Un classico appuntamento da non perdere per gli appassionati di musica "altra", sabato 21 agosto, è rappresentato dal Festival della canzone arbereshe (29.ma edizione), organizzato dal Comune di San Demetrio Corone e dal Comitato storico, con il patrocinio della Regione Calabria, Provincia di Cosenza e Comunità europea.
È la più importante manifestazione culturale dei discendenti di Skanderbeg, la "San Remo arbereshe" che, attraverso il linguaggio universale della musica, svolge un importante ruolo di coinvolgimento popolare alle tematiche delle "piccole patrie", contribuendo al rafforzamento del sentimento etnico di questa minoranza presente da più di cinque secoli nel territorio italiano.I brani partecipanti, tutti inediti e in lingua arbereshe o albanese, saranno al vaglio di una giuria popolare che sceglierà la canzone regina e le due sue "damigelle", premiandole con somme in denaro e trofei. Una giuria tecnica, nominata dall'Associazione Festival, assegnerà il XII Premio della critica "Giuseppe D'Amico", consistente in un'opera originale di un artista calabrese. In quasi trent'anni di attività (già questo è un oggettivo segno di successo), il Festival ha prodotto centinaia di nuove canzoni e lanciato decine e decine di autori e interpreti, coinvolgendo quasi tutte le 52 comunità albanofone sparse in Calabria, Basilicata, Sicilia, Puglia, Campania, Abruzzo e Molise. E anche cittadine dell'Albania. Si prevede, come per le passate edizioni, un grande pubblico. Per gli italo-albanesi, infatti, ritrovarsi ad agosto a San Demetrio Corone è una sorta di obbligo morale, quasi religioso, in nome della comune appartenenza etnica, per rafforzare le proprie "radici". Un giornata di festa, ma anche di rinnovato impegno per difendere la propria "diversità" in una lotta che, di anno in anno, si fa sempre più dura ed impari. Per gli italofoni il Festival è una piacevole serata per scoprire o approfondire il fascinoso e orientaleggiante mondo arberesh, ascoltando i melodiosi canti, ammirando gli sfarzosi costumi femminili e à assaporando i deliziosi piatti di una cucina genuina e tradizionale. Arrivando qualche ora prima dell'inizio si potrà visitare la basilica di Sant'Adriano, perla dell'arte normanno-bizantina.

Da "Gazzetta del Sud"

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