La RAI non tutela la minoranza arbëreshe

Scritto da Gianni Belluscio il . In Salvaguardia

RAICosenzaLe attività che la RAI è tenuta a svolgere per assolvere il compito di servizio al pubblico nel territorio della Repubblica Italiana sono disciplinate dal Contratto Nazionale di Servizio, stipulato tra la RAI Radiotelevisione Italiana e il Ministero di Sviluppo Economico. Nel contratto si fa esplicita menzione alla tutela delle minoranze linguistiche ed è inserito nell’art. 11, comma 1 un richiamo alla legge 482/1999 sulla tutela delle minoranze linguistiche riconosciute.

In alcune regioni, ad esempio in Friuli Venezia Giulia, è stato possibile pianificare trasmissioni in lingua slovena sull'intera provincia di Udine. Per gli arbëreshë, invece, la RAI non ha fatto nulla. Riportiamo di seguito l'appello di Gianni Belluscio su questo importante tema.

InadempiRAI!

Dopo un inseguimento che dura da 14 anni la RAI è tuttora INADEMPIENTE rispetto al dettato dell’articolo 12 della legge 482/1999 che regolamenta la tutela delle minoranze linguistiche in Italia. Sono 14 anni che la RAI non assicura le dovute “condizioni per la tutela delle minoranze linguistiche nelle zone di appartenenza”(comma 1).E insieme alla RAI anche la REGIONE CALABRIA è INADEMPIENTE poiché NON HA MAI STIPULATO “apposite convenzioni con la società concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo per trasmissioni giornalistiche o programmi nelle lingue ammesse a tutela, nell'ambito delle programmazioni radiofoniche e televisive regionali della medesima società concessionaria” (comma 2).E insieme alla RAI e alla REGIONE CALABRIA anche l’UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE NON HA MAI GARANTITO con continuità e convinzione l’adeguato insegnamento delle lingue e delle culture arbëreshe, occitana e grecanica nelle scuole delle comunità alloglotte calabresi lasciando ai dirigenti scolastici la decisione di far abbattere la mannaia sulle esigue ore di lezione.

Il prossimo 28 ottobre, all’Aula Magna dell’Università della Calabria si ripeterà per l’ennesima volta il balletto delle inadempienze continuative e coordinate tra RAI, REGIONE e UFFICIO SCOLASTICO, sulla ribalta di un ripetuto e stantio spettacolo di distrazione di massa dal titolo
RAI, SERVIZIO PUBBLICO, TERRITORIO: IERI,OGGI E DOMANI
del quale non è difficile immaginare i testi, i sottotitoli e i contenuti.

Ringrazio il dottor Crucitti (direttore della Sede regionale Rai per la Calabri) per l’e-mail e l’invito, che declino. Altrettanto spero che facciano anche i rappresentanti delle comunità arbëreshe, occitana e grecanica che sono stati invitati e inseriti nel programma a garanzia di una pluralità solo di facciata.

E’ ora di DISERTARE tali indecorosi e reiterati spettacoli e DENUNCIARE il “NON SERVIZIO PUBBLICO” della RAI nei confronti delle popolazioni alloglotte calabresi. E’ ora di chiedere con forza e fervore che RAI, REGIONE e UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE della CALABRIA non continuino a fare anche DOMANI ciò che hanno fatto fino a IERI e che stanno facendo OGGI, cioè CONTINUARE A ESSERE INADEMPIENTI rispetto all’unica LEGGE che da 14 anni tenta nel bene e nel male di tutelarci.

Giovanni Belluscio

 

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