Icona della NativitàTanto in Oriente quanto in Occidente l'8 settembre si commemora la Natività di Maria. Si tratta quindi di una festa molto antica, sorta probabilmente nella Chiesa di Gerusalemme. Nel V secolo una basilica è stata costruita sul sito che, secondo un'antica tradizione raccolta dagli apocrifi, sarebbe stato nelle vicinanze del luogo dove è nata Maria. A Costantinopoli la festa sarebbe stata introdotta durante il regno di Giustiniano I (527-565). Un inno di Romano il Melode, databile tra il 536 e il 556, ne fa riferimento.  A Roma penetra un secolo dopo. Il Liber Pontificalis ne testimonia l'esistenza alla fine del VII secolo.
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Il Synaxàrion indica la festa in questi termini: "L'8 di questo mese di settembre: Natività della santissima sovrana nostra, la Madre di Dio e sempre vergine Maria".

Oltre all'indicazione temporale della festa (8settembre) si affermano degli attributi propri di Maria (santissima, sempre vergine) e due caratteristiche relative all'incarnazione del Verbo di Dio nel suo seno (Madre di Dio) e al popolo fedele (Sovrana Nostra).Tutti questi elementi sono valorizzati dall'innografia del giorno per dare fondamento alla celebrazione. Ma la ragione definitiva è il fatto che in Maria ha preso carne e si è fatto uomo Gesù Cristo.

Il Kondàkion del giorno presenta il senso della festa proprio nel contesto della redenzione e della salvezza dell'umanità, partendo da una tradizione, secondo cui Anna, la madre di Maria, era sterile e con Gioacchino triste per questa condizione, vergognosa nella considerazione del tempo in ambiente giudaico. Da una donna sterile è nata Colei che ha generato il Salvatore del mondo, rimanendo vergine. Ciò significa che Dio opera la salvezza superando ogni difficoltà e condizione umana.

L'Ikos dell'orthros, tratto dal poema di Romano il Melode, recita: " Le preghiere e il gemito di Gioacchino e Anna, per la loro sterilità e mancanza di prole sono giunti accetti alle orecchie del Signore, ed essi hanno prodotto al mondo un frutto portatore di vita. Con gioia la sterile dà alla luce la Madre di Dio, la nutrice della nostra vita". Il Kondàkion del giorno estende il significato con una analogia tra la liberazione dalla sterilità e quella dalla schiavitù di Adamo ed Eva per il loro peccato: "Nella tua nascita, Gioacchino e Anna sono stati liberati dall'obbrobrio della sterilità e Adamo ed Eva dalla corruzione della morte". L'Apolitìkion è più sintetico e diretto nel cuore del tema: "La tua nascita, o Madre di Dio,ha rivelato la gioia a tutta la terra, perché da te è sorto il Sole di giustizia, Cristo Dio nostro. Egli ponendo fine alla maledizione, ci ha dato la benedizione e distrutta la morte ci ha dato la vita eterna".

Ogni festa nella tradizione bizantina si inserisce nella celebrazione della storia della salvezza. Questa festa mariologica trova la sua prospettiva ultima nella cristologia e nel piano di Dio Padre che tanto ha amato l'umanità da darle il suo Figlio diletto, facendolo nascere da una Madre vergine, nata da una madre sterile. E' solo Dio che opera la salvezza.

 

8 settembre 2007

Eleuterio F. Fortino

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