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19 Maggio 2010
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dall'Eparchia di Lungro
La Chiesa del Santissimo Salvatore di Cosenza si trova nel centro storico di Cosenza, in Via G. Vincenzo Gravina, accanto alla Chiesa di San Francesco di Paola, alla confluenza dei due fiumi di cosenza. La chiesa è stata fondata nel 1565 e l’anno dopo ass egnata all’Arciconfraternita dei sarti, che ha Patrono Sant’Omobono di Cremona del cuale si conserva la statua lignea a doratura damaschinata di scuola napoletana, fine del XVII sec. Mentre alla fine del XVI sec. risalgono la struttura architettonica della Chiesa, a un’unica navata rettangolare, con presbiterio a pianta quadrata e ricca del bel portale, in pietra locale, il soffitto ligneo è intagliato e dipinto a vari colori, inoltre vi si trovano affreschi che raffigurano gli apostoli, il Salvatore e la Vergine Madre; l’arco trionfale è in pietra locale, sul quale è posto uno stemma su pietra raffigurante l’aquila imperiale austriaca e la scritta «Filippo d’Austria A.D. 1653», ancora vi si può venerare una tela raffigurante l’Immacolata Concezione fra angeli (Raffaele Aloisio, 1847). A partire dal 1978 la Chiesa del Santissimo Salvatore è sede della Parrocchia Greca per gli italo – albanesi di rito bizantino residenti in Cosenza e dintorni, provenienti dai paesi arbëreshë della provincia di Cosenza che vivono nella Eparchia di Lungro. La Parrocchia Greca del Santissimo Salvatore è stata eretta il 4 maggio 1978 dal Vescovo di Lungro, Mons. Giovanni Stamati, con il consenso dell’allora Arcivescovo di Cosenza, Mons. Enea Selis, di venerata memoria. Nei lavori di adattamento al Rito Bizantino, è stata costruita l’Iconostasi, in pietra locale nel 1982; dove sono state poste le Icone del Cristo Pantokrator e della Theotokos, realizzate su tela da Demetrio Soukaràs, iconografo greco , con la dedica del Metropolita Ortodosso Panteleimon di Corinto ai fratelli che sono in Calabria. Sull’Iconostasi si trovano anche le icone de l’Annunciazione, la Natività, l’Ultima Cena, la Morte e la Resurrezione di Gesù. Dietro l’Iconostasi è posta la meravigliosa Icone dell’Ascensione realizzata dall’iconografo Josif Droboniku che ha realizzato anche le icone del Cristo in trono circondato da due Arcangeli, la Madre di Dio in trono, San Nicola di Mira, patrono dell’Eparchia di Lungro, San Giovanni Battista, da due Serafini. Josif Droboniku ha realizzato anche le pregevoli Icone di Cristo Crocifisso, della Madre di Dio e di San Giovanni Evangelista ai piedi della Croce, posizionate nel presbiterio. E le icone dell’Annunciazione e dell’Ingresso di Gesù a Gerusalemme poste sulle pareti laterali della Chiesa. Alle pareti laterali invece le due grandi icone raffiguranti la Natività di Nostro Signore Gesù Cristo e il Battesimo nel fiume Giordano, opera di Attilio Vaccaro di Lungro, docente Unical originario di Lungro e ora appartenente alla parrocchia del SS. Salvatore, altre icone sono del lungrese, Luigi Manes Mariuccia Mazzotta, Rita Mantuano, Mirella Mujà, e Rita Chiurco. La chiesa del SS. Salvatore splende ormai per la bellezza delle icone per la cura della liturgia per l’accoglienza degli arbëreshë che si trovano a Cosenza per gli orientali che la frequentano e per i cosentini anche di rito romano che volentieri vi si recano. Come è previsto nel rito orientale l’Ascensione è stata festeggiata nel suo giorno il giovedì 13 maggio, a cominciare da mercoledì 12 aprile, alle ore 18, con il Vespro della Festa e giovedì 13 aprile, alle ore 18, la Divina Liturgia, con l’aiuto della presenza di zoti Andrea Quartarolo, parroco di San Demetrio M. e dei seminaristi l’assemblea costituita da un parrocchiani da varie comunità d’Arberia ha intonato: Anelìfthis en dhòxi, Christè o Theòs imòn, charopiìsas tus Mathitàs ti epanghelìa tu aghìu Pnèvmatos; veveothèndon aftòn dhià tis evloghìas, òti si ì o liòs tu Theù, o Litrotìs tu kòsmu. (Ascendesti nella gloria, o Cristo Dio nostro, e rallegrasti i discepoli con la promessa del Santo Spirito, essendo essi confermati per la tua benedizione, che tu sei il Figlio di Dio, il Redentore del mondo) e il parroco zoti Pietro Lanza ci ha richiamati all’invito a gioire della ascesa di Gesù che è condizione necessaria e preludio alla nostra sequela al cristo anche nella gloria. Il parroco ha acconto con gioia i piccoli del gruppo folcloristico dell’Azione Cattolica di Firmo, accompagnati dalle mamme e dai maestri musicisti Giuseppe Bellizzi e Peppino Iannuzzi, sono stati felici delle parole loro rivolte dal celebrante, del dono di una icona a ciascuno di loro, alla fine della Divina Liturgia si sono recati ballando al Seminario Maggiore Eparchiale in Via Paparelle, dove sono stati festeggiati dai convenuti e hanno avuto modo tra gli altri di conoscere gli artisti arbëreshë Alfio Moccia e Enzo Perrellis, oltre al professor J. Trumper, quindi si sono esibiti nei due canti tradizionali Vajta ka minutilli e vemi na vemi, e dopo un dolce break hanno salutato con Na jemi ACR e l’inno Kur na Arbëreshë composto da zoti Pietro Lanza 30 anni fa e che fa ancora da colonna sonora alla Firmo arbëreshe
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