punti-Archivio per il mondo albanese, collegati elettronicamente con l'Archivio Centrale di Tirana, è partita alla fine del 2020, anche alla luce delle difficoltà create dalla crisi pandemica, su iniziativa della Direzione Generale degli Archivi d'Albania, guidata dal giovane Direttore generale Ardit Bido e dal suo staff del settore informatico, vista l'impossibilità per studenti, ricercatori e studiosi di utilizzare direttamente le fonti archivistiche in possesso dell'Archivio stesso. Read More...
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Napoli, polo storico di riferimento culturale per il mondo albanese e l’Arbëria
Al via lunedì 20 giugno alle 15,30 nella sede dell’Università degli studi di Napoli L’Orientale di Palazzo du Mesnil, in via Chiatamone 62, la prima delle due giornate del convegno internazionale “Napoli, polo storico di riferimento culturale per il mondo albanese e l’Arbëria” nel bicentenario della morte di Angelo Masci, intellettuale attivo a Napoli alla fine del ‘700. A lui si deve il “Discorso sull’origine, costumi, e stato attuale della natione Albanese”, pubblicato per la prima volta a Napoli nel 1807.
Al via lunedì 20 giugno alle 15,30 nella sede dell’Università degli studi di Napoli L’Orientale di Palazzo du Mesnil, in via Chiatamone 62, la prima delle due giornate del convegno internazionale “Napoli, polo storico di riferimento culturale per il mondo albanese e l’Arbëria” nel bicentenario della morte di Angelo Masci, intellettuale attivo a Napoli alla fine del ‘700. A lui si deve il “Discorso sull’origine, costumi, e stato attuale della natione Albanese”, pubblicato per la prima volta a Napoli nel 1807. Read More...
Missiva a Spirlì
Buon giorno Signor Presidente, nella prima settimana dello scorso settembre Lei, in qualità di Vice Presidente della Regione, con la partecipazione di dirigenti di dipartimenti della stessa, dott.ssa Sonia Talarico, dott.ssa M. Antonella Cauteruccio, Dott. Maurizio Nicolai e dott.ssa Francesca Gatto, ha incontrato il CO.RE.MI.L. ed il giorno successivo il direttore della RAI Calabria, dottor Demetrio Crucitti, per gettare la basi ad una Convenzione Ragione-RAI.
Buon giorno Signor Presidente, nella prima settimana dello scorso settembre Lei, in qualità di Vice Presidente della Regione, con la partecipazione di dirigenti di dipartimenti della stessa, dott.ssa Sonia Talarico, dott.ssa M. Antonella Cauteruccio, Dott. Maurizio Nicolai e dott.ssa Francesca Gatto, ha incontrato il CO.RE.MI.L. ed il giorno successivo il direttore della RAI Calabria, dottor Demetrio Crucitti, per gettare la basi ad una Convenzione Ragione-RAI. Read More...
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Recenzione libri: “Viaggio nella Calabria basiliana” di Enzo Cordasco
Continua l'ondata di interesse per gli insediamenti monastici basiliani in Calabria. Proproniamo il libro "Viaggio nella Calabria basiliana" di Enzo Cordasco che offre un itinerario nella Calabria bizantina comprendendo diversi contesti arbëreshë.
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Il progetto e l'evento. Gioacchino, Dante, Michelangelo, Scarpa e i cerchi trinitari
L'architetto-filosofo lungrese, Enzo Mattanò, ha appena pubblicato un importante testo che contribuisce ad inquadrare la centralità della teologia figurativa di Gioacchino da Fiore nel pensiero filosofico occidentale.
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Pubblicato il libro "Il grande sbarco"
Pubblicato per i tipi di Angelo Guerini e Associati S.r.l. il libro "Il grande sbarco" che racconta l'esodo albanese verso l'Italia negli anni 90: dalla prima accoglienza calorosa al rimpatrio. 
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ATTUALITÀ

Giovedì, Novembre 18, 2004 Luigi Boccia Chiesa e Religione 8432
Discorso pronunciato da S.E. il Card. Camillo...
Lunedì, Gennaio 23, 2006 Luigi Boccia Chiesa e Religione 12628
Secondo la tradizione, i territori dell’attuale...

LA LINGUA - GJUHA JONE

Domenica, Novembre 13, 2005 Luigi Boccia Grammatica 30665
Pagina in allestimento Seleziona la lettera dal menù qui accanto ==> .
Martedì, Marzo 07, 2006 Pietro Di Marco Aspetti generali 12341
E ardhmja e natës agimi. Ti e prite. E ardhmja e agimit dita e plotë. Ti e rrove. E ardhmja e ditës mbrëmja. Ti u krodhe në të. E ardhmja e mbrëmjes...