video«Se le cose non tornano nel loro giusto equilibrio, mi assumo la responsabilità di convocare un consiglio provinciale straordinario e di dichiarare l'intera provincia di Cosenza come minoranza etnico-linguistica». Non ha mezzi termini il presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio, nel chiudere i lavori sugli Stati Generali delle Comunità Arbëreshe e Occitana, tenutisi ieri sera nel Salone degli Specchi del Palazzo della Provincia.
Un appuntamento che ha chiamato una importante rappresentanza di sindaci, politici ed esponenti di varie associazioni culturali del mondo delle minoranze linguistiche. Una vera e propria difesa a spada tratta della Legge 482 del 1999 sulle minoranze linguistiche prima ancora che una discussione sulle linee Guida per l’attuazione dei fondi PISR “Minoranze Linguistiche ed Etnoantropologiche della Calabria” di cui al POR FESR 2007/2013. «Non si tratta di mettere sul piano delle trattative i quantitativi da spartire -ha precisato Oliverio- ma il pretendere il pieno rispetto della legalità». E su questo si sono trovati d'accordo tutti gli intervenuti, a partire dalla coordinatrice dei lavori, l'assessore alle Minoranze della Provincia, Maria Francesca Corigliano, la quale si è detta fortemente indignata per il modus operandi con cui si vogliono assegnare i fondi: «ci vuole rigore -ha sottolineato- e riconoscerli solo agli aventi diritto». La polemica, lo ricordiamo, nasce dall'aggiunta di nuovi comuni riconosciuti come minoranza grecanica. Tocca all'ing. Soda illustrare i dati della nuova manovra “demografica” che ridisegna i confini geografici delle comunità “privilegiate” nella provincia di Reggio, che vede attualmente 48mila grecanici a fronte di 50mila arbëreshë. «La Regione Calabria -ha detto- è l'unico soggetto a decidere sui Fesr. Ed oggi si sta decidendo che altri 10 comuni, che nulla centrano con quelli di minoranza, accedano ai Fesr». E l'intera provincia di Cosenza dice no, anche attraverso il Console Onorario Mario Brunetti che parla di “momento storico” in cui si devono mettere da parte “i colori politici” e dare “risposte serie a questo violentissimo attacco che è illegale”. «Ci sono voluti 50 anni -ha detto Brunetti- per farci riconoscere come minoranza e con questo atto si tenta di cancellare e svuotare quanto finora costruito. Non possiamo accettare che un gruppo istituzionale possa decidere il perimetro di un territorio entro cui dividere i fondi. Si devono incontrare i ministri e chiedere una commissione nazionale che valuti l'applicazione della Legge. La 482 rischia di diventare una legge clientelare». Conclude con amarezza Brunetti: «Anche dal 150esimo è sparita la minoranza arbëreshe, eppure ha fatto il Risorgimento». Parla di “grave attacco alla 482” anche il docente Unical Franco Altimari, che dice come questo provvedimento abbia fatto “risuscitare minoranze fantasma”. «Magari ci fossero 10mila ellenofoni -ha detto-. Questo non è un attacco agli ultimi greci di Calabria. Sono loro i primi ad essere penalizzati. Ci siamo già opposti al riconoscimento di Cosenza e Palermo come minoranze, non basta il fatto storico, è importante che nel territorio si parli anche la lingua».
Il consigliere regionale di Idv Mimmo Talarico parla di “truffa” ed invita i sindaci a fare una denuncia alla Procura. «L'atteggiamento di Scopelliti è incredibile -ha detto- non risponde nemmeno alle interrogazioni. Gli ho chiesto di chiarire quali sono stati i criteri adottati per la ripartizione dei fondi». Il sindaco di Acquaformosa, Giovanni Manoccio, dice “no ai soldi” per “difendere la dignità di sindaco di un paese di minoranza”. Si dice invece non d'accordo alla mancata partecipazione dei comuni al Pisr l'assessore crotonese Francesco Parisi che sottolinea la necessità della propria provincia ad aderire ai progetti. Anche l'ex assessore regionale Guagliardi insiste sull'appello alla magistratura fino a tentare di ricorrere alla Corte Cosrituzionale. «Ci vogliono azioni dimostrative concrete -ha detto Guagliardi- che sputtanino Scopelliti che sta dividendo la Calabria in due». E mentre si pensa ad un'azione congiunta, molto dipenderà dall'incontro del Coremil di questa mattina a Catanzaro. «Se i criteri non corrisponderanno -ha chiuso Oliverio- impugneremo il bando».



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