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06 Novembre 2009
Creata dalla penna del poeta Giuseppe Schirò di Maggio, "Shumë Vizita" è una commedia in tre atti in lingua arbëreshe, che dopo il successo riscosso a Santa Cristina Gela (2 Agosto 2009) ha fatto tappa anche nella città dei celebri Figlia. Tutto ciò è stato possibile grazie al Laboratorio Teatrale di lingua arbëreshe promosso dall'Unione dei Comuni "BESA", il cui presidente è Giuseppe Cangialosi, insieme alla Pro-Loco di Piana degli Albanesi, con presidente Giuseppe Stassi.
Tale Laboratorio Teatrale si è sviluppato in un arco temporale di 120 ore di lezione sotto la supervisione di tre docenti: l'attore Anton Giulio Pandolfo, il quale ha curato lo studio del movimento scenico; l'attrice Anna Maria Salerno, alla quale è stato affidato l'insegnamento dell'impostazione vocale e in ultimo il prof. Giuseppe Schirò Di Maggio che si è occupato del perfezionamento della pronuncia arbëreshe.
Piana degli Albanesi vanta una quasi trentennale tradizione teatrale che ha mosso i primi passi nei primi anni '80 grazie alla passione e al talento di una grande personalità come quella dello scrittore e poeta Giuseppe Schirò Di Maggio.
Ideato da Pietro Manali, il Laboratorio Teatrale rientra tra le iniziative comprese nel progetto "Fabrika e fjalëvet 2006, promosso, nell'ambito degli interventi attuativi della L. 482/99, dall'Unione dei Comuni "BESA". É una iniziativa importante per il mondo arbëresh, la prima, rivolta alle cinque comunità albanofone di Sicilia. Infatti, accanto ai ragazzi e alle ragazze di Piana degli Albanesi, al Laboratorio Teatrale hanno partecipato anche corsisti provenienti da Santa Cristina Gela e da Contessa Entellina, dando luogo una interessante pluralità di accenti e di parlate.
L'originalità dell'evento si trova nella "provocazione intellettuale" della rappresentazione in arbëresh a Mezzojuso, inserita nei festeggiamenti in onore di San Giuseppe, ed ha avuto riscontro nel fatto che, nonostante nel paese l'arbëresh sia in disuso da diversi decenni, la commedia abbia riscosso l'interesse di un vasto pubblico.
La pièce "Shumë Vizita" tratta di due mondi che non possono avere più contatti, perché le leggi della natura lo vietano: l'al di qua e l'al di là.
Due famiglie convivono nella stessa casa, ma una appartiene al mondo terreno l'altra al mondo degli "spiriti". Chi vede l'altra famiglia? Vergol, un ragazzo diversamente abile e sua madre. Lo sfortunato protagonista s'innamora di una ragazza-fantasma, Amelia, la quale però non lo ricambia, perché a sua volta innamorata del bel Bardil, fratello di quest'ultimo.
La vita quotidiana, già complessa, si complica ulteriormente per alcuni equivoci drammatici, ma nello stesso momento comici. Nei momenti di maggiore tensione emotiva il giovane innamorato cita a memoria: Geremia, Sofocle, Ovidio, Shakespeare e altri autori, nonché versi della liturgia bizantina locale.
Dietro il successo dell'evento, c'è stato un impeccabile lavoro di preparazione, curato nei minimi particolari, dal comune di Mezzojuso, dal sindaco Nicolò Cannizzaro, da Giuseppina Di Marco, addetta allo Sportello Linguistico, supportata dagli impiegati dell'Ufficio Cultura.
Per una notte, come in "Shumë Vizita", il fantasma della lingua arbëreshe ha aleggiato tra le vie di Mezzojuso.
Piana degli Albanesi vanta una quasi trentennale tradizione teatrale che ha mosso i primi passi nei primi anni '80 grazie alla passione e al talento di una grande personalità come quella dello scrittore e poeta Giuseppe Schirò Di Maggio.
Ideato da Pietro Manali, il Laboratorio Teatrale rientra tra le iniziative comprese nel progetto "Fabrika e fjalëvet 2006, promosso, nell'ambito degli interventi attuativi della L. 482/99, dall'Unione dei Comuni "BESA". É una iniziativa importante per il mondo arbëresh, la prima, rivolta alle cinque comunità albanofone di Sicilia. Infatti, accanto ai ragazzi e alle ragazze di Piana degli Albanesi, al Laboratorio Teatrale hanno partecipato anche corsisti provenienti da Santa Cristina Gela e da Contessa Entellina, dando luogo una interessante pluralità di accenti e di parlate.
L'originalità dell'evento si trova nella "provocazione intellettuale" della rappresentazione in arbëresh a Mezzojuso, inserita nei festeggiamenti in onore di San Giuseppe, ed ha avuto riscontro nel fatto che, nonostante nel paese l'arbëresh sia in disuso da diversi decenni, la commedia abbia riscosso l'interesse di un vasto pubblico.
Due famiglie convivono nella stessa casa, ma una appartiene al mondo terreno l'altra al mondo degli "spiriti". Chi vede l'altra famiglia? Vergol, un ragazzo diversamente abile e sua madre. Lo sfortunato protagonista s'innamora di una ragazza-fantasma, Amelia, la quale però non lo ricambia, perché a sua volta innamorata del bel Bardil, fratello di quest'ultimo.
La vita quotidiana, già complessa, si complica ulteriormente per alcuni equivoci drammatici, ma nello stesso momento comici. Nei momenti di maggiore tensione emotiva il giovane innamorato cita a memoria: Geremia, Sofocle, Ovidio, Shakespeare e altri autori, nonché versi della liturgia bizantina locale.
Per una notte, come in "Shumë Vizita", il fantasma della lingua arbëreshe ha aleggiato tra le vie di Mezzojuso.
Foto di Maria Di Modica.
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