teotok La figura della Santissima Madre di Dio viene messa molte volte e in molti modi in rapporto al Culto divino. Sono tanti gli elementi liturgici che ci aiutano a tenere presente nel nostro pensiero la Theotókos. Gli inni del sacro Culto spesso si riferiscono a lei. I santi innografi gareggiano nel trovare lodi, aggettivi, immagini, figure retoriche che le si addicano. E tutto questo per enfatizzare il posto che la Vergine detiene nel mistero dell'Incarnazione di Cristo, nella vita della Chiesa e nel cuore dei fedeli.
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Dopo gli inni vengono le sante Akoluthíe e le festività della Tutta Santa, per le quali gli inni sono nati. Alla degna venerazione della Madre di Dio la nostra Chiesa ha dedicato speciali celebrazioni e solennità. Sono noti i Canoni di Preghiera (Paraklitikì Kanónes, Grande e Piccolo), l'inno Akáthistos e le cosiddette feste mariane, con cui i fedeli esprimono i sentimenti d'amore, riconoscenza e dedizione che nutrono nei confronti della «intatta, immacolata, incorrotta, intemerata, pura Vergine, Signora Sposa di Dio».

Infine, in onore della Santissima Theotókos, troviamo dipinte molte icone e innalzati molti sacri templi. Essi portano diversi nomi, che sono corrispondenti alle particolari definizioni che la Chiesa tributa alla Panagìa, quali Madonna dell'Udienza (Gorgoepíkoos), Madre di Misericordia (Eleúsa), Beatissima (Pammakáristos), Odigitria, Madonna della Consolazione (Parigorítissa), Nostra Signora (Pandánassa), Madre Gloriosa (Perívleptos) e tante altre.

Tutte quante sono ben giustificate. Ella ha prestato al «Verbo creatore la sua carne» (Canone della Pentecoste, Ode IX, irmós) e così, come dice San Nicodemo l'Aghiorita, «per mezzo di tal prestito ella rese debitore nei suoi confronti il Figlio di Dio»  (Eortodrómion, 548 nota). A buon diritto dunque Sant'Andrea di Creta la encomia con il suo «possa gioire con Dio tu Divina, tu che detieni il grado secondo alla Trinità» (in Nicodemo, Theotokárion).

I diversi avvenimenti della vita della Theotókos sono eccellentemente raffigurati nelle icone bizantine. In esse la posizione del suo corpo e i tratti del suo viso esprimono le sensazioni del suo cuore puro e generoso e ci rammentano il suo candore, la sua fede e la sua umiltà. E, sopra ogni cosa, il ruolo della Panagía nell'incarnazione del Signore.

La nostra Chiesa richiama al ricordo dei fedeli il contributo della Theotókos nel farsi uomo da parte del Verbo di Dio con la festa dell'Annunciazione. L'Akoluthía di quest'ultima si basa sulla narrazione dell'Evangelista Luca:

«Al sesto mese da Dio fu mandato l'angelo Gabriele ad una città della Galilea, il cui nome era Nazaret, ad una vergine sposa di un uomo di nome Giuseppe, della casa di Davide: il nome della fanciulla era Maria. Entrato da lei, l'angelo le disse: ‑ Salve, piena di grazia, il Signore è con te, benedetta sei tu fra le donne ‑. Ed ella lo vide e rimase turbata a queste sue parole, e si domandava che cosa significasse questo saluto. Ma l'angelo le disse: -Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, tu concepirai nel tuo grembo e partorirai un figlio, e gli darai per nome Gesù. Egli sarà grande e sarà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Iddio gli darà il trono di Davide suo padre, e regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno, e il suo regno non avrà fine ‑. Allora Maria domandò all'angelo: ‑ Come accadrà questo a me, dal momento che non conosco uomo? ‑ E rispondendole l'angelo le disse: ‑ Lo Spirito Santo scenderà su di te, e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra; perciò quello che nascerà sarà chiamato santo, figlio di Dio ‑[...] Allora Maria disse: ‑Ecco la serva del Signore, avvenga di me come tu hai detto ‑. E l'angelo si parti da lei»(Luca, 1, 26‑38).

Tutto quanto il Santo Evangelista ha esposto è riassunto nell'Apolitíkion della festa dell'Annunciazione: «Oggi è il principio della nostra salvezza e la manifestazione dell'eterno mistero; il Figlio di Dio diviene Figlio della Vergine, e Gabriele annuncia la grazia. Per questo anche noi con lui gridiamo alla Madre di Dio: ave, Piena di grazia, il Signore è con te». II tropario, come anche gli altri inni della festività, vivacizza la scena, il momento in cui l'arcangelo Gabriele annuncia alla Vergine Maria che con il distendersi dell'ombra dello Spirito Santo diverrà la Madre di Dio.

Ciò che l'Evangelista Luca racconta e che con bell'eloquio poetico gli inni della Chiesa divulgano è altresì riproposto dall'icona bizantina dell'Annunciazione (O Evangelismós). L'atteggiamento dei personaggi, l'espressione e i loro gesti, come anche i colori e i particolari della raffigurazione, commentano l'evento.

 

Descrizione dell'icona. I) L'ARCANGELO GABRIELE. è il «principe degli angeli», il messaggero di Dio, che portò alla pure fanciulla di Nazaret la lieta novella. La posizione della sua figura trasmette la gioia che il suo annuncio ha portato. Benché egli poggi i piedi a terra, viene raffigurato con un moto di slancio, come è d'altronde provato dall'apertura dei suoi piedi. Nell'Annunciazione del Monastero di Dafnì il contegno dell'angelo ispira in maniera geniale l'impressione che il suo volo non sia terminato ancora nel momento in cui parla alla Theotókos. Con la mano sinistra Gabriele regge uno scettro, che simboleggia il messaggero, non un giglio, figurazione alla quale ci ha abituati la pittura sacra occidentale. La sua mano destra è stesa con un movimento vigoroso verso la Vergine, in attitudine colloquiale. Egli la apostrofa, come secondo il noto tropario: «Quale lode per te potrei pronunciare? Con che nome chiamarti? Non lo so, e sto come in estasi. Perciò, come mi fu comandato, grido a te: salve, Piena di grazia».

II) LA MADRE DI DIO. La Theotókos è la «Piena di grazia», la benedetta fra le donne. L'icona bizantina dell'Annunciazione la ritrae a volte seduta sul suo trono, a volte all'impiedi. Nel caso in cui la Vergine è rappresentata seduta, l'icona sottolinea la sua magnificenza di fronte all'arcangelo. Nella nostra Chiesa inneggiamo, com'e noto, alla Theotókos come «più degna di onore dei Cherubini e incomparabilmente più gloriosa dei Serafini», cioè delle schiere angeliche. Qui l'iconografo segue anche il testo apocrifo. Il Protoevangelio di Giacomo reca scritto che la Tutta Santa «prese la porpora, si assise sul seggio e la filava. E in quel momento le si fermò dinnanzi un Angelo». In altre icone la Theotókos è all'impiedi; in questa posizione ascolta meglio, in un certo qual modo, il messaggio divino. Per quanto concerne la Theotókos , è il caso di esaminarne principalmente le emozioni e i pensieri, insomma il suo mondo psicologico nell'ora dell'Annuncio.

Innanzitutto, l'apparizione dell'arcangelo e il suo saluto hanno sconvolto la Vergine. Il fuso con il filato, che in ossequio alla tradizione (Protoevangelio di Giacomo) ella reggeva in mano, le è caduto per la paura. Si è fatta pensierosa: ha riflettuto sul significato del saluto angelico. Non nutre dubbi, non diffida allorché l'angelo le dichiara che sta per diventare Madre di Dio; solo, con saggezza chiede: «Come accadrà questo a me, dal momento che non conosco uomo?». Qui la Theotókos si differenzia da Eva. Quest'ultima era stata trascinata dal suo egoismo ad accettare senza vaglio tutto ciò che il Maligno le proponeva. La Theotókos, al contrario, ornata di umiltà e obbedienza al volere di Dio, cerca di sapere in qual modo si realizzeranno le parole del messaggero divino. Quando però l'arcangelo le ha confermato che tutto avverrà con la grazia del Santo Spirito e la potenza di Dio (Lo testimoniano il settore di circonferenza e i raggi che da esso si irradiano nella parte alta della raffigurazione), ella, di tutto cuore e senza riserve, dà il suo assenso: «Ecco la serva del Signore, avvenga di me come tu hai detto». Nel Doxastikón dell'esperinós della festa, la nostra Chiesa a ragione inneggia: «L'angelo officia al prodigio: un grembo verginale accoglie il Figlio; Il Santo Spirito è inviato dall'alto; il Padre nei cieli si compiace e realizza l'alleanza per comune volere». Tutto, cioè, è avvenuto, per la comune volontà, il desiderio, l'accordo tra Dio e la Vergine, Creatore e creatura, perché «l'incarnazione del Verbo fu opera non solo del Padre, della Sua Potenza e dello Spirito... ma anche della volontà e della fede della Vergine» (San Nicola Gabasila, La Deipara).

L'imbarazzo e la prudenza della Theotókos, presentati con sublimi dialoghi dai tropari della festa dell'Annunciazione, sono espressi in altre icone tramite il palmo destro della sua mano aperto. In questo gesto di stupore è come se lei dicesse: «Non sono iniziata a nozze, come dunque potrò partorire un figlio?» (II Stichirón dell'esperinós).

Altre icone dell'Evangelismós ci mettono in evidenza l'accettazione da parte della Theotókos delle parole dell'arcangelo. La Madre di Dio è ritratta a capo chino, mentre tiene la mano destra sul petto o la fa uscire dalla cappa del mafórion. Questi particolari ci riportano ad: «Ecco la serva del Signore...». Nell'icona in cui il pittore unisce nella positura della Theotókos la perplessità all'accettazione, rappresenta la Vergine con la testa china e immersa nelle sue riflessioni.

Il fedele, quando contempla e scruta e adora l'icona dell'Evangelismós, pieno di gioia e di riconoscenza, canta sommessamente: áxión estin os alithôs..., «È cosa veramente degna chiamare te, Deipara, sempre beata e tutta pura e madre di Dio nostro».

 

Tratto da CH. G. Gòtzis, O Mistikòs kósmos tôn Vizandinôn ikónon (Il mondo mistico delle icone bizantine), Diaconia Apostolica, Atene, 1995

 

 

  • Note: L'Annunciazione è una delle più importanti feste mariane dell'anno liturgico. Già fin dal VI secolo la troviamo divulgata in tutto l'Oriente e il canone 52 del Concilio di Trullo (692) la sancisce definitivamente nel calendario ecclesiastico, dichiarando che venga celebrata sempre, in modo solenne, con il sacrificio eucaristico, anche quando cade in giorno aliturgico durante la grande quaresima.

 

 

  • Isodikòn: Evanghelizesthe imèran ex imèras to sotìrion tu Theù imòn. (Annunziate ogni giorno la salvezza del nostro Dio).
  • Tropari : Sìmeron tis sotirìas imòn to kefàleon ke tu ap'eònos mistirìu i fanèrosis; o Iiòs tu Theù Iiòs tis Parthénu ghìnete ke Gavriìl tin chàrin evanghelìzete. Dhiò ke imìs sin aftò ti Theotòko voìsomen: Chère, kecharitomèni, o Kìrios metà su.
  • (Oggi inizia la nostra salvezza e la manifestazione dell'eterno mistero: il Figlio di Dio diviene Figlio della Vergine e Gabriele annunzia la grazia. Con lui gridiamo alla Madre di Dio: Salve, o piena di grazie, il Signore è con te).
  • Ti ipermàco stratigò ta nikitìria, os litrothìsa ton dhinòn evcharistìria anagràfo si pòlis su, Theotòke. All'òs èchusa to kràtos aprosmàchiton, ek pandhìon me kindhìon elevthèroson, ìna kràzo si: Chère, nìnfi anìmfefte.
  • (A Te che, qual duce, per me combattesti, innalzo l'inno della vittoria; a Te porgo i dovuti ringraziamenti io che sono la tua città, o Madre di Dio. Tu, per la invincibile tua potenza, liberami da ogni sorta di pericoli affinchè possa a te gridare: Salve, o sposa sempre Vergine).

Epistola : Lettera agli Ebrei, II, 11-18

Vangelo: Lc. I, 24-38

  • Megalinàrio: Evanghelìzu, ghi, charàn, megàlin, enìte, uranì, Theù tin dhòxan. Os empsìcho Theù kivotò, psavèto midhamòs chir amiìton: Chìli dhe pistòn ti Theotòko asighìtos, fonìn tu anghèlu anamèlponda, en agalliàsi voàto:Chère,kecharitomèni, o Kìrios metà su.
  • (Ti si annunzi, o terra, una grande gioia; lodate, o cieli, la gloria di Dio. Qual spirituale arca del testamento di Dio, nessuna mano profana la tocchi! Le labbra dei fedeli, con gran voce, cantando l'inno angelico, esultino ed esclamino alla Deipara: Salve, o piena di grazia, il Signore è con Te).
  • Kinonikòn: Exelèxato Kìrios tin Siòn, iretìsato aftìn is katikìan eaftò. (Il Signore ha scelto Sion; se l'è scelta per sua dimora).

 

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Greci“Shpëtomi Kalivet”

La posta in gioco è molto alta, nulla va sottovalutato, la parentesi storica che viviamo rappresenta per noi arbëreshë il momento cui, “fare”, significa “non morire”.
L’odierno palcoscenico rappresen

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Scambio culturale tra il comune di Cerzeto e il liceo “Ernest Koliqi” di Tirana
Il rappresentante di “Italia delle Minoranze” Cataldo Pugliese manifesta con la sua partecipazione, vicinanza e ammirazione al progetto di educazione e scambio culturale realizzato dal comune di Cerzeto e dal liceo “Ernest Koliqi” di Tirana.
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Il sindaco di Ururi incontra il presidente Meta
Il presidente della Repubblica, Ilir Meta, ha tenuto un incontro questo sabato con i rappresentanti della comunità Arberesh in Italia.
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X anniversario della chirotonia episcopale del Vescovo di Lungro
Ricordiamo con piacere la ricorrenza del X anniversario della chirotonia episcopale del Vesovo di Lungro, S.E. Mons. Donato Oliverio. Dieci anni di episcopato denso e ricco di ferventi attività. Felicitazioni al nostro vescovo!εἰς πολλὰ ἔτη, Δέσποτα
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Il giardino dei sensi
Sensi e spiritualità: due parole in apparenza contraddittorie. Eppure tutta la Bibbia brulica di personaggi e di scene sensuali, come un "giardino delle delizie" in cui la vista, l'udito, il tatto, il gusto e l'odorato celebrano il loro festino. .
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Discorso di Papa Paolo VI in occasione del IV centenario del Collegio Greco di Roma
Sabato, 30 aprile 1977 Venerati Fratelli e carissimi Figli! Ispirato ad intonazione di profonda letizia, dopo i bei canti liturgici e le devote parole del Signor Cardinale Paul Philippe, è l'odierno incontro, il quale, se di per sé si collega ad una ricorrenza quattro volte centenaria - quella della fondazione in Roma del Collegio Greco di S. Atanasio - si apre, peraltro, e si allarga nella visione della Chiesa d'Oriente, che con la Chiesa Latina forma l'unica ed indivisa Chiesa di Cristo. Il Nostro saluto, come alle Autorità religiose qui presenti, si dirige naturalmente a voi, Alunni e Superiori del Collegio, perché siete voi i festeggiati; e si rivolge ancora ai condiscepoli degli altri Istituti eretti nell'Urbe per l'educazione del Clero di rito orientale, perché tutti insieme voi ponete dinanzi ai nostri occhi questa consolante realtà di coesione ecclesiale. .
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Typikà locali parrocchiali nella chiesa arbëreshe
Nel passato circolavano tra le Comunità arbëreshe di Calabria, oltre a typikà bizantini stampati generalmente a Venezia, comodi rubricari manoscritti che riproducevano le norme generali, ma introducevano anche elementi locali. Per una storia autentica dell’evoluzione storica della tradizione bizantina tra gli Arbëreshë è indispensabile conoscere questi documenti che ci riportano  la prassi concreta. .
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Giorgio Castriota Skanderbeg tra storia e mito
La parrocchia greca di Cosenza dell'Eparchia di Lungro e, in particolare, il parroco protopresbitero Pietro Lanza, stanno ricordando nel corso di questa settimana l'eroe albanese Giorgio Kastriota Skanderbeg a 550 anni dalla sua morte. Oltre ai vari eventi segnalati sul calendario di Jemi.it, è stata diffusa anche una monografia contenuta nel volume I Padroni dell’Acciaio, scritta da Gabriele Campagnano Zweilawyer e illustrata da Francesco Saverio Ferrara.
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Il Padre di tutti, l’Amico di sempre
“Ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi, altri che lottano un anno e sono più bravi, ci sono quelli che lottano più anni e sono ancora più bravi, però ci sono quelli che lottano tutta la vita: essi sono gli indispensabili”.                                                                    Bertolt BrechtIl tempo scorre inesorabilmente, i modi di vita cambiano sempre più rapidamente, poche cose permangono, così come i sentimenti, forse perché sanno di eternità. E il “sentimento del ricordo”, anche se in modo diverso da individuo a individuo, vive sempre in ognuno.
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Spigolature storico-biografiche del siculo-arbëresh Francesco Crispi nel 195° anniversario della nascita
Nacque a Ribera (Agrigento) il 4 ottobre 1818, compì i primi studi nel seminario greco-albanese di Palermo, e si laureò in Giurisprudenza nel 1837. L’anno dopo sposò Rosa D’Angelo che morì nel 1840. Nel 1839, Francesco Crispi (1) aveva fondato e diresse poi per tre anni, il giornale “L’ORETEO”. Nel 1844 si presentò a un concorso per la magistratura, riuscendo primo, ma in seguito rinunciò per esercitare l’avvocatura a Napoli. Intanto si occupava di politica, svolgendo idee e propaganda liberali.
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La Presidente Succurro ha incontrato l’Ambasciatore del Kosovo in Italia
Nella splendida cornice del Salone degli Specchi della Provincia di Cosenza si è svolta, nel pomeriggio di giovedì 23 giugno, la visita dell’Ambasciatore della Repubblica del Kosovo in Italia – S.E. Sig.ra Lendita Haxhitasim, accolta anche da una nutrita delegazione di Sindaci delle Comunità arbëreshë del territorio cosentino.
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Sant’Atanasio dei Greci: calendario Grande Quaresima 2022
Riportiamo qui di seguito il programma completo delle celebrazioni della Grande Quaresima e della Grande e Santa Settimana dell'anno 2022 presso la chiesa di Sant'Atanasio dei Greci a Roma. I testi dei riti sono presenti sul sito: www.liturgiabizantina.it
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“Arbëria Viva” di Arbër Agalliu premiato a Moda Movie
Il cortometraggio di Arbër Agalliu sulle minoranze linguistiche arbëresh ha ricevuto il premio speciale durante la kermess di moda e cinema "Moda Movie" a Cosenza. 
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La Rai Calabria sostiene la cultura e la lingua arbëreshe in Italia attraverso programmi dedicati
In Calabria, la Rai prevede di promuovere la lingua e la cultura arbëreshë, come stabilito nel nuovo contratto di servizio per il periodo 2023-2028, approvato definitivamente dal Consiglio di Amministrazione dell'azienda radiotelevisiva, presieduto da Marinella Soldi.
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La lingua arbëreshe viene snobbata
La lingua è l’elemento fondamentale che caratterizza una comunità e un intero popolo. Secondo Bruner la lingua svolge una funzione di trasmissione culturale. Infatti, diventa tramite necessario per la conservazione di pratiche culturali e religiose. Inoltre, non va dimenticato, nel caso della comunità di Piana degli Albanesi, che un ruolo fondamentale nella conservazione della lingua arbëreshe è stato giocato dai papades. Infatti, il primo testo il lingua arbëreshe è stato scritto nel 1592 da un sacerdote: Luca Matranga. Si tratta dell’ E Mbësuame e Krështerë – La Dottrina Cristiana Albanese. Nel corso dei secoli, come in parte ancora oggi, nelle chiese arbëreshe di Piana le preghiere si recitano in lingua. E, grazie al catechismo frequentato dai bambini che si preparano per la prima confessione, si ha la possibilità di dar vita a un continuum e tramandare alle nuove generazioni la lingua.
La lingua è l’elemento fondamentale che caratterizza una comunità e un intero popolo. Secondo Bruner la lingua svolge una funzione di trasmissione culturale. Infatti, diventa tramite necessario per la conservazione di pratiche culturali e religiose. Inoltre, non va dimenticato, nel caso della comunità di Piana degli Albanesi, che un ruolo fondamentale nella conservazione della lingua arbëreshe è stato giocato dai papades. Infatti, il primo testo il lingua arbëreshe è stato scritto nel 1592 da un sacerdote: Luca Matranga. Si tratta dell’ E Mbësuame e Krështerë – La Dottrina Cristiana Albanese. Nel corso dei secoli, come in parte ancora oggi, nelle chiese arbëreshe di Piana le preghiere si recitano in lingua. E, grazie al catechismo frequentato dai bambini che si preparano per la prima confessione, si ha la possibilità di dar vita a un continuum e tramandare alle nuove generazioni la lingua. Read More...
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Il presidente albanese Meta chiede che l'arbëresh venga insegnato a scuola
Il presidente della Repubblica, Ilir Meta ha incoraggiato questo sabato i parlamentari italiani a fornire il loro supporto affinchè la lingua arbëreshe venga insegnata nelle scuole dei dei comuni minoritari. 
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Scoperto l’anno di nascita del poeta albanese sangiorgese Giulio Variboba
La ricerca sul poeta D. Giulio Varibobba non finisce mai di stupire. Sono stati rintracciati ultimamente importanti fonti documentali presso archivi pubblici e privati sulla comunità di San Giorgio Albanese in provincia di Cosenza.
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Gjitonia te fshati global
Ndoshta ngë mënd të njihen vetat o bashkësìtë nga llargu: dëftohen neve vetëm tue u jetuar përkrahu atyre, tue i dashur. “Një njohje e madhe ë’ bijë e njëi dashurìe”: ndjenjat, nëse të dëlirë, ngë janë të rreme. Kerkoj te zëmbra e njerìut dhe gjej patëmetësì (/ndershmërì), parimësì, e vërtetë dhe kushtin e mundësìsë fizike, psikike, shpirtërore shpëtuese të njëi bote të globalizuame dhe në ndryshim të shpejtë. Për këtë, pikërisht tue vërejtur atje ku duket e zhdukur zëmbra, kërkoj të gjej gjurmën e ndonjëi mundësìe të aftë të bejë të ringjallet lirìa e brëndshme dhe hapja ndaj tjerëvet.
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Gerbidi e maggesi
E’ trascorso più di un secolo dai forse dimenticati “Moti di Palazzo Adriano”: una sollevazione contadina contro il padronato, motivata dalla ‘pretesa’ d’aumentare la propria quota spettante in grano dal 25% al 30% del raccolto, sollevazione sedata nel sangue. Allora la terra del mio paese dava da vivere ad una popolazione doppia rispetto a quella attuale. Purtroppo però l’inevitabile incremento demografico, dovuto a migliori condizioni igieniche e sanitarie e alla diminuzione della mortalità infantile, produceva una lenta ma continua emigrazione verso ‘il nuovo mondo’.
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Istituiti punti telematici per accedere all'Archivio di Stato albanese
'INIZIATIVA di creare una rete di Punti-Archivio per il mondo albanese, collegati elettronicamente con l'Archivio Centrale di Tirana, è partita alla fine del 2020, anche alla luce delle difficoltà create dalla crisi pandemica, su iniziativa della Direzione Generale degli Archivi d'Albania, guidata dal giovane Direttore generale Ardit Bido e dal suo staff del settore informatico, vista l'impossibilità per studenti, ricercatori e studiosi di utilizzare direttamente le fonti archivistiche in possesso dell'Archivio stesso.
'INIZIATIVA di creare una rete di Punti-Archivio per il mondo albanese, collegati elettronicamente con l'Archivio Centrale di Tirana, è partita alla fine del 2020, anche alla luce delle difficoltà create dalla crisi pandemica, su iniziativa della Direzione Generale degli Archivi d'Albania, guidata dal giovane Direttore generale Ardit Bido e dal suo staff del settore informatico, vista l'impossibilità per studenti, ricercatori e studiosi di utilizzare direttamente le fonti archivistiche in possesso dell'Archivio stesso. Read More...
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Napoli, polo storico di riferimento culturale per il mondo albanese e l’Arbëria
Al via lunedì 20 giugno alle 15,30 nella sede dell’Università degli studi di Napoli L’Orientale di Palazzo du Mesnil, in via Chiatamone 62, la prima delle due giornate del convegno internazionale “Napoli, polo storico di riferimento culturale per il mondo albanese e l’Arbëria” nel bicentenario della morte di Angelo Masci, intellettuale attivo a Napoli alla fine del ‘700. A lui si deve il “Discorso sull’origine, costumi, e stato attuale della natione Albanese”, pubblicato per la prima volta a Napoli nel 1807.
Al via lunedì 20 giugno alle 15,30 nella sede dell’Università degli studi di Napoli L’Orientale di Palazzo du Mesnil, in via Chiatamone 62, la prima delle due giornate del convegno internazionale “Napoli, polo storico di riferimento culturale per il mondo albanese e l’Arbëria” nel bicentenario della morte di Angelo Masci, intellettuale attivo a Napoli alla fine del ‘700. A lui si deve il “Discorso sull’origine, costumi, e stato attuale della natione Albanese”, pubblicato per la prima volta a Napoli nel 1807. Read More...
Missiva a Spirlì
Buon giorno Signor Presidente, nella prima settimana dello scorso settembre Lei, in qualità di Vice Presidente della Regione, con la partecipazione di dirigenti di dipartimenti della stessa, dott.ssa Sonia Talarico, dott.ssa M. Antonella Cauteruccio, Dott. Maurizio Nicolai e dott.ssa Francesca Gatto, ha incontrato il CO.RE.MI.L. ed il giorno successivo il direttore della RAI Calabria, dottor Demetrio Crucitti, per gettare la basi ad una Convenzione Ragione-RAI.
Buon giorno Signor Presidente, nella prima settimana dello scorso settembre Lei, in qualità di Vice Presidente della Regione, con la partecipazione di dirigenti di dipartimenti della stessa, dott.ssa Sonia Talarico, dott.ssa M. Antonella Cauteruccio, Dott. Maurizio Nicolai e dott.ssa Francesca Gatto, ha incontrato il CO.RE.MI.L. ed il giorno successivo il direttore della RAI Calabria, dottor Demetrio Crucitti, per gettare la basi ad una Convenzione Ragione-RAI. Read More...
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Recenzione libri: “Viaggio nella Calabria basiliana” di Enzo Cordasco
Continua l'ondata di interesse per gli insediamenti monastici basiliani in Calabria. Proproniamo il libro "Viaggio nella Calabria basiliana" di Enzo Cordasco che offre un itinerario nella Calabria bizantina comprendendo diversi contesti arbëreshë.
Continua l'ondata di interesse per gli insediamenti monastici basiliani in Calabria. Proproniamo il libro "Viaggio nella Calabria basiliana" di Enzo Cordasco che offre un itinerario nella Calabria bizantina comprendendo diversi contesti arbëreshë. Read More...
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Il progetto e l'evento. Gioacchino, Dante, Michelangelo, Scarpa e i cerchi trinitari
L'architetto-filosofo lungrese, Enzo Mattanò, ha appena pubblicato un importante testo che contribuisce ad inquadrare la centralità della teologia figurativa di Gioacchino da Fiore nel pensiero filosofico occidentale.
L'architetto-filosofo lungrese, Enzo Mattanò, ha appena pubblicato un importante testo che contribuisce ad inquadrare la centralità della teologia figurativa di Gioacchino da Fiore nel pensiero filosofico occidentale. Read More...
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Pubblicato il libro "Il grande sbarco"
Pubblicato per i tipi di Angelo Guerini e Associati S.r.l. il libro "Il grande sbarco" che racconta l'esodo albanese verso l'Italia negli anni 90: dalla prima accoglienza calorosa al rimpatrio. 
Pubblicato per i tipi di Angelo Guerini e Associati S.r.l. il libro "Il grande sbarco" che racconta l'esodo albanese verso l'Italia negli anni 90: dalla prima accoglienza calorosa al rimpatrio.  Read More...

ATTUALITÀ

Giovedì, Novembre 18, 2004 Luigi Boccia Chiesa e Religione 8429
Discorso pronunciato da S.E. il Card. Camillo...
Lunedì, Gennaio 23, 2006 Luigi Boccia Chiesa e Religione 12626
Secondo la tradizione, i territori dell’attuale...

LA LINGUA - GJUHA JONE

Domenica, Novembre 13, 2005 Luigi Boccia Grammatica 30652
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Martedì, Marzo 07, 2006 Pietro Di Marco Aspetti generali 12340
E ardhmja e natës agimi. Ti e prite. E ardhmja e agimit dita e plotë. Ti e rrove. E ardhmja e ditës mbrëmja. Ti u krodhe në të. E ardhmja e mbrëmjes...