visar_zhiti.jpgL'Università L'Orientale di Napoli ha organizzato un Convegno Internazionale sul tema "A vent'anni dalla caduta del Muro di Berlino - Testimonianze, Rappresentazioni, Riflessioni". Il Convegno si è sviluppato a due riprese: la prima ha avuto luogo il 1-2 ottobre, mentre la seconda il 28-29-30 ottobre 2009. Vi hanno preso parte studiosi tedeschi, albanesi, ungheresi, russi, polacchi, bulgari, croati, cechi, nordamericani e naturalmente italiani da varie università.
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Nella prima sessione, per il settore albanese, ha partecipato il Dr. Visar Zhiti, Ministro I Consigliere dell'Ambasciata albanese a Roma, il quale ha svolto, in maniera originale, il tema "Il Muro di Berlino e la letteratura albanese che conosco io".

Il relatore ha esordito affermando che il Muro di Berlino ha diviso il mondo in  due aree di influenza in continuo conflitto, mentre la Statua del dittatore Enver Hoxha, come "un mostro di bronzo", ha separato l'Albania dall'Europa, anzi da tutto il resto del mondo e, ancor peggio, ha diviso ogni cittadino dall'altro e cosa ancora più crudele da se stesso.

Prof. Italo Costante Fortino



 
La caduta della statua di Enver Hoxha, in Albania, ha dato vita alla speranza che affonda le radici in quella parte della letteratura che, dissenziente e tenace, attraverso la metafora ha osato manifestare la libertà di pensiero e osannare ai diritti dell'uomo. A ragione, oggi, si può parlare di una letteratura della libertà - o del dissenso - che proviene dall'inferno del carcere, dal fango del confino, che reclama di essere letta e compresa.

I - Due realtà di una stessa letteratura.

Il Muro di Berlino e in particolare la statua di Enver Hoxha hanno diviso anche la letteratura: una metà si è affermata in Albania, un'altra nella Kosova, ma anche nella Macedonia e nel Montenegro, negli Stati Uniti e nella diaspora arbёreshe in Italia. I diversi mondi letterari non comunicavano tra loro: gli uni erano morti per gli altri. L'Albania era chiusa nella repressione della fortezza-prigione e, senza i valori del passato, gli scrittori che, obbligati, seguivano i principi del realismo socialista, producevano opere che assomigliavano a un muro divisorio: esaltavano il comunismo, il dittatore Enver Hoxha, il Partito, osteggiavano l'occidente e l'Italia contro la quale elevarono un altro muro, il mare Adriatico.

In contrasto con la letteratura del realismo socialista sorse un'altra letteratura, la letteratura dell'opposizione, in condizioni difficili e al limite dell'immaginario. La letteratura dell'opposizione, erede della vera letteratura, in cinquant'anni di dittatura culturale seppe trovare i modi per ergersi a baluardo dei valori umani del libero pensiero e della libera espressione.

Il Dr. Visar Zhiti ha esposto nove modi in cui si espresse la resistenza della letteratura al potere totalitario.

Egli ha preferito iniziare non dal primo modo, ma dal terzo che consiste nell'uso della metafora e del linguaggio di Esopo, un modo per mimetizzarsi e non essere perseguitati. La finzione della favola, il racconto di fatti di altri tempi e di altri contesti diventavano strumenti allusivi che trasmettevano un messaggio che, molto spesso, veniva capito perfettamente dai lettori, come avviene in alcuni romanzi del più noto scrittore Ismail Kadare.

Il quarto modo che ha influenzato la formazione dell'opposizione alla cultura dominante si individua nelle traduzioni di opere straniere in albanese, benché spesso proibite. Il relatore ha fatto nomi eccellenti di traduttori: Gjon Shllaku ha tradotto Omero, Pashko Gjeçi la Divina Commedia di Dante, Kasёm Trebeshina ha tradotto i drammi di Gancia Lorca.

Il quinto modo in cui si espresse l'opposizione consiste nel ricorso all'umorismo, alla satira e al sarcasmo. Alcune compagnie teatrali albanesi, che non venivano prese sul serio dal regime, sorte soprattutto a Scutari, riuscivano a insinuare il germe della critica, del malcontento e del ridicolo. Per gli autori dei testi non tardò a farsi sentire la scure della proibizione e del carcere.

Il sesto modo di creare opposizione scaturì dalla letteratura che proveniva dalla vicina Kosova che esprimeva posizioni alternative a quella del realismo socialista, con una forma più moderna, più libera, più europea, con una forte vocazione identitaria tradizionalmente albanese. Ali Podrimja, Azem Shkreli, Anton Pashku venivano letti di nascosto. Le opere albanesi della Kosova passavano clandestinamente il confine, ivi compresa la letteratura occidentale tradotta in albanese nella Kosova.

Il settimo modo che favorì l'opposizione è stato il basso profilo estetico della letteratura del realismo socialista, che a lungo andare contribuì a creare in molti lettori un atteggiamento di rifiuto perché ritenuta letteratura vuota e nauseante.

Dopo questo settimo punto, il relatore, ritornando indietro, ha presentato il secondo modo, ossia quello che riguarda le opere proibite dal regime perché contenevano errori ideologici e politici e addirittura una forma che non si confaceva al realismo socialista. Alcuni romanzi di Petro Marko, di Dhimitёr Xhuvani, di K. Kosta, i poemi di Viktor Qurku, Faslli Haliti sono stati ritirati dalla circolazione e gli autori obbligati a lavorare nei cantieri o nelle fattorie. Altre opere di autori eccellenti, Dritёro Agolli e Ismail Kadare,  sono state messe al "bando in silenzio", in maniera più morbida, con la richiesta agli autori di riscrivere le opere che presentavano perplessità.

Infine Visar Zhiti ha trattato del primo punto: i condannati per dissidenza vera e propria. Alcuni furono condannati anche dopo morte, come il francescano Padre Gjergj Fishta; altri, condannati, si rifugiarono all'estero: Ernest Koliqi, fondatore del racconto moderno albanese, Martin Camaj, poeta e romanziere, Arshi Pipa, autore di liriche scritte in carcere sulle cartine delle sigarette, Bilal Xhaferri, pubblicista, mentre Kasёm Trebeshina, alto esponente del Partito comunista, subì il carcere in Albania, come Pjetёr Arbnori, condannato a morte, e poi graziato, scrisse in carcere romanzi che faceva passare come traduzioni. L'elenco degli scrittori del carcere è lungo: Frederik Reshpja che non accettò neanche l'atto d'accusa perché scritto con errori ortografici, Lazer Radi, giornalista e poeta laureato a Roma, Astrit Delvina, anch'egli laureato a Roma scrisse romanzi in carcere ma pubblicati postumi, l'affascinate scrittrice Musine Kokalari, laureata in Italia, condannata come avversaria politica perché voleva fondare un partito democratico, fu lasciata morire sola e gettata su un camion che trasportava materiale edilizio.

A questo punto Visar Zhiti ricorda che anche lui trascorse molti anni in carcere per le sue poesie considerate non in linea con il realismo e perché figlio di Hekuran Zhiti, a sua volta condannato per le sue opere letterarie. In carcere potè incontrare lo scrittore Halil Laze, che non potendo scrivere raccontava ciò che voleva scrivere, i pittori Edison Gjergjo e Ali Oseku, l'architetto Maks Velo, il critico teatrale Miho Gjini, e poi musicisti e cantanti che amavano Bach o Wagner o Celentano. Nel noto carcere di Burrel fu condannato il drammaturgo Fadil Paçrami e il professore di Marxismo Sejfulla Malёshova, e poi Mehmet Myftiu, autore del primo romanzo dissidente scritto in clandestinità. Lo scrittore Fatos Lubonja nel carcere scrisse il diario e in carcere sarebbe finito anche lo scrittore Bashkim Shehu, figlio del Presidente del Consiglio  e Ministro dell'Interno, poi fatto fuori da Enver Hoxha. Alcuni condannati, soprattutto delle file cattoliche, non sarebbero mai usciti dal carcere perché uccisi: Padre Bernardin Palaj, Padre Anton Arapi e Padre Vinçenx Prenushi. Si salvò Padre Zef Pllumi perché potesse raccontare i patimenti del carcere, mentre in carcere morivano il poeta Trifon Xhagjika e il drammaturgo Ethem Haxhademi.

 

II - Poetica autobiografica.

Visar Zhiti, quale protagonista del carcere albanese, ha reso pubblica, poi, la sua testimonianza diretta. Incarcerato a 26 anni con un atto d'accusa scritto non dai poliziotti né dai giudici, ma da scrittori del realismo socialista, in dieci anni di carcere, per sopravvivere scrisse versi che faceva imparare ai colleghi perché, se fortunati a sopravvivere, avrebbero potuto farle conoscere agli altri. In quegli anni si creò dentro e fuori dal  carcere il "lettore clandestino", che, se scoperto, veniva condannato come gli autori. Il poeta Zhiti ha raccontato che creava versi in continuazione, li ripeteva a memoria durante il lavoro forzato, nei deliri del sonno, nei momenti di disperazione. Poi  ha svelato il segreto della creazione artistica: egli non componeva poesie per l'arte o per la fama, ma perché voleva scoprire l'emozione dell'uomo, l'emozione proibita dell'inferno del carcere, e perché quando poetava raggiungeva la libertà, l'estasi di chi non si sentiva più in carcere. Anche se il carcere lo rendeva morto a tutto, egli creava di nascosto l'emozione del vivo, rifaceva la sua vita.

 

III- La letteratura oggi.

Oggi la letteratura albanese è libera e unita come non lo è mai stata e soprattutto non ha più paura. Vengono pubblicati più di due libri al giorno, di poesia e di prosa, che trattano di attualità, ma anche di ex-carcerati e di ex-persecutori. Esistono, tuttavia, scrittori che scrivono senza una vera ispirazione e con poca attitudine, ma si affermano anche scrittori robusti, con memoria storica e alla ricerca di nuovi linguaggi. La forma dello scritto prende il sopravvento sui contenuti. Si va alla ricerca di valori esistenti ma ancora non sperimentati dagli albanesi, e alla ricerca di un cambiamento della stessa gerarchia dei valori. Affiancano la schiera di autori giovanissimi che si avventurano su piste nuove e senza barriere, pronti a provare gli intrighi della metafora accanto al realismo, l'ironia accanto all'alienazione, l'amore vero accanto a quello banale,  gli scrittori già noti e affermati che continuano a comporre opere interessanti e di buon livello: Kadare scrive a Parigi, Zija Cela a Tirana, Mehmet Kraja a Prishtina, Luan Starova e Kim Mehmeti in Macedonia, Ardian-Kristian Kuçuku in Romania.

 Il relatore ha concluso con un accenno agli autori albanesi che emigrano non solo in altri paesi, ma anche in altre lingue. Molti scrivono le loro opere in inglese, in francese, in italiano: Jusuf  Vrioni ha pubblicato le sue memorie in francese, mentre Elvira Dones, Ron Kubati, Ornela Vorpsi, Gёzim Hajdari e altri scrivono soprattutto in italiano.

Questa varietà di espressioni e di forme induce ad avere fiducia nella funzione unificante della letteratura e dell'arte.
Visar Zhiti

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Scambio culturale tra il comune di Cerzeto e il liceo “Ernest Koliqi” di Tirana
Il rappresentante di “Italia delle Minoranze” Cataldo Pugliese manifesta con la sua partecipazione, vicinanza e ammirazione al progetto di educazione e scambio culturale realizzato dal comune di Cerzeto e dal liceo “Ernest Koliqi” di Tirana.
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Il sindaco di Ururi incontra il presidente Meta
Il presidente della Repubblica, Ilir Meta, ha tenuto un incontro questo sabato con i rappresentanti della comunità Arberesh in Italia.
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X anniversario della chirotonia episcopale del Vescovo di Lungro
Ricordiamo con piacere la ricorrenza del X anniversario della chirotonia episcopale del Vesovo di Lungro, S.E. Mons. Donato Oliverio. Dieci anni di episcopato denso e ricco di ferventi attività. Felicitazioni al nostro vescovo!εἰς πολλὰ ἔτη, Δέσποτα
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Il giardino dei sensi
Sensi e spiritualità: due parole in apparenza contraddittorie. Eppure tutta la Bibbia brulica di personaggi e di scene sensuali, come un "giardino delle delizie" in cui la vista, l'udito, il tatto, il gusto e l'odorato celebrano il loro festino. .
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Discorso di Papa Paolo VI in occasione del IV centenario del Collegio Greco di Roma
Sabato, 30 aprile 1977 Venerati Fratelli e carissimi Figli! Ispirato ad intonazione di profonda letizia, dopo i bei canti liturgici e le devote parole del Signor Cardinale Paul Philippe, è l'odierno incontro, il quale, se di per sé si collega ad una ricorrenza quattro volte centenaria - quella della fondazione in Roma del Collegio Greco di S. Atanasio - si apre, peraltro, e si allarga nella visione della Chiesa d'Oriente, che con la Chiesa Latina forma l'unica ed indivisa Chiesa di Cristo. Il Nostro saluto, come alle Autorità religiose qui presenti, si dirige naturalmente a voi, Alunni e Superiori del Collegio, perché siete voi i festeggiati; e si rivolge ancora ai condiscepoli degli altri Istituti eretti nell'Urbe per l'educazione del Clero di rito orientale, perché tutti insieme voi ponete dinanzi ai nostri occhi questa consolante realtà di coesione ecclesiale. .
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Typikà locali parrocchiali nella chiesa arbëreshe
Nel passato circolavano tra le Comunità arbëreshe di Calabria, oltre a typikà bizantini stampati generalmente a Venezia, comodi rubricari manoscritti che riproducevano le norme generali, ma introducevano anche elementi locali. Per una storia autentica dell’evoluzione storica della tradizione bizantina tra gli Arbëreshë è indispensabile conoscere questi documenti che ci riportano  la prassi concreta. .
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Giorgio Castriota Skanderbeg tra storia e mito
La parrocchia greca di Cosenza dell'Eparchia di Lungro e, in particolare, il parroco protopresbitero Pietro Lanza, stanno ricordando nel corso di questa settimana l'eroe albanese Giorgio Kastriota Skanderbeg a 550 anni dalla sua morte. Oltre ai vari eventi segnalati sul calendario di Jemi.it, è stata diffusa anche una monografia contenuta nel volume I Padroni dell’Acciaio, scritta da Gabriele Campagnano Zweilawyer e illustrata da Francesco Saverio Ferrara.
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Il Padre di tutti, l’Amico di sempre
“Ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi, altri che lottano un anno e sono più bravi, ci sono quelli che lottano più anni e sono ancora più bravi, però ci sono quelli che lottano tutta la vita: essi sono gli indispensabili”.                                                                    Bertolt BrechtIl tempo scorre inesorabilmente, i modi di vita cambiano sempre più rapidamente, poche cose permangono, così come i sentimenti, forse perché sanno di eternità. E il “sentimento del ricordo”, anche se in modo diverso da individuo a individuo, vive sempre in ognuno.
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Spigolature storico-biografiche del siculo-arbëresh Francesco Crispi nel 195° anniversario della nascita
Nacque a Ribera (Agrigento) il 4 ottobre 1818, compì i primi studi nel seminario greco-albanese di Palermo, e si laureò in Giurisprudenza nel 1837. L’anno dopo sposò Rosa D’Angelo che morì nel 1840. Nel 1839, Francesco Crispi (1) aveva fondato e diresse poi per tre anni, il giornale “L’ORETEO”. Nel 1844 si presentò a un concorso per la magistratura, riuscendo primo, ma in seguito rinunciò per esercitare l’avvocatura a Napoli. Intanto si occupava di politica, svolgendo idee e propaganda liberali.
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La Presidente Succurro ha incontrato l’Ambasciatore del Kosovo in Italia
Nella splendida cornice del Salone degli Specchi della Provincia di Cosenza si è svolta, nel pomeriggio di giovedì 23 giugno, la visita dell’Ambasciatore della Repubblica del Kosovo in Italia – S.E. Sig.ra Lendita Haxhitasim, accolta anche da una nutrita delegazione di Sindaci delle Comunità arbëreshë del territorio cosentino.
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Sant’Atanasio dei Greci: calendario Grande Quaresima 2022
Riportiamo qui di seguito il programma completo delle celebrazioni della Grande Quaresima e della Grande e Santa Settimana dell'anno 2022 presso la chiesa di Sant'Atanasio dei Greci a Roma. I testi dei riti sono presenti sul sito: www.liturgiabizantina.it
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“Arbëria Viva” di Arbër Agalliu premiato a Moda Movie
Il cortometraggio di Arbër Agalliu sulle minoranze linguistiche arbëresh ha ricevuto il premio speciale durante la kermess di moda e cinema "Moda Movie" a Cosenza. 
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La Rai Calabria sostiene la cultura e la lingua arbëreshe in Italia attraverso programmi dedicati
In Calabria, la Rai prevede di promuovere la lingua e la cultura arbëreshë, come stabilito nel nuovo contratto di servizio per il periodo 2023-2028, approvato definitivamente dal Consiglio di Amministrazione dell'azienda radiotelevisiva, presieduto da Marinella Soldi.
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La lingua arbëreshe viene snobbata
La lingua è l’elemento fondamentale che caratterizza una comunità e un intero popolo. Secondo Bruner la lingua svolge una funzione di trasmissione culturale. Infatti, diventa tramite necessario per la conservazione di pratiche culturali e religiose. Inoltre, non va dimenticato, nel caso della comunità di Piana degli Albanesi, che un ruolo fondamentale nella conservazione della lingua arbëreshe è stato giocato dai papades. Infatti, il primo testo il lingua arbëreshe è stato scritto nel 1592 da un sacerdote: Luca Matranga. Si tratta dell’ E Mbësuame e Krështerë – La Dottrina Cristiana Albanese. Nel corso dei secoli, come in parte ancora oggi, nelle chiese arbëreshe di Piana le preghiere si recitano in lingua. E, grazie al catechismo frequentato dai bambini che si preparano per la prima confessione, si ha la possibilità di dar vita a un continuum e tramandare alle nuove generazioni la lingua.
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Il presidente albanese Meta chiede che l'arbëresh venga insegnato a scuola
Il presidente della Repubblica, Ilir Meta ha incoraggiato questo sabato i parlamentari italiani a fornire il loro supporto affinchè la lingua arbëreshe venga insegnata nelle scuole dei dei comuni minoritari. 
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Scoperto l’anno di nascita del poeta albanese sangiorgese Giulio Variboba
La ricerca sul poeta D. Giulio Varibobba non finisce mai di stupire. Sono stati rintracciati ultimamente importanti fonti documentali presso archivi pubblici e privati sulla comunità di San Giorgio Albanese in provincia di Cosenza.
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Gjitonia te fshati global
Ndoshta ngë mënd të njihen vetat o bashkësìtë nga llargu: dëftohen neve vetëm tue u jetuar përkrahu atyre, tue i dashur. “Një njohje e madhe ë’ bijë e njëi dashurìe”: ndjenjat, nëse të dëlirë, ngë janë të rreme. Kerkoj te zëmbra e njerìut dhe gjej patëmetësì (/ndershmërì), parimësì, e vërtetë dhe kushtin e mundësìsë fizike, psikike, shpirtërore shpëtuese të njëi bote të globalizuame dhe në ndryshim të shpejtë. Për këtë, pikërisht tue vërejtur atje ku duket e zhdukur zëmbra, kërkoj të gjej gjurmën e ndonjëi mundësìe të aftë të bejë të ringjallet lirìa e brëndshme dhe hapja ndaj tjerëvet.
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Gerbidi e maggesi
E’ trascorso più di un secolo dai forse dimenticati “Moti di Palazzo Adriano”: una sollevazione contadina contro il padronato, motivata dalla ‘pretesa’ d’aumentare la propria quota spettante in grano dal 25% al 30% del raccolto, sollevazione sedata nel sangue. Allora la terra del mio paese dava da vivere ad una popolazione doppia rispetto a quella attuale. Purtroppo però l’inevitabile incremento demografico, dovuto a migliori condizioni igieniche e sanitarie e alla diminuzione della mortalità infantile, produceva una lenta ma continua emigrazione verso ‘il nuovo mondo’.
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Istituiti punti telematici per accedere all'Archivio di Stato albanese
'INIZIATIVA di creare una rete di Punti-Archivio per il mondo albanese, collegati elettronicamente con l'Archivio Centrale di Tirana, è partita alla fine del 2020, anche alla luce delle difficoltà create dalla crisi pandemica, su iniziativa della Direzione Generale degli Archivi d'Albania, guidata dal giovane Direttore generale Ardit Bido e dal suo staff del settore informatico, vista l'impossibilità per studenti, ricercatori e studiosi di utilizzare direttamente le fonti archivistiche in possesso dell'Archivio stesso.
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Napoli, polo storico di riferimento culturale per il mondo albanese e l’Arbëria
Al via lunedì 20 giugno alle 15,30 nella sede dell’Università degli studi di Napoli L’Orientale di Palazzo du Mesnil, in via Chiatamone 62, la prima delle due giornate del convegno internazionale “Napoli, polo storico di riferimento culturale per il mondo albanese e l’Arbëria” nel bicentenario della morte di Angelo Masci, intellettuale attivo a Napoli alla fine del ‘700. A lui si deve il “Discorso sull’origine, costumi, e stato attuale della natione Albanese”, pubblicato per la prima volta a Napoli nel 1807.
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Missiva a Spirlì
Buon giorno Signor Presidente, nella prima settimana dello scorso settembre Lei, in qualità di Vice Presidente della Regione, con la partecipazione di dirigenti di dipartimenti della stessa, dott.ssa Sonia Talarico, dott.ssa M. Antonella Cauteruccio, Dott. Maurizio Nicolai e dott.ssa Francesca Gatto, ha incontrato il CO.RE.MI.L. ed il giorno successivo il direttore della RAI Calabria, dottor Demetrio Crucitti, per gettare la basi ad una Convenzione Ragione-RAI.
Buon giorno Signor Presidente, nella prima settimana dello scorso settembre Lei, in qualità di Vice Presidente della Regione, con la partecipazione di dirigenti di dipartimenti della stessa, dott.ssa Sonia Talarico, dott.ssa M. Antonella Cauteruccio, Dott. Maurizio Nicolai e dott.ssa Francesca Gatto, ha incontrato il CO.RE.MI.L. ed il giorno successivo il direttore della RAI Calabria, dottor Demetrio Crucitti, per gettare la basi ad una Convenzione Ragione-RAI. Read More...
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Recenzione libri: “Viaggio nella Calabria basiliana” di Enzo Cordasco
Continua l'ondata di interesse per gli insediamenti monastici basiliani in Calabria. Proproniamo il libro "Viaggio nella Calabria basiliana" di Enzo Cordasco che offre un itinerario nella Calabria bizantina comprendendo diversi contesti arbëreshë.
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Il progetto e l'evento. Gioacchino, Dante, Michelangelo, Scarpa e i cerchi trinitari
L'architetto-filosofo lungrese, Enzo Mattanò, ha appena pubblicato un importante testo che contribuisce ad inquadrare la centralità della teologia figurativa di Gioacchino da Fiore nel pensiero filosofico occidentale.
L'architetto-filosofo lungrese, Enzo Mattanò, ha appena pubblicato un importante testo che contribuisce ad inquadrare la centralità della teologia figurativa di Gioacchino da Fiore nel pensiero filosofico occidentale. Read More...
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Pubblicato il libro "Il grande sbarco"
Pubblicato per i tipi di Angelo Guerini e Associati S.r.l. il libro "Il grande sbarco" che racconta l'esodo albanese verso l'Italia negli anni 90: dalla prima accoglienza calorosa al rimpatrio. 
Pubblicato per i tipi di Angelo Guerini e Associati S.r.l. il libro "Il grande sbarco" che racconta l'esodo albanese verso l'Italia negli anni 90: dalla prima accoglienza calorosa al rimpatrio.  Read More...

ATTUALITÀ

Giovedì, Novembre 18, 2004 Luigi Boccia Chiesa e Religione 8434
Discorso pronunciato da S.E. il Card. Camillo...
Lunedì, Gennaio 23, 2006 Luigi Boccia Chiesa e Religione 12629
Secondo la tradizione, i territori dell’attuale...

LA LINGUA - GJUHA JONE

Domenica, Novembre 13, 2005 Luigi Boccia Grammatica 30675
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Martedì, Marzo 07, 2006 Pietro Di Marco Aspetti generali 12342
E ardhmja e natës agimi. Ti e prite. E ardhmja e agimit dita e plotë. Ti e rrove. E ardhmja e ditës mbrëmja. Ti u krodhe në të. E ardhmja e mbrëmjes...