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31 Luglio 2010
Intanto il consiglio pastorale della chiesa latina di Palazzo Adriano ha stilato un documento di solidarietà a Papas Sepa Borzì, il parroco della chiesa di rito greco che dovrebbe prendere il posto di Papas Nicola Cuccia a Contessa Entellina, indirizzandolo al segretario di Stato vaticano, cardinale Tarcisio Bertone, a monsignor Tamburrino, a monsignor Sotir Ferrara e a Monsignor Maurizio Malvestiti, sottosegretario della Congregazione delle Chiese Orientali in Vaticano. Nel documento viene espressa "amarezza e rabbia" e si definisce il trasferimento di papas Borzì "una scelta ingiusta anche perchè secondo il dettato del Diritto Canonico un parroco può essere trasferito o rimosso per gravi motivi pastorali o per motivi scandalosi, cosa che non risulta nell'operato e nell'agire di Papas Sepa". Che ha operato sempre per il bene della comunità di cui è parroco "cercando sempre la pace tra greci e latini".
Papas Borzì, dal canto suo, esprime parole pacate all'indirizzo di monsignor Tamburrino. "Lo conosco da 17 anni -dice- e abbiamo condiviso le gioie del mio sacerdozio uxorato (padre Borzì è sposato, ndr). Sono rispettoso della sua decisione anche con dolore, con spirito di obbedienza ed ossequio per la sua persona e per chi lo ha nominato a gestire questo difficile arbitraggio. Ritengo al contempo che tutta questa vicenda ha poco a che fare con la nostra fede e doveva a mio avviso passare attraverso un confronto fraterno con i nostri fedeli. Ho scritto a monsignor Ferrara e a monsignor Tamburino esprimendo il mio "si" con riserva poichè, come prevede il Diritto Canonico, essendo un sacerdote sposato devo condividere con la mia famiglia sacerdotale questa decisione, così come ho condiviso con essa il mio presbiterato. In ogni caso mi trasferirei a Contessa solo a settembre, ad inizio del nuovo anno pastorale, e vorrei essere presentato dal delegato pontificio". Finora, però, papas Borzì non ha ricevuto il decreto di trasferimento. Nei prossimi giorni si saprà se prevarranno il buonsenso e la fede.
NDR
Articolo pubblicato su "Il Giornale di Sicilia" e inviatoci da Paola Magaddino, che ringraziamo per l'aggiornamento.
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