01 Qisha e Kallotines-1(Per la salvaguardia dell’architettura dei nuclei urbani arbëreshë)

Vigilate su un vecchio edificio con attenzione premurosa; proteggetelo meglio che potete e ad ogni costo, da ogni

accenno di deterioramento. Contate quelle pietre come contereste le gemme di una corona…

John Ruskin

Qisha e Kallotines

La chiesa dell’Addolorata [qisha e Kallotines] in Marri [Allimarri], frazione di San Benedetto Ullano [Shën Benedhiti], in provincia di Cosenza.

Ogni luogo urbano ha una conformazione unica, soggetta a processi dinamici che possono essere naturali e/o artificiali, interessando, soprattutto, la realtà costruita, ossia la morfologia e l’architettura. Ciò nonostante, ogni luogo ha un proprio spirito, che è possibile percepire percorrendo gli spazi (L’occhio che guarda questi luoghi immagina il loro passato, sente attraverso la pelle consumata dal tempo l'anima che li avvolge., R. Peregalli). Quindi, solo “vivendo” all’interno di un determinato luogo si può avvertirne l’esclusiva atmosfera e sentire il sapore del suo spirito. Per questo e, soprattutto, per poter meglio penetrare e comprendere l’urbanistica e l’architettura dei nuclei urbani arbëreshë, da tantissimi anni, mi reco personalmente nelle varie comunità: in tal modo, oltre che approfondire i miei studi e verificare i dati filologici raccolti tra archivi e biblioteche, tento di completare il lavoro di ricerca e classificazione di questi centri considerati minoritari.

01 Qisha e Kallotines-2

Nell’ultima scorribanda, more solito, in solitaria, ho toccato anche Marri, luogo che non visitavo da un po’ di tempo (l’ultima volta fui bloccato da una pioggia torrenziale). Arrivato in loco, mi sono rapidamente diretto – anche perché avvertivo, dentro di me, un certo richiamo – verso lo spiazzo dove si erge la deliziosa qisha e Kallotines (la chiesa dell’Addolorata) con il suo bizzarro prospetto principale. Infatti le aperture della facciata principale, esposta a nord (dera e madhe: il portale; dritësora: la finestra; dritësora tundullor:l’oculo) in asse tra loro, che in questo tipo di manufatto architettonico sono quasi sempre posizionate al centro della parete, in tale caso si allineano con l’arco a ogiva – a destra di chi guarda – del campanile. A sua volta, il campanile si trova nell’asse centrale del prospetto e si eleva, rasente alla parete, sopra il colmo del tetto a capanna. Pertanto le tre aperture – essendo decentrate rispetto alla linea d’asse mediana verticale della facciata e spostate da un lato – creano una stravagante asimmetria che rende l’edificio estremamente singolare.

Arrivato nel punto dove sorge la chiesa, sono rimasto di stucco nel notare le strisce bianche e rosse del nastro di sicurezza che cingeva il piccolo sagrato: turbato, ho rivolto gli occhi all’ edificio, mentre dentro di me rimbalzavano nomi, teorie, frasi, direttive e le tante belle parole sulla salvaguardia e la tutela si schiantavano nel vuoto. Lei, la chiesa, era ancora là e mi guardava, in silenzio, supplichevole, con il suo strano aspetto e le sue autoctone pietre verdi di ofiolite, le rocce serpentine (dal greco antico, φις, serpente, e λίθος, roccia: denominate così poiché la loro colorazione ricorda l’epidermide di alcuni serpenti), scoperte alla vista nelle lacune formate dall’intonaco caduto. Era sempre più ricolma di piante vagabonde, tanto care a Gilles Clément, il giardiniere, come ama essere definito, il quale è anche il teorico del Terzo paesaggio, la cui nota formulazione mi è tornata subito in mente: Propongo di chiamare Terzo paesaggio l'insieme di tutti i territori sottratti all'azione umana. È un terreno di rifugio per la diversità, altrimenti cacciata al di fuori degli spazi dominati dall'uomo. II Terzo Paesaggio è perciò la somma del 'residuo' - sia rurale sia urbano - e dell’ ‘incolto': comprende il ciglio delle strade e dei campi, i margini delle aree industriali e delle città, le torbiere...”. Le mie riflessioni si interruppero appena intravidi un volto amico che si avvicinava e, alzando il capo, mi dava il benvenuto. Gli chiesi: Si rrini? (Come va?). E l’uomo – che da alcuni anni era rientrato dalla Germania e abitava in una casa da poco ristrutturata nei pressi della chiesa – mi rispose: Mirë! E ju? (Io bene! E voi?). E, indicando la chiesa con la mano, subito aggiunse: “Qaramidhet janë e binë gjithë mbë truell!(Le tegole stanno cadendo tutte a terra!). Con un sospiro, continuò: “Sono venuti i vigili del fuoco e hanno messo il nastro perché la chiesa sta crollando!”. Fissandomi con uno sguardo di dolore e rabbia, si congedò e proseguì muto lungo la sua strada. Rivolgendomi nuovamente al triste scenario, fui attratto da una splendida vagabonda, la violacciocca gialla (Cheiranthus cheiri), abbarbicata sotto un cornicione, e mi chiesi da dove venisse e perché fosse proprio là… Lei conosceva la sua provenienza e la ragione per cui si trovava lassù. Sapevo solo che la sua intelligenza l’aveva condotta dove si trovava, raggiante, in quel momento.

Avvicinandomi alla chiesa, notai che la porta sul fianco orientale del sagrato era sigillata con un asse di legno da carpenteria, riciclato, inchiodato orizzontalmente sulle ante, così anche quella principale; poi ho notato che fiku (il fico), all’interno dello spiazzo, era diventato più alto. Mi sono incamminato sulla ripida salita che affianca il prospetto lungo della chiesa, esposto a ovest e, giunto vicino al cantonale sud-ovest, ho reciso un rametto dalla rigogliosa pianta di rrozmarin (rosmarino) assaporandone l’intenso e piacevole aroma e la conseguente sensazione di distensione, subito interrotta dalla vista, verso nord-est, dell’enorme squarcio sul tetto: “Qaramidhet vërteta janë e binë gjithë mbë truell!(Le tegole stanno davvero cadendo tutte a terra!). La lacerazione si trasferì in me, e mi sentii anch’io colpevole per non aver vigilato e protetto!

Le ricerche di Italo Elmo[1] testimoniano che un tempo, Qisha e Kallotines – detta anche chiesa dei Sette Dolori, eretta nel 1846 da Giuseppe Gliosci – al suo interno ospitava la statua della Madonna Addolorata e quella di San Giuseppe, venerati dalla popolazione di Marri. Contrada fondata, secondo alcuni studiosi, nel 1580 quando un gruppo di individui di San Benedetto Ullano, (borgo ripopolato nella seconda metà del XV secolo dai profughi arbëreshë provenienti dai Balcani, fuggiti da quell’area per non sottomettersi alla pressante sottomissione ottomana) si trasferirono verso sud, oltre lumi i Allimarrit (il fiume Argentino), che scorre da ovest ad est, e si stanziarono in una altura che dista circa un chilometro dal villaggio-madre. Nell’epoca in cui si costruì la chiesa dell’Addolorata, gli abitanti del nucleo urbano di Marri, in quel periodo più o meno 800 individui, erano abbastanza attivi nel culto, dunque la chiesa rappresentava un atto concreto della vitalità del luogo. In seguito l’edificio venne acquistato da Egidio Petruzzi, contro il quale, nel 1886, il Comune intentò una causa per affrancarsi l’edificio, causa che perse. Attualmente la chiesa, insieme al corpo di fabbrica affiancato sul lato est, forma un unico complesso isolato che, dalle informazioni ricevute, appartiene a un privato. Per il proprietario, probabilmente, non è agevole intervenire per eventuali lavori di ripristino che interesserebbero anche l’annessa abitazione, che soffre di grandi mali, quanto la chiesa. È doveroso, pure, sottolineare che l’organismo per il contesto in cui si trova è un “landmark”, un riferimento, secondo l’analisi percettiva di Kevin Lynch, e quindi un segno forte di quel luogo.

Ad ogni modo, sia lo stravagante prospetto principale della chiesa che quello dell’edificio al suo fianco sono formalmente e, soprattutto, storicamente interessanti, rappresentando il gusto, il linguaggio e il modo di costruire di un’epoca e inoltre ci consentono di avere tante altre informazioni. La facciata della prima ha un portale con arco a tutto sesto in materiale tufaceo, lavorato con motivi simili a quelli di altri palazzi presenti a San Benedetto Ullano e nei centri circostanti. Il campanile a due spioventi, in laterizi, formato da due archi a sesto acuto, ciascuno dei quali contiene una campana, è anch’esso interessante e possiede un certo pregio architettonico. Di notevole interesse è il cornicione, che in gergo viene chiamato “a romanella”, che si trova lungo le linee di gronda, costruito in perfetta regola d’arte e testimonianza di una raffinata tecnica costruttiva che, disgraziatamente, si sta perdendo a discapito di altre che non appartengono alla tradizione locale. Per quanto concerne la parete principale del fabbricato accanto alla chiesa, essa presenta un portale, con arco a tutto sesto, molto semplice, così come l’apertura rettangolare del timido balcone sorretto da graziose mensole, sul quale vi è una ringhiera in ferro battuto con alcuni ornamenti simili a quelli presenti nei parapetti di altri edifici, della stessa epoca, presenti soprattutto a San Benedetto Ullano. Anche in questa costruzione si può ammirare il cornicione “a romanella”. Bastano queste poche note per comprendere l’importanza di questo concreto “fatto urbano”, per dirla con Aldo Rossi, e l’importanza di tale struttura, che merita di essere salvaguardata e resa di nuovo vitale, magari creando un centro studi e di conservazione della cultura arbëreshë, in cui, vista la presenza di un edificio di culto, si potrebbe celebrare anche la messa nel rito greco-bizantino, oppure un centro di aggregazione giovanile o ancora un ostello o qualcosa di simile, anche perché in zona non ci sono strutture ricettive di questo tipo. Tante sono le possibilità, l’importante è voler realmente tutelare e salvaguardare.

(…i luoghi hanno bisogno di amore vero, quello che nasce da una salvifica schiettezza, quello che mette a nudo bellezze e bruttezze per esaltare la profonda complessità del reale., Vito Teti).

In ogni caso, la chiesa, il sagrato, il palazzetto, non meritano di diventare solitari “ruderi” – nonostante il fascino della concezione romantica che esorta a lasciare un organismo cadente al suo triste destino fino a trasformarsi in “residuo urbano”e diventare così parte del Terzo paesaggio – ma sono degni di essere rivitalizzati e rivestiti secondo le direttive più all’avanguardia. Intanto chiudo con la formulazione, sempre attuale, espressa da Giuseppe Rocchi al XXI Congresso di Storia dell’ Architettura (Roma 12-14 ottobre 1983):

“Il restauro ha come fine la conservazione, intesa nel senso di conservare il più possibile inalterata la situazione di fatto, rendendo minimi i cambiamenti, soprattutto le demolizioni, con l’impiego di mezzi non invasivi, e ove necessariamente invasivi, il più possibile reversibili, sia nella fase di accertamento sia in quella di intervento; senza alcun privilegio accordato a parti visibili piuttosto che invisibili o ritenute di pregio maggiore di altre”.

Udhet, guret, muret, shpit fjasen… Mos e harro…*

            

               Lucio Franco Masci

*Le Strade, le pietre, le case parlano… Non dimenticarlo…

Bibliografia essenziale

Arminio Franco,Vento forte tra Lacedonia e Candela. Esercizi di paesologia, Bari-Roma, 2008.

Baffa Giuseppe, Fjalor arbërsh i Shën Sofisë, Rende 2009.

Basilico Gabriele, Architettura, Città, Visioni, Riflessioni sulla fotografia, Milano 2007.

Brandi Cesare, Teoria del Restauro, Torino 1963.

De Angelis Rossana, Speciale San Benedetto Ullano - Un’isola di cultura tra i boschi-, in Calabria Produttiva,      

                                     Anno 5 N. 12 , Montalto Uffugo 2015.

Clèment Gilles, Elogio delle vagabonde, Roma 2010.

Clèment Gilles, Manifesto del Terzo paesaggio, Macerata 2005.

Elmo Italo, La storia di San Benedetto Ullano e Marri attraverso le fonti documentarie, (2 Voll.), San Demetrio Corone 2011.

Fileni Francesco, Lo spazio culturale, Milano 1976.

Fortey Richard, Terra. Una storia intima, Roma 2007.

Galati Maria Teresa, Un’antropologia degli abbandoni – intervista a Vito Teti – articolo pubblicato nell’inserito: Via Po            

                                    Cultura, in Conquiste del Lavoro, Anno 66, N. 144/145, Roma 2014.

Giordano Emanuele, Fjalor (DIZIONARIO ARBËRESH – ITALIANO), Castrovillari 2000.

Guidoni Enrico, L’architettura popolare in Italia, Bari 1980.

Linton Ralph, Lo studio dell’uomo, Bologna 1973.

Lynch Kevin, L’immagine della città, Venezia 1964.

Loos Adolf, Parole nel vuoto, Milano 1972.

Maeterlicnk Maurice, L’intelligenza dei fiori, Bologna 2011.

Marleau-Ponty, Maurice, Fenomenologia della Percezione, Milano 1965.

Masci Lucio Franco, Gli insediamenti Albanesi in Italia (Morfologia e Architettura) -Nuclei urbani della Calabria Citra-,

                                     Ostra Vetere -Santa Sofia d’Epiro, 2004.

Moccia A. Alfio, “Cenni storici su S. Benedetto Ullano dalle origini al 1700”, in S. Benedetto Ullano - la storia attraverso                            

                             le immagini (a cura di Elmo Italo) -, Soveria Mannelli 1995.

Natalini Adolfo, Figure di Pietra, Milano 1984.

Neymeier Oscar, Il mondo è ingiusto, Milano 2012.

Peregalli Roberto, I luoghi e la polvere, Bologna 2010.

Rocchi Giuseppe, “Atti del XXI Congresso di Storia dell’Architettura (Roma 12-14 ottobre 1983)”, in Istituzioni di          

                                 restauro dei beni architettonici e ambientali. Cause Accertamenti Diagnosi, Milano 1985.

Rossi Aldo, L’architettura della città, Milano 1987.

Ruskin John, Le sette lampade dell’architettura, Milano 1981.

Norberg-Shulz Cristian, Genius loci, Milano 1979.

Tavolaro Emilio, S. Benedetto Ullano e gli albanesi d’Italia, Grottaferrata 1950.

Teti Vito, Il senso dei luoghi, Roma 2004.

Turri Eugenio, Antropologia del paesaggio, Milano 1974.

Zevi Bruno, Saper vedere l’architettura, Torino 1962.

Zevi Bruno, Paesaggi e città, Roma 1995.

 



[1]Italo Elmo, La storia di San Benedetto Ullano e Marri attraverso le fonti documentarie, vol. I, La Chiesa dell'Addolorata, pagg. 395-404.

Ka sënduqi...

 

Calendario arbëresh

Giugno 2026
L M M G V S D
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
29 30

Prossimi eventi

Nessun evento

Multimedia

IMAGE
Scambio culturale tra il comune di Cerzeto e il liceo “Ernest Koliqi” di Tirana
Il rappresentante di “Italia delle Minoranze” Cataldo Pugliese manifesta con la sua partecipazione, vicinanza e ammirazione al progetto di educazione e scambio culturale realizzato dal comune di Cerzeto e dal liceo “Ernest Koliqi” di Tirana.
Il rappresentante di “Italia delle Minoranze” Cataldo Pugliese manifesta con la sua partecipazione, vicinanza e ammirazione al progetto di educazione e scambio culturale realizzato dal comune di Cerzeto e dal liceo “Ernest Koliqi” di Tirana. Read More...
IMAGE
Il sindaco di Ururi incontra il presidente Meta
Il presidente della Repubblica, Ilir Meta, ha tenuto un incontro questo sabato con i rappresentanti della comunità Arberesh in Italia.
Il presidente della Repubblica, Ilir Meta, ha tenuto un incontro questo sabato con i rappresentanti della comunità Arberesh in Italia. Read More...
IMAGE
X anniversario della chirotonia episcopale del Vescovo di Lungro
Ricordiamo con piacere la ricorrenza del X anniversario della chirotonia episcopale del Vesovo di Lungro, S.E. Mons. Donato Oliverio. Dieci anni di episcopato denso e ricco di ferventi attività. Felicitazioni al nostro vescovo!εἰς πολλὰ ἔτη, Δέσποτα
Ricordiamo con piacere la ricorrenza del X anniversario della chirotonia episcopale del Vesovo di Lungro, S.E. Mons. Donato Oliverio. Dieci anni di episcopato denso e ricco di ferventi attività. Felicitazioni al nostro vescovo!εἰς πολλὰ ἔτη, Δέσποτα Read More...
IMAGE
Il giardino dei sensi
Sensi e spiritualità: due parole in apparenza contraddittorie. Eppure tutta la Bibbia brulica di personaggi e di scene sensuali, come un "giardino delle delizie" in cui la vista, l'udito, il tatto, il gusto e l'odorato celebrano il loro festino. .
Sensi e spiritualità: due parole in apparenza contraddittorie. Eppure tutta la Bibbia brulica di personaggi e di scene sensuali, come un "giardino delle delizie" in cui la vista, l'udito, il tatto, il gusto e l'odorato celebrano il loro festino. . Read More...
IMAGE
Discorso di Papa Paolo VI in occasione del IV centenario del Collegio Greco di Roma
Sabato, 30 aprile 1977 Venerati Fratelli e carissimi Figli! Ispirato ad intonazione di profonda letizia, dopo i bei canti liturgici e le devote parole del Signor Cardinale Paul Philippe, è l'odierno incontro, il quale, se di per sé si collega ad una ricorrenza quattro volte centenaria - quella della fondazione in Roma del Collegio Greco di S. Atanasio - si apre, peraltro, e si allarga nella visione della Chiesa d'Oriente, che con la Chiesa Latina forma l'unica ed indivisa Chiesa di Cristo. Il Nostro saluto, come alle Autorità religiose qui presenti, si dirige naturalmente a voi, Alunni e Superiori del Collegio, perché siete voi i festeggiati; e si rivolge ancora ai condiscepoli degli altri Istituti eretti nell'Urbe per l'educazione del Clero di rito orientale, perché tutti insieme voi ponete dinanzi ai nostri occhi questa consolante realtà di coesione ecclesiale. .
Sabato, 30 aprile 1977 Venerati Fratelli e carissimi Figli! Ispirato ad intonazione di profonda letizia, dopo i bei canti liturgici e le devote parole del Signor Cardinale Paul Philippe, è l'odierno incontro, il quale, se di per sé si collega ad una ricorrenza quattro volte centenaria - quella della fondazione in Roma del Collegio Greco di S. Atanasio - si apre, peraltro, e si allarga nella visione della Chiesa d'Oriente, che con la Chiesa Latina forma l'unica ed indivisa Chiesa di Cristo. Il Nostro saluto, come alle Autorità religiose qui presenti, si dirige naturalmente a voi, Alunni e Superiori del Collegio, perché siete voi i festeggiati; e si rivolge ancora ai condiscepoli degli altri Istituti eretti nell'Urbe per l'educazione del Clero di rito orientale, perché tutti insieme voi ponete dinanzi ai nostri occhi questa consolante realtà di coesione ecclesiale. . Read More...
Typikà locali parrocchiali nella chiesa arbëreshe
Nel passato circolavano tra le Comunità arbëreshe di Calabria, oltre a typikà bizantini stampati generalmente a Venezia, comodi rubricari manoscritti che riproducevano le norme generali, ma introducevano anche elementi locali. Per una storia autentica dell’evoluzione storica della tradizione bizantina tra gli Arbëreshë è indispensabile conoscere questi documenti che ci riportano  la prassi concreta. .
Nel passato circolavano tra le Comunità arbëreshe di Calabria, oltre a typikà bizantini stampati generalmente a Venezia, comodi rubricari manoscritti che riproducevano le norme generali, ma introducevano anche elementi locali. Per una storia autentica dell’evoluzione storica della tradizione bizantina tra gli Arbëreshë è indispensabile conoscere questi documenti che ci riportano  la prassi concreta. . Read More...
IMAGE
Giorgio Castriota Skanderbeg tra storia e mito
La parrocchia greca di Cosenza dell'Eparchia di Lungro e, in particolare, il parroco protopresbitero Pietro Lanza, stanno ricordando nel corso di questa settimana l'eroe albanese Giorgio Kastriota Skanderbeg a 550 anni dalla sua morte. Oltre ai vari eventi segnalati sul calendario di Jemi.it, è stata diffusa anche una monografia contenuta nel volume I Padroni dell’Acciaio, scritta da Gabriele Campagnano Zweilawyer e illustrata da Francesco Saverio Ferrara.
La parrocchia greca di Cosenza dell'Eparchia di Lungro e, in particolare, il parroco protopresbitero Pietro Lanza, stanno ricordando nel corso di questa settimana l'eroe albanese Giorgio Kastriota Skanderbeg a 550 anni dalla sua morte. Oltre ai vari eventi segnalati sul calendario di Jemi.it, è stata diffusa anche una monografia contenuta nel volume I Padroni dell’Acciaio, scritta da Gabriele Campagnano Zweilawyer e illustrata da Francesco Saverio Ferrara. Read More...
IMAGE
Il Padre di tutti, l’Amico di sempre
“Ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi, altri che lottano un anno e sono più bravi, ci sono quelli che lottano più anni e sono ancora più bravi, però ci sono quelli che lottano tutta la vita: essi sono gli indispensabili”.                                                                    Bertolt BrechtIl tempo scorre inesorabilmente, i modi di vita cambiano sempre più rapidamente, poche cose permangono, così come i sentimenti, forse perché sanno di eternità. E il “sentimento del ricordo”, anche se in modo diverso da individuo a individuo, vive sempre in ognuno.
“Ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi, altri che lottano un anno e sono più bravi, ci sono quelli che lottano più anni e sono ancora più bravi, però ci sono quelli che lottano tutta la vita: essi sono gli indispensabili”.                                                                    Bertolt BrechtIl tempo scorre inesorabilmente, i modi di vita cambiano sempre più rapidamente, poche cose permangono, così come i sentimenti, forse perché sanno di eternità. E il “sentimento del ricordo”, anche se in modo diverso da individuo a individuo, vive sempre in ognuno. Read More...
IMAGE
Spigolature storico-biografiche del siculo-arbëresh Francesco Crispi nel 195° anniversario della nascita
Nacque a Ribera (Agrigento) il 4 ottobre 1818, compì i primi studi nel seminario greco-albanese di Palermo, e si laureò in Giurisprudenza nel 1837. L’anno dopo sposò Rosa D’Angelo che morì nel 1840. Nel 1839, Francesco Crispi (1) aveva fondato e diresse poi per tre anni, il giornale “L’ORETEO”. Nel 1844 si presentò a un concorso per la magistratura, riuscendo primo, ma in seguito rinunciò per esercitare l’avvocatura a Napoli. Intanto si occupava di politica, svolgendo idee e propaganda liberali.
Nacque a Ribera (Agrigento) il 4 ottobre 1818, compì i primi studi nel seminario greco-albanese di Palermo, e si laureò in Giurisprudenza nel 1837. L’anno dopo sposò Rosa D’Angelo che morì nel 1840. Nel 1839, Francesco Crispi (1) aveva fondato e diresse poi per tre anni, il giornale “L’ORETEO”. Nel 1844 si presentò a un concorso per la magistratura, riuscendo primo, ma in seguito rinunciò per esercitare l’avvocatura a Napoli. Intanto si occupava di politica, svolgendo idee e propaganda liberali. Read More...
IMAGE
La Presidente Succurro ha incontrato l’Ambasciatore del Kosovo in Italia
Nella splendida cornice del Salone degli Specchi della Provincia di Cosenza si è svolta, nel pomeriggio di giovedì 23 giugno, la visita dell’Ambasciatore della Repubblica del Kosovo in Italia – S.E. Sig.ra Lendita Haxhitasim, accolta anche da una nutrita delegazione di Sindaci delle Comunità arbëreshë del territorio cosentino.
Nella splendida cornice del Salone degli Specchi della Provincia di Cosenza si è svolta, nel pomeriggio di giovedì 23 giugno, la visita dell’Ambasciatore della Repubblica del Kosovo in Italia – S.E. Sig.ra Lendita Haxhitasim, accolta anche da una nutrita delegazione di Sindaci delle Comunità arbëreshë del territorio cosentino. Read More...
IMAGE
Sant’Atanasio dei Greci: calendario Grande Quaresima 2022
Riportiamo qui di seguito il programma completo delle celebrazioni della Grande Quaresima e della Grande e Santa Settimana dell'anno 2022 presso la chiesa di Sant'Atanasio dei Greci a Roma. I testi dei riti sono presenti sul sito: www.liturgiabizantina.it
Riportiamo qui di seguito il programma completo delle celebrazioni della Grande Quaresima e della Grande e Santa Settimana dell'anno 2022 presso la chiesa di Sant'Atanasio dei Greci a Roma. I testi dei riti sono presenti sul sito: www.liturgiabizantina.it Read More...
IMAGE
“Arbëria Viva” di Arbër Agalliu premiato a Moda Movie
Il cortometraggio di Arbër Agalliu sulle minoranze linguistiche arbëresh ha ricevuto il premio speciale durante la kermess di moda e cinema "Moda Movie" a Cosenza. 
Il cortometraggio di Arbër Agalliu sulle minoranze linguistiche arbëresh ha ricevuto il premio speciale durante la kermess di moda e cinema "Moda Movie" a Cosenza.  Read More...
IMAGE
La Rai Calabria sostiene la cultura e la lingua arbëreshe in Italia attraverso programmi dedicati
In Calabria, la Rai prevede di promuovere la lingua e la cultura arbëreshë, come stabilito nel nuovo contratto di servizio per il periodo 2023-2028, approvato definitivamente dal Consiglio di Amministrazione dell'azienda radiotelevisiva, presieduto da Marinella Soldi.
In Calabria, la Rai prevede di promuovere la lingua e la cultura arbëreshë, come stabilito nel nuovo contratto di servizio per il periodo 2023-2028, approvato definitivamente dal Consiglio di Amministrazione dell'azienda radiotelevisiva, presieduto da Marinella Soldi. Read More...
IMAGE
La lingua arbëreshe viene snobbata
La lingua è l’elemento fondamentale che caratterizza una comunità e un intero popolo. Secondo Bruner la lingua svolge una funzione di trasmissione culturale. Infatti, diventa tramite necessario per la conservazione di pratiche culturali e religiose. Inoltre, non va dimenticato, nel caso della comunità di Piana degli Albanesi, che un ruolo fondamentale nella conservazione della lingua arbëreshe è stato giocato dai papades. Infatti, il primo testo il lingua arbëreshe è stato scritto nel 1592 da un sacerdote: Luca Matranga. Si tratta dell’ E Mbësuame e Krështerë – La Dottrina Cristiana Albanese. Nel corso dei secoli, come in parte ancora oggi, nelle chiese arbëreshe di Piana le preghiere si recitano in lingua. E, grazie al catechismo frequentato dai bambini che si preparano per la prima confessione, si ha la possibilità di dar vita a un continuum e tramandare alle nuove generazioni la lingua.
La lingua è l’elemento fondamentale che caratterizza una comunità e un intero popolo. Secondo Bruner la lingua svolge una funzione di trasmissione culturale. Infatti, diventa tramite necessario per la conservazione di pratiche culturali e religiose. Inoltre, non va dimenticato, nel caso della comunità di Piana degli Albanesi, che un ruolo fondamentale nella conservazione della lingua arbëreshe è stato giocato dai papades. Infatti, il primo testo il lingua arbëreshe è stato scritto nel 1592 da un sacerdote: Luca Matranga. Si tratta dell’ E Mbësuame e Krështerë – La Dottrina Cristiana Albanese. Nel corso dei secoli, come in parte ancora oggi, nelle chiese arbëreshe di Piana le preghiere si recitano in lingua. E, grazie al catechismo frequentato dai bambini che si preparano per la prima confessione, si ha la possibilità di dar vita a un continuum e tramandare alle nuove generazioni la lingua. Read More...
IMAGE
Il presidente albanese Meta chiede che l'arbëresh venga insegnato a scuola
Il presidente della Repubblica, Ilir Meta ha incoraggiato questo sabato i parlamentari italiani a fornire il loro supporto affinchè la lingua arbëreshe venga insegnata nelle scuole dei dei comuni minoritari. 
Il presidente della Repubblica, Ilir Meta ha incoraggiato questo sabato i parlamentari italiani a fornire il loro supporto affinchè la lingua arbëreshe venga insegnata nelle scuole dei dei comuni minoritari.  Read More...
IMAGE
Scoperto l’anno di nascita del poeta albanese sangiorgese Giulio Variboba
La ricerca sul poeta D. Giulio Varibobba non finisce mai di stupire. Sono stati rintracciati ultimamente importanti fonti documentali presso archivi pubblici e privati sulla comunità di San Giorgio Albanese in provincia di Cosenza.
La ricerca sul poeta D. Giulio Varibobba non finisce mai di stupire. Sono stati rintracciati ultimamente importanti fonti documentali presso archivi pubblici e privati sulla comunità di San Giorgio Albanese in provincia di Cosenza. Read More...
IMAGE
Gjitonia te fshati global
Ndoshta ngë mënd të njihen vetat o bashkësìtë nga llargu: dëftohen neve vetëm tue u jetuar përkrahu atyre, tue i dashur. “Një njohje e madhe ë’ bijë e njëi dashurìe”: ndjenjat, nëse të dëlirë, ngë janë të rreme. Kerkoj te zëmbra e njerìut dhe gjej patëmetësì (/ndershmërì), parimësì, e vërtetë dhe kushtin e mundësìsë fizike, psikike, shpirtërore shpëtuese të njëi bote të globalizuame dhe në ndryshim të shpejtë. Për këtë, pikërisht tue vërejtur atje ku duket e zhdukur zëmbra, kërkoj të gjej gjurmën e ndonjëi mundësìe të aftë të bejë të ringjallet lirìa e brëndshme dhe hapja ndaj tjerëvet.
Ndoshta ngë mënd të njihen vetat o bashkësìtë nga llargu: dëftohen neve vetëm tue u jetuar përkrahu atyre, tue i dashur. “Një njohje e madhe ë’ bijë e njëi dashurìe”: ndjenjat, nëse të dëlirë, ngë janë të rreme. Kerkoj te zëmbra e njerìut dhe gjej patëmetësì (/ndershmërì), parimësì, e vërtetë dhe kushtin e mundësìsë fizike, psikike, shpirtërore shpëtuese të njëi bote të globalizuame dhe në ndryshim të shpejtë. Për këtë, pikërisht tue vërejtur atje ku duket e zhdukur zëmbra, kërkoj të gjej gjurmën e ndonjëi mundësìe të aftë të bejë të ringjallet lirìa e brëndshme dhe hapja ndaj tjerëvet. Read More...
IMAGE
Gerbidi e maggesi
E’ trascorso più di un secolo dai forse dimenticati “Moti di Palazzo Adriano”: una sollevazione contadina contro il padronato, motivata dalla ‘pretesa’ d’aumentare la propria quota spettante in grano dal 25% al 30% del raccolto, sollevazione sedata nel sangue. Allora la terra del mio paese dava da vivere ad una popolazione doppia rispetto a quella attuale. Purtroppo però l’inevitabile incremento demografico, dovuto a migliori condizioni igieniche e sanitarie e alla diminuzione della mortalità infantile, produceva una lenta ma continua emigrazione verso ‘il nuovo mondo’.
E’ trascorso più di un secolo dai forse dimenticati “Moti di Palazzo Adriano”: una sollevazione contadina contro il padronato, motivata dalla ‘pretesa’ d’aumentare la propria quota spettante in grano dal 25% al 30% del raccolto, sollevazione sedata nel sangue. Allora la terra del mio paese dava da vivere ad una popolazione doppia rispetto a quella attuale. Purtroppo però l’inevitabile incremento demografico, dovuto a migliori condizioni igieniche e sanitarie e alla diminuzione della mortalità infantile, produceva una lenta ma continua emigrazione verso ‘il nuovo mondo’. Read More...
IMAGE
Istituiti punti telematici per accedere all'Archivio di Stato albanese
'INIZIATIVA di creare una rete di Punti-Archivio per il mondo albanese, collegati elettronicamente con l'Archivio Centrale di Tirana, è partita alla fine del 2020, anche alla luce delle difficoltà create dalla crisi pandemica, su iniziativa della Direzione Generale degli Archivi d'Albania, guidata dal giovane Direttore generale Ardit Bido e dal suo staff del settore informatico, vista l'impossibilità per studenti, ricercatori e studiosi di utilizzare direttamente le fonti archivistiche in possesso dell'Archivio stesso.
'INIZIATIVA di creare una rete di Punti-Archivio per il mondo albanese, collegati elettronicamente con l'Archivio Centrale di Tirana, è partita alla fine del 2020, anche alla luce delle difficoltà create dalla crisi pandemica, su iniziativa della Direzione Generale degli Archivi d'Albania, guidata dal giovane Direttore generale Ardit Bido e dal suo staff del settore informatico, vista l'impossibilità per studenti, ricercatori e studiosi di utilizzare direttamente le fonti archivistiche in possesso dell'Archivio stesso. Read More...
IMAGE
Napoli, polo storico di riferimento culturale per il mondo albanese e l’Arbëria
Al via lunedì 20 giugno alle 15,30 nella sede dell’Università degli studi di Napoli L’Orientale di Palazzo du Mesnil, in via Chiatamone 62, la prima delle due giornate del convegno internazionale “Napoli, polo storico di riferimento culturale per il mondo albanese e l’Arbëria” nel bicentenario della morte di Angelo Masci, intellettuale attivo a Napoli alla fine del ‘700. A lui si deve il “Discorso sull’origine, costumi, e stato attuale della natione Albanese”, pubblicato per la prima volta a Napoli nel 1807.
Al via lunedì 20 giugno alle 15,30 nella sede dell’Università degli studi di Napoli L’Orientale di Palazzo du Mesnil, in via Chiatamone 62, la prima delle due giornate del convegno internazionale “Napoli, polo storico di riferimento culturale per il mondo albanese e l’Arbëria” nel bicentenario della morte di Angelo Masci, intellettuale attivo a Napoli alla fine del ‘700. A lui si deve il “Discorso sull’origine, costumi, e stato attuale della natione Albanese”, pubblicato per la prima volta a Napoli nel 1807. Read More...
Missiva a Spirlì
Buon giorno Signor Presidente, nella prima settimana dello scorso settembre Lei, in qualità di Vice Presidente della Regione, con la partecipazione di dirigenti di dipartimenti della stessa, dott.ssa Sonia Talarico, dott.ssa M. Antonella Cauteruccio, Dott. Maurizio Nicolai e dott.ssa Francesca Gatto, ha incontrato il CO.RE.MI.L. ed il giorno successivo il direttore della RAI Calabria, dottor Demetrio Crucitti, per gettare la basi ad una Convenzione Ragione-RAI.
Buon giorno Signor Presidente, nella prima settimana dello scorso settembre Lei, in qualità di Vice Presidente della Regione, con la partecipazione di dirigenti di dipartimenti della stessa, dott.ssa Sonia Talarico, dott.ssa M. Antonella Cauteruccio, Dott. Maurizio Nicolai e dott.ssa Francesca Gatto, ha incontrato il CO.RE.MI.L. ed il giorno successivo il direttore della RAI Calabria, dottor Demetrio Crucitti, per gettare la basi ad una Convenzione Ragione-RAI. Read More...
IMAGE
Recenzione libri: “Viaggio nella Calabria basiliana” di Enzo Cordasco
Continua l'ondata di interesse per gli insediamenti monastici basiliani in Calabria. Proproniamo il libro "Viaggio nella Calabria basiliana" di Enzo Cordasco che offre un itinerario nella Calabria bizantina comprendendo diversi contesti arbëreshë.
Continua l'ondata di interesse per gli insediamenti monastici basiliani in Calabria. Proproniamo il libro "Viaggio nella Calabria basiliana" di Enzo Cordasco che offre un itinerario nella Calabria bizantina comprendendo diversi contesti arbëreshë. Read More...
IMAGE
Il progetto e l'evento. Gioacchino, Dante, Michelangelo, Scarpa e i cerchi trinitari
L'architetto-filosofo lungrese, Enzo Mattanò, ha appena pubblicato un importante testo che contribuisce ad inquadrare la centralità della teologia figurativa di Gioacchino da Fiore nel pensiero filosofico occidentale.
L'architetto-filosofo lungrese, Enzo Mattanò, ha appena pubblicato un importante testo che contribuisce ad inquadrare la centralità della teologia figurativa di Gioacchino da Fiore nel pensiero filosofico occidentale. Read More...
IMAGE
Pubblicato il libro "Il grande sbarco"
Pubblicato per i tipi di Angelo Guerini e Associati S.r.l. il libro "Il grande sbarco" che racconta l'esodo albanese verso l'Italia negli anni 90: dalla prima accoglienza calorosa al rimpatrio. 
Pubblicato per i tipi di Angelo Guerini e Associati S.r.l. il libro "Il grande sbarco" che racconta l'esodo albanese verso l'Italia negli anni 90: dalla prima accoglienza calorosa al rimpatrio.  Read More...

ATTUALITÀ

Giovedì, Novembre 18, 2004 Luigi Boccia Chiesa e Religione 8430
Discorso pronunciato da S.E. il Card. Camillo...
Lunedì, Gennaio 23, 2006 Luigi Boccia Chiesa e Religione 12626
Secondo la tradizione, i territori dell’attuale...

LA LINGUA - GJUHA JONE

Domenica, Novembre 13, 2005 Luigi Boccia Grammatica 30653
Pagina in allestimento Seleziona la lettera dal menù qui accanto ==> .
Martedì, Marzo 07, 2006 Pietro Di Marco Aspetti generali 12340
E ardhmja e natës agimi. Ti e prite. E ardhmja e agimit dita e plotë. Ti e rrove. E ardhmja e ditës mbrëmja. Ti u krodhe në të. E ardhmja e mbrëmjes...