figliaquila.jpgAnche quest’anno le tradizioni folkloriche calabresi e arbëreshe sono state portate  oltre i confini  del suolo nazionale, a rappresentare l’Italia  all’”Eurofolk” di Zamosc, in Polonia,  il gruppo folkloristico arberesh “Të Biltë e Shqiponjës” – I Figli dell’aquila di Frascineto, che la notte del 15 luglio alle 02,30, appena conclusa  la seconda edizione del Festival Internazionale del Folklore “SS. Pietro e Paolo”  da essi stessi  promossa, organizzata e diretta,  sono partiti, pieni di entusiasmo, alla volta di  Zamosc. 
        La fatica del lungo viaggio è stata ampiamente compensata dall’esperienza di convivenza di un gruppo pieno di risorse sia artistiche che umane,  ma soprattutto  dall’accoglienza tanto semplice quanto calorosa ed entusiasta ad esso riservata dal popolo polacco.
        E’ interessante sottolineare come la fantasmagoria dei colori, l’eco dei canti e delle musiche e l’armonia dei balli del folklore mondiale dal 18 al 22 di luglio abbiano riempito le strade e i cuori degli abitanti della bella cittadina rinascimentale di Zamosc.
        Un’esperienza indimenticabile e una grande responsabilità soprattutto per i più giovani del gruppo arberesh che per la prima volta  hanno varcato i confini italiani per diventare gli ambasciatori della cultura tricolore proprio oltre quei confini.
        L’Eurofolk di Zamosc, sotto l’egida della sezione CIOFF polacca, come occasione  e strumento di incontro fra  popoli di culture diverse ha garantito, con un’organizzazione accurata, lo scambio completo di usi, tradizioni, balli, musiche e canti favorendo occasioni gioiose di intercambio e di socializzazione fra i gruppi stessi e tra i gruppi e la popolazione ospitante.
        Numerosi i gruppi partecipanti: India, Croazia, Serbia, Ungheria,   Belgio, Italia e Polonia, e grande l’attenzione verso  tutti quei valori della cultura tradizionale che ognuno di questi popoli ha portato con sé.
        Particolarmente apprezzata è stata la presenza e l’ esibizione  dei Figli dell’aquila da parte del pubblico  che ha dimostrato di gradire sia le  coreografie che la linea melodica dei canti e delle musiche proposte;  alla fine di ogni performances, infatti,  i componenti del gruppo venivano letteralmente assaliti da  orde di giovani polacchi entusiasti  che  chiedevano di essere immortalati insieme ad essi.
        La rivelazione Maria Grazia Bellizzi, la peperina, di soli 13 anni che ha conquistato il cuore di tutto il gruppo e  dei polacchi ottenendo il secondo posto  al concorso di Miss Eurofolk.
        L’esperienza polacca segna,  dunque, per I figli dell’aquila una delle più interessanti tappe del suo curriculum, ma, nel contempo scrive  una  significativa pagina  di gloria  dell’Arberia, della Calabria e dell’Italia stessa.
Margherita Celestino

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