Il termine multiculturale  è il termine comunemente usato per dare  l’immagine  dell’odierna società  nella quale convivono etnie, lingue, culture fra loro diversissime.

Per dare  una idea  della nostra  attuale società multiculturale richiamerò  alcuni dati relativi   alla situazione italiana ( ricavati anche   dal Dossier Statistico immigrazione  Caritas  Migrantes ) .

Gli immigrati  sono oggi  in Italia oltre  4 milioni e 400 mila unità  (  7,2   ogni 100 abitanti , 6,2  è la media europea ) più o meno equamente distribuiti  tra i due sessi  e con una diffusione territoriale  così  all’incirca distribuito per macro regioni :

Regioni del Nord : 62,00%  ,  Regioni del Centro : 25 % ,  Regioni del Meridione : 13 % .

La maggiore  presenza  di   nazionalità  :   , nell’ordine : Romeni ,  Albanesi , Marocchini, Cinesi, Ucraini, Filippini  e  ancora  un centinaio  di altre meno numerose  comunità .

In quali settori lavorano ?

Circa 2 milioni di lavoratori  sono occupati nell’industria  (  35 %  )  , nell’agricoltura   (  il 7 % )  e  soprattutto nei servizi (54 % )  , come sapevamo  un po’ tutti .

Ma  vi è un dato nuovo  emerso  da poco , almeno  180 mila risultano tra i titolari di impresa  e  versano allo Stato italiano  un gettito fiscale   di circa  5, 5 miliardi di €  ( il 9,4 % del PIL nazionale )  e non solo  , inviano ai loro paesi  d’origine , come già facevano i nostri emigrati in Germania e in Belgio ,  ben  6 miliardi di rimesse  utili a sfamare  milioni e milioni  di   famiglie   d’origine  nel terzo mondo.

Di questi  lavoratori  quasi   un milione sono iscritti  al sindacato  (  12 %  dei lavoratori attivi , escludendo in tale categoria i pensionati iscritti ) .

Quali  sono le caratteristiche  che ci aiutano ancora a leggere il fenomeno  , del quale si parla  a volta per partito preso  e  senza  conoscere  perfettamente i dati  in continua evoluzione.

E partiamo dal bene rifugio  per eccellenza che è la casa,   almeno 1  immigrato su 10  ne è proprietario  ,  e il dato  tende  ad  evolversi  in positivo  dimostrando  che vi è una tendenza  al radicamento per il solo fatto  dei figli nati in Italia  e presenti  nelle nostre scuole , a volte  nelle scuole di montagna  , la loro presenza  si è dimostrata essenziale per il mantenimento dei servizi , quali  l’asilo , la  scuola materna  e l’elementare , fino alle medie , ma non solo  , per non andare lontano  , a Palermo nel centro Storico  occorre mettere mano a  nuovi strumenti urbanistici  che davano per  spopolati   quartieri del  tipo l’Albegheria che invece risultano abitati prevalentemente  da   extracomunitari  .

Il dato  è conseguente  alla crescente ricomposizione delle famiglie  ( a partire  dalle storiche  badanti  filippine che   pian piano hanno cercato di ricomporle .   col richiamo graduale   dei mariti e dei figli maschi  , a Palermo   alcune strade   ormai    hanno i cartelli   nella lingua  delle comunità che vi abitano  )  .

Un’altra  novità   in continua  evoluzione  appare  il fenomeno dei matrimoni  misti   con un partner italiano  , il dato del 2008  si attesta    quasi a  24.000 matrimoni .

Di contro  l’Italia presenta  un basso tasso di natalità   e un aumento medio della popolazione  , con crescita graduale   di  servizi e cura  alla persona  al domicilio  , il dato  è confermato dal triennio 2005/2007  in cui sono state  avanzate  ben 500 mila istanze  di assunzione presentate da  famiglie ed  aziende.

Dove studiano ?

I figli dei lavoratori  immigrati frequentano le nostre scuole , dicevo  più sopra , contribuendo a volte  a  salvaguardare l’organico delle scuole di montagna  dei Comuni minori.

In totale  la popolazione scolastica  si attesta intorno ad una cifra  di  630 mila alunni , circa il 7%  del totale  ,  di questi alunni almeno  4  su  10  risultano nati in Italia  ,  per questo negli ultimi tempi la polemica  sulla cittadinanza  si è andata   ad  acutizzare in presenza  di  cittadini/non cittadini ,  che    sono presenti a  scuola  ad esempio  ma  non hanno la  cittadinanza  ancora  riconosciuta   , il dato del  2008  parla  di  53 mila cittadinanze   riconosciute  ma l’iter  risulta ancora complicato .

Degli alunni  richiamati più in alto  almeno  5000  studenti si laureano ogni anno  e  2 mila frequentano  un dottorato di ricerca .


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