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28 Febbraio 2011
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dall'Eparchia di Piana
Eppure era proprio così … e al fratello Lino , mio compagno di scuola media a Piana , che mi raccontava della notte …insonne , continuavo a ripetere come un disco rotto ,… “era l’ultima cosa che avrei voluto sentire “.
Sono infatti rimasto molto colpito dalla morte improvvisa non solo dell’amico e dell’uomo di cultura di vaste relazioni , ma anche del Parroco che da anni si batteva per il restauro completo del gioiello della Martorana , finalmente giunto in porto e non per ultimo del nostro Vicario Vescovile su cui molti della mia generazione avevano riposto “ fondamentali speranze” per le sorti della nostra storica Eparchia di Piana degli Albanesi , vissuta da noi quale “baluardo” per la difesa non solo del rito greco-bizantino ma delle nostre peculiarità di Lingua e di tradizioni , scossa negli ultimi tempi dai venti ondivaghi delle gerarchie vaticane .
Sono rimasto parecchio a rimirarlo e a pregare , ritornando con la memoria agli anni 1960-61 in cui ci siamo conosciuti a Roma , infatti ogni Domenica noi Seminaristi da Grottaferrata si andava a San Pietro per il Concilio Ecumenico con i Seminaristi del collegio greco , ove si trovava a frequentare Teologia , Papas Vito e anche Papas Cola , ritratti con me nella foto a San Paolo fuori le mura .
Mi ricordo ancora della mia prima volta in San Pietro…. , uscendo dalla porta della Sacrestia , mi accorsi che alla mia destra non c’era una colonna cui appoggiarmi ma la gamba sinistra di una Guardia Palatina e tanto fu il mio stupore che mi fermai a guardarlo dal basso verso l’alto bloccando tutta la fila dei miei compagni , eppure non ero proprio basso di statura….
Pian piano la Chiesa si riempiva dei suoi parenti più stretti che arrivavano da Piana e dei suoi amici ancora scioccati visibilmente come me per la improvvisa notizia e allora con una parola o una frase riuscivamo a dare l’idea dell’amico e non solo dell’uomo di Chiesa che a sentire la sorella sembrava di essersi addormentato quasi sorridente .
E a pensarci bene , quanti lo abbiamo conosciuto più da vicino , penso che lo ricorderemo proprio così sorridente …e aperto per il suo caratteristico approccio pro-sociale che riceveva chiunque gli mandavi per un aiuto particolare e come dice la mia amica Giuseppina Cuccia , sapevi che c’era e anche se non andavi molto spesso a Messa alla Martorana , quando riuscivi ad andarci ti accoglieva come sempre , senza mai fartelo pesare .
Da parrocchiano mi sono voluto sposare alla Martorana e vi ho portato i miei due figli prima al fonte battesimale e poi al corso di preparazione al catechismo e anche in tale occasione il Parroco amico ti dispensava qualche consiglio pedagogico ben fondato , ad esempio quello di non distaccare i figli dal gruppo dei coetanei ma comprendendo nel contempo le motivazioni della mia scelta intese a favorire in loro la formazione del senso di appartenenza alla comunità.
C’erano tanti parrocchiani raccolti in preghiera e accanto a me vi era seduta una Signora che ogni tanto rifletteva con me su qualche aspetto dei carismi di Papas Vito e convenivamo reciprocamente su alcuni aspetti in particolare . Diceva la mia interlocutrice : “ sembrava una roccia a cui guardare per ricevere certezze e aiuto , aveva il dono del discernimento , sembrava che sapesse di già che cosa gli andavi a dire .”
NG
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