S.E. Mons. Oliverio incontra S.B. Ieronymos, primate della Chiesa Ortodossa di Grecia

il . In dall'Eparchia di Lungro

Incontro Ieronymos GreciaIl Vescovo dell'Eparchia di Lungro continua a riallacciare i fili che legano le comunità arbëreshe all'oriente. Il percorso di riavvicinamento intreccia aspetti religiosi, storici e linguistici. Dopo la storica visita del 4 giugno 2013 a S.S. Bartolomeo, Patriarca di Costantinopoli, e a quella del  a  S.B. Anastasios, primate della Chiesa Ortodossa Autocefala d'Albania, nei giorni scorsi S. E. Mons. Donato Oliverio ha incontrato S.B. Ieronymos, Arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia.

 Questo incontro, sul segno dei precedenti, segna un ulteriore deciso passo di fraterno avvicinamento tra la chiesa arbëreshë e le chiese ortodosse di Grecia e Albania.

Queste le dichiarazioni rilasciate dal Vescovo di Lungro all'agenzia di stampa primapaginanews: “L’Eparchia di Lungro- spiega l’Eparca- è formata dai discendenti di quei profughi albanesi e greci che nei secoli dal XV al XVIII dovettero abbandonare i loro territori per non soccombere all’avanzata degli ottomani e che rifugiatisi nelle terre del Meridione italiano trovarono condizioni per ripopolare o fondare comunità che a tutt’oggi mantengono lingua, usi e costumi degli antenati e, soprattutto, il rito ecclesiale sviluppatosi a Bisanzio e diffuso in tutto l’Oriente Cristiano. E la nostra Eparchia si appresta nel prossimo 2019 a celebrare il I centenario della sua istituzione, avvenuta il 13 febbraio 1919, con la quale la Chiesa Cattolica ha dato riconoscimento giuridico pieno agli italo-albanesi”.

“In cammino dunque verso lo storico evento”, il Vescovo Donato Oliverio, quarto gerarca della Diocesi, ha ritenuto di compiere dei forti passi ecumenici e, in tal senso, si è prima recato in visita presso il Patriarca di Costantinopoli, in seguito in Albania e adesso in Grecia, nei luoghi delle radici del popolo di fedeli che gli è stato assegnato con la missione di condurlo alla santità.

Solo lui, grande protagonista di questo “suo mondo antico” poteva farlo con tanta semplicità e con la solennità storica necessaria. Il primate della Chiesa Ortodossa Greca - riferiscono fonti giornalistiche ateniesi - ha fraternamente accolto nella sua sede vescovile il Vescovo Donato, accompagnato da una delegazione della Eparchia, che in una dettagliata relazione ha esposto la storia e il patrimonio ecclesiale di derivazione bizantina dei fedeli italo-albanesi dell’Eparchia di Lungro e la loro piena appartenenza alla Chiesa Cattolica, in piena comunione con l’Oriente per il patrimonio liturgico e con l’Occidente per l’ubicazione territoriale.

L’Eparchia di Lungro- Mons. Oliverio non fa che ripeterlo in ogni occasione possibile- “presenta e vive la bellezza del Primo Millennio dell’era cristiana quando latini e greci, nella diversità delle lingue e nella differenza delle tradizioni, esprimevano unitariamente la fede cristiana”. Quasi commovente il modo come l’Eparca italiano ricostruisce il suo incontro ateniese: “L’Arcivescovo Ieronymos, originario di luoghi greci abitati da albanofoni, ha aperto il suo cuore a questi fratelli venuti dall’altra parte del mare ed ha ascoltato con interesse e commozione la singolare storia degli italo-albanesi illustrata dal Vescovo Donato.

Ha assicurato che condividerà ai confratelli Vescovi del Santo Sinodo della Chiesa Greca le sue impressioni e proporrà ai medesimi l’istituzione di una Commissione che visiti le Comunità dell’Eparchia per rendersi conto della loro realtà particolare di unità ecclesiale già vissuta”.

Non solo questo: “Egli stesso- aggiunge commosso Mons. Donato Oliverio- ha espresso il desiderio di compiere in anteprima questo pellegrinaggio nei luoghi dove la Provvidenza Divina ha protetto e guidato questo popolo in diaspora, gli italo-albanesi, che hanno vissuto nel tempo una triplice fedeltà, fedeli alla terra italiana che li ha accolti, fedeli agli antenati albanesi dei quali ha mantenuto vivo il ricordo, pregando nella lingua madre, particolarmente nel tempo in cui l’Albania era privata della possibilità di lodare Dio nella lingua propria, coltivando la speranza dell’alba della libertà in quella martoriata e nobile terra insanguinata.

Fedeli agli antenati greci nella custodia del patrimonio liturgico bizantino-greco, vissuto in libertà e pienezza nell’ambito della Chiesa Cattolica e che ai nostri giorni può offrire una solida e sperimentata base di dialogo e vita fraterna offerto alle Chiese di Occidente e di Oriente per affrettare e compiere il passo decisivo per giungere alla celebrazione eucaristica comune “perché il modo creda che apparteniamo a Cristo, che ha riportato all’unità le cose che erano divise”.   B.N.

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