Conferenza_BrindisiSarà inaugurata sabato 30 gennaio 2010, ore 18.00, nelle sale del BASTIONE SAN GIACOMO, via Nazario Sauro, Brindisi, la Mostra Nazionale sulla Cultura degli Italo – Albanesi nel Regno di Napoli. Il titolo recita: “La Cultura Arbëreshe. La memoria, I Luoghi, Le voci, I segni nel cuore del Mediterraneo”.

 Il tema del percorso espositivo rientra nelle ricerche relative al rapporto tra Minoranze e Cultura del Mediterraneo. La mostra è curata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali con il coordinamento scientifico del dott. Pierfranco Bruni.

Interverranno il Sindaco di Brindisi On. Domenico Mennitti, Carmen De Stasio, Presidente dell’Associazione Culturale “Via Media”,  Roberto Burano, Vice presidente del Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”, Micol Bruni, Presidente dell’Istituto di Ricerca per l’Arte e la Letteratura.

Le relazioni sono state affidate a Maurizio Marinazzo, architetto e dirigente Beni Monumentali del Comune di Brindisi, a Pierfranco Bruni, Coordinatore e curatore del Progetto sulle Minoranze Linguistiche del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, a Ruggero Martines, architetto e Direttore Regionale per i Beni Culturali della Puglia del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Un evento di portata nazionale che ha impegnato anni di ricerca e di studi con approfondimenti su le comunità attualmente di lingua Italo – Albanese ma anche di paesi che hanno perso la lingua oltre che il rito. Il convegno e la mostra sono organizzati dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dal Comune di Brindisi in collaborazione con l’Associazione Culturale “Via Media”, con l’IRAL” e con il CSR. La Mostra gode dell’Alto Patrocinio del Presidente della Repubblica.

“La mostra, sottolinea  Pierfranco Bruni, è un percorso costituito da pannelli che raccontano, in sintesi, la storia, la letteratura, l’arte, la musica e la tradizione degli Arbereshe, ovvero Italo – Albanesi in Italia. Infatti delinea, in un racconto pannellare, un itinerario attraverso i codici della storia (grazie anche a tasselli sui personaggi importanti che hanno caratterizzato il mondo italo – albanese) e quelli della tradizione in un articolato disegno che attraversa la civiltà di un popolo.

“La Mostra rientra, sottolinea Pierfranco Bruni, in un Progetto che riguarda la valorizzazione del patrimonio storico, artistico, letterario delle Minoranze etnico – linguistiche in Italia, al quale lavora il Ministero per i beni e le attività culturali – Direzione Generale per i beni librari e gli istituti culturali”.

Un Progetto, coordinato dal dott. Pierfranco Bruni, Archeologo – Direttore dello stesso Ministero, che punta a sottolineare l’importanza del patrimonio culturale di  comunità che hanno una ricchezza non solo sul piano linguistico ma anche storico. Un Progetto che si è avvalso di una ricerca che ha stabilito un dialogo tra cultura e appartenenza, tra linguaggi e territorio., tra realtà geografiche e modelli culturali proveniente dalle identità dei Balcani.

“Gli Italo – Albanesi, evidenzia Pierfranco Bruni, sono presenti in sette Regioni dell’Italia e sono estesi in dodici Province. Il percorso che si è voluto tracciare  attraverso i luoghi, la memoria, i segni, le voci è un attraversare la cultura Arbereshe grazie ad alcuni aspetti che vengono raggruppati in sezioni. Un itinerario piuttosto didattico che cerca di porre all’attenzione la realtà geografica, la storia, l’arte, la letteratura, l’antropologia, la musica di una civiltà che costituisce, tuttora, un raccordo tra Oriente ed Occidente”.

Nel corso della serata sarà presentata la ricerca: “La Puglia Arbereshe, Grecanica e Franco Provenzale” con saggio introduttivo di Maurizio Fallace, Direttore Generale del MiBAC e con postfazione di Ruggero Martines, Direttore Regionale della Puglia del MiBAC. Il tema della ricerca darà vita al Convegno di Studi che precederà l’inaugurazione della mostra.

“Sono stati realizzati, sottolinea Pierfranco Bruni, dei tracciati storici ad incastro. Per questo si trovano, come in una griglia di un mosaico, scrittori, paesi, luoghi, elementi artistici e letterari. Uno sviluppo a rete della ricerca perché l’obiettivo, in fondo, era quello di insistere sul tema dell’identità in una dimensione eterogenea e vasta come proposta problematica”.

“Il filo, cesella ancora Pierfranco Bruni, che unisce è quello del patrimonio culturale dell’etnia italo – albanese. Un filo che lega i vari punti nella riflessione che questa civiltà è un bene culturale che va chiaramente tutelato e conservato ma anche valorizzato e  partecipato nelle sue varie componenti. Dalla storia ai luoghi, dalla letteratura alle biblioteche, dalle riviste al rapporto tra le diverse culture. Un penetrare, di volta in volta, realtà che alla fine si amalgamano da sole. Ciò che maggiormente si è cercato di fare è stato quello di proporre delle tesi non perdendo di vista mai il legame con la storia, la realtà, i documenti”.

La mostra resterà aperta sino al 13 febbraio, dal lunedì al sabato, dalle ore 17,00 alle ore 19,00.

 

 

INFO. 338 9108211


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