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07 Novembre 2010
La comunità arbëreshe di Lungro si prepara a celebrare il 150. anniversario dell'Unità d'Italia per onorare e ricordare, soprattutto alle nuove generazioni, uomini illustri e gente comune che da Lungro partirono per offrire il proprio contributo in favore degli eventi risorgimentali.
In realtà Lungro fu uno dei centri propulsori di eccellenza grazie all'attività di due sedi storiche, i palazzi Damis e Stratigò, punti di riferimento da dove scaturì una fase organizzativa capillare che prese vita nei famosi cinquecento lungresi, che andarono a rimpinguare le fila garibaldine sotto la guida di illustri personaggi (Damis, Stratigò, Trifilio, Martino, Irianni). Non mancò il contributo di donne coraggiose ed eroiche che misero a repentaglio la propria vita pur di vedere realizzati gli ideali di libertà. Per non dimenticare, dunque, l'amministrazione comunale ha ritenuto opportuno dar vita ad un Comitato di esperti, che, dopo un periodo di programmazione, sta ultimando in questi giorni il calendario di alcune significative iniziative che termineranno nel giugno 2011. L'apertura delle cerimonie avrà luogo stasera nella sala consiliare di Lungro, alla presenza di autorità politiche, religiose, militari. Ospite d'onore il prefetto Antonio Reppucci che – a detta del sindaco di Lungro – onorerà con la sua presenza la comunità lungrese. La serata prevede la presentazione del calendario delle iniziative e dei membri del Comitato da parte dell'assessore alla cultura, Giovan Battista Rennis, che avrà anche il compito di introdurre i temi risorgimentali, che hanno caratterizzato il centro arbëresh di Lungro. La relazione ufficiale sarà tenuta da Giuseppe Martino, già presidente della Provincia di Catanzaro. Domani, alle ore 11, davanti al "Piazzale dei Salinari", si raduneranno i ragazzi dell'Istituto Omnicomprensivo di Lungro per assistere alla cerimonia in onore dei caduti di tutte le guerre e ai ragazzi più piccoli sarà consegnata la bandierina tricolore, che sarà sventolata durante il corteo, allorché si andrà a deporre la corona di alloro al Monumento dei Caduti, mentre dai balconi delle case le famiglie faranno sventolare la bandiera italiana, così come fu nei giorni gloriosi del 1859-60.
Articolo pubblicato su "Gazzetta del Sud" del 3 novembre 2010
Articolo pubblicato su "Gazzetta del Sud" del 3 novembre 2010
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