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28 Luglio 2007
La fatica del lungo viaggio è stata ampiamente compensata
dall’esperienza di convivenza di un gruppo pieno di risorse sia
artistiche che umane, ma soprattutto dall’accoglienza tanto semplice
quanto calorosa ed entusiasta ad esso riservata dal popolo polacco.
E’ interessante sottolineare come la fantasmagoria dei colori, l’eco dei canti e delle musiche e l’armonia dei balli del folklore mondiale dal 18 al 22 di luglio abbiano riempito le strade e i cuori degli abitanti della bella cittadina rinascimentale di Zamosc.
Un’esperienza indimenticabile e una grande responsabilità soprattutto per i più giovani del gruppo arberesh che per la prima volta hanno varcato i confini italiani per diventare gli ambasciatori della cultura tricolore proprio oltre quei confini.
L’Eurofolk di Zamosc, sotto l’egida della sezione CIOFF polacca, come occasione e strumento di incontro fra popoli di culture diverse ha garantito, con un’organizzazione accurata, lo scambio completo di usi, tradizioni, balli, musiche e canti favorendo occasioni gioiose di intercambio e di socializzazione fra i gruppi stessi e tra i gruppi e la popolazione ospitante.
Numerosi i gruppi partecipanti: India, Croazia, Serbia, Ungheria, Belgio, Italia e Polonia, e grande l’attenzione verso tutti quei valori della cultura tradizionale che ognuno di questi popoli ha portato con sé.
Particolarmente apprezzata è stata la presenza e l’ esibizione dei Figli dell’aquila da parte del pubblico che ha dimostrato di gradire sia le coreografie che la linea melodica dei canti e delle musiche proposte; alla fine di ogni performances, infatti, i componenti del gruppo venivano letteralmente assaliti da orde di giovani polacchi entusiasti che chiedevano di essere immortalati insieme ad essi.
La rivelazione Maria Grazia Bellizzi, la peperina, di soli 13 anni che ha conquistato il cuore di tutto il gruppo e dei polacchi ottenendo il secondo posto al concorso di Miss Eurofolk.
L’esperienza polacca segna, dunque, per I figli dell’aquila una delle più interessanti tappe del suo curriculum, ma, nel contempo scrive una significativa pagina di gloria dell’Arberia, della Calabria e dell’Italia stessa.
Margherita Celestino
E’ interessante sottolineare come la fantasmagoria dei colori, l’eco dei canti e delle musiche e l’armonia dei balli del folklore mondiale dal 18 al 22 di luglio abbiano riempito le strade e i cuori degli abitanti della bella cittadina rinascimentale di Zamosc.
Un’esperienza indimenticabile e una grande responsabilità soprattutto per i più giovani del gruppo arberesh che per la prima volta hanno varcato i confini italiani per diventare gli ambasciatori della cultura tricolore proprio oltre quei confini.
L’Eurofolk di Zamosc, sotto l’egida della sezione CIOFF polacca, come occasione e strumento di incontro fra popoli di culture diverse ha garantito, con un’organizzazione accurata, lo scambio completo di usi, tradizioni, balli, musiche e canti favorendo occasioni gioiose di intercambio e di socializzazione fra i gruppi stessi e tra i gruppi e la popolazione ospitante.
Numerosi i gruppi partecipanti: India, Croazia, Serbia, Ungheria, Belgio, Italia e Polonia, e grande l’attenzione verso tutti quei valori della cultura tradizionale che ognuno di questi popoli ha portato con sé.
Particolarmente apprezzata è stata la presenza e l’ esibizione dei Figli dell’aquila da parte del pubblico che ha dimostrato di gradire sia le coreografie che la linea melodica dei canti e delle musiche proposte; alla fine di ogni performances, infatti, i componenti del gruppo venivano letteralmente assaliti da orde di giovani polacchi entusiasti che chiedevano di essere immortalati insieme ad essi.
La rivelazione Maria Grazia Bellizzi, la peperina, di soli 13 anni che ha conquistato il cuore di tutto il gruppo e dei polacchi ottenendo il secondo posto al concorso di Miss Eurofolk.
L’esperienza polacca segna, dunque, per I figli dell’aquila una delle più interessanti tappe del suo curriculum, ma, nel contempo scrive una significativa pagina di gloria dell’Arberia, della Calabria e dell’Italia stessa.
Margherita Celestino
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