Il Rito Greco-Bizantino

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Cristo ha fondato la Chiesa perché continuasse la sua opera di salvezza del mondo[1] e tale processo di salvezza, compiuto una volta per tutte nel mistero pasquale del passaggio di Cristo da questo mondo al Padre[2] descritto nella Lettera ai Filippesi 2,5-11, è iniziato in noi attraverso il Battesimo. Il decreto sulla giustificazione del concilio di Trento del 1547 afferma come “nessuno possa essere giusto se non per la comunicazione dei meriti della passione del nostro Signore Gesù Cristo…”[3]. E continua dicendo[4] che ciò, per opera dello Spirito Santo, è ricevuto nel Battesimo.

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andreaCretaSant’Andrea di Creta nacque a Damasco verso la metà del VII secolo, da una famiglia cristiana. Per quanto riguarda la sua infanzia, la tradizione dice che egli era muto dalla nascita, fino al momento in cui, all’età di sette anni, partecipò alla Divina Liturgia e ricevette il prezioso Corpo e Sangue di Cristo e subito la sua lingua si sciolse ed incominciò a parlare lodando e benedicendo Dio. Fino all’età di quattordici anni studiò a Damasco e poi andò a Gerusalemme; ma ben presto sentì il desiderio di ritirarsi a vita solitaria e così entrò nel Monastero di San Saba.

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"Digiunando dai cibi, anima mia, senza purificarti dalle passioni, invano ti rallegri per l'astinenza, perché se essa non diviene per te occasione di correzione, sei in odio a Dio come menzognera e ti rendi simile ai perfidi demoni che non si cibano mai. 

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Il dialogo teologico fra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa nel suo insieme ha imboccato lo studio del problema cruciale del contenzioso storico e dottrinale fra Oriente e Occidente, il ruolo del vescovo di Roma nella Chiesa di Cristo. 

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ZaccheoMolto tempo prima dell’inizio reale della Quaresima, la Chiesa annuncia il suo approssimarsi e ci invita ad entrare nel periodo della preparazione pre-quaresimale. [...]  Questo periodo di preparazione comprende cinque domeniche consecutive che precedono la Quaresima, ciascuna caratterizzata da un particolare brano evangelico, dedicato a qualche fondamentale aspetto della penitenza.      

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Dormizione della Madre di Dio. Pskov. XIII sDiffuso nelle Chiese bizantine è l'uso di cantare, particolarmente nella prima quindicina di agosto, il canone della Paràklisis. Questo è anche tempo di digiuno in preparazione alla grande solennità della Dormizione della Theotokos. Il carattere esistenziale del contenuto di questo canone ha reso questa akolouthia molto popolare e partecipata.

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La liturgia della prima settimana: dall’Orthros di Pasqua alla
Settimana del Rinnovamento – (τής Διακαινησίμου)

Ιl Pentekostàrion è il periodo liturgico che va dal Orthros della Domenica di Pasqua fino alla Domenica di Tutti i Santi (Κυριακή των Αγίων πάντων), con questa si passa all’ordine successivo  detto Paraklitikì.

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bacio-del-vangelo.jpg"Alithōs Anèsti! E' veramente risorto!"
Il doxastikon della terza ode del canone di Pasqua dell'innografo s. Giovanni Damasceno (sec.VIII), da una parte annuncia la risurrezione di Cristo che si celebra particolarmente quel giorno e, dall'altra, coinvolge il destino dell'uomo, creato e restaurato ad immagine del Verbo di Dio incarnato, che è la vera immagine di Dio. Con Cristo risorge anche l'uomo.

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ChristosAnesti2008.jpgL'essenza del cristianesimo è credere nella morte e resurrezione del Signore Gesù Cristo, fondamento di tutto l'agire del credente.
In Quaresima, tempo a giusto titolo chiamato quadragesimale sacramentum, dove "sacramento" equivale in pratica a "strumento di salvezza", abbiamo vissuto la morte del Signore attraverso la pratica penitenziale. Nel tempo pasquale, tempo definito come: resurrectionale sacramentum, viviamo nella gioia la resurrezione del Signore, celebrando la sua misericordia perché con la resurrezione è venuta la riconciliazione a tutto il mondo.

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resurrezione_mezzojuso_chiesa_san_nicol.jpgLa tragedia del Golgota, come la presentano gli inni e le letture del Venerdì Santo e la riassume l'icona della Crocifissione, ebbe anche il suo epilogo: «E presone il corpo Giuseppe d'Arimatea lo avvolse in una sindone pulita e lo depose nel proprio sepolcro, che da poco aveva scavato nella roccia; fatta rotolare una grossa pietra all'entrata del sepolcro, se ne andò» (Matteo, 27, 59‑60).

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deposizione_mezzojuso_chiesa_san_nicol.jpgUno degli attimi più commoventi dell'Esperinós del Venerdì Santo è quello della Deposizione (Apokathílosis).  In essa il sacerdote, come nuovo Giuseppe d'Arimatea, stacca dalle inchiodature il Signore Crocifisso coprendo con una sindone pulita il Suo Corpo incorrotto. Gli ultimi versi dell'Evangelio che si leggono in quel momento pongono all'attenzione dei fedeli il coraggioso esempio di Giuseppe, il quale, «si fece animo, si presentò a Pilato e richiese il corpo di Gesù» (Marco, 15, 43).

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crocifissione_mezzojuso_chiesa_san_nicol.jpgLe sacre officiature della nostra Chiesa sono educative e avvincenti. I loro inni e le preghiere ci elevano al cielo, ci arricchiscono di pii sentimenti e ci agevolano il raccoglimento e la compunzione. Tra questi riti si distinguono quelli della Grande Settimana. Suo giorno culminante è il Venerdì Santo (Megáli Paraskeví).

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resurrezione.jpgIl doxastikon della terza ode del canone di Pasqua dell'innografo s. Giovanni Damasceno (sec.VIII), da una parte annuncia la risurrezione di Cristo che si celebra particolarmente quel giorno e, dall'altra, coinvolge il destino dell'uomo, creato e restaurato ad immagine del Verbo di Dio incarnato, che è la vera immagine di Dio.

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