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16 Gennaio 2010
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Il Rito Greco-Bizantino
Il primo annuncio della Quaresima si trova nella domenica in cui si legge il brano dell’Evangelo in cui si narra l’episodio di Zaccheo (Luca 19, 1-10). È la storia di un uomo che era troppo piccolo per vedere Gesù, ma che tanto desiderava vederlo che si arrampicò su un albero. Così il tema del suo primo annuncio è il desiderio. Si segue il proprio desiderio. Si può anche dire che l’uomo è desiderio e questa fondamentale verità psicologica è conosciuta dall’Evangelo: “Dove è il vostro tesoro – dice Cristo – lì sarà il vostro cuore”. Un forte desiderio supera le naturali inclinazioni dell’uomo; quando questi desidera appassionatamente qualcosa, compie atti di cui normalmente è incapace. Essendo “piccolo” egli supera e trascende se stesso. L’unico problema è se desideriamo cose giuste, se la potenza del desiderio tende ad un fine retto o se: l’uomo è una “passione inutile”. Zaccheo desiderava una cosa giusta: desiderava vedere ed accostarsi a Cristo. Egli è il primo simbolo della penitenza, poiché quest’ultima comincia dalla profonda natura di ogni desiderio: il desiderio di Dio e della sua giustizia, per condurre una vita vera. Zaccheo è “piccolo”, meschino, peccatore e limitato, tuttavia il suo desiderio supera tutti questi difetti. Egli “attira” l’attenzione di Cristo e lo porta nella sua casa. Tale, quindi, è il primo annuncio, il primo invito; è compito nostro desiderare ciò che è più profondo e vero in noi stessi, sentire la sete e la fame dell’Assoluto, che è in noi, sia che noi lo conosciamo o meno, e che, quando da lui ci allontaniamo e volgiamo ad un’altra parte i nostri desideri, ci rende una “passione inutile”. E se desideriamo abbastanza profondamente, con abbastanza forza, Cristo risponderà.
estratto da A. Schmemann, La Grande Quaresima, Marietti, Casale Monferrato 1986)
(Vangelo di San Luca capitolo 19, versetti 1-10)Il desiderio
In quel tempo Gesù entrato in Gerico, attraversava la città. Ed ecco un uomo di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere quale fosse Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, poiché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per poterlo vedere, salì su un sicomoro, poiché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». In fretta scese e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «E’ andato ad alloggiare da un peccatore!». Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto». Gesù gli rispose: «Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch’egli è figlio di Abramo; il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».
Nd’atë mot Jisui shkonej për Jerihoin…
… një burrë i thërritur Zakè ç’ë ish kryepubllikàn dhe shum i bëgatë… kërkonej të shihë Jisuin… e nëng mundnej… se ishin shumë gjindë e aj ish i ulët…
… vate u hip mbi një fik se t’e shihë, sepse kish të skhonej për atej…… Jisui, si ruajti, e pa e i tha: “Zakè, shpejt zbritu poshtë, se sot duhet të qëndronj te shpia jote”…
Zakeu … i tha Zotit: “…gjymsën e të pasuravet … ja jap të varfërvet, ndëse ndonjeriu i kam marrë gjë, do të ja jap prapë për katër herë më shumë...
Jisui i tha atij: “Sot erdhi shpëtimi kësaj shpije...sepse i Biri i njeriut erdhi se të kërkonjë dhe të shpëtonjë të bjerrët”.
A cura dell’Ufficio Catechistico Diocesano
Eparchia di Lungro Seminario Maggiore Eparchiale
Parrocchia Greca “Santissimo Salvatore” - Cosenza
GRANDE QUARESIMA 2010
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