16 agosto Metheortia della Dormizione di Maria SS.ma, trasporto da Edessa dell'Acheropita icone del Signore Nostro Gesù Cristo, detta Mandillion, alle ore 18,00 La Presidenza dell'Azione Cattolica dell'Eparchia si reca a salutare mons. Ercole Lupinacci che ha ricevuto affettuosamente ricevuto l'Azione Cattolica dell'Eparchia di Lungro, la delegazione guidata dalla presidente diocesana Kikina Martino era formata dalle insegnanti Lina Bavasso e Caterina Senise, resp. Settore adulti, la prof. Elena D’Agostino il dott. Demetrio Loricchio, vice presidenti zonali, i Presidenti emeriti Angela Marchianò Castellano, Luigi Viteritti e Giovanni Mimmo Rizzo accompagnato dalla sig. Dina e il diacono Costantino Bellusci.
Rassicurati sullo stato di salute di mons. Lupinacci dopo gli ennesimi disturbi che l’anno tenuto lontano dall’Eparchia per gran parte dell’estate il vescovo è apparso in buona forma nientaffatto provato dalla varietà di interventi che hanno costellato il suo servizio sacerdotale ed episcopale. Però è apparso un po’ perplesso per le varie e disparate voci che hanno accompagnato la nomina ad amminastratore apostolico di Mons. Salvator Nunnari formalizzata il 10 agosto in un incontro in Episcopio, incontro in cui c’è stato il passaggio delle consegne ma anche la richesta da parte del vescovo di Cosenza – Bisignano a mons. Lupinacci di continuare a svolgere tutte le funzioni che attengono alle celebrazioni liturgiche e al rito. Da qui è partita una appassionante cavalcata nella straordinaria storia dell’epopea della diaspora albanese che ha avuto raffinato cantore il rimpianto scriptor graecus della Biblioteca Vaticana Vittorio Peri autore di tanti apprezzati studi sulla storia della chiesa e dell’oriente cristiano il quale indagò proprio i primi decenni degli insediamenti arbëreshë in Italia e i rapporti con la Chiesa d’oriente i vescovi ordinanti di Agrigento - Ancona (Vittorio Peri, I metropoliti orientali di Agrigento La loro giurisdizione in Italia nel XVI secolo in Bisanzio e l’Italia. Raccolta di studi in memoria di Agostino Pertusi,(scienze filosofiche e letteratura, 22) Milano 1982, pp. 274-321). e poi il periodo di unità dopo il Concilio di Firenze il Concilio di Trento e il timore delle possibili deviazioni a seguito delle chiese riformate e comunque parecchi secoli in cui la particolarità di chiesa arbëreshe e sopravvissuta con perdite e dolori ma comunque sotto la tutela dei vescovi latini. Monsignor Lupinacci ci invita a fugare timori e paure e a perseguire il bene e la formazione del popolo di Dio come è affidato alla nostra associazione di cui è stato più volte validissimo ed affettuoso assistente, fino al soglio episcopale dal quale invece ha continuato a guidarci con il medesimo affetto e costanza paterna. Ci ha invitato a cercare e a restare fondati nella comunione senza dare spazio a mire distruttive e a vaniloqui estivi che non meritano risposta. L'incontro è stato gioioso e molto interessante proprio per le riflessioni che il vescovo ha fatto sulla storia e la straordinaria vicenda della diaspora arbëreshe, invitato a metterle per iscritto a disposizione dei fedeli che è necessario le conoscano proprio per non samrrirsi nel presente si è schermito dicendo che questo è compito dello storico non dell’appassionato, squisito cultore, quale lui è. Is polla eti. La delegazione ha lasciato l’Episcopio rinfrancata dalla freschezza dell’entusiasmo di mons. Lupinacci per la storia e la vita della sua diocesi, del suo stato di salute si è ripromessa di tornare al più presto per apprendere nuove cose e diffonderle nelle comunità di Arberia.

 


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