Programma delle celebrazioni e catechesi pasquale presso la chiesa di S. Atanasio a Roma.
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S. A T A N A S I O

 

Comunità Cattolica Bizantina - Via dei Greci 46 - 00187 Roma

 


 

CATECHESI PASQUALE

DI S. GIOVANNI CRISOSTOMO

 

Se uno è devoto e ama Dio, goda di questa festa bella e luminosa.

Se uno ha penato digiunando, adesso goda il suo denaro.

Se uno ha lavorato dalla prima ora, accetti oggi il giusto salario.

Se uno è venuto dopo la terza ora, festeggi con gratitudine.

Se uno è giunto dopo la sesta, per nulla dubiti: nulla perde.

Se uno ha tardato fino alla nona, s'avvicini, non esiti affatto.

Se uno è giunto solo all'undecima, non tema il ritardo.

Infatti, il Signore è premuroso: accetta l'ultimo, proprio come il primo, dà riposo a quello dell'undecima, come a chi ha operato dalla prima, e fa misericordia all'ultimo, e cura il primo, e dona a quello, e fa grazia a questo, e accetta le opere, e accoglie l'intenzione, e onora l'attivarsi, e loda il proposito. Tutti entrate, dunque, nella gioia del Signore nostro: sia i primi, sia i secondi, godete la ricompensa.

Ricchi e poveri, giubilate insieme.

Astinenti e pigri, onorate il giorno.

Digiunanti e non digiunanti, rallegratevi oggi.

La mensa è ricolma, vivete felicemente.

Il vitello è grosso, nessuno esca affamato.

Tutti godano il convito della fede. Godete tutti la ricchezza della bontà, poiché si è manifestato il regno comune.

Nessuno gema per i suoi errori: poiché il perdono è sorto dal sepolcro. Nessuno tema la morte: poiché ci ha liberati la morte del Salvatore: ne era trattenuto, la ha spenta. Ha depredato l'Inferno Colui che discende nell'Inferno. Ha amareggiato l'Inferno, che ha gustato la carne di Lui. Anticipando questo, Isaia ha gridato:

"L'Inferno - afferma - è stato amareggiato!",

avendovi incontrato Te.

Fu amareggiato: poiché fu esautorato del tutto.

Fu amareggiato: poiché fu umiliato per sempre.

Fu amareggiato: poiché fu reso morto per sempre.

Fu amareggiato: poiché fu schiantato per sempre.

Fu amareggiato: poiché fu legato per sempre.

Ha afferrato un corpo: e s'è scontrato con un Dio.

Ha afferrato la terra: e s'è incontrato con il cielo

Ha afferrato quanto vedeva: ed è caduto dove non vedeva.

Dove sta, morte, il tuo aculeo? Dove sta, Inferno, la tua vittoria?

E' risorto Cristo, e tu sei stato precipitato.

E' risorto Cristo e sono caduti i demoni.

E' risorto Cristo, e gioiscono gli Angeli.

E' risorto Cristo, e la Vita vive splendidamente.

E' risorto Cristo, nessuna morte incombe sui sepolcri.

Poiché Cristo Risorto dai morti è divenuto, primizia dei dormienti.

A Lui la gloria e la potenza per i secoli dei secoli.     Amìn

(traduzione di Tommaso Federici)

Pasqua 2007

 

In memoria

di Tommaso Federici

 

Il 15 aprile, la prima domenica dopo Pasqua, detta di Tommaso, la Comunità Cattolica Bizantina che frequenta questa chiesa di S. Atanasio ricorderà il prof. Tommaso Federici (30 aprile 1927 - 13 aprile 2002). Sarà celebrato un trisaghion a conclusione della Divina Liturgia che avrà inizio alle ore 10,30.

Durante la sua vita, il prof. Federici, oltre al suo interesse scientifico e didattico per le tradizioni liturgiche orientali, ha frequentato per anni questa chiesa e ha aiutato il Circolo di Cultura "Besa -Fede" con le sue lezioni.

Subito dopo l'evento del Concilio Vaticano II (1962-1965) egli ha partecipato attivamente alle iniziative del Circolo ecumenico "Koinonia" sempre presso questa chiesa.

E per anni ha diretto e animato la lectio divina settimanale, sul libro dell'Esodo e sulla Apocalisse con competenza biblica e con zelo generoso per la presentazione e lo studio della Parola di Dio. A suo nome è stata costituita una "Fondazione" con lo scopo di promuovere la conoscenza del suo insegnamento. La Fondazione ha pubblicato un primo volume, opera postuma, dal titolo: "Cristo Signore risorto, amato e celebrato" (EDB, Bologna 2005) con una presentazione di S. E. Mons. Vincenso Apicella.

Eleuterio F. Fortino


ANNUNCIO DELLA RESURREZIONE NELLA CHIESA DI S. ATANASIO A ROMA

 


 

Terminato il mesoniktikon, a luci spente, il celebrante accende il cero dalla "lampada asveston, inestinguibile" che arde sempre nel Vima, invita il popolo ad accendere il proprio cero con questo inno:

 

"Venite, prendete luce dalla Luce che non conosce tramonto e glorificate Cristo, risorto dai morti".

 

Si ripete l'inno fino a quando non avranno tutti acceso il cero. Quindi si forma una processione per recarsi fuori della Chiesa, nel luogo dove sarà proclamato l'Evangelo della resurrezione, mentre si canta ripetutamente questo altro inno:

 

Gli angeli inneggiano in cielo! Fa' che anche noi sulla terra siamo resi degni di glorificarti con cuore puro.

 

Il vangelo che si proclama è preso da Matteo (28, 1-10), oppure da Marco (16,1-8) su l'apparizione di Cristo alle donne mirofore:

 

"Voi cercate il Nazareno, il crocifisso. E' risorto non è qui. Ecco il luogo dove l'avevano deposto. Ora andate e dite ai suoi discepoli e a Pietro che egli vi precede in Galilea. Là lo vederete".

 

Terminata la proclamazione del vangelo si canta l'inno della resurrezione:

 

Cristo è risorto dai morti con la sua morte ha calpestato la morte, dando la vita a coloro che giacevano nei sepolcri".

 

Dopo la grande litania degli irinikà, si ricompone la processione per rientrare in chiesa. La porta della chiesa è chiusa.

 

 

APERTURA DELLA PORTA

 

 

Il celebrante con la croce astile bussa alla  porta: ha luogo un dialogo con il lettore che sta all'interno della chiesa  sulla base del salmo 23 (24), 7-10:

 

Celebrante:

Sollevate, porte, i vostri frontali,

alzatevi porte antiche,

Ed entri il re della gloria!

 

Il lettore:

Chi è il re della gloria?

 

Celebrante:

Il Signore forte e potente,

il Signore potente in battaglia.

Sollevate, o porte, i vosri frontali,

alzatevi porte antiche,

ed entri il re della gloria.

 

Il lettore:

Chi è il re della gloria?

 

Il celebrante:

Il Signore degli eserciti è il re della gloria!

 

Si spalanca la porta, la processione preceduta dalla croce entra in chiesa, completamente illuminata, mentre si canta il canone di s. Giovanni Damasceno:

 

E' il giorno della risurrezione! Risplendiamo di luce, o popoli. E' la Pasqua del Signore, Pasqua! Cristo, Dio nostro, ha trasferito dalla morte alla vita, dalla terra al cielo, noi che cantiamo l'inno della vittoria!

 

Segue l'òrthros che si conclude con il seguente doxastikòn delle lodi:

 

E' questo il giorno della resurrezione! Risplendiamo di luce in questa solennità ed abbracciamoci gli uni gli altri. Diciamo, fratelli, anche a quelli che ci odiano: perdoniamo tutto nel giorno della resurrezione e con essi gridiamo: "Cristo è risorto dai morti con la sua morte ha calpestato la morte, dando la vita a coloro che giacevano nei sepolcri".

 

A questo punto ha luogo l'abbraccio fra tutti presenti.



PROCLAMAZIONE DELL'EVANGELO A TUTTE LE GENTI

 


 

La sera della domenica di Pasqua si celebra l'esperinòs con la proclamazione dell'Evangelo in varie lingue per sottolineare il mandato del Signore risorto di fare discepoli tutti i popoli. Si cantano i seguenti stichirà:

 

Venite adoriamo il Verbo di Dio, generato dal Padre prima dei secoli, che si è incarnato dalla Vergine Maria. Dopo aver subito la croce è stato sepolto, come volle e, risorto dai morti, ha salvato me, uomo smarrito.

 

Cristo, Salvatore nostro, avendo inchiodata alla croce il chirògrafo dei nostri peccati, lo ha cancellato e ha distrutto la potenza della morte. Adoriamo la sua resurrezione al terzo giorno.

 

Inneggiamo con gli arcangeli alla resurrezione di Cristo. Egli è il liberatore e il salvatore delle anime nostre e nuovamente verrà con gloria tremenda e grande potenza a giudicare il mondo, che ha plasmato.

 

Te, crocifisso e sepolto, l'angelo ha proclamato Signore e diceva alle donne: "Venite, vedete dove giaceva il Signore; è risorto, come onnipotente". Perciò adoriamo te, il solo Immortale, o Cristo, datore di vita, abbi pietà di noi.

 

Sulla croce hai distrutto la maledizione del legno e nella tua sepoltura hai disfatto la potenza della morte. Nella tua resurrezione hai illuminato il genere umano: Perciò ti gridiamo: "O Cristo, Dio nostro, benefattore, gloria a te".

 

Le porte della morte per il timore si aprirono, o Signore, davanti a te; e i custodi dell'Ade, vedendoti ne furono sbigottiti. Stritolasti le porte di bronzo e frantumasti le sbarre di ferro, traendoci fuori dalle tenebre e dall'ombra di morte e spezzando le nostre catene.

 

Dopo l'Isodos e il canto del Fos ilaròn (luce gioiosa) si proclama la seguente pericope evangelica (Gv 20, 19-25), suddivisa in tre brani che uno dopo l'altro vengono proclamati in varie lingue:

 

La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei giudei, venne Gesù e si fermò in mezzo a loro e disse: "Pace a voi!" Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. I discepoli gioirono nel vedere il Signore.

 

Gesù disse loro di nuovo: "Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi. Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: "Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati, saranno rimessi, e a chi non li rimetterete, non rimessi resteranno.

 

Tommaso, uno dei dodici, chiamato dìdimo (gemello), non era con loro quando venne Gesù. Gli dissero allora gli altri discepoli: "Abbiamo visto il Signore". Ma egli disse loro: "Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi, e non vedo la mia mano nel suo costato, non crederò".

 

 

Seguono gli apòsticha della resurrezione:

 

La tua resurrezione, o Cristo salvatore, ha illuminato tutto l'universo; tu hai richiamato a te la tua creatura, Signore onnipotente, gloria a te!

 

 

Una Pasqua sacra oggi ci è stata rivelata; Pasqua nuova, santa; Pasqua mistica, Pasqua degna di venerazione; Pasqua, il Cristo liberatore; Pasqua immacolata; Pasqua grande, Pasqua dei credenti, Pasqua che schiude le porte del Paradiso; Pasqua che santifica tutti i fedeli".


SETTIMANA SANTA E PASQUA IN S. ATANASIO A ROMA

2007

 

 

"Credo in un solo Signore Gesù Cristo

...e patì e fu sepolto e il terzo giorno risuscitò,  secondo le Scritture"

 

 

DOMENICA - PALME

ore 10,30

Benedizione delle Palme
Liturgia di S. Giovanni Crisostomo

 

ore 18,45

Akoluthia del Nymphios

 

LUNEDI'  SANTO

 

ore 18,45

 

Liturgia dei Presantificati

 

MARTEDI'  SANTO

 

ore 18,45

 

Liturgia dei Presantificati

 

MERCOLEDI' SANTO

 

ore 18,45

 

Liturgia dei Presantificati

 

GIOVEDI' SANTO

 

ore 10,00

 

Esperinòs e Liturgia di S. Basilio

 

ore 18,00

Ufficio della Passione

(Lettura dei 12 Vangeli)

VENERDI' SANTO

ore 10,00

Ora Nona - Esperinòs

e Deposizione dalla Croce

 

ore 18,00

Epitaphios thrinos

Enkomia

Processione

SABATO SANTO   

ore 10,00

Esperinòs e Liturgia di S. Basilio

 

ore 23,00

Mesonyktikòn

Anastasis

Orthros

Liturgia di S. Giovanni Crisostomo

DOMENICA DI PASQUA

ore 10,30

Liturgia di S. Giovanni Crisostomo

 

ore 19,00

Esperinòs

Proclamazione dell'Evangelo in varie lingue

 

 

^^^^^^^^^^^

 

 

Xristo;" ajnevsth ejk nekrw'n  qanavtw/  qavnaton pathvsa"

kai; toi'" ejn toi'?" mnhvmasi zwh;n  carisa;meno".

Cristo è risorto dai morti, con la morte ha calpestato la morte

 e a quanti giacevano nei sepolcri ha donato la vita.

U ngjall nga varri Zoti Krisht, me vdekje vdekjen dyke shkelur,

 edhe të varrosurve një jetë ja duroi të re.

 

 

Pasqua 2007

 

S. ATANASIO

COMUNITA' CATTOLICA BIZANTINA

00187 ROMA - VIA DEI GRECI 46

 

 

E' questo il giorno di santa convocazione,

il giorno uno della settimana, festa delle feste

benediciamo il Cristo risorto dai morti.

Orthros di Pasqua

 

 

Durante le celebrazioni della Grande e Santa Settimana

vi ricorderò al Signore

e per le gioiose feste pasquali vi presento il mio augurio cordiale,

 

 

 

 

Roma, Pasqua 2007

 

 

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X anniversario della chirotonia episcopale del Vescovo di Lungro
Ricordiamo con piacere la ricorrenza del X anniversario della chirotonia episcopale del Vesovo di Lungro, S.E. Mons. Donato Oliverio. Dieci anni di episcopato denso e ricco di ferventi attività. Felicitazioni al nostro vescovo!εἰς πολλὰ ἔτη, Δέσποτα
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Il giardino dei sensi
Sensi e spiritualità: due parole in apparenza contraddittorie. Eppure tutta la Bibbia brulica di personaggi e di scene sensuali, come un "giardino delle delizie" in cui la vista, l'udito, il tatto, il gusto e l'odorato celebrano il loro festino. .
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Discorso di Papa Paolo VI in occasione del IV centenario del Collegio Greco di Roma
Sabato, 30 aprile 1977 Venerati Fratelli e carissimi Figli! Ispirato ad intonazione di profonda letizia, dopo i bei canti liturgici e le devote parole del Signor Cardinale Paul Philippe, è l'odierno incontro, il quale, se di per sé si collega ad una ricorrenza quattro volte centenaria - quella della fondazione in Roma del Collegio Greco di S. Atanasio - si apre, peraltro, e si allarga nella visione della Chiesa d'Oriente, che con la Chiesa Latina forma l'unica ed indivisa Chiesa di Cristo. Il Nostro saluto, come alle Autorità religiose qui presenti, si dirige naturalmente a voi, Alunni e Superiori del Collegio, perché siete voi i festeggiati; e si rivolge ancora ai condiscepoli degli altri Istituti eretti nell'Urbe per l'educazione del Clero di rito orientale, perché tutti insieme voi ponete dinanzi ai nostri occhi questa consolante realtà di coesione ecclesiale. .
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Typikà locali parrocchiali nella chiesa arbëreshe
Nel passato circolavano tra le Comunità arbëreshe di Calabria, oltre a typikà bizantini stampati generalmente a Venezia, comodi rubricari manoscritti che riproducevano le norme generali, ma introducevano anche elementi locali. Per una storia autentica dell’evoluzione storica della tradizione bizantina tra gli Arbëreshë è indispensabile conoscere questi documenti che ci riportano  la prassi concreta. .
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Giorgio Castriota Skanderbeg tra storia e mito
La parrocchia greca di Cosenza dell'Eparchia di Lungro e, in particolare, il parroco protopresbitero Pietro Lanza, stanno ricordando nel corso di questa settimana l'eroe albanese Giorgio Kastriota Skanderbeg a 550 anni dalla sua morte. Oltre ai vari eventi segnalati sul calendario di Jemi.it, è stata diffusa anche una monografia contenuta nel volume I Padroni dell’Acciaio, scritta da Gabriele Campagnano Zweilawyer e illustrata da Francesco Saverio Ferrara.
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Il Padre di tutti, l’Amico di sempre
“Ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi, altri che lottano un anno e sono più bravi, ci sono quelli che lottano più anni e sono ancora più bravi, però ci sono quelli che lottano tutta la vita: essi sono gli indispensabili”.                                                                    Bertolt BrechtIl tempo scorre inesorabilmente, i modi di vita cambiano sempre più rapidamente, poche cose permangono, così come i sentimenti, forse perché sanno di eternità. E il “sentimento del ricordo”, anche se in modo diverso da individuo a individuo, vive sempre in ognuno.
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Spigolature storico-biografiche del siculo-arbëresh Francesco Crispi nel 195° anniversario della nascita
Nacque a Ribera (Agrigento) il 4 ottobre 1818, compì i primi studi nel seminario greco-albanese di Palermo, e si laureò in Giurisprudenza nel 1837. L’anno dopo sposò Rosa D’Angelo che morì nel 1840. Nel 1839, Francesco Crispi (1) aveva fondato e diresse poi per tre anni, il giornale “L’ORETEO”. Nel 1844 si presentò a un concorso per la magistratura, riuscendo primo, ma in seguito rinunciò per esercitare l’avvocatura a Napoli. Intanto si occupava di politica, svolgendo idee e propaganda liberali.
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La Presidente Succurro ha incontrato l’Ambasciatore del Kosovo in Italia
Nella splendida cornice del Salone degli Specchi della Provincia di Cosenza si è svolta, nel pomeriggio di giovedì 23 giugno, la visita dell’Ambasciatore della Repubblica del Kosovo in Italia – S.E. Sig.ra Lendita Haxhitasim, accolta anche da una nutrita delegazione di Sindaci delle Comunità arbëreshë del territorio cosentino.
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Sant’Atanasio dei Greci: calendario Grande Quaresima 2022
Riportiamo qui di seguito il programma completo delle celebrazioni della Grande Quaresima e della Grande e Santa Settimana dell'anno 2022 presso la chiesa di Sant'Atanasio dei Greci a Roma. I testi dei riti sono presenti sul sito: www.liturgiabizantina.it
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“Arbëria Viva” di Arbër Agalliu premiato a Moda Movie
Il cortometraggio di Arbër Agalliu sulle minoranze linguistiche arbëresh ha ricevuto il premio speciale durante la kermess di moda e cinema "Moda Movie" a Cosenza. 
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La Rai Calabria sostiene la cultura e la lingua arbëreshe in Italia attraverso programmi dedicati
In Calabria, la Rai prevede di promuovere la lingua e la cultura arbëreshë, come stabilito nel nuovo contratto di servizio per il periodo 2023-2028, approvato definitivamente dal Consiglio di Amministrazione dell'azienda radiotelevisiva, presieduto da Marinella Soldi.
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La lingua arbëreshe viene snobbata
La lingua è l’elemento fondamentale che caratterizza una comunità e un intero popolo. Secondo Bruner la lingua svolge una funzione di trasmissione culturale. Infatti, diventa tramite necessario per la conservazione di pratiche culturali e religiose. Inoltre, non va dimenticato, nel caso della comunità di Piana degli Albanesi, che un ruolo fondamentale nella conservazione della lingua arbëreshe è stato giocato dai papades. Infatti, il primo testo il lingua arbëreshe è stato scritto nel 1592 da un sacerdote: Luca Matranga. Si tratta dell’ E Mbësuame e Krështerë – La Dottrina Cristiana Albanese. Nel corso dei secoli, come in parte ancora oggi, nelle chiese arbëreshe di Piana le preghiere si recitano in lingua. E, grazie al catechismo frequentato dai bambini che si preparano per la prima confessione, si ha la possibilità di dar vita a un continuum e tramandare alle nuove generazioni la lingua.
La lingua è l’elemento fondamentale che caratterizza una comunità e un intero popolo. Secondo Bruner la lingua svolge una funzione di trasmissione culturale. Infatti, diventa tramite necessario per la conservazione di pratiche culturali e religiose. Inoltre, non va dimenticato, nel caso della comunità di Piana degli Albanesi, che un ruolo fondamentale nella conservazione della lingua arbëreshe è stato giocato dai papades. Infatti, il primo testo il lingua arbëreshe è stato scritto nel 1592 da un sacerdote: Luca Matranga. Si tratta dell’ E Mbësuame e Krështerë – La Dottrina Cristiana Albanese. Nel corso dei secoli, come in parte ancora oggi, nelle chiese arbëreshe di Piana le preghiere si recitano in lingua. E, grazie al catechismo frequentato dai bambini che si preparano per la prima confessione, si ha la possibilità di dar vita a un continuum e tramandare alle nuove generazioni la lingua. Read More...
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Il presidente albanese Meta chiede che l'arbëresh venga insegnato a scuola
Il presidente della Repubblica, Ilir Meta ha incoraggiato questo sabato i parlamentari italiani a fornire il loro supporto affinchè la lingua arbëreshe venga insegnata nelle scuole dei dei comuni minoritari. 
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Scoperto l’anno di nascita del poeta albanese sangiorgese Giulio Variboba
La ricerca sul poeta D. Giulio Varibobba non finisce mai di stupire. Sono stati rintracciati ultimamente importanti fonti documentali presso archivi pubblici e privati sulla comunità di San Giorgio Albanese in provincia di Cosenza.
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Gjitonia te fshati global
Ndoshta ngë mënd të njihen vetat o bashkësìtë nga llargu: dëftohen neve vetëm tue u jetuar përkrahu atyre, tue i dashur. “Një njohje e madhe ë’ bijë e njëi dashurìe”: ndjenjat, nëse të dëlirë, ngë janë të rreme. Kerkoj te zëmbra e njerìut dhe gjej patëmetësì (/ndershmërì), parimësì, e vërtetë dhe kushtin e mundësìsë fizike, psikike, shpirtërore shpëtuese të njëi bote të globalizuame dhe në ndryshim të shpejtë. Për këtë, pikërisht tue vërejtur atje ku duket e zhdukur zëmbra, kërkoj të gjej gjurmën e ndonjëi mundësìe të aftë të bejë të ringjallet lirìa e brëndshme dhe hapja ndaj tjerëvet.
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Gerbidi e maggesi
E’ trascorso più di un secolo dai forse dimenticati “Moti di Palazzo Adriano”: una sollevazione contadina contro il padronato, motivata dalla ‘pretesa’ d’aumentare la propria quota spettante in grano dal 25% al 30% del raccolto, sollevazione sedata nel sangue. Allora la terra del mio paese dava da vivere ad una popolazione doppia rispetto a quella attuale. Purtroppo però l’inevitabile incremento demografico, dovuto a migliori condizioni igieniche e sanitarie e alla diminuzione della mortalità infantile, produceva una lenta ma continua emigrazione verso ‘il nuovo mondo’.
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Istituiti punti telematici per accedere all'Archivio di Stato albanese
'INIZIATIVA di creare una rete di Punti-Archivio per il mondo albanese, collegati elettronicamente con l'Archivio Centrale di Tirana, è partita alla fine del 2020, anche alla luce delle difficoltà create dalla crisi pandemica, su iniziativa della Direzione Generale degli Archivi d'Albania, guidata dal giovane Direttore generale Ardit Bido e dal suo staff del settore informatico, vista l'impossibilità per studenti, ricercatori e studiosi di utilizzare direttamente le fonti archivistiche in possesso dell'Archivio stesso.
'INIZIATIVA di creare una rete di Punti-Archivio per il mondo albanese, collegati elettronicamente con l'Archivio Centrale di Tirana, è partita alla fine del 2020, anche alla luce delle difficoltà create dalla crisi pandemica, su iniziativa della Direzione Generale degli Archivi d'Albania, guidata dal giovane Direttore generale Ardit Bido e dal suo staff del settore informatico, vista l'impossibilità per studenti, ricercatori e studiosi di utilizzare direttamente le fonti archivistiche in possesso dell'Archivio stesso. Read More...
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Napoli, polo storico di riferimento culturale per il mondo albanese e l’Arbëria
Al via lunedì 20 giugno alle 15,30 nella sede dell’Università degli studi di Napoli L’Orientale di Palazzo du Mesnil, in via Chiatamone 62, la prima delle due giornate del convegno internazionale “Napoli, polo storico di riferimento culturale per il mondo albanese e l’Arbëria” nel bicentenario della morte di Angelo Masci, intellettuale attivo a Napoli alla fine del ‘700. A lui si deve il “Discorso sull’origine, costumi, e stato attuale della natione Albanese”, pubblicato per la prima volta a Napoli nel 1807.
Al via lunedì 20 giugno alle 15,30 nella sede dell’Università degli studi di Napoli L’Orientale di Palazzo du Mesnil, in via Chiatamone 62, la prima delle due giornate del convegno internazionale “Napoli, polo storico di riferimento culturale per il mondo albanese e l’Arbëria” nel bicentenario della morte di Angelo Masci, intellettuale attivo a Napoli alla fine del ‘700. A lui si deve il “Discorso sull’origine, costumi, e stato attuale della natione Albanese”, pubblicato per la prima volta a Napoli nel 1807. Read More...
Missiva a Spirlì
Buon giorno Signor Presidente, nella prima settimana dello scorso settembre Lei, in qualità di Vice Presidente della Regione, con la partecipazione di dirigenti di dipartimenti della stessa, dott.ssa Sonia Talarico, dott.ssa M. Antonella Cauteruccio, Dott. Maurizio Nicolai e dott.ssa Francesca Gatto, ha incontrato il CO.RE.MI.L. ed il giorno successivo il direttore della RAI Calabria, dottor Demetrio Crucitti, per gettare la basi ad una Convenzione Ragione-RAI.
Buon giorno Signor Presidente, nella prima settimana dello scorso settembre Lei, in qualità di Vice Presidente della Regione, con la partecipazione di dirigenti di dipartimenti della stessa, dott.ssa Sonia Talarico, dott.ssa M. Antonella Cauteruccio, Dott. Maurizio Nicolai e dott.ssa Francesca Gatto, ha incontrato il CO.RE.MI.L. ed il giorno successivo il direttore della RAI Calabria, dottor Demetrio Crucitti, per gettare la basi ad una Convenzione Ragione-RAI. Read More...
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Recenzione libri: “Viaggio nella Calabria basiliana” di Enzo Cordasco
Continua l'ondata di interesse per gli insediamenti monastici basiliani in Calabria. Proproniamo il libro "Viaggio nella Calabria basiliana" di Enzo Cordasco che offre un itinerario nella Calabria bizantina comprendendo diversi contesti arbëreshë.
Continua l'ondata di interesse per gli insediamenti monastici basiliani in Calabria. Proproniamo il libro "Viaggio nella Calabria basiliana" di Enzo Cordasco che offre un itinerario nella Calabria bizantina comprendendo diversi contesti arbëreshë. Read More...
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Il progetto e l'evento. Gioacchino, Dante, Michelangelo, Scarpa e i cerchi trinitari
L'architetto-filosofo lungrese, Enzo Mattanò, ha appena pubblicato un importante testo che contribuisce ad inquadrare la centralità della teologia figurativa di Gioacchino da Fiore nel pensiero filosofico occidentale.
L'architetto-filosofo lungrese, Enzo Mattanò, ha appena pubblicato un importante testo che contribuisce ad inquadrare la centralità della teologia figurativa di Gioacchino da Fiore nel pensiero filosofico occidentale. Read More...
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Pubblicato il libro "Il grande sbarco"
Pubblicato per i tipi di Angelo Guerini e Associati S.r.l. il libro "Il grande sbarco" che racconta l'esodo albanese verso l'Italia negli anni 90: dalla prima accoglienza calorosa al rimpatrio. 
Pubblicato per i tipi di Angelo Guerini e Associati S.r.l. il libro "Il grande sbarco" che racconta l'esodo albanese verso l'Italia negli anni 90: dalla prima accoglienza calorosa al rimpatrio.  Read More...

ATTUALITÀ

Giovedì, Novembre 18, 2004 Luigi Boccia Chiesa e Religione 8434
Discorso pronunciato da S.E. il Card. Camillo...
Lunedì, Gennaio 23, 2006 Luigi Boccia Chiesa e Religione 12630
Secondo la tradizione, i territori dell’attuale...

LA LINGUA - GJUHA JONE

Domenica, Novembre 13, 2005 Luigi Boccia Grammatica 30677
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Martedì, Marzo 07, 2006 Pietro Di Marco Aspetti generali 12343
E ardhmja e natës agimi. Ti e prite. E ardhmja e agimit dita e plotë. Ti e rrove. E ardhmja e ditës mbrëmja. Ti u krodhe në të. E ardhmja e mbrëmjes...