delegazkosovo.jpgOrdine del giorno a sostegno dell'indipendenza del Kosovo approvato dal consiglio comunale di Chieri su proposta del consigliere Vincenzo Cucci. .

Il testo dell'ordine del giorno:

 

 

SEDUTA DEL 29.11.2007                                                                                             VERBALE N. 96

 

 

OGGETTO:        ORDINE DEL GIORNO PRESENTATO DAL CONSIGLIERE COMUNALE DEI DS CUCCI VINCENZO E SUCCESSIVAMENTE SOTTOSCRITTO DAL CONSIGLIERE COMUNALE DEI COMUNISTI ITALIANI LOMBARDI PIETRO, CIRCA PETIZIONE A SOSTEGNO DELL'INDIPENDENZA DEL KOSOVO.

 

              Il consigliere comunale Cucci Vincenzo ha presentato il seguente ordine del giorno:

 

"Chieri, 19.11.2007  

 

Premesso che:

il 15 novembre c. m. a Torino in Piazza Castello alle ore 10.00,  si è svolta una manifestazione  a sostegno dell'indipendenza del Kosovo, promossa dalla Federazione F.I.A.P.  Federazione Italo-Albanesi del Piemonte. A conclusione della suddetta manifestazione alle ore 10.30, una delegazione è stata ricevuta nel Palazzo della Giunta della Regione Piemonte dall'Assessore alla Cultura Prof. Gianni Oliva e dal Consigliere Diplomatico del Ministero degli Esteri Dr. Gianni Piccato, ai quali è stato letto e consegnato il seguente documento con oggetto: "Petizione a sostegno dell'indipendenza del Kosovo":

 

Torino 15 novembre 2007                                                  ALLE RAPPRESENTANZE DIPLOMATICHE DI:

Ø   REGIONE PIEMONTE

Ø   PROVINCIA DI TORINO

Ø   COMUNE DI TORINO

Ø   UFFICIO "PACE E COOPERAZIONE"DEL

                                                                                       COMUNE DI TORINO

 

OGGETTO: PETIZIONE A SOSTEGNO DELL'INDIPENDENZA DEL KOSOVO

 

C'era una volta... la Jugoslavia: e, siccome anche le favole finiscono, ora non c'è più!

Con le poche parole in prefazione, si intende evidenziare l'innegabile stato di fatto di una ex unione di regioni e di stati della penisola balcanica che, di fatto, non esiste più: solo la Serbia  si ostina a voler mantenere la sovranità sul Kosovo che, dal punto di vista storico, linguistico ed etnico, sin da epoca preromana, è sempre stato un Popolo di cultura e tradizioni diverse.

 

Con la presente petizione, in concomitanza con analoghe iniziative che, oggi giovedì 15 novembre 2007, hanno luogo in sostegno dell'indipendenza del Kosovo, noi, associazioni albanesi, italo-albanesi ed arbëreshë presenti in Torino ed in Piemonte, esprimiamo il nostro desiderio affinché,   si dia corso al riconoscimento dello status di indipendenza e autodeterminazione del Kosovo con la realizzazione del "piano Ahtisaari"

 

Riteniamo che, così come auspicato da autorevoli esponenti della politica internazionale, con il riconoscimento dell'indipendenza e all'autodeterminazione di quella regione, si darà finalmente corso:

-        ad una fase di stabilità politica in una regione europea così vicina a noi.

-        ad una fase di progetti economici e politici che, allo stato attuale, sono bloccati da uno status indefinito che non garantisce ai Kosovari nessun tipo di programmazione.  

-        al riconoscimento del diritto inviolabile a che un popolo, democraticamente, possa decidere del suo futuro, quindi, la piena  integrazione nel contesto a loro più congeniale e più vicino che è l'Unione Europea.

 

La mancanza dello status di autodeterminazione, l'impossibilità a poter autonomamente progettare e programmare il proprio futuro, tiene il popolo kosovaro in uno stato di permanente oblio, tutto questo si manifesta con una sensazione di costante insicurezza, una elevata disoccupazione, la mancata progettazione di un futuro che sono invece prassi normale per gli altri popoli liberi d'Europa.

 

Le ragioni di tale stato di fatto nella regione balcanica, possono essere ricercate:

-        ad iniziare dal VI e VII sec. d.C. nelle vicende della decadenza di ciò che era l'impero romano con la conseguente invasione delle zone illire da parte delle "tribù barbare".

-        nel 1389 con la battaglia in difesa di quei luoghi, da parte della coalizione cristiana che combatté contro l'invasione di quei territori da parte dell'impero ottomano.  

-        nel 1999 con la tentata pulizia etnica, da parte dei Serbi, verso il Popolo Kosovaro, azione questa che si credeva impensabile nel contesto dell'attuale Europa.

 

Le secolari vicende - qui appena accennate - se analizzate a fondo, daranno il convincimento che, unica soluzione per una pacifica convivenza per i popoli di quella zona, è l'autodeterminazione, quindi, la auspicabile indipendenza del Kosovo. 

 

Ritenendo che:  

la questione del Kosovo rappresenta un punto fondamentale per la stabilità di tutta l'area balcanica, la sua soluzione, quindi, rappresenterebbe un cardine fondamentale per il tentativo di "pacificazione" dei rapporti tra gli Stati sorti dopo la dissoluzione della Jugoslavia.

 

Considerato che:

- gli Usa  sono  pronti a riconoscere il Kosovo indipendente, riconoscimento verso il quale appaiono orientati anche alcuni Paesi europei, ma non senza diversità  di accenti all'interno dell'Unione Europea, mentre a confortare Belgrado vi e'  la posizione espressa dalla Russia,  la quale  valuta le scelte occidentali sul Kosovo indipendente come un "precedente" per le delicate situazioni analoghe nello spazio ex sovietico: in primo luogo quelle delle regioni separatiste georgiane di Abkhazia e Ossezia del Sud;

 

- a Chieri risiede una minoranza linguistica di origine albanese che ha dato vita all'Associazione denominata "Vatra Arbëreshe" di Coordinamento per il Piemonte, che da anni collabora con l'Amministrazione Comunale per la promozione e tutela del patrimonio culturale arbëresh.

 

Tutto ciò premesso e considerato,

il Consiglio Comunale impegna il Sindaco e la Giunta a:

inviare una lettera di sensibilizzazione alle Rappresentanze Diplomatiche dell' ONU, UE, USA, RUSSIA, SERBIA, KOSOVO e MINISTERO DEGLI ESTERI D'ITALIA, affinché sospingano le parti interessate (serbi e albanesi) a sedersi allo stesso tavolo delle trattative per trovare una soluzione che possa garantire da una parte le giuste rivendicazioni di autonomia da parte della fazione albanese (il Kosovo è abitato per il 90% da popolazione di etnia albanese) e dall'altra i diritti della Serbia, tenendo in giusta considerazione i fatti accaduti in riferimento alla pulizia etnica messa in atto dalla stessa Serbia, che nel 27 maggio '99 portò il Tribunale Penale Internazionale a dichiarare  Slobodan Milosevic criminale di guerra e  richiederne l'arresto.

 

 Con osservanza                                                                                   (F.to. Vincenzo Cucci

28.11.2007 Lombardi Pietro)".

 

 

IL CONSIGLIO COMUNALE

 

              Visto il su esteso ordine del giorno.

 

              Dato atto che la votazione, svoltasi per alzata di mano, da parte degli aventi diritto, dà il seguente risultato, accertato con l'assistenza degli scrutatori Consiglieri Sigg. Benedicenti, Lombardi, Mercurio e proclamato dal Presidente:

              Presenti               n. 24

              Votanti                n. 22

              Astenuti              n.   2 (Casalegno, Toaldo)

              Voti favorevoli   n. 22

 

A P P R O V A.

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La lingua arbëreshe viene snobbata
La lingua è l’elemento fondamentale che caratterizza una comunità e un intero popolo. Secondo Bruner la lingua svolge una funzione di trasmissione culturale. Infatti, diventa tramite necessario per la conservazione di pratiche culturali e religiose. Inoltre, non va dimenticato, nel caso della comunità di Piana degli Albanesi, che un ruolo fondamentale nella conservazione della lingua arbëreshe è stato giocato dai papades. Infatti, il primo testo il lingua arbëreshe è stato scritto nel 1592 da un sacerdote: Luca Matranga. Si tratta dell’ E Mbësuame e Krështerë – La Dottrina Cristiana Albanese. Nel corso dei secoli, come in parte ancora oggi, nelle chiese arbëreshe di Piana le preghiere si recitano in lingua. E, grazie al catechismo frequentato dai bambini che si preparano per la prima confessione, si ha la possibilità di dar vita a un continuum e tramandare alle nuove generazioni la lingua.
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Il presidente della Repubblica, Ilir Meta ha incoraggiato questo sabato i parlamentari italiani a fornire il loro supporto affinchè la lingua arbëreshe venga insegnata nelle scuole dei dei comuni minoritari. 
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Scoperto l’anno di nascita del poeta albanese sangiorgese Giulio Variboba
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Gerbidi e maggesi
E’ trascorso più di un secolo dai forse dimenticati “Moti di Palazzo Adriano”: una sollevazione contadina contro il padronato, motivata dalla ‘pretesa’ d’aumentare la propria quota spettante in grano dal 25% al 30% del raccolto, sollevazione sedata nel sangue. Allora la terra del mio paese dava da vivere ad una popolazione doppia rispetto a quella attuale. Purtroppo però l’inevitabile incremento demografico, dovuto a migliori condizioni igieniche e sanitarie e alla diminuzione della mortalità infantile, produceva una lenta ma continua emigrazione verso ‘il nuovo mondo’.
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Istituiti punti telematici per accedere all'Archivio di Stato albanese
'INIZIATIVA di creare una rete di Punti-Archivio per il mondo albanese, collegati elettronicamente con l'Archivio Centrale di Tirana, è partita alla fine del 2020, anche alla luce delle difficoltà create dalla crisi pandemica, su iniziativa della Direzione Generale degli Archivi d'Albania, guidata dal giovane Direttore generale Ardit Bido e dal suo staff del settore informatico, vista l'impossibilità per studenti, ricercatori e studiosi di utilizzare direttamente le fonti archivistiche in possesso dell'Archivio stesso.
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Napoli, polo storico di riferimento culturale per il mondo albanese e l’Arbëria
Al via lunedì 20 giugno alle 15,30 nella sede dell’Università degli studi di Napoli L’Orientale di Palazzo du Mesnil, in via Chiatamone 62, la prima delle due giornate del convegno internazionale “Napoli, polo storico di riferimento culturale per il mondo albanese e l’Arbëria” nel bicentenario della morte di Angelo Masci, intellettuale attivo a Napoli alla fine del ‘700. A lui si deve il “Discorso sull’origine, costumi, e stato attuale della natione Albanese”, pubblicato per la prima volta a Napoli nel 1807.
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Missiva a Spirlì
Buon giorno Signor Presidente, nella prima settimana dello scorso settembre Lei, in qualità di Vice Presidente della Regione, con la partecipazione di dirigenti di dipartimenti della stessa, dott.ssa Sonia Talarico, dott.ssa M. Antonella Cauteruccio, Dott. Maurizio Nicolai e dott.ssa Francesca Gatto, ha incontrato il CO.RE.MI.L. ed il giorno successivo il direttore della RAI Calabria, dottor Demetrio Crucitti, per gettare la basi ad una Convenzione Ragione-RAI.
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Recenzione libri: “Viaggio nella Calabria basiliana” di Enzo Cordasco
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Pubblicato il libro "Il grande sbarco"
Pubblicato per i tipi di Angelo Guerini e Associati S.r.l. il libro "Il grande sbarco" che racconta l'esodo albanese verso l'Italia negli anni 90: dalla prima accoglienza calorosa al rimpatrio. 
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Domenica, Novembre 13, 2005 Luigi Boccia Grammatica 30677
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E ardhmja e natës agimi. Ti e prite. E ardhmja e agimit dita e plotë. Ti e rrove. E ardhmja e ditës mbrëmja. Ti u krodhe në të. E ardhmja e mbrëmjes...