|
09 Gennaio 2011
Il termine multiculturale è il termine comunemente usato per dare l’immagine dell’odierna società nella quale convivono etnie, lingue, culture fra loro diversissime.
Per dare una idea della nostra attuale società multiculturale richiamerò alcuni dati relativi alla situazione italiana ( ricavati anche dal Dossier Statistico immigrazione Caritas Migrantes ) .
Gli immigrati sono oggi in Italia oltre 4 milioni e 400 mila unità ( 7,2 ogni 100 abitanti , 6,2 è la media europea ) più o meno equamente distribuiti tra i due sessi e con una diffusione territoriale così all’incirca distribuito per macro regioni :
Regioni del Nord : 62,00% , Regioni del Centro : 25 % , Regioni del Meridione : 13 % .
La maggiore presenza di nazionalità : , nell’ordine : Romeni , Albanesi , Marocchini, Cinesi, Ucraini, Filippini e ancora un centinaio di altre meno numerose comunità .
In quali settori lavorano ?
Circa 2 milioni di lavoratori sono occupati nell’industria ( 35 % ) , nell’agricoltura ( il 7 % ) e soprattutto nei servizi (54 % ) , come sapevamo un po’ tutti .
Ma vi è un dato nuovo emerso da poco , almeno 180 mila risultano tra i titolari di impresa e versano allo Stato italiano un gettito fiscale di circa 5, 5 miliardi di € ( il 9,4 % del PIL nazionale ) e non solo , inviano ai loro paesi d’origine , come già facevano i nostri emigrati in Germania e in Belgio , ben 6 miliardi di rimesse utili a sfamare milioni e milioni di famiglie d’origine nel terzo mondo.
Di questi lavoratori quasi un milione sono iscritti al sindacato ( 12 % dei lavoratori attivi , escludendo in tale categoria i pensionati iscritti ) .
Quali sono le caratteristiche che ci aiutano ancora a leggere il fenomeno , del quale si parla a volta per partito preso e senza conoscere perfettamente i dati in continua evoluzione.
E partiamo dal bene rifugio per eccellenza che è la casa, almeno 1 immigrato su 10 ne è proprietario , e il dato tende ad evolversi in positivo dimostrando che vi è una tendenza al radicamento per il solo fatto dei figli nati in Italia e presenti nelle nostre scuole , a volte nelle scuole di montagna , la loro presenza si è dimostrata essenziale per il mantenimento dei servizi , quali l’asilo , la scuola materna e l’elementare , fino alle medie , ma non solo , per non andare lontano , a Palermo nel centro Storico occorre mettere mano a nuovi strumenti urbanistici che davano per spopolati quartieri del tipo l’Albegheria che invece risultano abitati prevalentemente da extracomunitari .
Il dato è conseguente alla crescente ricomposizione delle famiglie ( a partire dalle storiche badanti filippine che pian piano hanno cercato di ricomporle . col richiamo graduale dei mariti e dei figli maschi , a Palermo alcune strade ormai hanno i cartelli nella lingua delle comunità che vi abitano ) .
Un’altra novità in continua evoluzione appare il fenomeno dei matrimoni misti con un partner italiano , il dato del 2008 si attesta quasi a 24.000 matrimoni .
Di contro l’Italia presenta un basso tasso di natalità e un aumento medio della popolazione , con crescita graduale di servizi e cura alla persona al domicilio , il dato è confermato dal triennio 2005/2007 in cui sono state avanzate ben 500 mila istanze di assunzione presentate da famiglie ed aziende.
Dove studiano ?
I figli dei lavoratori immigrati frequentano le nostre scuole , dicevo più sopra , contribuendo a volte a salvaguardare l’organico delle scuole di montagna dei Comuni minori.
In totale la popolazione scolastica si attesta intorno ad una cifra di 630 mila alunni , circa il 7% del totale , di questi alunni almeno 4 su 10 risultano nati in Italia , per questo negli ultimi tempi la polemica sulla cittadinanza si è andata ad acutizzare in presenza di cittadini/non cittadini , che sono presenti a scuola ad esempio ma non hanno la cittadinanza ancora riconosciuta , il dato del 2008 parla di 53 mila cittadinanze riconosciute ma l’iter risulta ancora complicato .
Degli alunni richiamati più in alto almeno 5000 studenti si laureano ogni anno e 2 mila frequentano un dottorato di ricerca .
| < Prec. | Succ. > |
|---|








